Visualizzazione post con etichetta #M5S VIAREGGIO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #M5S VIAREGGIO. Mostra tutti i post

lunedì 11 marzo 2019

Tanto tuonò che piovve.

Non ci soprende che lo stadio dei Pini a forza di tergiversare, e di restare per mesi in uno stato di impasse costellato di rinvii, tentativi di rattoppo e rabberci vari resti inesorabilmente chiuso tracciando l'ennesima debacle dell'Amministrazione Del Ghingaro sulla questione degli impianti sportivi ( e non solo) . Il Movimento 5 Stelle dopo l'annuncio del trasferimento in Liguria della Viareggio Cup per il niet della commissione di vigilanza alla riapertura dell'impianto per carenze strutturali passa all'attacco puntando il dito contro l'incapacità dell'Amministrazione nella gestione dei problemi inerenti la messa in sicurezza di uno stadio che da anni grida vendetta. Se infatti le porte del campo sono ormai serrate dal 30 giugno, il Comune se l'è presa calma nel frattempo confidando forse nella sua capacità di sistemare la questione. Ecco che però arriva l'apertura di un’indagine da parte della Procura sull’agibilità dello stadio: succede così che all'interno della commissione di vigilanza, chi aveva in un primo tempo rassicurato sulla possibilità di riaprire i battenti a seguito di una prima tranche di lavori eseguiti mettendo mano alle casse comunali, proprio per l'intervento della Procura, si rimangi la parola decidendo lo stop dell’attività sportiva, proprio mentre il sindaco sta preparando l’ordinanza di riapertura. Risultato: si torna al punto di partenza senza passare dal via con Viareggio che perde un altro importante tassello per il rilancio dell'immagine ma anche dell'economia della città. Il sindaco ha detto che quando l'indagine sarà chiusa chiederà a tutti gli enti coinvolti l’esatta consistenza dei lavori necessari per far riaprire lo stadio. E farà due conti. Non sarebbe stato meglio farli prima? Questa mossa maldestra dell'Amministrazione non fa che minare ulteriormente la ripresa della città: Viareggio ha già svenduto alcuni dei suoi gioielli migliori, immobili e strutture importanti per la città, i suoi servizi sono in mano a chi si preoccupa più di farli fruttare per se stesso che a rendere buoni servigi alla cittadinanza, si va avanti a suon di slogan e a far scena con incantesimi che quando finiscono il loro effetto lasciano davanti agli occhi una desolante realtà; a tal proposito ci preoccupa l'allarme lanciato dai revisori dei conti sulle condizioni finanziarie di I care, il fatto che la società ipotechi le sue farmacie per ottenere credito dalle banche e pagare le tredicesime ai suoi dipendenti, i licenziamenti in atto, la promiscuità tra i beni e le risorse dell'azienda e quelli del comune, le carenze funzionali e le problematiche dimostrate nella gestione dei suoi servizi; ci eravamo opposti fin dall'inizio alla creazione di questa partecipata che sembra sempre più assomigliare a quella, ovvero la Viareggio Patrimonio, della quale è andata a prendere il posto.

lunedì 4 marzo 2019

Chiarimenti sull'esclusiva che la Fondazione Carnevale ha concesso a Noi tv per le riprese del corso mascherato.

Il Movimento 5 Stelle Viareggio chiede lumi circa l'accordo che ha visto Maria Lina Marcucci in veste di Presidente della Fondazione stringere un accordo con.. se stessa.. ovvero la Tv locale all' 80% nelle mani del Gruppo Marcucci (con l'altro 20% in dote della famiglia Del Pistoia, asso pigli atutto nel comparto dei servizi pubblici locali). La decisione lascia perplessi in quanto si configura un evidente conflitto di interessi, al quale purtroppo questa Amministrazione ci ha abituati in diverse circostanze. Anche altre emittenti locali avrebbero potuto fare un buon servizio per la promozione del Carnevale viareggino, e ci chiediamo se non sarebbe stato maggiormente vantaggioso in termini di popolarità per il Carnevale apparire su più televisioni possibili. Vogliamo vederci chiaro riguardo agli accordi presi: essendo la Fondazione un ente pubblico, soggetto a principi di trasparenza e di evidenza pubblica, il suo Carnevale non è appannaggio dei soliti amici (o parenti) degli amici. Dunque con quali criteri si è scelto di privilegiare la tv dei Marcucci a discapito delle altre? Quali sono i termini dell'accordo? Si tratta di una decisione vantaggiosa per il Carnevale o per l'emittente che lo trasmette?

venerdì 25 gennaio 2019

25 Gennaio CC


Mi esprimo come portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle e quindi rappresentante sul territorio per far presente la situazione di questa città, una città particolare che ha subìto il dissesto quindi molto appetibile per i beni in svendita, dove il malaffare può fare guadagni facili, al ribasso, dove è forte la pressione da parte di gruppi criminali col colletto bianco che cercano di insinuarsi nelle pieghe della società civile a tutti i livelli, col fine di portare a termine i loro affari, tanto più facile quando l'economia affronta un momento di crisi e ci sono imprenditori che non riescono ad avere credito dalle banche e spesso finiscono nelle mani di bande di usurai senza scrupoli. Abbiamo letto sui giornali le denunce di albergatori, l'allarme lanciato da chi conosce il settore in cui lavora e afferma che la Versilia è nel mirino della mafia, e molte attività diventano comode lavatrici dove ripulire denaro sporco. Abbiamo visto attività commerciali, anche storiche cadere in mano a uomi legatI alle cosche, bar, ristorante, negozi persino ubicatI nel salotto buono della città. Abbiamo visto una concessione del porto che per una DISATTENZIONE è stata affidata a personaggi vicini a clan mafiosi. Sappiamo ormai da tempo che la città è sotto attacco e la situazione, anche a livello regionale, sta peggiorando.Il secondo Rapporto 2018 sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione Toscana ci dice che escludendo Sicilia, Campania e Calabria, secondo le statistiche ufficiali , negli ultimi tre anni, la Toscana è la prima regione in Italia per numero di arresti e denunce con l’aggravante del metodo mafioso confermando, testuali parole, "un contesto economico favorevole, oltre che vantaggioso, per gli investimenti criminali”. E si parla di una una mafia sfuggente, invisibile e meno localizzata che trova terreno fertile nel mondo della politica e dell’impresa arrivando a costituire dei “veri e propri comitati di affari” con i colletti bianchi. Proprio riguardo al collegamento Mafia e politica, la logica del “comitato d’affari” fa riferimento a un un modo nuovo di incunearsi nel sistema economico regionale: si parla INFATTI di “penetrazione economica dei clan nell’economia regionale”. Questi gruppi criminali tendono a realizzare le proprie attività economiche su più territori, concentrandosi in uno specifico settore criminale (o legale), e aspirando ad assumerne un controllo o una quota di mercato significativa”.

Il modus operandi è possibile solo grazie all’opportunità degli attori criminali “di sedersi attorno a tavoli diversi con esponenti del mondo dell’amministrazione, dell’imprenditoria, delle professioni, della finanza, per ‘fare affari’ e stringere accordi”. Nel contesto toscano le organizzazioni mafiose giocano quindi di sponda cercano e trovano interlocutori nella pubblica amministrazione e nel mondo dell’impresa con cui INSTAURANO rapporti ibridi e di contaminazioni della criminalità organizzata nella politica o nella società civile: la logica che prevale è quella del ‘comitato di affari’ che lega le mafie tradizionali ai gruppi affaristici, la commistione più difficile da perseguire penalmente”.

Il 25 gennaio 2017, a seguito di interrogazione parlamentare del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso, nella quale si paventava possibili infiltrazioni mafiose nel porto di Viareggio, l’Autorità portuale regionale ha revocato la concessione alla Mgl Yachting Service srl. Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri, è emerso che le titolari della predetta società erano collegate per legami di parentela al clan catanese dei Cursoti. Per questo motivo, la prefettura di Lucca ha emesso un'interdittiva antimafia nei confronti della Mgl Yachting Service srl. E QUI pongo il problema dei controlli un problema annoso dello Stato in tutte le sue declinazioni, anche rispetto alle ditte appaltatrici delle pubbliche amministrazioni ..E di rimando ecco l'importanza della Trasparenza negli atti della p.a. che purtroppo spesso viene a mancare e finisce per favorire consciamente o inconsciamente certe dinamiche.

Il focus sulla mafia in Toscana pone tra l'altro particolarmente a rischio il territorio di Viareggio, e Torre del Lago che con Altopascio è all'interno della Regione Toscana, oggetto di un'infiltrazione consistente della malavita organizzata ponendo il problema di un graduale inquinamento del tessuto sociale con conseguente diffusione della cultura mafiosa. Là dove più massiccia è stata la colonizzazione del territorio da parte di soggetti “mafiosi”- si legge sempre nel report- anche il tessuto sociale ne è risultato fortemente compromesso, fino a porre il rischio particolarmente consistente di contaminare le pubbliche amministrazioni che ne costituiscono, inevitabilmente, l’espressione sul piano istituzionale. L'accettazione delle regole mafiose INFATTI resta inesorabilmente relegata all'interno di contesti dove sono prevalenti i legami parentali o la comune provenienza geografica. Che dire quindi di una FRAZIONE resa confino, abbandonata negli anni a se stessa come certi quartieri periferici della città? Le responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute vanno ormai a ritroso negli anni per tornare davanti agli occhi di chi amministra oggi .

Già nella relazione 2016 della Direzione nazionale antimafia si afferma chiaramente che c'è omertà e che la politica non fa abbastanza per denunciare e contrastare il fenomeno. Nero su bianco si legge di 'penetrazione e condizionamento di ambienti politico-amministrativi' in Toscana. E si mostrano riscontri investigativi sul fatto che sussiste una connessione tra mafia e politica in Toscana, un dato , scrivono sempre gli estensori del focus- che pare sia sfuggito ai più . Era la prima volta che la magistratura antimafia metteva in rilievo questo aspetto. Una novità assoluta DI cui nessuno ha colto l'importanza - che dimostra e conferma il salto di qualità del crimine organizzato.

Non si è saputo o voluto comprendere che prendere consapevolezza del problema e agire con prevenzione sono gli unici deterrenti per combattere l'attecchimento del cancro della mafia.

Lancio qui la proposta di istituire un osservatorio A Livello comunale. per per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto di fenomeni di illegalità con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nel territorio e a eventi corruttivi, con l’aiuto di studiosi del fenomeno, proprio sulla scia delle emergenze del nostro territorio emerse sia dal focus dell'associazione Caponnetto che dalla relazione scientifica elaborata dalla Scuola Normale di Pisa che vedono appunto il nostro territorio nell'occhio del ciclone: un Organismo con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione, stimolo e supporto per le attività comunali e le forze dell'ordine.

Arrivo poi allo spinoso capitolo relativo ai beni confiscati alla criminalità organizzata ovvero quegli immobili che sono passati nelle mani del demanio perché considerati frutto di traffici , secondo le statistiche ufficiali IN TOSCANA solo il 20% è stato assegnato: il problema riguarda PROPRIO l’assegnazione di questi beni che dovrebbero, per legge, svolgere una funzione sociale rivolta alla cittadinanza. "Quello dei beni confiscati è un punto dolente – lo hanno affermato gli stessi relatori dello studio – sul tema c’è una scarsa attenzione della pubblica amministrazione e in alcuni casi può sorgere il sospetto che alla politica non convenga riconvertire questi beni confiscati ai mafiosi: non portano voti ma solo grane". Per questo dalla società civile potrebbe arrivare un impulso a velocizzare il recupero di questi beni facendo il possibile nella ricerca di soluzioni a livello tecnico e burocratico per superare le criticità legate ai tempi di assegnazione.

A tal proposito ricordo che L'amministrazione DI Viareggio si è dotata di un regolamento sui beni confiscati che è rimasto lettera morta, col risultato che questi beni non vengono assegnati , ebbene vogliamo che diventi operativo per restituirli come vuole la legge alla collettività e dare un segno concreto della lotta alla criminalità organizzata sul territorio

Dobbiamo essere concentrati sul problema , OCCORRE METTERE IN ATTO puntuali meccanismi di verifica e di controllo sopratutto chi amministra non può permettersi distrazioni, deve VIGILARE ,impegnarsi per GARANTIRE la legalità e lavorare al massimo per la prevenzione, non è pensabile cedere ulteriore terreno alla mafia nel nostro territorio, lo dobbiamo anche alle persone che con coraggio sono uscite allo scoperto per denunciare.

domenica 20 gennaio 2019

Ospedale Versilia

Si sa da un bel po' di tempo, ed ora sta diventando realtà: Il Versilia perde sempre più pezzi (e specializzazioni) e da mega ospedale sta diventando un grande pronto soccorso. Questo è il senso della riorganizzazione dell'Ospedale Unico varata dalla Asl che nei fatti significa riduzione di reparti e di servizi, il tutto sulla pelle dei cittadini e sulle spalle di medici e infermieri. Così se i posti letto (in medicina) aumentano , è solo apparenza perché in effetti sono quelli ceduti in gran parte dal reparto di oncologia, così che a farne le spese saranno i malati di tumore. Si tratta infatti di una manovra attuata per smaltire i pazienti in attesa di ricovero da parte del pronto soccorso versiliese ( quello maggiormente sotto stress per il numero di accessi dell'intera area vasta) che però finisce per mettere in sofferenza una categoria di pazienti, quelli malati di tumore purtroppo in crescita nella nostra zona: ebbene loro saranno quelli che dovranno patire, in primis un servizio di serie B,  potendo contare su un un'assistenza  " a scartamento ridotto", un reparto ridimensionato e un minor numero di specialisti oncologi a disposizione. Ma non solo, a rimetterci con questa riorganizzazione, saranno infatti tutti i cittadini che si rivolgeranno al nosocomio: a fronte di questo valzer di letti, che passano da un reparto all'altro, resta infatti inadeguato l'organico riguardo al  numero di medici e operatori sanitari che alla fine di questo balletto rischiano di ritrovarsi a dover monitorare anche il doppio dei pazienti e quindi fare tutt'altro che un buon servizio. "Abbiamo già visto che i medici del Versilia sono insorti lamentando il fatto che non riusciranno a seguire a dovere gli ammalati, i quali di conseguenza si ritroveranno, come è ormai consueto per che abita in Versilia, a dover  fronteggiare un peggioramento della qualità dell' assistenza . Che ne dica la dirigenza Asl e il Presidente della Conferenza dei Sindaci, Giorgio Del Ghingaro, il quale avvalla senza batter ciglio le scelte dell'azienda sanitaria, in Versilia il servizio sanitario pubblico continua ad andare giù in picchiata, ma nessuno di quelli che sono nella stanza dei bottoni si preoccupa di porre un freno. Abbiamo appoggiato l'iniziativa della Fials, il sindacato che si batte ormai da lungo tempo per invertire la tendenza, e ci siamo impegnati fin da subito a raccogliere le firme per dire l'ennesimo no a chi gestisce in malo modo la  sanità versiliese guardando solo ai numeri e a far quadrare il bilancio senza preoccuparsi delle esigenze dei cittadini: la riorganizzazione che vogliono propinarci non la vuole nessuno, è come una coperta corta che si tira da una parte e lascia scoperti dall'altra.

venerdì 7 dicembre 2018

Servizio Pubblico...

Il Movimento 5 Stelle Viareggio contro i rincari delle nuove tariffe regionali e i disservizi di un sistema pubblico che costa sempre di più' e funziona sempre meno. Quella ridefinizione delle tariffe che per esempio ha portato l'abbonamento annuo per coprire il percorso da Viareggio a Pietrasanta a schizzare a 250 euro all'anno. Con l'avvento della comunità tariffaria regionale, cioe' l'applicazione di una tariffa unica e omogenea per l'utilizzo di bus su tutto il territorio nazionale, in pratica si e' assistito in Toscana alla solita manovra fatta in nome della razionalizzazione ( come nella sanita' pubblica) che porta invece nuovi esborsi per le tasche dei cittadini . Tutto questo continuando a dare un sevizio poco efficiente e che quindi che non incentiva all'uso del mezzo pubblico: " sono molti i disservizi lamentati dall'utenza, come le corse spesso saltate sulla linea di Torre del Lago - spiega la consigliera comunale Annamaria Pacilio- spesso succede che gli studenti rimangano a piedi perche' la macchina usata per circolare nella frazione che viene cambiata in piazza d'Azeglio a seconda delle esigenze della società' di trasporto , e' quella grande , non riesce a passare dal sottopasso e quindi fa un percorso diverso all'insaputa del malcapitato che rimane senza alcuna comunicazione in attesa del bus e magari deve prendere il successivo,anche dopo un'ora , sempre che riesca a salire nella bolgia , con grande disagio delle famiglie che devono correre in soccorso o magari sono ignare del fatto che il figlio minorenne invece che in classe e' rimasto per la strada". Cosa che si verifica spesso anche sulla via di ritorno; ma non e' tutto:
"Ho avuto modo di riscontrare personalmente disagi anche sulla linea Viareggio- Pietrasanta - prosegue Pacilio- con bus , di mattina , stracarichi di passeggeri tanto da riempire il corridoio con la conseguenza di difficili manovre di salita e discesa per gli utenti". C'e' ancora tanto da lavorare per un servizio pubblico su gomma che sia pienamente funzionale e chi amministra dovrebbe pretendere un servizio di qualita' , mi riferisco in particolare a cio' che accade a Torre del Lago , una frazione che si sente ormai abbandonata a se stessa. E si dovrebbe fare di più' a livello regionale : tutelare le fasce più' deboli e offrire un servizio che tanto piu' e' efficiente tanto piu' incentiva all'uso dei mezzi dando vita a un circolo virtuoso:" Consideriamo - spiega ancora la consigliera pentastellata- che un maggior numero di utenti potrebbe portare a un abbattimento dei costo del servizio pubblico per la collettivita' con il grosso vantaggio di diminuire il traffico e abbattere l'inquinamento dei nostri centri urbani : di questo passo, con questo tipo di interventi, si tratta di cose ancora anni luce dall'essere attuate. " La Regione Toscana ha da sempre nicchiato sul tema degli sprechi, dei disservizi del trasporto pubblico, fino al risultato che e' sotto gli occhi di tutti: si continuano a mettere delle pezze permettendo comunque al gestore del servizi pubblico di fare il bello è il cattivo tempo, intascarendo i soldi dei cittadini in cambio di un servizio scadente.

domenica 25 novembre 2018

Sea e RetiAmbiente

Si definisce miracolo un evento straordinario, al di sopra delle leggi della natura (ma potremmo dire in questo caso anche degli uomini), che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Nel linguaggio comune, per estensione, il termine miracolo indica anche un fatto eccezionale, che desta meraviglia. Ecco, rimanendo sbalorditi per quanto sta accadendo, fatto davvero inaudito, ci chiediamo quale sia il deus ex machina (sicuramente ce n'e' piu' di uno) che permette a qualcuno di operare all'interno di un totale stravolgimento delle regole: ovvero nonostante l'esistenza di un provvedimento arrivato niente popodimeno che dall'ANAC, ente indipendente che vigila per prevenire i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione (palesemente non in grado di superare il miracolo) , ci chiediamo come sia possibile che l'Avvocato , uomo di punta del sindaco Del Ghingaro, possa continuare a transitare ai piani alti , con disinvoltura , all'interno delle partecipate del settore rifiuti, in barba alla legge, agendo da asso pigliatutto. Cosi' nonostante il richiamo arrivato a luglio da Anac , il nostro, mica lascia, addirittura raddoppia. Riprendendo in mano le redini di Sea Ambiente, la societa'
interamente pubblica che gestisce il servizio raccolta rifiuti a Viareggio e (probabilmente ancora per poco) a Camaiore, Azienda che lo stesso aveva lasciato da amministratore unico ai primi di novembre del 2017 per diventare subito dopo presidente di Sea risorse SPA , societa' a capitale misto a maggioranza privata che fornisce servizi alla stessa Sea Ambiente spa , ( da cui il provvedimento Anac, rimasto, per grazia ricevuta? disatteso che aveva sancito l'inconferibilita' e incompatibilità di incarico per l'avvocato passato alla guida della società a partecipazione pubblica ) ; fino al ritorno sullo scranno di quella stessa Sea Ambiente dove ora Miracolo risulta essere nuovamente Presidente con avocate a sè tutte le deleghe gestionali . Tutto questo continuando a sedere ovviamente del CdA di RetiAmbiente, società holding nella quale sono confluite le società di gestione rifiuti nell'Ambito Toscana Costa come appunto Sea ambiente SPA : con l'Avvocato ancora una volta in doppia veste di controllore e controllato , e il mancato rispetto della normativa vigente.
Le responsabilità' sono chiare: del sindaco Del Ghingaro a livello locale, sostenitore a oltranza del presidentissimo , e della sinistra regionale che avvalla e indirizza certe scelte; di chi si preoccupa solo della spartizione delle poltrone , agendo nell' inosservanza delle leggi , a danno dell' efficienza di aziende che operano in un settore delicato come quello dei rifiuti e quindi dei cittadini; chiediamo che venga finalmente ripristinato il rispetto delle regole, a dispetto di chi ha potenti santi in paradiso.

Movimento 5 Stelle Viareggio

domenica 23 settembre 2018

Solidarietà ai familiari delle vittime

Solidarietà ai familiari delle vittime. È quella espressa dal MoVimento 5 Stelle Viareggio in riferimento allo smacco dato dal Sindaco all'Associazione "Il mondo che vorrei" per aver organizzato a poche settimane dall'inizio dell'appello per la strage che provocò la morte di 32 persone, un incontro a porte chiuse e non pubblicizzato con rappresentanti di Rfi (una delle aziende condannate in primo grado dal Tribunale di Lucca per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009), insieme ad Anci, Regione Toscana e Protezione Civile, con la motivazione addotta di portare avanti l'Osservatorio istituzionale per la sicurezza della Rete Ferroviaria; un incontro precluso all'Associazione dei familiari delle vittime , che non e' stata invitata.

Ci chiediamo anzitutto i motivi che hanno portato a un incontro che, nonostante i temi trattati e l'evidente interesse per la cittadinanza,  è stato organizzato in gran segreto e ha lasciato fuori i rappresentanti dell'Associazione, da anni in prima linea per la sicurezza ferroviaria, Associazione che prima di far accedere Rfi a qualsiasi tavolo di confronto, o trattativa, aveva chiesto precisi impegni e garanzie all'azienda confidando, a questo punto invano, nel supporto del sindaco. 

Difatti in barba alle rassicurazioni date e al rispetto per i familiari delle vittime, il Sindaco ha invitato a Viareggio Rfi, una delle aziende che si legge in sentenza, ha “ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico". Un'azienda condannata per " negligenza, imperizia e incuria”, per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone, e che continua a dimostrare, lo dicono i numerosi incidenti occorsi anche di recente, di non essere in grado di attuare efficaci sistemi di controllo e di verifica sia riguardo alla manutenzione dell'infrastruttura (in carico a Rfi) che dei veicoli ferroviari ( in carico a Trenitalia).

E così, mentre le richieste dell'Associazione rischiano di cadere nel vuoto, addirittura i suoi rappresentanti vengono tenuti lontani da documenti, fatti e circostanze cui avrebbero tutto il diritto di accedere. Non ci dimentichiamo del carteggio avvenuto qualche tempo fa, anche questo in gran segreto, tra Sindaco e Rfi, del quale, nonostante gli interrogativi dell'Associazione, il primo cittadino ha negato spiegazione; il Movimento 5 Stelle ne ha chiesto ufficialmente le risultanze, e sta ancora aspettando di conoscerne il contenuto, fermo restando che Del Ghingaro ha già spiegato ai familiari delle vittime che si tratta di atti riservati conseguenti a un contatto strettamente personale con i vertici dell'azienda ..peccato che riguardo certi temi come quelli della sicurezza, quando si parla di vittime, di disastro colposo, non c'è e non ci deve essere nulla di personale e di riservato ma semmai il piu' ligio rigore istituzionale insieme alla garanzia della massima trasparenza.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 10 agosto 2018

Regolamento Urbanistico calato dall'alto.

No a un regolamento urbanistico che incide sulla città aggredendo il  territorio con colate di cemento e attraverso l'attuazione di opere invasive e di grave impatto sull'ambiente che poco hanno a che fare con la reale valorizzazione e cura del territorio.

E' inutile turarsi il naso nascondendosi dietro l'alibi che la città aspetta da tempo un nuovo regolamento urbanistico e che serve per il bene di Viareggio. 

Una cittadinanza che vede calato dall'alto questo piano senza aver avuto possibilità di confronto, senza che sia stato avviato un percorso condiviso e partecipato.

E meraviglia la mossa del PD: in commissione aveva avuto una posizione che si è poi ribaltata in consiglio comunale porgendo sul piatto d'argento all'amministrazione un valido aiuto per far passare il regolamento. Un contributo fattivo che si concretizza in una fiducia piena data al sindaco e alla sua giunta quella offerta tout court dal partito democratico fin da subito nonostante la mancanza lamentata dallo stesso pd, di una qualsiasi forma di apertura e di condivisione con i cittadini. 

Ricordiamo la consegna in ritardo dei documenti ai consiglieri di minoranza, le domande rimaste inevase in sede di consiglio comunale, la constatazione che anche stavolta le ragioni della politica hanno la meglio su una precisa volontà di caratterizzazione e valorizzazione dei vari ambiti della città. 
Tutti argomenti sui quali qualcuno può soprassedere evidentemente tenendo fissa la prua in vista delle prossime elezioni comunali. 

mercoledì 23 maggio 2018

Il banchetto negato dell'associazione Il Mondo che Vorrei.

No secco al banchetto in passeggiata dell'associazione "il mondo che vorrei" : i familiari delle vittime della strage di Viareggio si vedono negare dal comune l'autorizzazione all'occupazione del suolo per una iniziativa atta a "non dimenticare" e  a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessita' di ottenere finalmente giustizia per quanto accaduto la notte dell'ormai lontano 29 giugno 2009 . Il motivo addotto , il diniego della giunta municipale che testualmente nega lo svolgimento di simili iniziative sui viali a mare. Prima di tutto ci chiediamo quali siano le iniziative simili, quelle che vedono un comitato formato da un insieme di cittadini provati nel corpo e anche nell'anima per aver lottato fin'ora contro i mulini a vento,  impegnati a chiedere conto di una giustizia sempre più' offuscata dalle ombre della prescrizione dei vari reati  che  mano a mano vanno a cadere per l'inerzia di uno Stato mostratosi da sempre poco interessato  a perseguirne i colpevoli . Persone  che chiedono da quel tragico giorno di vedere accolte le loro richieste per una maggiore  sicurezza riguardo ai convogli che transitano sulla nostra rete ferroviaria, che non perdono l' occasione di essere sempre presenti, di accendere ancora una volta i riflettori sulle vittime Invisibili di questa strage.  Oggi quelle stesse persone  si ritrovano a bussare davanti a un'altra porta che , anche  a livello locale, resta inesorabilmente chiusa. " Ci chiediamon le ragioni di un tale diniego - interviene annamaria pacilio portavoce in Consiglio comunale del  Movimento 5 Stelle viareggio- ci domandiamo a chi possa dare fastidio la loro presenza :  riteniamo che l'amministrazione abbia il dovere , anche morale , di stare a fianco di questi cittadini , di accoglierli , essere di supporto piuttosto che di ostacolo". " Non basta  solo commemorare chi non c'e' piu' - prosegue pacilio- ma occorre onorare il loro ricordo accompagnando il difficile cammino di chi e' rimasto e si sente abbandonato nella sua incessante richiesta di giustizia". 

domenica 29 aprile 2018

Non parlate al conducente


Continua il mantra del nostro Sindaco Giorgio del Ghingaro, nel porre in essere posizioni molti discutibili come l'uscita dal parco del nostro Comune. Ultimamente si è scagliato contro il Presidente del Parco Maffei Cardellini, reo di avere osato mettere in dubbio l'opera del prolungamento dell' asse di penetrazione, immaginata ed imposta con una surreale delibera di giunta, che prevede un'unica ipotesi: quella a Sud dello Stadio. Il tracciato più assurdo, costoso ed inutile, ma che può garantire il più oneroso contributo di spesa del denaro pubblico, cioè di tutti noi. Nonostante l'intera città nell'unico dibattito pubblico convocato dallo stesso Sindaco, abbia partecipato in massa mentre lo stesso disertava, sancendo una volontà plebiscitaria contraria a tale soluzione, il nostro primo cittadino continua imperterrito ad attaccare chiunque ponga degli interrogativi e delle soluzioni alternative, ad un' opera sicuramente onerosa nella realizzazione e a nostro avviso come MoVimento 5 stelle, dall'impatto devastante che cambierebbe definitivamente il profilo della città. Ci sono state numerose manifestazioni pubbliche organizzate da associazioni, partiti e comitati che rappresentano la società civile e dinamica di questa città, che rivendicano l'assenza di un vero processo partecipativo sistematicamente e volontariamente negato. Sono stati organizzati dibattiti, convegni, con illustri professionisti, ambientalisti, urbanisti, architetti e cittadini comuni che in svariate sedi hanno contribuito a chiarire il modello di città che si vuole immaginare, per un futuro turistico e sostenibile. Appare quasi superfluo considerare la "via delle Darsene" o "via del mare" come piace appellare a questa amministrazione, un tracciato contorto e contraddittorio in mezzo alla pineta, che dovrebbe essere inserito in un contesto di una progettazione complessiva di viabilità e di pianificazione industriale. Occorre aprire un vero processo partecipativo, prima di offendere in maniera definitiva ed irreversibile il prezioso patrimonio naturale di questa città. L'ottusità di certe posizioni si amplificano se non si aprono dialoghi, ma si impongono dogmi e diktat e si crede veramente di avere a che fare con una città inerme, qualunquista e disinformata. 
Alla luce di questi ultimi eventi, si può legittimamente sospettare che vi siano dei forti interessi che vanno al di là di ogni nostra ragionevole capacità di comprensione, per la quale il MoVimento 5 Stelle chiede urgentemente che sia fatta chiarezza di fronte ad un reale dibattito pubblico, continuamente annunciato e mai realizzato, sviscerando le numerose contraddizioni urbanistiche ed ambientali che il primo cittadino continua a nascondere alla città, considerando i suoi abitanti delle inutili comparse e che viceversa il MoVimento 5 stelle da sempre favorevole al dialogo con la città, intende promuovere ulteriormente in tutte le sedi istituzionali.

MoVimento 5 stelle Viareggio

lunedì 16 maggio 2016

L'elefante ha partorito il topolino.


Ovvero l'ennesima occasione persa
E così dopo una lunga attesa, e molte aspettative da parte di chi attendeva un segnale forte per dare nuovo impulso al cuore del commercio viareggino, ultimamente in grande affanno, ecco che arriva il nuovo regolamento dei loggiati e dei chioschi di Piazza Cavour, fresco di approvazione nell’ultimo consiglio comunale: durante un’assise nervosa che ha visto tra l’altro a metà seduta il sindaco e il suo seguito, la giunta, lasciare l’aula, per “lesa maestà”, ecco passare questo scarno regolamento che nei fatti tradisce le attese di chi si aspettava una vera nuova regolamentazione del Piazzone che rilanciasse finalmente l’area commerciale, evitando una volta per tutte l’accumulo di debiti verso l’amministrazione che negli anni ha contribuito ad allargare il buco del bilancio dell’ente e ha portato al mancato rispetto delle regole e alla depauperazione della zona pedonale rimasta nel degrado più assoluto ostaggio di loggiati vuoti, banchi serrati e saracinesche abbassate: un centro commerciale naturale poco appetibile agli avventori, di scarso appeal con il suo sgangherato arredo urbano, assediato da clochard e balordi, stretto nella morsa di chi si aggiudica i posti lasciati vuoti dalla crisi vendendo prodotti di importazione e di bassa qualità. Così se da una parte questa nuova regolamentazione lascia ancora una volta il comune privo di qualsiasi garanzia di fronte alla eventuale morosità dei concessionari, dall’altra risulta vaga e inadeguata la tempistica per la risoluzione di eventuali problematiche legate alla riscossione dei canoni, ciò che ha portato in passato assieme alla cattiva gestione del bene pubblico e alla mancanza di controlli, all’incremento del debito che tutti noi stiamo pagando: evidentemente la storia non insegna a prendere decisioni più ponderate. Inoltre, i pochi punti siglati dal nuovo regolamento risultano inadeguati a comprendere i presupposti su cui si fonderanno i bandi ad esso collegati che l’amministrazione intende predisporre a breve per la concessione delle logge del mercato, argomento principe della discussione che doveva essere invece ben delineato per capire fino in fondo quale vuol essere il volto del mercato che l’amministrazione Del Ghingaro ha in testa, se ne ha un’idea precisa e puntuale, affrontando adeguatamente una volta per tutte una situazione scappata di mano ormai da tempo, e lasciata languire sotto i colpi della crisi, dell’incuria e del degrado. A questo punto ci domandiamo, ma chi vorrà investire risorse sul nostro territorio? Cosa siamo in grado di offrire a questi temerari? I privati da soli non possono certo ovviare a tutto. Da molto tempo in Piazza Cavour mancano interventi di ordinaria manutenzione per non parlare di nuovi presupposti di rilancio, manca qualsiasi forma di marketing e di comunicazione, di politica commerciale e turistica che riesca ad attrarre pubblico anche attraverso iniziative ed eventi. Oltre a rendere più sicura la zona con una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ci sarebbe bisogno di un migliore coordinamento e una semplificazione dei rapporti col SUAP, di una revisione del piano della mobilità e della sosta (soprattutto in riferimento al carico e scarico delle merci) favorendone la rotazione anche per venire incontro alle esigenze dei clienti, una riorganizzazione degli orari e dei periodi di apertura delle attività presenti, maggiore pulizia e decoro, in particolare attraverso un più attento controllo sul conferimento dell’immondizia nelle fasce orarie consentite e l’effettuazione del servizio di spazzamento in giorni e ore più consone in modo che l’area presenti nel fine settimana il suo aspetto migliore: senza che nel clou della giornata del sabato, quella di maggior frequentazione, chi passeggia per le strade del centro debba ingoiare nugoli di polvere per il passaggio della spazzatrice che tra l'altro taglia il numero di preziosi posti auto immolati per la pulizia della strada. Inoltre a dirla tutta sarebbe stato il caso di metter mano a un Piano delle Funzioni, da dove si doveva partire per ridisegnare la zona del Piazzone, con particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese, alla tutela delle botteghe e delle attività di interesse storico, di tradizione e di tipicità. Indispensabile anche avviare un metodo di lavoro partecipato e aperto, nel quale chi ha le redini del governo della città riesca a porsi finalmente in ascolto di coloro che quotidianamente si dovranno confrontare con le regole approvate dall’amministrazione, una buona pratica che sembra proprio non piacere a chi oggi è al timone della città. Tutto questo per delineare insieme agli attori economici le linee di un futuro sviluppo del territorio facendo proprio leva sulla regolamentazione degli usi delle concessioni pubbliche, dei fondi e degli immobili esistenti, mirando al progresso economico sociale e a innalzare l’offerta dei prodotti e la qualità dei servizi offerti, pubblici e privati, commerciali e non, del territorio; puntando anche alla riqualificazione dei manufatti: riguardo alle facciate decadenti, lasciate andare nel tempo magari per forzare qualche concessione da parte del Comune, occorrerebbe infatti ne venisse imposta la risistemazione, non più solo per motivi legati alla sicurezza, ma anche per ragioni di decoro. L’imperativo: salvaguardare la tipicità di Viareggio e quindi della Versilia contrastando l’invasione di negozi e locali che stanno sempre più prendendo piede stravolgendo le caratteristiche del nostro commercio, favorire quelle attività economiche che siano rispettose dei valori storici e architettonici contenuti negli ambiti in cui si trovano, attività che svolgono un servizio ai residenti sia per la completezza dell'offerta sia per la loro attività di presidio aiutando a difendere l'autenticità di un luogo, favorendo lo sviluppo di una cultura dell'accoglienza ricettiva e turistica. Si tratta di interventi la cui urgenza è palese, che sarebbero a costo zero, e potrebbero dare da subito benefici immediati alla città; interventi auspicati da molti, che di fatto l’amministrazione, anche con questo regolamento, non ha preso minimamente in considerazione. Non possiamo andare avanti solo a suon di proclami, e lasciare che la città venga ogni volta travolta da scelte che cadono come tegole sulla testa dei suoi abitanti. Basta vedere quello che sta succedendo in Passeggiata con l'introduzione tout court della raccolta differenziata a inizio della stagione estiva. Risultato: una bella distesa di cassonetti scarrabili dal canale Burlamacca alla fossa dell'Abate, ecco come salutiamo i primi vacanzieri che si affacciano sulle nostre spiagge e come rendiamo partecipi i cittadini dell'azione amministrativa convincendoli attraverso i loro comportamenti virtuosi della bontà della differenziazione dei rifiuti a fronte tra l'altro di tariffe e costi di servizio che dalle premesse lasciano ben poca speranza per il portafoglio. 
Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 aprile 2016

Benessere animale o situazione bestiale?



Intanto lo show va avanti, la carovana del circo si sposta a Querceta e poi a Camaiore. Peccato che per il benessere degli animali in Versilia ci sia molto da fare. Lo denota il fatto che a parte Viareggio, Massarosa e Pietrasanta (seppur con tutte le loro pecche e i loro deficit), e negli altri Comuni va ancora peggio mancando tutt’oggi un regolamento per la tutela degli animali, strumento attuativo sul territorio delle leggi in vigore in materia di benessere animale e  tutto viene rimandato alla legge regionale, in qualche caso inserendo poche voci all'interno di qualche regolamento, di polizia urbana o addirittura edilizio, spesso denotando scarsa conoscenza in materia, facendo riferimento a situazioni poco al passo con i tempi, oltre che ad articoli obsoleti e non adeguati alla normativa corrente. Articoli che tra l’altro poco o niente si occupano del benessere dell’animale e trattano l’argomento esclusivamente per evitare danni e disagi alla popolazione.

Il Comune di Seravezza di animali ne parla nel suo regolamento di polizia urbana aggiornato al 2006, al suo interno, all’articolo 35 (DISPOSIZIONI RIGUARDANTI GLI ANIMALI) c'è scritto che “E' vietato lasciar vagare entro l'abitato e circolare per le pubbliche vie qualsiasi specie di animale da cortile e da stalla, come pure tenere nei luoghi pubblici od aperti al pubblico, nelle terrazze, nei poggioli e cortili, gli animali di cui sopra con o senza gabbione”. E non c'è altro da dire.
All’articolo 41 (ANIMALI - DIVIETO DI MALTRATTAMENTO ) si legge :
“E' vietato maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricandoli di peso eccessivo e lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale (?).  Per poi proseguire: “Deve essere comunque garantito il rispetto del benessere animale secondo quanto previsto dal D.L.vo 1 settembre 1998 n. 333”. Ovvero l’Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento (?). E la legge regionale 59 del 2009 inerente la tutela degli animali d’affezione? e il fatto che l’animale dal 2004 è riconosciuto come essere senziente, i tre livelli di benessere? Buio completo.
E ancora: “E' vietato detenere animali in spazi angusti e in luoghi antigienici; privare gli stessi del cibo, dell'acqua, delle cure e degli interventi necessari per la loro salute anche al fine della prevenzione delle malattie infettive e parassitarie e delle zoonosi. Lo spazio minimo da destinare ad un cane o ad un gatto è di 6 mq.” - addirittura meno della legge regionale che ne prevede minimo 8 come da Decreto di attuazione delle legge 59 del 2009 del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011. Si prosegue: “nelle abitazioni, nei giardini cortili ecc.; nei luoghi all'aperto gli animali devono avere un idoneo ricovero” (ma idoneo secondo quali parametri?). Inoltre: “E' fatto assoluto divieto di detenere cani a catena sprovvisti di un riparo coperto e chiuso almeno su tre lati “- invece con adeguato riparo, si possono detenere, a catena? . “La catena non deve avere lunghezza inferiore a mt.5 ed il termine della catena deve essere fissato ad un cavo aereo. Detti animali devono essere in grado di poter raggiungere il riparo, il contenitore dell’acqua e del cibo”; peccato che per la legge regionale 59 del 2009 : “la detenzione dei cani alla catena è consentita in via eccezionale, alternativamente o per le ore diurne o per quelle notturne per un tempo massimo di sei ore giornaliere a condizione che la catena, di peso non superiore al 10% del peso del cane, sia di almeno sei metri e scorra su un cavo aereo di almeno tre metri fissato ad altezza non superiore ai due metri. La catena deve essere munita di due moschettoni rotanti alle estremità”. Dunque il regolamento è addirittura peggiorativo della legge regionale la quale tra l'altro sembra non aver recepito le direttive nazionali della legge 189 del 2004 che sancisce il passaggio dell'animale da res (cosa) a essere senziente ( per cui la catena è sicuramente fuori luogo).
Ancora: “ i cani tenuti nei cortili o giardini ad uso di più famiglie devono essere legati con catena e consentire il passaggio alle persone che vi transitano”.. Alla faccia del benessere animale, e delle normative di legge. E ancora : “ I proprietari dei cani sono tenuti ad iscrivere gli stessi entro il sesto mese di vita all’anagrafe canina secondo quanto previsto dalla L.R. 43/95”.  Peccato che il Decreto del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011: "Reg. di attuazione della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 riguardo alle “Norme per la tutela degli animali PROCEDURE DI ANAGRAFE CANINA (ART. 9) sancisce che “ il responsabile di un cane provvede entro il sessantesimo giorno di vita dell’animale all’iscrizione e all’identificazione dello stesso presso la banca dati locale, individuata in base alla propria residenza anagrafica”. 
Vecchie anche le disposizioni Cites, del 2000, citate a riguardo dell’utilizzo degli animali  IN FIERE, CIRCHI E MOSTRE VIAGGIANTI .  Riguardo all' ART. 78 DETENZIONE DI CANI 0 ALTRI ANIMALI NELLE ABITAZIONI  si dice che “ E' vietata, nei centri abitati del Comune, la detenzione in abitazioni, stabilimenti, negozi, magazzini, cortili e giardini di cani o di altri animali che disturbino la quiete pubblica nelle ore notturne. Tale norma si applica anche fuori dei centri abitati quando si ha disturbo della quiete pubblica. Nel caso sopraddetto, gli agenti di Polizia Municipale, oltre ad accertare la trasgressione a carico del proprietario o detentore, lo diffideranno ad attenersi in futuro alle disposizioni di cui sopra e, se del caso, a ricercare ogni possibile rimedio teso ad evitare che l'animale rechi disturbo. Ove la diffida non venga osservata, l'animale potrà essere sequestrato ed affidato alle strutture di accoglienza canina”.  Della serie se il cane disturba si porta al canile.. 

A Camaiore, il regolamento di polizia urbana, dove si affronta tra gli altri argomenti il tema degli animali, risale agli anni '60, con aggiornamenti al 2003. L'Art. 55 sul Maltrattamento recita: “ È vietato di maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricando di peso eccessivo, lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale”. Anche qui sembra di parlare della notte dei tempi. Quando poi si tratta il tema del trasporto di animali, lo si fa giusto in funzione della macellazione: secondo l'Art. 56 sul Trasporto animali: “Il bestiame da macello deve essere preferibilmente condotto attraverso le vie meno frequentate, evitando di passare, se è possibile, davanti alle chiese ed alle scuole (?). È vietato l’uso del pungolo per invogliare il bestiame a camminare. Il trasporto al macello di animali gravemente ammalati, di quelli affetti da gravi lesioni traumatiche o gravi zoppie, il trasporto e la sosta sui pubblici mercati delle bovine giovani, deve essere effettuato in modo da non destare disgusto o raccapriccio”.... Della custodia di animali si parla solo in questi termini, secondo l'Art. 57  “È vietato affidare, anche momentaneamente, i veicoli trainati da bestie e persone le quali per debolezza, per inesperienza o per qualsiasi altro motivo, siano incapaci di domarle o di condurle ed è vietato di lanciare le bestie stesse anche per brevissimo tempo abbandonate”. Vietato addirittura far bere i nostri 4 zampe alle fontane: l' Art. 68 sull' Abbeveramento animali afferma che: “È vietato condurre ed abbeverare animali presso le pubbliche fonti”. Ed è proibito tenere animali che disturbano. L' Art. 84 sugli Animali molesti dice che “È proibito tenere animali anche domestici, che rechino disturbo o danno al vicinato. È parimenti proibito di tenere a custodia di fabbricati o giardini prossimi all’abitato, cani che rechino disturbo alla quiete pubblica”. Dunque che si fa? Si buttano per la strada? Si portano al canile?

Anche a Forte dei Marmi nessuna notizia di un regolamento sul benessere degli animali. Il riferimento anche qui è la normativa regionale. Da segnalare che sul sito del Comune esiste un form per segnalare i cani randagi che si invita ad utilizzare da parte del pubblico affinché “ chi di dovere adotti le misure necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini”.

A Stazzema invece le norme per la custodia e la tutela degli animali d’affezione è un allegato al regolamento edilizio, dove si fa riferimento alla legge regionale ma ci si preoccupa più che altro di definire le regole per la costruzione dei ricoveri per animali, trattando l’aspetto urbanistico edilizio della questione per normare le strutture ad uso canile in quanto sul territorio del comune ci sono diverse squadre per la caccia al cinghiale che gestiscono un cospicuo numero di cani. E’ così che si può dire che la Versilia non è un paese per animali. E forse non è un paese dove si cerca di dar segno di civiltà e il buon senso. Prendiamo come fulgido esempio l’articolo 52 del regolamento di polizia urbana di Camaiore: “I bambini e le persone deficienti devono essere accompagnate per la pubblica via, né possono essere portati in giro sconvenientemente vestite”. Questo per quanto riguarda, testuali parole la ”Protezione bambini e persone deficienti”. Ma chi si preoccupa di salvaguardare noi dagli strafalcioni e i nostri amici a 4 zampe da coloro che dovrebbero tutelarli e proteggerli? I sindaci, responsabili per legge del benessere degli animali sul proprio territorio, diano finalmente un segno... 


MoVimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 6 aprile 2016

No all’acido peracetico.


No all’acido peracetico per disinfettare le acque. Il MoVimento 5 Stelle Viareggio invita tutti al buon senso ed esprime una decisa opposizione all'uso del composto chimico per disinfettare e sterilizzare le acque (e anche la fauna e la flora) dei fossi principali della Versilia, come annunciato dal sindaco Del Dotto, dopo due anni trascorsi a prospettare soluzioni miracolose poi svanite nel nulla. 
Rimedio sconsigliato da Arpat e da Asl, l'acido peracetico è un ulteriore inquinante chimico delle acque, che deve essere usato solo in grande quantità per essere efficace ed è fortemente condizionato dal Ph dell'acqua e dalla sua temperatura. Il MoVimento 5 Stelle, ha da tempo individuato come valida soluzione alternativa la fitodepurazione che, grazie ai microrganismi che si creano nell'acqua con l'aiuto delle piante, provvede a smantellare qualsiasi inquinante in modo dolce e graduale; oltre ad essere economico ed ecologicamente sostenibile per ridurre in modo sensibile l'eccessivo apporto al mare di sostanze nutrienti (fosforo e azoto) che provengono dagli scarichi civili e industriali e dalle acque reflue delle aree agricole e urbane, tale sistema di depurazione delle acque è stato approvato anche dalla scuola S.Anna e dal Consorzio di Bonifica che lo stanno utilizzando come metodo sperimentale anche nel nostro lago.
Rimane da sottolineare la pericolosità delll'acido peracetico che deve essere infatti maneggiato con cura per la sua potenziale tossicità, quando viene impiegato come antisettico o disinfettante ne se sconsiglia l'uso prolungato a temperature superiori ai 30 °C per evitare problemi di corrosione addirittura dell'acciaio inox. Il potentissimo agente chimico una volta utilizzato, raggiungerà il nostro mare, ci chiediamo con quali effetti sulla salute pubblica, e sul fragile ecosistema del territorio. 
Il MoVimento 5 Stelle si oppone fermamente a questa sciagurata decisione, ritenendo tale ricorso alla chimica la soluzione meno adatta per rispondere ad un problema che andrebbe viceversa risolto alla radice, attraverso il riordino e il potenziamento delle rete fognaria e dei depuratori, con l'individuazione degli sversamenti abusivi delle acque reflue nei fiumi, e non con provvedimenti emergenziali, potenzialmente pericolosi, a ridosso della stagione turistica. 
MoVimento 5 Stelle Viareggio


giovedì 11 febbraio 2016

Solidarietà a Pasquinucci e l'invito all'Assessore Pesci a darsi una regolata.


Anche il Movimento 5 Stelle vuol dire la sua e torna sull'argomento della bagarre scoppiata in consiglio comunale che ha visto protagonista, in negativo, l'Assessore alla Rigenerazione Urbanistica Alessandro Pesci: un atteggiamento davanti al quale i pentastellati prendono posizione in difesa dell'ex consigliere di maggioranza Stefano Pasquinucci per le minacce e le offese subìte durante e dopo l'assise di lunedì scorso, stigmatizzando il comportamento del componente di giunta: "una condotta inaccettabile- interviene la portavoce consigliera Annamaria Pacilio- che ha rivelato una grave mancanza di rispetto, ben oltre la dialettica civile". "Forse per l'assessore era una giornata negativa- prosegue la consigliera - l'attacco a Pasquinucci è infatti arrivato al culmine di una mattinata dove non è mancata un'uscita infelice, un'espressione allusiva nei miei confronti, colta da molti consiglieri, che ha lasciato ben poco presagire all'aspetto politico della faccenda e ha finito per mettermi in forte disagio nel bel mezzo di un discorso per il quale era richiesta massima concentrazione dato il tema molto delicato e di grande interesse collettivo". Parole che sommandosi con il resto delle invettive arrivate dopo nei confronti di Pasquinucci, hanno contribuito ad andare ben oltre quella misura e sobrietà di cui il sindaco con la sua giunta si dicono da sempre grandi assertori. E' vero, Viareggio non ha bisogno di eroi, veri, o falsi che siano, come dice la maggioranza, ma semplicemente di una classe politica che abbia veramente a cuore le sorti di Viareggio. Possiamo fare a meno di queste sceneggiate portate avanti e giustificate proprio da coloro che professano di voler lavorare per restituire dignità e credibilità alla città, da quelli che dovrebbero attivarsi per perseguire il bene dei cittadini. Quei cittadini che anzitutto avrebbero il diritto di essere ascoltati e non "tiranneggiati". Ecco che non siamo d'accordo sulle modalità intraprese fino ad ora da questa amministrazione e nemmeno riguardo alle priorità e agli argomenti su cui si continua a focalizzare l'attenzione a discapito di altre tematiche per noi importanti: a tal riguardo sono molti quelli che non sembrano all'altezza del ruolo ricoperto, e non certo tra le fila dei consiglieri comunali.Anna Maria Pacilio consigliere portavoce M5S Viareggio

lunedì 18 gennaio 2016

La Discarica dei Ricordi....


Che fine ha fatto il progetto che prevedeva la riapertura della Biblioteca Malfatti ormai chiusa da mesi, ultimo centro di aggregazione della periferia? Ce lo spieghi l’assessore alla cultura davanti all’ennesimo scempio, la discarica dei ricordi innocenti fotografata davanti all’ex circoscrizione Viareggio Nuova: temi, disegni, lavoretti dei bambini frutto dei laboratori e delle giornate di animazione e lettura tenutesi fino alla scorsa estate presso la biblioteca ragazzi. Ma anche giochi  praticamente nuovi e materiale didattico accumulato alla rinfusa come spazzatura in attesa del ritiro per il conferimento in discarica.
Chiediamo che venga fuori il nome del responsabile che ha permesso questo ennesimo atto di spregio, un atto che manifesta ancora una volta la poca sensibilità e attenzione di chi amministra verso la cosa pubblica e le piccole e grandi testimonianze del passato: senza considerare le pratiche degli assistenti sociali abbandonate, anche in barba alla privacy, alla mercé di tutti quelli che chiedevano l’utilizzo delle stanze della circoscrizione di via Parri, non ci scordiamo i libri e le collezioni dei quotidiani, prima raccolti a Palazzo delle Muse, poi buttati a catafascio nelle stanze comunali, oltre che i cimeli donati a vario titolo da personalità illustri, ammucchiati a raccogliere polvere, in stanze sotto chiave. Pensare che tutto quel materiale, per la gioia di altri bambini, in gran parte poteva essere recuperato, magari consegnandolo ad associazioni che a poche centinaia di metri di distanza si occupano di aiutare famiglie in difficoltà e inviano materiale ai bimbi russi. Davvero un bell’esempio di quelle “ Soffitte in piazza” tanto agognate dalla nostra amministrazione che chiede ai cittadini di attuare tutti quei comportamenti virtuosi per poter arrivare ai “Rifiuti zero”. E invece poi in prima persona fa l’esatto contrario. 

Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 gennaio 2016

Con il lavoro (e la legge) non si scherza. Nemmeno a Carnevale.


Quando si parla dell’affidamento di un incarico da parte di una pubblica amministrazione, o di una sua partecipata,  l’unica cosa che può salvaguardare tutti - in primis quelli che il lavoro lo pagano, ovvero i cittadini, ma anche quella parte della cittadinanza che con quel lavoro ci campa, le ditte e i lavoratori interessati a questa chance di impiego - è il rispetto della legge; che non significa favorire taluni a discapito di altri per ragioni che poco hanno a che fare con il bene pubblico, ma semmai garantire a chi partecipa ad appalti pubblici (in particolar modo quelli maggiormente a “rischio inciucio”, senza la pubblicazione del bando di gara) la puntuale applicazione della normativa vigente: un’efficace autolimitazione della propria discrezionalità, principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento. 
Non si tratta quindi di una guerra di campanili e nemmeno di una gara al ribasso: al ribasso della dignità e delle tutele (contrattuali) delle maestranze, e delle garanzie di corretta esecuzione del lavoro per il contribuente, questo nessuno se lo può permettere, neppure un comune in dissesto come Viareggio. Ecco che davanti al polverone sollevato per l’aggiudicazione dell’incarico di allestimento e smontaggio del circuito del Carnevale a una ditta di Firenze ci chiediamo com’è stata gestita questa operazione. Operazione i cui effetti sono quelli di un film ad alta tensione: da una parte c’è chi guarda con preoccupazione alla calata dei “nuovi conquistatori” gridando allo scandalo, dall’altra chi scava trincee insieme agli operai che ormai da anni montano e smontano le tribune di Re Carnevale, e adesso, un po’ come i precari di lungo corso, ovviamente non ci stanno ad essere scaricati su due piedi dall’arrivo di nuove leve, targate - sarà un caso – Firenze, come il maggiore azionista del Carnevale, il governatore della Toscana Enrico Rossi, e il suo commissario Pozzoli, arrivato a Viareggio per mettere in ordine i conti di Burlamacco;  Pozzoli, il “caro” prof che il nostro Sindaco ha voluto rimanesse a farci compagnia oltre il tempo previsto, con un esborso complessivo di denaro pubblico, da quando è arrivato, di 166 mila euro, riconfermato al suo posto nonostante il flop del Carnevale estivo: rinunciando alla sua dipartita, e alla relativa nomina dei nuovi vertici della Fondazione, remunerati con i soli gettoni di presenza, abbiamo detto addio a quasi 100 mila euro di risparmio sulla macchina amministrativa dell’Ente.
Torniamo alla gara d’appalto, andando un po’ a fondo nella questione, vediamo che ce ne sono di cose che non tornano: tanto più se guardiamo alle regole ben precise ed inderogabili che la Fondazione Carnevale è tenuta a rispettare in quanto ente finanziato con soldi pubblici (come ha sancito il Consiglio di Stato, sez. V, con la decisione 12/10/2010, n. 7393), ovvero le norme di evidenza pubblica dettate dalla disciplina comunitaria e dalla normativa nazionale di attuazione, ai sensi dell’art. 3, comma 26, d.lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici).
Il prof. Pozzoli ha da ultimo tenuto a precisare che la Fondazione, consultando soltanto tre operatori economici, avrebbe in questa vicenda seguito “le procedure previste dal Codice degli Appalti, che consente la licitazione privata sotto un importo di poco inferiore ai 210 mila euro”.
In realtà, il codice dei contratti fissa la regola generale per cui i contratti pubblici devono essere affidati, previa pubblicazione di bando. E ne ammette la deroga, solo in due casi particolari e ben circostanziati; ovvero nel caso si applichi la procedura di cottimo fiduciario: previa approvazione di un provvedimento amministrativo per specifiche ipotesi ben delineate e con l’obbligo di consultare, in caso di importi pari o superiori a 40 mila euro, almeno cinque operatori economici idonei. E nel caso di procedura d’eccezione di cui all’art. 57, che alcuni chiamano “licitazione privata” in ossequio alla precedente normativa sugli appalti pubblici, da applicare in ipotesi eccezionali (gara deserta o nessuna offerta “appropriata”, “esecutore determinato” per ragioni tecniche o artistiche o estrema urgenza per eventi imprevedibili), con l’obbligo di consultare almeno tre candidati. Merita sottolineare che le circostanze invocate a giustificazione dell’estrema urgenza non devono essere imputabili all’ente appaltante (o alla sua inerzia). In questo caso, parlando di un evento come il Carnevale, che sappiamo viene organizzato in un determinato periodo ogni anno, difficilmente si può fondare il ricorso alla cosiddetta “licitazione privata” per imprevedibilità dell’evento o urgenza di provvedere. Detto questo resta da dire che la procedura seguita dalla Fondazione, come  descritta dal prof. Pozzoli sembra più simile alla frittura mista alla viareggina, specialità della casa, che mescolando gli ingredienti a piacere finisce per servire il solito boccone amaro, e indigesto, per i viareggini.
In ogni modo alla fine, dei tre operatori interpellati è risultata vincitrice la ditta fiorentina Allextire, che ha presentato un’offerta spropositatamente più bassa rispetto agli altri due contendenti. Anche riguardo a questo aspetto merita ricordare, sempre facendo riferimento al Codice dei contratti, che nella predisposizione delle gare e nella valutazione di un’anomalia delle offerte, le amministrazioni pubbliche sono tenute a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificatamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche  dei lavori, dei servizi o delle forniture.
Altra questione: la ditta vincitrice dell’appalto risulta collegata, per un intreccio di relazioni tra soci, con Sicrea. Già nell’edizione 2015 questa azienda era stata ingaggiata per reclutare partecipanti al circuito dello street food organizzato in piazza Mazzini, adesso gestirà tutte le attività commerciali ambulanti presenti al corso, un compito prima svolto in proprio dalla Fondazione attraverso il lavoro del suo direttore (con stipendio a cinque zeri) coadiuvato da una segretaria, che tra l’altro riusciva a garantire guadagno diretto e un’entrata sicura per l’Ente. A questo punto ci chiediamo anche secondo quali procedure la suddetta ditta si è aggiudicata in origine l’appalto, e in base a quale disposizione le è stato rinnovato il contratto per il 2016. Visto che tra l’altro la sua presenza sembra irrinunciabile, riconfermata infatti “sebbene i risultati  dello scorso anno -come si leggono testuali parole sulla relazione allegata al bilancio programmatico- non siano stati esaltanti”. Tant’è: “ma quest’anno -ancora testuali parole- ci aspettiamo molto di più”….Ebbene, noi invece non sappiamo più cosa aspettarci.. Specialmente quando ci vengono a dire che tutte queste operazioni vengono fatte per risparmiare, e la parola dissesto diventa l’imperativo per chiedere alla cittadinanza sacrifici a tutti i costi.. mentre invece, secondo a chi tocca, il risparmio resta un optional (qualche esempio, tra le ultime mosse dell’amministrazione Del Ghingaro l’aumento deciso per gli emolumenti dei dirigenti comunali, l’incremento del compenso degli amministratori di Sea, la riconferma del direttore generale del Festival Pucciniano per una spesa di 120 mila euro annui). A questo punto chiederemo a breve un incontro con il triumvirato che detiene le redini del Carnevale per approfondire pubblicamente e rendere trasparente questa faccenda, chiedendo nel contempo conto di un'altra voce di spesa, quei 90 mila euro circa per il noleggio di non si sa bene cosa, che fu al centro anche delle attenzioni di Szorenyi nell’articolo “tagliaspese” sul bilancio del Carnevale dello scorso anno, scritto prima che l’ingegnere si presentasse sotto la lista Del Ghingaro alle ultime elezioni e diventasse fiduciario del Sindaco all’interno della Fondazione. Anche a lui, armato a suo tempo di così buone intenzioni, ci sarebbe da chiedere soprattutto cosa si è fatto per ridurre la voce di 200 mila euro per le retribuzioni, più 80 mila circa per i contributi del personale amministrativo.
E da questa vicenda ci sarebbe da prendere  spunto per chiedere conto anche delle procedure di gara svolte dal comune di Viareggio e dalle sue partecipate, spingendo in direzione di un aggiornamento urgente - così come richiesto dalla normativa nazionale, del piano triennale prevenzione corruzione del Comune, soprattutto in riferimento agli affidamenti diretti dell’Ente e del sistema largamente fallimentare delle società satelliti.

Movimento 5 Stelle Viareggio

giovedì 7 gennaio 2016

Il Movimento 5 Stelle dice di no al forno crematorio



Per il MoVimento 5 Stelle è impensabile costruire un nuovo forno crematorio nella nostra città. Viareggio e Torre del Lago sono già fortemente compromesse dal punto di vista ambientale. Non si tratta certo di una presa di posizione ideologica contro la cremazione, che è una scelta personale e come tale va rispettata, ma la città è già satura di opere fortemente inquinanti come l'autostrada A11, le aree di rifiuti inerti, gli impianti di telefonia (con le antenne pronte a raddoppiare in mancanza della realizzazione del relativo piano rimasto ancora lettera morta nonostante le pressioni dei cittadini), le tubazioni dell’acquedotto in eternit (amianto) che ammorbano la nostra acqua, così come le coperture e i tetti in di cui Viareggio è piena, se ci mettiamo il mancato funzionamento delle centraline per il monitoraggio delle polveri sottili che ci vedono spettatori inconsapevoli dell’avvelenamento della nostra aria, i fitofarmaci che hanno appestato i nostri terreni, il depuratore che fa acqua da tutte le parti: ecco che si capisce in questo scenario catastrofico per la nostra salute, i rischi a cui siamo già fortemente soggetti e di cui il record dei malati di tumore all’interno del nostro territorio è soltanto la cartina di tornasole . E si capisce anche quanto poco sia stato fatto finora, anche dall’amministrazione attuale, per proteggere la salute dei cittadini e contribuire al miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita (ora anche con quest’ultima trovata). Quello che dovrebbe fare un sindaco, tra l’altro massima autorità sanitaria sul territorio comunale, che invece non si confronta neppure con i suoi cittadini su temi così tanto importanti e di impatto. Ma tant’è la democrazia offuscata di questa Amministrazione: in tour promozionale nella frazione, questi giorni, il primo cittadino si è ben guardato da rivelare il bel progetto pensato per Torre del Lago, caduto dal cielo come un pacco della Befana con l’effetto di un siluro, sulle ali del solito comunicato stampa. Trattando per l’ennesima volta i cittadini come sudditi in barba a quel dialogo e confronto tanto poco conosciuto a Capannori ma così tanto sventolato qua da noi in campagna elettorale. Lo stesso atteggiamento mostrato in conferenza dei capigruppo dove si parla di generiche politiche cimiteriali, da votare in consiglio comunale come sempre senza avere a corredo adeguata documentazione per potersi adeguatamente esprimere, apprendendo subito dopo dai media del piccolo dettaglio.
Non vogliamo realizzare un forno crematorio nelle vicinanze del centro abitato, dietro al cimitero comunale, distante un centinaio di metri dalle prime case, da asili, scuole, e campi coltivati. E' difficile ignorare quanto possa incidere un impianto di questo genere sul territorio; analisi compiute su siti simili hanno infatti dimostrato importanti emissioni di sostanze inquinanti. Ci sono città come Arezzo e Pistoia dove i forni crematori sono già stati chiusi più volte per la grande quantità di diossine emesse. In Germania dove le norme cimiteriali sono molto più restrittive, a parte soglie di livelli di emissione più basse, si prevedono zone di rispetto che vanno dai 2,5 ai 5 chilometri. 
Ci chiediamo quali studi sono stati fatti sulle ricadute ambientali, che dobbiamo immaginare estese per un periodo di almeno 30 anni, e che quindi rischiano di essere piuttosto pesanti. Non dimentichiamoci che normative spesso confuse o assenti, a livello italiano ed europeo, creano poi non pochi problemi nel controllo dei privati che gestiscono impianti di questo tipo (e anche qui c’è già da stare in campana parlando di appetitosi affari per personaggi a cui stiamo affidando praticamente le chiavi della città). Una decisione di questo tipo avrebbe richiesto un attento approfondimento di tutte le problematiche collegate e un aperto confronto con i cittadini della frazione di Torre del Lago che per il momento stanno ricevendo da questa amministrazione più azioni di affossamento che occasioni di valorizzazione.
Detto questo il Movimento 5 Stelle non è come vogliono far intendere i suoi detrattori buono solo a protestare. Preso dunque atto che di per sé la cremazione è un processo altamente "energivoro" e quindi costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di alternative alla cremazione, metodi ecologici che consentiranno un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica.

Una delle alternative potrebbe essere la cremazione a freddo, tecnica tra l'altro già usata nel Nord Europa. Una procedura a basso impatto ambientale, che si avvale della tecnica del congelamento criogenico effettuato con azoto liquido permettendo la separazione dei metalli inquinanti dalla polvere secca ottenuta. Una proposta che porrebbe la città di Viareggio e Torre del Lago all'avanguardia sul tema della cremazione. Anche a livello nazionale il Movimento 5 Stelle sta proprio lavorando a una proposta di legge per recepire le direttive europee che vanno proprio in direzione del superamento del metodo dell'incenerimento…Ma a Viareggio si cambia andando avanti o tornando indietro?

Movimento 5 Stelle Viareggio

lunedì 28 dicembre 2015

“Al Pucciniano Natale di sacrifici e…vacche grasse”.


Natale di sacrifici al Pucciniano dove i dipendenti aspettano ancora arretrati di stipendio. Ma intanto viene riconfermata, seppur nemmeno tale ruolo sia previsto nello Statuto, la direzione a Franco Moretti con un corrispettivo di più di 100 mila euro l’anno: uomo di spicco del Festival, in servizio profumatamente remunerato fin dall’epoca Marcucci, che sta diventando vecchio seduto ben saldo negli uffici della Fondazione, resistente al cambio delle stagioni quanto a quello dei sindaci. Nonostante la cronica mancanza di soldi e le difficoltà economiche che soffre la Fondazione pucciniana, il consiglio di indirizzo ha deliberato il rinnovo della carica del direttore generale a Moretti, con un compenso appena abbassato al lordo delle ritenute di 120 mila euro, peccato che tale figura non è più prevista dallo statuto del Pucciniano e che, dunque, non ha più ragione di essere, eliminata a suo tempo per volere dell’ex sindaco Betti. Lo statuto non lo prevede ma nemmeno lo vieta, questa la spiegazione di chi ha appoggiato la scelta, che pare un insulto al buon senso, proprio ora che si chiede a tutti di tirare la cinghia. Ma era cosi necessario rinnovare tale carica ci domandiamo, visto che il contratto del controverso dirigente, accompagnato negli anni dalla gentile consorte che da sempre lo affianca come addetto stampa ieri e con un ruolo più sfumato verso le pubbliche relazioni oggi, in seno anche alla Fondazione Carnevale oltre che al Pucciniano, era ormai giunto alla sua scadenza naturale? E quale momento più favorevole sarebbe stato eventualmente guardarsi intorno e assumere un persona più competente e di comprovata esperienza, finalmente slegata dalle solite logiche di potere, anche a meno della metà del suo compenso, visto i momenti difficili che stiamo attraversando? Vorremmo anche sapere come si armonizza tale scelta con la decisione del sindaco che ha di recente dichiarato di voler mettere insieme le due fondazioni, dove quella del Carnevale vede già una figura di direttore generale assunta a tempo indeterminato. Forse la spiegazione è che certi personaggi, non si sa per quale logica, sembra impossibile poterli mettere a riposo. Moretti. Dai primi anni ’90 factotum, collaboratore a tutto tondo della Fondazione Festival Puccini: comunicazione, marketing, ma anche la ricerca di sponsor, le sue specialità, e poi relazioni esterne e i rapporti con la stampa, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di coordinatore generale prima e di direttore generale poi all’interno della Fondazione, promosso nel 2008 al rango super dirigente a contratto ( 140 mila euro l’anno) in scadenza a fine dicembre, e appena riconfermato. E’ lui il vero deus ex machina che tutto può: la vecchia dirigenza parla di missioni all’estero autorizzate da se stesso, senza il nulla osta del cda, decisioni prese a proprio arbitrio con la firma su contratti senza l’assenso della presidenza, imbarazzanti situazioni di palese conflitto di interesse. Tra l’altro su di lui pende una causa in corso con una richiesta di risarcimento di 26 mila euro per aver avallato durante la gestione Nicolai un bando indirizzato su corsia preferenziale e ha un’altra questione aperta in tribunale per la denuncia di una dipendente del Festival che ha presentato richiesta danni nei confronti della Fondazione, un’altra spada di Damocle che grava su un bilancio del Pucciniano già fortemente provato. A pesare su tutto anche le parole della Corte dei Conti che nella sentenza del 2010 relativa alla costruzione dei Gran Teatro parla di «Confusione amministrativa, già segnalata ed accertata, che ha caratterizzato l’operato della Fondazione nel periodo di riferimento». In quel frangente ci si occupa anche dell’incarico ricevuto all’epoca da Franco Moretti: responsabile unico del procedimento per la costruzione del nuovo teatro, nonostante non avesse le competenze in quanto ragioniere . Figuriamoci che tale illustre esperienza viene anche annoverata nel curriculum vitae sul sito della Fondazione dove tra le sue esperienze nel Festival Puccini si legge, testuali parole“ La costruzione del Nuovo Gran Teatro Giacomo Puccini anche nel ruolo di RUP”, ruolo che ironia della sorte, appunto non poteva neppure assumere. Eppure nella sentenza di condanna «risultano dimostrate sia la violazione della normativa di riferimento sia la mancanza di qualsiasi contatto con il Comune finalizzato a risolvere il problema organizzativo in sede di nomina del Rup Moretti». Quisquilie… Moretti in 15 anni di attività ha percepito compensi per oltre un milione di euro insieme alla moglie Alessandra Delle Fave ( in forza anche alla Fondazione Carnevale come addetta alle relazioni esterne) che in barba al conflitto di interessi, all’interno del Pucciniano si è occupata di marketing, sponsorizzazioni e ufficio stampa: anche dopo l’affidamento dell’incarico con bando pubblico della scorsa primavera a una cooperativa di giornalisti di Firenze, non ha mai lasciato il suo posto, continuando a rispondere al telefono del suo ufficio al Pucciniano, sarebbe rimasta a lavorare gratuitamente come dalla stessa pr confermato, confluita comunque, con o senza stipendio, perché nulla è dato sapere trattandosi di rapporti interni, nelle file della “Headline-giornalisti associati”, i vincitori del bando. Peccato che non è mai stata iscritta all’albo dei giornalisti, forse nemmeno il commissario della Fondazione Carnevale se n’è ancora accorto, e in ogni caso che importa, tanto di addetti stampa Burlamacco ne ha due, melius abundare quam deficere. Come in riva al lago di Massaciuccoli dove con la riconferma non dovuta del direttore generale si è persa nuovamente l’occasione per tagliare i ponti col passato e la svolta tanto annunciata in campagna elettorale è rimasta ancora una volta inesorabilmente al palo. Certo Del Ghingaro lo aveva detto che la sua sarebbe stata un’amministrazione di cambiamento sì ma nel segno della continuità, non per niente appena eletto aveva stretto la mano a tutti gli ex sindaci dell’ultimo ventennio con tanto di foto ricordo da mettere nell’album di famiglia: Cosa c’era da aspettarsi?”

lunedì 21 dicembre 2015

Avvicendamento portavoce MoVimento 5 Stelle Viareggio



In data odierna, 21 Dicembre 2015, l'Assemblea del MoVimento 5 Stelle di Viareggio, a seguito delle dimissioni del portavoce in Consiglio Comunale Giulio Zanni, rispettando il principio costitutivo del m5s per il quale “uno vale uno”, comunica ufficialmente l'avvicendamento del nuovo consigliere con la portavoce Annamaria Pacilio quale candidata maggiormente votata dopo il candidato sindaco uscente alle ultime consultazioni comunali.
Ci teniamo a sottolineare che la politica del m5s non presenta e non presenterà mai leaders, essendo legata ai principi ed ai contenuti che sono una priorità imprescindibile. Sicuri che con questa scelta la nostra linea politica sarà nella continuità programmatica fino ad oggi perseguita; di inflessibile contrasto e di intransigenza alle logiche partitocratiche.


MoVimento 5 Stelle Viareggio