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lunedì 11 marzo 2019

Tanto tuonò che piovve.

Non ci soprende che lo stadio dei Pini a forza di tergiversare, e di restare per mesi in uno stato di impasse costellato di rinvii, tentativi di rattoppo e rabberci vari resti inesorabilmente chiuso tracciando l'ennesima debacle dell'Amministrazione Del Ghingaro sulla questione degli impianti sportivi ( e non solo) . Il Movimento 5 Stelle dopo l'annuncio del trasferimento in Liguria della Viareggio Cup per il niet della commissione di vigilanza alla riapertura dell'impianto per carenze strutturali passa all'attacco puntando il dito contro l'incapacità dell'Amministrazione nella gestione dei problemi inerenti la messa in sicurezza di uno stadio che da anni grida vendetta. Se infatti le porte del campo sono ormai serrate dal 30 giugno, il Comune se l'è presa calma nel frattempo confidando forse nella sua capacità di sistemare la questione. Ecco che però arriva l'apertura di un’indagine da parte della Procura sull’agibilità dello stadio: succede così che all'interno della commissione di vigilanza, chi aveva in un primo tempo rassicurato sulla possibilità di riaprire i battenti a seguito di una prima tranche di lavori eseguiti mettendo mano alle casse comunali, proprio per l'intervento della Procura, si rimangi la parola decidendo lo stop dell’attività sportiva, proprio mentre il sindaco sta preparando l’ordinanza di riapertura. Risultato: si torna al punto di partenza senza passare dal via con Viareggio che perde un altro importante tassello per il rilancio dell'immagine ma anche dell'economia della città. Il sindaco ha detto che quando l'indagine sarà chiusa chiederà a tutti gli enti coinvolti l’esatta consistenza dei lavori necessari per far riaprire lo stadio. E farà due conti. Non sarebbe stato meglio farli prima? Questa mossa maldestra dell'Amministrazione non fa che minare ulteriormente la ripresa della città: Viareggio ha già svenduto alcuni dei suoi gioielli migliori, immobili e strutture importanti per la città, i suoi servizi sono in mano a chi si preoccupa più di farli fruttare per se stesso che a rendere buoni servigi alla cittadinanza, si va avanti a suon di slogan e a far scena con incantesimi che quando finiscono il loro effetto lasciano davanti agli occhi una desolante realtà; a tal proposito ci preoccupa l'allarme lanciato dai revisori dei conti sulle condizioni finanziarie di I care, il fatto che la società ipotechi le sue farmacie per ottenere credito dalle banche e pagare le tredicesime ai suoi dipendenti, i licenziamenti in atto, la promiscuità tra i beni e le risorse dell'azienda e quelli del comune, le carenze funzionali e le problematiche dimostrate nella gestione dei suoi servizi; ci eravamo opposti fin dall'inizio alla creazione di questa partecipata che sembra sempre più assomigliare a quella, ovvero la Viareggio Patrimonio, della quale è andata a prendere il posto.

venerdì 25 gennaio 2019

25 Gennaio CC


Mi esprimo come portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle e quindi rappresentante sul territorio per far presente la situazione di questa città, una città particolare che ha subìto il dissesto quindi molto appetibile per i beni in svendita, dove il malaffare può fare guadagni facili, al ribasso, dove è forte la pressione da parte di gruppi criminali col colletto bianco che cercano di insinuarsi nelle pieghe della società civile a tutti i livelli, col fine di portare a termine i loro affari, tanto più facile quando l'economia affronta un momento di crisi e ci sono imprenditori che non riescono ad avere credito dalle banche e spesso finiscono nelle mani di bande di usurai senza scrupoli. Abbiamo letto sui giornali le denunce di albergatori, l'allarme lanciato da chi conosce il settore in cui lavora e afferma che la Versilia è nel mirino della mafia, e molte attività diventano comode lavatrici dove ripulire denaro sporco. Abbiamo visto attività commerciali, anche storiche cadere in mano a uomi legatI alle cosche, bar, ristorante, negozi persino ubicatI nel salotto buono della città. Abbiamo visto una concessione del porto che per una DISATTENZIONE è stata affidata a personaggi vicini a clan mafiosi. Sappiamo ormai da tempo che la città è sotto attacco e la situazione, anche a livello regionale, sta peggiorando.Il secondo Rapporto 2018 sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione Toscana ci dice che escludendo Sicilia, Campania e Calabria, secondo le statistiche ufficiali , negli ultimi tre anni, la Toscana è la prima regione in Italia per numero di arresti e denunce con l’aggravante del metodo mafioso confermando, testuali parole, "un contesto economico favorevole, oltre che vantaggioso, per gli investimenti criminali”. E si parla di una una mafia sfuggente, invisibile e meno localizzata che trova terreno fertile nel mondo della politica e dell’impresa arrivando a costituire dei “veri e propri comitati di affari” con i colletti bianchi. Proprio riguardo al collegamento Mafia e politica, la logica del “comitato d’affari” fa riferimento a un un modo nuovo di incunearsi nel sistema economico regionale: si parla INFATTI di “penetrazione economica dei clan nell’economia regionale”. Questi gruppi criminali tendono a realizzare le proprie attività economiche su più territori, concentrandosi in uno specifico settore criminale (o legale), e aspirando ad assumerne un controllo o una quota di mercato significativa”.

Il modus operandi è possibile solo grazie all’opportunità degli attori criminali “di sedersi attorno a tavoli diversi con esponenti del mondo dell’amministrazione, dell’imprenditoria, delle professioni, della finanza, per ‘fare affari’ e stringere accordi”. Nel contesto toscano le organizzazioni mafiose giocano quindi di sponda cercano e trovano interlocutori nella pubblica amministrazione e nel mondo dell’impresa con cui INSTAURANO rapporti ibridi e di contaminazioni della criminalità organizzata nella politica o nella società civile: la logica che prevale è quella del ‘comitato di affari’ che lega le mafie tradizionali ai gruppi affaristici, la commistione più difficile da perseguire penalmente”.

Il 25 gennaio 2017, a seguito di interrogazione parlamentare del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso, nella quale si paventava possibili infiltrazioni mafiose nel porto di Viareggio, l’Autorità portuale regionale ha revocato la concessione alla Mgl Yachting Service srl. Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri, è emerso che le titolari della predetta società erano collegate per legami di parentela al clan catanese dei Cursoti. Per questo motivo, la prefettura di Lucca ha emesso un'interdittiva antimafia nei confronti della Mgl Yachting Service srl. E QUI pongo il problema dei controlli un problema annoso dello Stato in tutte le sue declinazioni, anche rispetto alle ditte appaltatrici delle pubbliche amministrazioni ..E di rimando ecco l'importanza della Trasparenza negli atti della p.a. che purtroppo spesso viene a mancare e finisce per favorire consciamente o inconsciamente certe dinamiche.

Il focus sulla mafia in Toscana pone tra l'altro particolarmente a rischio il territorio di Viareggio, e Torre del Lago che con Altopascio è all'interno della Regione Toscana, oggetto di un'infiltrazione consistente della malavita organizzata ponendo il problema di un graduale inquinamento del tessuto sociale con conseguente diffusione della cultura mafiosa. Là dove più massiccia è stata la colonizzazione del territorio da parte di soggetti “mafiosi”- si legge sempre nel report- anche il tessuto sociale ne è risultato fortemente compromesso, fino a porre il rischio particolarmente consistente di contaminare le pubbliche amministrazioni che ne costituiscono, inevitabilmente, l’espressione sul piano istituzionale. L'accettazione delle regole mafiose INFATTI resta inesorabilmente relegata all'interno di contesti dove sono prevalenti i legami parentali o la comune provenienza geografica. Che dire quindi di una FRAZIONE resa confino, abbandonata negli anni a se stessa come certi quartieri periferici della città? Le responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute vanno ormai a ritroso negli anni per tornare davanti agli occhi di chi amministra oggi .

Già nella relazione 2016 della Direzione nazionale antimafia si afferma chiaramente che c'è omertà e che la politica non fa abbastanza per denunciare e contrastare il fenomeno. Nero su bianco si legge di 'penetrazione e condizionamento di ambienti politico-amministrativi' in Toscana. E si mostrano riscontri investigativi sul fatto che sussiste una connessione tra mafia e politica in Toscana, un dato , scrivono sempre gli estensori del focus- che pare sia sfuggito ai più . Era la prima volta che la magistratura antimafia metteva in rilievo questo aspetto. Una novità assoluta DI cui nessuno ha colto l'importanza - che dimostra e conferma il salto di qualità del crimine organizzato.

Non si è saputo o voluto comprendere che prendere consapevolezza del problema e agire con prevenzione sono gli unici deterrenti per combattere l'attecchimento del cancro della mafia.

Lancio qui la proposta di istituire un osservatorio A Livello comunale. per per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto di fenomeni di illegalità con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nel territorio e a eventi corruttivi, con l’aiuto di studiosi del fenomeno, proprio sulla scia delle emergenze del nostro territorio emerse sia dal focus dell'associazione Caponnetto che dalla relazione scientifica elaborata dalla Scuola Normale di Pisa che vedono appunto il nostro territorio nell'occhio del ciclone: un Organismo con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione, stimolo e supporto per le attività comunali e le forze dell'ordine.

Arrivo poi allo spinoso capitolo relativo ai beni confiscati alla criminalità organizzata ovvero quegli immobili che sono passati nelle mani del demanio perché considerati frutto di traffici , secondo le statistiche ufficiali IN TOSCANA solo il 20% è stato assegnato: il problema riguarda PROPRIO l’assegnazione di questi beni che dovrebbero, per legge, svolgere una funzione sociale rivolta alla cittadinanza. "Quello dei beni confiscati è un punto dolente – lo hanno affermato gli stessi relatori dello studio – sul tema c’è una scarsa attenzione della pubblica amministrazione e in alcuni casi può sorgere il sospetto che alla politica non convenga riconvertire questi beni confiscati ai mafiosi: non portano voti ma solo grane". Per questo dalla società civile potrebbe arrivare un impulso a velocizzare il recupero di questi beni facendo il possibile nella ricerca di soluzioni a livello tecnico e burocratico per superare le criticità legate ai tempi di assegnazione.

A tal proposito ricordo che L'amministrazione DI Viareggio si è dotata di un regolamento sui beni confiscati che è rimasto lettera morta, col risultato che questi beni non vengono assegnati , ebbene vogliamo che diventi operativo per restituirli come vuole la legge alla collettività e dare un segno concreto della lotta alla criminalità organizzata sul territorio

Dobbiamo essere concentrati sul problema , OCCORRE METTERE IN ATTO puntuali meccanismi di verifica e di controllo sopratutto chi amministra non può permettersi distrazioni, deve VIGILARE ,impegnarsi per GARANTIRE la legalità e lavorare al massimo per la prevenzione, non è pensabile cedere ulteriore terreno alla mafia nel nostro territorio, lo dobbiamo anche alle persone che con coraggio sono uscite allo scoperto per denunciare.

venerdì 18 gennaio 2019

Pioppogatto

Il Movimento 5 Stelle Viareggio interviene sull'ampliamento di Pioppogatto invocando il principio comunitario di massima precauzione. Siamo davanti ,testuali parole, usate da Ersu, ad una "modifica sostanziale dell'impianto" che proprio per la sua portata, può avere impatti significativi e negativi sull'ambiente. Non convince la decisione della Regione di escludere dalla Via il progetto di Ersu, così come non convincono le integrazioni e le argomentazioni presentate dall'azienda , quelle stesse che invece hanno portato a fare dietro front la stessa Regione, la quale in un primo tempo, erano primi di ottobre, riteneva necessario sottoporre l'impianto alla procedura di Valutazione dell’impatto ambientale "non ritenendo esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente tali da richiedere, per la loro precisa individuazione e valutazione e per la successiva identificazione delle misure di mitigazione ad essi relative lo svolgimento di una procedura di Via". A fronte di tutto questo passano due mesi ed ecco che gli elementi prodotti dall'azienda, secondo la Regione, "permettono di condividere la non significatività degli impatti superando gli elementi ostativi evidenziati nel procedimento". Dall'esame istruttorio svolto sul progetto sulla base della documentazione presentata e dei contributi tecnici pervenuti, secondo la Regione, può quindi essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull'ambiente, mentre si indicano nel contempo misure finalizzate alla mitigazione e al monitoraggio degli impatti che evidentemente esistono, e neppure sono di poco conto.
Peccato però che solo attraverso la Via si possono valutare in modo adeguato le conseguenze reali dei rischi presenti. La pubblica amministrazione, in questo caso, la Regione, nell’esercizio di poteri discrezionali, è chiamata ad agire cautelativamente pure in presenza soltanto di un potenziale rischio di danni per l'ambiente. Dunque proprio in funzione della salvaguardia di tale principio risulta indispensabile provvedere ad una Valutazione di impatto ambientale. La Valutazione di impatto ambientale è uno degli strumenti riconosciuti dalla politica ambientale dell'Unione europea fondata appunto su principi di azione preventiva: agire direttamente alla fonte anziché riparare ai danni provocati; prendere tutte le precauzioni necessarie perché un evento negativo o dannoso non si verifichi, della serie "prevenire è meglio che curare”. In materia ambientale, infatti, occorre intervenire prima che siano causati dei danni, così da prevenire , nella misura in cui ciò sia possibile, eliminare, o,quantomeno, ridurre fortemente, il rischio che tali danni si verifichino. Ciò non solo perché i danni ambientali, una volta verificati, non sempre sono riparabili, ma anche poiché, pur laddove lo siano, l’attività di ripristino, generalmente, è molto più onerosa di quella di prevenzione. Detto questo , ci chiediamo come si possa pensare che non sia impattante e quindi non necessiti di Via un progetto che porta al conferimento di rifiuti complessivi per 200.000 tonnellate/anno con un incremento di 60.000 tonnellate/anno rispetto alla situazione attuale, con un aumento delle emissioni odorigene valutato da Arpat con un più 150 per cento, su una situazione già di per sè compromessa (considerando che su Pioppogatto pende da poco più di un anno un atto di diffida da parte della Regione in esito a segnalazione di Arpat con riferimento alle emissioni odorigene ed agli aspetti impiantistico-gestionali ad esse collegati, procedimento, che non risulta a tutt'oggi concluso). Ciò senza considerare l'incremento giornaliero di mezzi in arrivo nell'impianto che passeranno dagli attuali 75 a 103 mezzi pesanti (costipatori e compattatori) più 76 medi (spazzatrici), afferenti per di più una strada come quella di via di Montramito di per sé già molto transitata con un incremento del traffico calcolato, non si sa come, da Ersu, al di sotto dell'1%. Non ci dimentichiamo poi che l’area dell’impianto si trova ad una distanza di poco superiore a 100 metri dal perimetro del sito di interesse comunitario Natura 2000 “Lago e Padule di Massaciuccoli”, ricadente all’interno del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli; e che l’impianto insiste parzialmente su una zona soggetta a vincolo paesaggistico, su un territorio che registra problematiche idrogeologiche e rischio idraulico molto elevato. Tra l'altro oltre al Lago di Massaciuccoli, si rilevano, in prossimità dell’area di intervento, corsi d'acqua, e corpi idrici sotterranei , molti dei quali già compromessi dal punto di vista ecologico. Se non bastasse il sito produttivo in esame ricade in area ad alta pericolosità da alluvioni e in area soggetta a fenomeni di subsidenza. Merita sottolineare che il termine Via implica che debba essere formulato un giudizio sugli effetti di una perturbazione (in genere di origine antropica) sull’ambiente: e proprio attraverso la Via si procede a una valutazione degli effetti che opere in progetto possono esercitare sull’ambiente tenendo conto della salute e della qualità della vita umana, del mantenimento della varietà delle specie, della conservazione dell'ecosistema , dell'uso plurimo delle risorse e dello sviluppo sostenibile: una valutazione che riguarda in particolare gli effetti diretti e indiretti sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione fra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale; tutto ciò garantendo lo scambio di informazioni e la consultazione tra il soggetto e l’autorità competente, nonché l’informazione e la partecipazione dei cittadini . Tutto quello che la Regione Toscana ha deciso di non fare, mentre ancora traccheggia sul nuovo piano regionale dei rifiuti.

giovedì 13 dicembre 2018

Aziendalizzazione Asl

Dall'avvento della aziendalizzalizzazione delle Asl, a partire dagli anni '90 , si è' assistito
a un continuo ridimensionamento delle strutture e prestazioni sanitarie in nome del budget , se infatti l'obiettivo formale da perseguire dovrebbe essere la salute della gente, l'obiettivo reale è diventato solo l’equilibrio di bilancio, la gestione delle compatibilità, il risparmio a tutti i costi, in questo modo l'"appropriatezza" delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e la definizione degli standard ospedalieri hanno finito per tradursi spesso in una riduzione e in un razionamento delle prestazioni erogate; ciò mentre nel contempo si assisteva ai tentativi di una progressiva riduzione degli sprechi, del malaffare e delle ruberie, mediante centralizzazione degli acquisti e applicazione di costi standard che non hanno portato ai risultati auspicati; tutto questo andando avanti con una riduzione del costo del personale sanitario, blocchi del turnover e piani di rientro dettati dalla Regione.
Proprio l'affermazione del centralismo regionale , che punta ad aziende sanitarie sempre più vaste, ha determinato una divisione profonda tra le popolazioni e le strutture sanitarie ingenerando un costante clima di conflitti e contrapposizioni, lasciando che i cittadini e gli operatori facessero le spese di questa riorganizzazione. 


Il diritto alla cura e alla salute inteso come reale partecipazione democratica delle popolazioni alla governance del sistema sanitario nel territorio è stato sacrificato in nome di una logica di pianificazione aziendalistica ed efficientistica, che ha una propria valenza nella ristrutturazione della rete ospedaliera, nel recupero della coscienza economica del sistema, ma che si è rivelata fallimentare, e basta vedere cosa sta succedendo all'ospedale unico.

Conseguenze di tali politiche "efficientistiche" sono state che i due attori protagonisti della medicina sono diventati assolutamente marginali: il paziente è una comparsa che può solo sperare di ricevere la prestazione adeguata, venendo sempre più' spronato dallo stesso sistema a orientarsi verso il privato , mentre gli operatori sanitari vengono considerati dalle aziende solo dei costi da contenere e dei meri esecutori di ordini che devono sottostare a mille procedure e norme burocratiche senza autonomia ma con tutte le responsabilità' del caso.

Siamo dell'avviso che tale processo di costruzione della Salute nel territorio, in cui l'aziendalizzazione del SSN ha rivelato tutta la sua inadeguatezza, va ripreso basandosi sul principio della Salute come diritto universale , democratico e costituzionale prevedendo una partecipazione attiva delle persone e delle comunita' locali nella governance della sanita' territoriale ; il paziente non può essere "l'oggetto" da sottoporre alle cure, ma al contrario deve essere "il soggetto protagonista" del proprio percorso di cura e salute.

La Salute non è solo la difesa dalla malattia ma è il benessere fisico psichico e sociale, risultante di un processo di equilibrio da costruire tra la persona/popolazione e l'ambiente (umano, fisico, biologico, sociale) che lo circonda. Dobbiamo capovolgere il paradigma: l'azienda deve finalmente adattarsi alla complessità sanitaria, non come oggi accade, il contrario.

domenica 9 dicembre 2018

ERP

Risolvere una volta per tutte i problemi dei condomini Erp: e' questa l'esortazione che arriva dal Movimento 5 Stelle Viareggio all'indomani del sopralluogo effettuato dalla portavoce in consiglio comunale Annamaria Pacilio insieme ad alcuni assegnatari degli alloggi di edilizia pubblica in via ....Inquilini che non riescono piu' a tollerare le condizioni di disagio con cui convivono ormai da anni anche famiglie con bambini, disabili, anziani, alle prese con pesanti infiltrazioni d'acqua negli appartamenti che dal tetto arrivano al primo piano causando addirittura allagamenti fronteggiati con l'intervento dei pompieri, tubi che si rompono continuamente, impianti fuori norma e ascensori a rischio di blocco :" e' intollerabile per le istituzioni pubbliche permettere che persone , anche in condizioni di particolari fragilita' , possano vivere in questo modo - interviene la consigliera comunale- Gli abitanti sono arrivati allo stremo e non possono continuare a stare con l'acqua che piove dal soffitto , i piedi a molle , con i catini e gli ombrelli sui mobili, e' una vergogna, pretendiamo interventi risolutivi per queste persone che sono esasperate e alle loro richieste di aiuto si sentono spesso rispondere picche". Solo dopo parecchie insistenze e sollecitazioni infatti, quando va bene , si vedono mandare operai che arrivano alla spicciolata e, in fretta e furia, perche' devono scappare da un'altra parte , su un altro intervento, rattoppano alla meglio la situazione con risultati che spesso lasciano a desiderare, col rimedio che a volte risulta peggiore del danno . " Occorrono interventi rapidi e risolutivi - continua Pacilio- mentre si perde tempo , ci si rimpallano le responsabilità, e si rattoppa , le infiltrazioni continuano a far danni sempre maggiori e a causare pesanti disagi agli inquilini". Una caldaia e' andata in blocco e una famiglia con minore si è ritrovata senza riscaldamento sentendosi rispondere di aspettare qualche giorno, al freddo, il tempo per farla asciugare , o provare a intervenire col phon; una persona disabile che dovrebbe stare a letto invece si è vista costretta a coprirlo con gli ombrelli e invece di stare a riposo si ritrova nella disperazione , a trafficare per asciugare continuamente il pavimento . Ma a impensierire c'e' anche l'aut aut dell'ascensorista : se la proprieta' non si decide a intervenire con la messa a norma dell'impianto (uno degli ultimi lavori, la sostituzione dei cavi, tra l'altro e' stato pagato dai condomini) Erp e' gia' stata avvisata, a giugno non ci sarà altro da fare che bloccare gli ascensori:" come faranno - continua ancora la consigliera - gli anziani e i disabili a uscire di casa? Aspettiamo risposte, ma anche fatti da Erp e dall'amministrazione comunale che attraverso le parole dell'assessore Pierucci in commissione sociale davanti alle rimostranze degli inquilini aveva promesso di farsi sentire.."

venerdì 7 dicembre 2018

Servizio Pubblico...

Il Movimento 5 Stelle Viareggio contro i rincari delle nuove tariffe regionali e i disservizi di un sistema pubblico che costa sempre di più' e funziona sempre meno. Quella ridefinizione delle tariffe che per esempio ha portato l'abbonamento annuo per coprire il percorso da Viareggio a Pietrasanta a schizzare a 250 euro all'anno. Con l'avvento della comunità tariffaria regionale, cioe' l'applicazione di una tariffa unica e omogenea per l'utilizzo di bus su tutto il territorio nazionale, in pratica si e' assistito in Toscana alla solita manovra fatta in nome della razionalizzazione ( come nella sanita' pubblica) che porta invece nuovi esborsi per le tasche dei cittadini . Tutto questo continuando a dare un sevizio poco efficiente e che quindi che non incentiva all'uso del mezzo pubblico: " sono molti i disservizi lamentati dall'utenza, come le corse spesso saltate sulla linea di Torre del Lago - spiega la consigliera comunale Annamaria Pacilio- spesso succede che gli studenti rimangano a piedi perche' la macchina usata per circolare nella frazione che viene cambiata in piazza d'Azeglio a seconda delle esigenze della società' di trasporto , e' quella grande , non riesce a passare dal sottopasso e quindi fa un percorso diverso all'insaputa del malcapitato che rimane senza alcuna comunicazione in attesa del bus e magari deve prendere il successivo,anche dopo un'ora , sempre che riesca a salire nella bolgia , con grande disagio delle famiglie che devono correre in soccorso o magari sono ignare del fatto che il figlio minorenne invece che in classe e' rimasto per la strada". Cosa che si verifica spesso anche sulla via di ritorno; ma non e' tutto:
"Ho avuto modo di riscontrare personalmente disagi anche sulla linea Viareggio- Pietrasanta - prosegue Pacilio- con bus , di mattina , stracarichi di passeggeri tanto da riempire il corridoio con la conseguenza di difficili manovre di salita e discesa per gli utenti". C'e' ancora tanto da lavorare per un servizio pubblico su gomma che sia pienamente funzionale e chi amministra dovrebbe pretendere un servizio di qualita' , mi riferisco in particolare a cio' che accade a Torre del Lago , una frazione che si sente ormai abbandonata a se stessa. E si dovrebbe fare di più' a livello regionale : tutelare le fasce più' deboli e offrire un servizio che tanto piu' e' efficiente tanto piu' incentiva all'uso dei mezzi dando vita a un circolo virtuoso:" Consideriamo - spiega ancora la consigliera pentastellata- che un maggior numero di utenti potrebbe portare a un abbattimento dei costo del servizio pubblico per la collettivita' con il grosso vantaggio di diminuire il traffico e abbattere l'inquinamento dei nostri centri urbani : di questo passo, con questo tipo di interventi, si tratta di cose ancora anni luce dall'essere attuate. " La Regione Toscana ha da sempre nicchiato sul tema degli sprechi, dei disservizi del trasporto pubblico, fino al risultato che e' sotto gli occhi di tutti: si continuano a mettere delle pezze permettendo comunque al gestore del servizi pubblico di fare il bello è il cattivo tempo, intascarendo i soldi dei cittadini in cambio di un servizio scadente.

giovedì 15 novembre 2018

Casa delle Donne

Speriamo che l'amministrazione torni sui suoi passi .. abbiamo manifestato fin dall'inizio il nostro dissenso per l'inserimento della casa delle donne nel novero dei beni alienabili del comune .. non e' questa la moneta con cui ricambiare l'impegno dei volontari che si impegnano ogni giorno al servizio di donne sole e in difficolta' provenienti anche fuori dai confini comunali, che da decenni qui trovano un valido punto di riferimento. A distanza di mesi dall'annuncio della vendita della casa e nonostante le promesse di una nuova sede, l'amministrazione non ha fatto sapere piu' niente e sull'argomento e' calato il silenzio.. speriamo che questo sia un segnale.. che davanti alla presa di posizione di numerosi enti , associazioni e cittadini il sindaco abbia capito che nessuno vuole una scelta di questo tipo, la casa delle donne non puo' e non deve essere messa in vendita.  Non vogliamo che la logica del far cassa , del monetizzare, sia l'unica a guidare l'operato di una amministrazione che tra l'altro si fa vanto di aver messo i conti a posto ed essere fuori dal dissesto in tempi record.. ebbene che ne dia una testimonianza lasciando la casa delle donne in attivita' nella sua sede storica 

venerdì 9 novembre 2018

Toro BRUCIATO VIVO in Spagna.

URGENTISSIMO!!!!! A MEDINACELI in Spagna TRA POCHE ORE UN TORO VERRA' BRUCIATO VIVO IN NOME DELLA TRADIZIONE. 

Sabato 10 novembre alle 23 nella piazza di Medinaceli (Soria - Spagna) avrà luogo ancora una volta la festa del TORO JUBILO o TORO DI FUOCO. 
Una della feste più orrende che si possano immaginare.
El toro Jubilo che si svolge iogni anno. È la festa del "toro di fuoco" di origine pagana comune a molte località spagnole dove, però, per evitare la crudeltà sul povero animale che comporta la festa e le conseguenti proteste degli animalisti, negli ultimi anni si è sostituito l'animale con un toro meccanico, robot che di vero ha solo la testa del toro a cui vengono attaccati petardi e fuochi artificiali. Qua invece la tradizione è fedelmente rispettata:

Il rituale consiste prima di tutto nell'immobilizzare il toro. 
Alle sue corna viene legato un palchetto di legno sul quale si trovano palle di pece e materiale infiammabile a cui viene appiccato il fuoco. 
Il toro viene fatto scorrazzare nella piazza del paese transennata. 

Le palle di fuoco bruciano per ore. All'inizio il tori è disorientato poi quando inizia a bruciare la parte interna delle corna il dolore diventa lancinante. 
Le gocce di pece finiscono negli occhi accecandolo.
 Il muso e gli occhi bruciano facendolo impazzire di dolore.

Il toro terrorizzato, con il corpo bruciato, accecato va a sbattere contro le pareti o contro le recinzioni, fino a quando agonizzante muore. 

Molte volte i tori tentano di uccidersi lanciandosi proprio contro i muri per porre fine al dolore lancinante. 
A fine festa le carcasse dei tori vengono divise tra i partecipanti per il consumo locale con la credenza che la carne di un animale torturato possa accrescere la loro fertilità e renderli invincibili.

Gli animalisti spagnoli tenteranno come altre volte di bloccare la manifestazione. Ma le Istituzioni hanno già predisposto un imponente servizio di polizia. 
Come è già successo, difenderanno l'indifendibile.


Chiediamo che l'Europa fermi questo orrore . 
La tortura NON è cultura, NON è tradizione, NON è patrimonio da proteggere, ma l'inaudita e insopportabile vergogna di una società che si definisce civile. 

giovedì 1 novembre 2018

In Piazza contro la chiusura del Politeama

Anche il Movimento 5 Stelle Viareggio invita la cittadinanza a partecipare  all'evento in programma domenica alle 15,30 sul Lungomolo del Greco, adiacente al cinema, per manifestare contro la chiusura di uno dei luoghi simbolo della cultura viareggina.
 "Stiamo assistendo all'ennesima sconfitta, la perdita di un altro pezzo di storia della nostra città; tra l'altro è già successo in passato che un cinema teatro della Passeggiata fosse trasformato in un centro commerciale, non vogliamo che accada di nuovo, non vogliamo l'ennesima speculazione ai danni della comunità, vogliamo semmai un serio impegno da parte di chi ci governa per la salvaguardia e il rilancio di uno degli spazi culturali più amati dai viareggini. Vogliamo nuovi progetti e non nuove chiusure, una riapertura del teatro su cui occorre lavorare verificando la possibilità di attrarre fondi per uno sviluppo delle attività culturali ad esso collegate, magari attraverso l'attuazione del federalismo demaniale culturale che permetterebbe di utilizzare al meglio la struttura, con programmi di valorizzazione specifici, dando vita a nuove funzioni in linea con i più ampi progetti di rigenerazione urbana del territorio.

domenica 14 ottobre 2018

La Morina

Che la Morina vada spostata è fuor di dubbio, ma anche tenuta più d'occhio dalle autorità sia per quello che si produce e si tritura, che per la natura e le modalità di conservazione e di smaltimento dell'acqua putrida (quella convogliata in un vascone che ristagna ai piedi della poderosa schiena d'asino al centro della discarica). 

Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro la Morina: che vada portata il più lontano possibile dal centro abitato anche per il cattivo odore che emana, non c'è ombra di dubbio, ma che venga spostata ancora più addentro a un parco naturale, seppur questa soluzione sia stata avvallata dall'ente Parco diversi anni fa, pare perlomeno una soluzione bizzarra.  Per un'area protetta infatti non è certo il massimo ospitare una discarica dove il verde e il legno lasciano il posto all' inquietante presenza di plastica riscontrata nel materiale da lavorare prima, e nel compost dopo; una discarica da cui certi giorni arriva un fetore che sa poco di bosco, dove si assiste tutto intorno all'impattante passaggio di camion per il carico e lo scarico del materiale.

Che dire poi dell'accumulo di acqua che si dice venga raccolta dal dilavamento dei cumuli per la pioggia che quando esonda viene mandata al depuratore, e magari può filtrare nel terreno sottostante? Ci chiediamo che ne è stato del progetto di Sea che a dicembre 2016 ne prevedeva lo spostamento: come mai è ancora tutto fermo? Il sito tra l'altro continua a lavorare con l'autorizzazione scaduta da anni, anche questo è normale? Non ci dimentichiamo che il terreno è stato (e lo è ancora ma sotto curatela) nelle mani della Viareggio Patrimonio che si è rivelata nello svolgimento dei suoi compiti ben poco attenta alla legalità e alle regole (non saremmo infatti arrivati al punto che siamo), il che ci preoccupa non poco. A questo punto vorremmo delle risposte dall'Amministrazione. Ci ricordiamo tra l'altro di un'indagine dei Carabinieri di qualche anno fa nel corso della quale furono riscontrate delle irregolarità nei lavori di bonifica che tra l'altro erano stati solo parzialmente eseguiti, da lì forse si decise, è proprio il caso di dirlo, di metterci una pietra sopra, e forse anche di più, dei cumuli che ne hanno determinato appunto la schiena d'asino.. ci piacerebbe sapere cosa c'è sotto.. da ogni punto di vista.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

domenica 23 settembre 2018

Solidarietà ai familiari delle vittime

Solidarietà ai familiari delle vittime. È quella espressa dal MoVimento 5 Stelle Viareggio in riferimento allo smacco dato dal Sindaco all'Associazione "Il mondo che vorrei" per aver organizzato a poche settimane dall'inizio dell'appello per la strage che provocò la morte di 32 persone, un incontro a porte chiuse e non pubblicizzato con rappresentanti di Rfi (una delle aziende condannate in primo grado dal Tribunale di Lucca per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009), insieme ad Anci, Regione Toscana e Protezione Civile, con la motivazione addotta di portare avanti l'Osservatorio istituzionale per la sicurezza della Rete Ferroviaria; un incontro precluso all'Associazione dei familiari delle vittime , che non e' stata invitata.

Ci chiediamo anzitutto i motivi che hanno portato a un incontro che, nonostante i temi trattati e l'evidente interesse per la cittadinanza,  è stato organizzato in gran segreto e ha lasciato fuori i rappresentanti dell'Associazione, da anni in prima linea per la sicurezza ferroviaria, Associazione che prima di far accedere Rfi a qualsiasi tavolo di confronto, o trattativa, aveva chiesto precisi impegni e garanzie all'azienda confidando, a questo punto invano, nel supporto del sindaco. 

Difatti in barba alle rassicurazioni date e al rispetto per i familiari delle vittime, il Sindaco ha invitato a Viareggio Rfi, una delle aziende che si legge in sentenza, ha “ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico". Un'azienda condannata per " negligenza, imperizia e incuria”, per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone, e che continua a dimostrare, lo dicono i numerosi incidenti occorsi anche di recente, di non essere in grado di attuare efficaci sistemi di controllo e di verifica sia riguardo alla manutenzione dell'infrastruttura (in carico a Rfi) che dei veicoli ferroviari ( in carico a Trenitalia).

E così, mentre le richieste dell'Associazione rischiano di cadere nel vuoto, addirittura i suoi rappresentanti vengono tenuti lontani da documenti, fatti e circostanze cui avrebbero tutto il diritto di accedere. Non ci dimentichiamo del carteggio avvenuto qualche tempo fa, anche questo in gran segreto, tra Sindaco e Rfi, del quale, nonostante gli interrogativi dell'Associazione, il primo cittadino ha negato spiegazione; il Movimento 5 Stelle ne ha chiesto ufficialmente le risultanze, e sta ancora aspettando di conoscerne il contenuto, fermo restando che Del Ghingaro ha già spiegato ai familiari delle vittime che si tratta di atti riservati conseguenti a un contatto strettamente personale con i vertici dell'azienda ..peccato che riguardo certi temi come quelli della sicurezza, quando si parla di vittime, di disastro colposo, non c'è e non ci deve essere nulla di personale e di riservato ma semmai il piu' ligio rigore istituzionale insieme alla garanzia della massima trasparenza.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 3 agosto 2018

"Cittadino Sentinella" o Associazioni?

Come MoVimento 5 Stelle Viareggio esprimiamo i nostri dubbi sull'iniziativa dei volontari per la sicurezza presentata dall'associazione SiAmo di Torre del Lago in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Anzitutto vorremmo capire meglio gli scopi e la natura di questa associazione. Considerata poi la delicatezza dell'argomento sicurezza, ci chiediamo come verrà organizzato questo servizio, tra l'altro consapevoli della difficile realtà della frazione che potrebbe portare a situazioni di difficile approccio e gestione da parte di operatori che ovviamente non hanno come prescrive la legge, possibilità di intervento diretto ma solo di segnalazione e di coordinamento con le forze dell'ordine, forze dell'ordine che pare di capire sono un po' preoccupate da queste iniziative spontanee che non garantiscono la professionalità necessaria in un settore nevralgico come quello che attiene la sicurezza sul territorio. 
Il "cittadino sentinella" è bene che abbia un canale diretto e sinergico con tutte le forze dell'Ordine e coordinato con iniziative come le App di Vicinato che funzionano solidalmente perché il cittadino è motivato nel difendere la sua abitazione e conosce il territorio, i volti, le auto, le abitudini di chi lo frequenta: nelle zone in cui attualmente funziona, è stata riscontrata una netta diminuzione dei reati predatori; performance che potrebbero addirittura migliorare con l’aiuto della tecnologia ( sistemi di video sorveglianza, telecamere) quando effettivamente applicata.
Naturalmente tutto ciò non deve essere confuso a nostro avviso, da situazioni e iniziative che, malgrado lo si neghi, paiono nate, facendo leva sul malcontento della cittadinanza, più per esigenze di natura elettorale e di propaganda che altro.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

domenica 29 luglio 2018

Miracolo Anac

Ricordiamo che Anac è un'autorità amministrativa indipendente che ha per missione quella di prevenire la corruzione nell'ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate mediante l'attuazione delle trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché l'attività di vigilanza nell'ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e comunque in ogni settore della p.a. che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi o di commistione di interessi pubblico - privati. 

Ci viene quindi spontaneo chiedere quali sono i presupposti su cui si fonda il ricorso al Tar presentato dal Sindaco contro il pronunciamento dell'Anac, quali sono gli argomenti così preponderanti portati a supporto della legittimità di tale nomina .. visto che ai cittadini questa mossa, ovvero il ricorso al Tar, costerà 14 mila euro che per un'amministrazione con evidenti problemi di cassa non sono bruscolini. Quando tra l'altro pare evidente facendo riferimento al buon senso, al di là di ogni normativa, l'incompatibilità tra le due cariche apicali ricoperte, essendo lo stesso Miracolo passato con disinvoltura da presidente di Sea Ambiente a presidente di Sea Risorse: si parla di legalità ma anche di opportunità, essendo le due società legate da vincoli contrattuali e prestazionali, in cui la stessa persona si è ritrovata a fare gli interessi quando del controllore (Comune), quando del controllato (azienda privata), il tutto con ricadute anche sull'assetto di Reti Ambiente nel cui CdA siede infatti lo stesso Miracolo. 

Singolare anche che la consorte della persona in questione sieda oggi sullo scranno del Presidente del Consiglio Comunale, ma questa è un'altra storia..
Visti i problemi di incompatibilità evidenziati da Anac, così come il sindaco l'ha nominato, chiediamo quindi che lo rimuova. Preoccupa quanto meno anche il fatto che in Sea non esista la figura, prevista per legge, del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, al quale vengono riconosciuti poteri di vigilanza sull'attuazione effettiva delle misure anticorruzione, nonché di proposta delle integrazioni e delle modifiche delle stesse ritenute più opportune, che tra l'altro è il destinatario del provvedimento Anac. A questa figura l'autorità dà appunto mandato di comunicare al soggetto cui è stato conferito l'incarico la causa di inconferibilità e la conseguente nullità dell'atto di conferimento dell'incarico e del relativo contratto adottando i provvedimenti conseguenti. Il tutto demandato appunto a un fantasma, invisibile così come il contenuto della sezione società trasparente sul sito dell'azienda Sea, carente di informazioni veramente utili alla trasparenza riguardo l'operato della società. 

sabato 30 giugno 2018

Stadio dei Pini in svendita

Una lenta agonia. Come quella che ha accompagnato tanti beni poi svenduti a causa del dissesto della città. Adesso tocca allo Stadio dei Pini? A chiederselo è il Movimento 5 Stelle insieme alla Lega e al Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago che preoccupati per la chiusura dell'impianto, scendono in campo a fianco della società, dei tifosi, dell'intera città per difendere un altro bene pubblico a rischio puntando il dito contro l'Amministrazione che dopo la decisione della commissione di vigilanza di chiudere lo stadio per carenze strutturali, nonostante le proroghe che hanno permesso a pezzi e a bocconi al Viareggio di archiviare la stagione (e qualche rattoppo in corso d'opera) nulla ha fatto se non procrastinare il problema. Un problema che oggi torna di scottante attualità visto che in mancanza dei lavori di adeguamento richiesti la chiusura definitiva dello stadio diventa realtà. Il nodo infatti è l'entità degli interventi da eseguire, sui quali ancora non c'è chiarezza. Gli interventi necessari per rendere sicuro l’impianto infatti nonostante i continui richiami della commissione di vigilanza, e uno stato di deterioramento in perpetuo divenire, sono ancora tutti da fare, e richiedono una spesa di centinaia di migliaia di euro, il Viareggio 2014 da solo non ce la fa. Un peso gravoso che non si può buttare tutto sulle spalle dell'ultimo arrivato- tuonano Movimento 5 Stelle, Lega e Cittadini di Viareggio e Torre del Lago. Tra l'altro il 30 giugno è scaduto anche il contratto per la gestione in comodato dello stadio con il Viareggio 2014, tutto da rivedere alla luce degli interventi da eseguire e del periodo di concessione che finora era stato fissato solo in un anno. Nonostante le prescrizioni della commissione di vigilanza sull'indicazione dei criteri da seguire e la redazione di un crono-programma riguardo i lavori da compiere per rendere nuovamente conforme l’impianto agli standard di sicurezza, la Società non ha infatti ancora niente di concreto in mano, solo un contratto di comodato (da rinnovare) il quale stabilisce che il gestore deve accollarsi gli interventi sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione, insieme alla consapevolezza di non essere in grado da sola a far fronte a tutte le spese necessarie per rendere agibile l’impianto. Ecco che con tutti questi nodi al pettine, invece che accelerare per trovare una soluzione contro il tempo tiranno, l'Amministrazione, nonostante le pressanti richieste della Società, ha pensato bene di riparlarne con calma l'11 luglio a ridosso dell'iscrizione della squadra al campionato, il che lascia pensare sull'effettivo interesse da parte dell'Amministrazione di voler risolvere al più presto il problema.  Non è che sfruttando questa situazione di impasse, sull'onda dell'urgenza, alla fine spunterà fuori dal cilindro magico di Del Ghingaro la solita soluzione, più di supporto a qualche business che all'intera città?

lunedì 16 maggio 2016

L'elefante ha partorito il topolino.


Ovvero l'ennesima occasione persa
E così dopo una lunga attesa, e molte aspettative da parte di chi attendeva un segnale forte per dare nuovo impulso al cuore del commercio viareggino, ultimamente in grande affanno, ecco che arriva il nuovo regolamento dei loggiati e dei chioschi di Piazza Cavour, fresco di approvazione nell’ultimo consiglio comunale: durante un’assise nervosa che ha visto tra l’altro a metà seduta il sindaco e il suo seguito, la giunta, lasciare l’aula, per “lesa maestà”, ecco passare questo scarno regolamento che nei fatti tradisce le attese di chi si aspettava una vera nuova regolamentazione del Piazzone che rilanciasse finalmente l’area commerciale, evitando una volta per tutte l’accumulo di debiti verso l’amministrazione che negli anni ha contribuito ad allargare il buco del bilancio dell’ente e ha portato al mancato rispetto delle regole e alla depauperazione della zona pedonale rimasta nel degrado più assoluto ostaggio di loggiati vuoti, banchi serrati e saracinesche abbassate: un centro commerciale naturale poco appetibile agli avventori, di scarso appeal con il suo sgangherato arredo urbano, assediato da clochard e balordi, stretto nella morsa di chi si aggiudica i posti lasciati vuoti dalla crisi vendendo prodotti di importazione e di bassa qualità. Così se da una parte questa nuova regolamentazione lascia ancora una volta il comune privo di qualsiasi garanzia di fronte alla eventuale morosità dei concessionari, dall’altra risulta vaga e inadeguata la tempistica per la risoluzione di eventuali problematiche legate alla riscossione dei canoni, ciò che ha portato in passato assieme alla cattiva gestione del bene pubblico e alla mancanza di controlli, all’incremento del debito che tutti noi stiamo pagando: evidentemente la storia non insegna a prendere decisioni più ponderate. Inoltre, i pochi punti siglati dal nuovo regolamento risultano inadeguati a comprendere i presupposti su cui si fonderanno i bandi ad esso collegati che l’amministrazione intende predisporre a breve per la concessione delle logge del mercato, argomento principe della discussione che doveva essere invece ben delineato per capire fino in fondo quale vuol essere il volto del mercato che l’amministrazione Del Ghingaro ha in testa, se ne ha un’idea precisa e puntuale, affrontando adeguatamente una volta per tutte una situazione scappata di mano ormai da tempo, e lasciata languire sotto i colpi della crisi, dell’incuria e del degrado. A questo punto ci domandiamo, ma chi vorrà investire risorse sul nostro territorio? Cosa siamo in grado di offrire a questi temerari? I privati da soli non possono certo ovviare a tutto. Da molto tempo in Piazza Cavour mancano interventi di ordinaria manutenzione per non parlare di nuovi presupposti di rilancio, manca qualsiasi forma di marketing e di comunicazione, di politica commerciale e turistica che riesca ad attrarre pubblico anche attraverso iniziative ed eventi. Oltre a rendere più sicura la zona con una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ci sarebbe bisogno di un migliore coordinamento e una semplificazione dei rapporti col SUAP, di una revisione del piano della mobilità e della sosta (soprattutto in riferimento al carico e scarico delle merci) favorendone la rotazione anche per venire incontro alle esigenze dei clienti, una riorganizzazione degli orari e dei periodi di apertura delle attività presenti, maggiore pulizia e decoro, in particolare attraverso un più attento controllo sul conferimento dell’immondizia nelle fasce orarie consentite e l’effettuazione del servizio di spazzamento in giorni e ore più consone in modo che l’area presenti nel fine settimana il suo aspetto migliore: senza che nel clou della giornata del sabato, quella di maggior frequentazione, chi passeggia per le strade del centro debba ingoiare nugoli di polvere per il passaggio della spazzatrice che tra l'altro taglia il numero di preziosi posti auto immolati per la pulizia della strada. Inoltre a dirla tutta sarebbe stato il caso di metter mano a un Piano delle Funzioni, da dove si doveva partire per ridisegnare la zona del Piazzone, con particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese, alla tutela delle botteghe e delle attività di interesse storico, di tradizione e di tipicità. Indispensabile anche avviare un metodo di lavoro partecipato e aperto, nel quale chi ha le redini del governo della città riesca a porsi finalmente in ascolto di coloro che quotidianamente si dovranno confrontare con le regole approvate dall’amministrazione, una buona pratica che sembra proprio non piacere a chi oggi è al timone della città. Tutto questo per delineare insieme agli attori economici le linee di un futuro sviluppo del territorio facendo proprio leva sulla regolamentazione degli usi delle concessioni pubbliche, dei fondi e degli immobili esistenti, mirando al progresso economico sociale e a innalzare l’offerta dei prodotti e la qualità dei servizi offerti, pubblici e privati, commerciali e non, del territorio; puntando anche alla riqualificazione dei manufatti: riguardo alle facciate decadenti, lasciate andare nel tempo magari per forzare qualche concessione da parte del Comune, occorrerebbe infatti ne venisse imposta la risistemazione, non più solo per motivi legati alla sicurezza, ma anche per ragioni di decoro. L’imperativo: salvaguardare la tipicità di Viareggio e quindi della Versilia contrastando l’invasione di negozi e locali che stanno sempre più prendendo piede stravolgendo le caratteristiche del nostro commercio, favorire quelle attività economiche che siano rispettose dei valori storici e architettonici contenuti negli ambiti in cui si trovano, attività che svolgono un servizio ai residenti sia per la completezza dell'offerta sia per la loro attività di presidio aiutando a difendere l'autenticità di un luogo, favorendo lo sviluppo di una cultura dell'accoglienza ricettiva e turistica. Si tratta di interventi la cui urgenza è palese, che sarebbero a costo zero, e potrebbero dare da subito benefici immediati alla città; interventi auspicati da molti, che di fatto l’amministrazione, anche con questo regolamento, non ha preso minimamente in considerazione. Non possiamo andare avanti solo a suon di proclami, e lasciare che la città venga ogni volta travolta da scelte che cadono come tegole sulla testa dei suoi abitanti. Basta vedere quello che sta succedendo in Passeggiata con l'introduzione tout court della raccolta differenziata a inizio della stagione estiva. Risultato: una bella distesa di cassonetti scarrabili dal canale Burlamacca alla fossa dell'Abate, ecco come salutiamo i primi vacanzieri che si affacciano sulle nostre spiagge e come rendiamo partecipi i cittadini dell'azione amministrativa convincendoli attraverso i loro comportamenti virtuosi della bontà della differenziazione dei rifiuti a fronte tra l'altro di tariffe e costi di servizio che dalle premesse lasciano ben poca speranza per il portafoglio. 
Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 aprile 2016

Benessere animale o situazione bestiale?



Intanto lo show va avanti, la carovana del circo si sposta a Querceta e poi a Camaiore. Peccato che per il benessere degli animali in Versilia ci sia molto da fare. Lo denota il fatto che a parte Viareggio, Massarosa e Pietrasanta (seppur con tutte le loro pecche e i loro deficit), e negli altri Comuni va ancora peggio mancando tutt’oggi un regolamento per la tutela degli animali, strumento attuativo sul territorio delle leggi in vigore in materia di benessere animale e  tutto viene rimandato alla legge regionale, in qualche caso inserendo poche voci all'interno di qualche regolamento, di polizia urbana o addirittura edilizio, spesso denotando scarsa conoscenza in materia, facendo riferimento a situazioni poco al passo con i tempi, oltre che ad articoli obsoleti e non adeguati alla normativa corrente. Articoli che tra l’altro poco o niente si occupano del benessere dell’animale e trattano l’argomento esclusivamente per evitare danni e disagi alla popolazione.

Il Comune di Seravezza di animali ne parla nel suo regolamento di polizia urbana aggiornato al 2006, al suo interno, all’articolo 35 (DISPOSIZIONI RIGUARDANTI GLI ANIMALI) c'è scritto che “E' vietato lasciar vagare entro l'abitato e circolare per le pubbliche vie qualsiasi specie di animale da cortile e da stalla, come pure tenere nei luoghi pubblici od aperti al pubblico, nelle terrazze, nei poggioli e cortili, gli animali di cui sopra con o senza gabbione”. E non c'è altro da dire.
All’articolo 41 (ANIMALI - DIVIETO DI MALTRATTAMENTO ) si legge :
“E' vietato maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricandoli di peso eccessivo e lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale (?).  Per poi proseguire: “Deve essere comunque garantito il rispetto del benessere animale secondo quanto previsto dal D.L.vo 1 settembre 1998 n. 333”. Ovvero l’Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento (?). E la legge regionale 59 del 2009 inerente la tutela degli animali d’affezione? e il fatto che l’animale dal 2004 è riconosciuto come essere senziente, i tre livelli di benessere? Buio completo.
E ancora: “E' vietato detenere animali in spazi angusti e in luoghi antigienici; privare gli stessi del cibo, dell'acqua, delle cure e degli interventi necessari per la loro salute anche al fine della prevenzione delle malattie infettive e parassitarie e delle zoonosi. Lo spazio minimo da destinare ad un cane o ad un gatto è di 6 mq.” - addirittura meno della legge regionale che ne prevede minimo 8 come da Decreto di attuazione delle legge 59 del 2009 del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011. Si prosegue: “nelle abitazioni, nei giardini cortili ecc.; nei luoghi all'aperto gli animali devono avere un idoneo ricovero” (ma idoneo secondo quali parametri?). Inoltre: “E' fatto assoluto divieto di detenere cani a catena sprovvisti di un riparo coperto e chiuso almeno su tre lati “- invece con adeguato riparo, si possono detenere, a catena? . “La catena non deve avere lunghezza inferiore a mt.5 ed il termine della catena deve essere fissato ad un cavo aereo. Detti animali devono essere in grado di poter raggiungere il riparo, il contenitore dell’acqua e del cibo”; peccato che per la legge regionale 59 del 2009 : “la detenzione dei cani alla catena è consentita in via eccezionale, alternativamente o per le ore diurne o per quelle notturne per un tempo massimo di sei ore giornaliere a condizione che la catena, di peso non superiore al 10% del peso del cane, sia di almeno sei metri e scorra su un cavo aereo di almeno tre metri fissato ad altezza non superiore ai due metri. La catena deve essere munita di due moschettoni rotanti alle estremità”. Dunque il regolamento è addirittura peggiorativo della legge regionale la quale tra l'altro sembra non aver recepito le direttive nazionali della legge 189 del 2004 che sancisce il passaggio dell'animale da res (cosa) a essere senziente ( per cui la catena è sicuramente fuori luogo).
Ancora: “ i cani tenuti nei cortili o giardini ad uso di più famiglie devono essere legati con catena e consentire il passaggio alle persone che vi transitano”.. Alla faccia del benessere animale, e delle normative di legge. E ancora : “ I proprietari dei cani sono tenuti ad iscrivere gli stessi entro il sesto mese di vita all’anagrafe canina secondo quanto previsto dalla L.R. 43/95”.  Peccato che il Decreto del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011: "Reg. di attuazione della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 riguardo alle “Norme per la tutela degli animali PROCEDURE DI ANAGRAFE CANINA (ART. 9) sancisce che “ il responsabile di un cane provvede entro il sessantesimo giorno di vita dell’animale all’iscrizione e all’identificazione dello stesso presso la banca dati locale, individuata in base alla propria residenza anagrafica”. 
Vecchie anche le disposizioni Cites, del 2000, citate a riguardo dell’utilizzo degli animali  IN FIERE, CIRCHI E MOSTRE VIAGGIANTI .  Riguardo all' ART. 78 DETENZIONE DI CANI 0 ALTRI ANIMALI NELLE ABITAZIONI  si dice che “ E' vietata, nei centri abitati del Comune, la detenzione in abitazioni, stabilimenti, negozi, magazzini, cortili e giardini di cani o di altri animali che disturbino la quiete pubblica nelle ore notturne. Tale norma si applica anche fuori dei centri abitati quando si ha disturbo della quiete pubblica. Nel caso sopraddetto, gli agenti di Polizia Municipale, oltre ad accertare la trasgressione a carico del proprietario o detentore, lo diffideranno ad attenersi in futuro alle disposizioni di cui sopra e, se del caso, a ricercare ogni possibile rimedio teso ad evitare che l'animale rechi disturbo. Ove la diffida non venga osservata, l'animale potrà essere sequestrato ed affidato alle strutture di accoglienza canina”.  Della serie se il cane disturba si porta al canile.. 

A Camaiore, il regolamento di polizia urbana, dove si affronta tra gli altri argomenti il tema degli animali, risale agli anni '60, con aggiornamenti al 2003. L'Art. 55 sul Maltrattamento recita: “ È vietato di maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricando di peso eccessivo, lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale”. Anche qui sembra di parlare della notte dei tempi. Quando poi si tratta il tema del trasporto di animali, lo si fa giusto in funzione della macellazione: secondo l'Art. 56 sul Trasporto animali: “Il bestiame da macello deve essere preferibilmente condotto attraverso le vie meno frequentate, evitando di passare, se è possibile, davanti alle chiese ed alle scuole (?). È vietato l’uso del pungolo per invogliare il bestiame a camminare. Il trasporto al macello di animali gravemente ammalati, di quelli affetti da gravi lesioni traumatiche o gravi zoppie, il trasporto e la sosta sui pubblici mercati delle bovine giovani, deve essere effettuato in modo da non destare disgusto o raccapriccio”.... Della custodia di animali si parla solo in questi termini, secondo l'Art. 57  “È vietato affidare, anche momentaneamente, i veicoli trainati da bestie e persone le quali per debolezza, per inesperienza o per qualsiasi altro motivo, siano incapaci di domarle o di condurle ed è vietato di lanciare le bestie stesse anche per brevissimo tempo abbandonate”. Vietato addirittura far bere i nostri 4 zampe alle fontane: l' Art. 68 sull' Abbeveramento animali afferma che: “È vietato condurre ed abbeverare animali presso le pubbliche fonti”. Ed è proibito tenere animali che disturbano. L' Art. 84 sugli Animali molesti dice che “È proibito tenere animali anche domestici, che rechino disturbo o danno al vicinato. È parimenti proibito di tenere a custodia di fabbricati o giardini prossimi all’abitato, cani che rechino disturbo alla quiete pubblica”. Dunque che si fa? Si buttano per la strada? Si portano al canile?

Anche a Forte dei Marmi nessuna notizia di un regolamento sul benessere degli animali. Il riferimento anche qui è la normativa regionale. Da segnalare che sul sito del Comune esiste un form per segnalare i cani randagi che si invita ad utilizzare da parte del pubblico affinché “ chi di dovere adotti le misure necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini”.

A Stazzema invece le norme per la custodia e la tutela degli animali d’affezione è un allegato al regolamento edilizio, dove si fa riferimento alla legge regionale ma ci si preoccupa più che altro di definire le regole per la costruzione dei ricoveri per animali, trattando l’aspetto urbanistico edilizio della questione per normare le strutture ad uso canile in quanto sul territorio del comune ci sono diverse squadre per la caccia al cinghiale che gestiscono un cospicuo numero di cani. E’ così che si può dire che la Versilia non è un paese per animali. E forse non è un paese dove si cerca di dar segno di civiltà e il buon senso. Prendiamo come fulgido esempio l’articolo 52 del regolamento di polizia urbana di Camaiore: “I bambini e le persone deficienti devono essere accompagnate per la pubblica via, né possono essere portati in giro sconvenientemente vestite”. Questo per quanto riguarda, testuali parole la ”Protezione bambini e persone deficienti”. Ma chi si preoccupa di salvaguardare noi dagli strafalcioni e i nostri amici a 4 zampe da coloro che dovrebbero tutelarli e proteggerli? I sindaci, responsabili per legge del benessere degli animali sul proprio territorio, diano finalmente un segno... 


MoVimento 5 Stelle Viareggio

Il circo se ne va ma il problema resta


Varare una serie di atti amministrativi che servano a regolamentare l’attendamento dei circhi in città per limitare l’accesso alle attività circensi che utilizzano gli animali. E’ quello che chiede il Movimento 5 Stelle Viareggio per rendere in futuro dura la vita agli attendamenti dei circhi con animali sul territorio viareggino; il circo ha infatti tolto le tende con due giorni di anticipo rispetto ai programmi ma continua il suo giro per la Versilia con i suoi carrozzoni, i rimorchi pieni di animali, portandosi dietro inevitabilmente il suo strascico di polemiche per uno spettacolo che non è più possibile tollerare alla luce di una nuova coscienza etica e una nuova consapevolezza che riconosce agli individui e alle specie animali il diritto a un’esistenza compatibile con le loro caratteristiche fisiologiche etologiche e psicologiche.
Davanti all’ennesima constatazione che nonostante la bella facciata, in sostanza poco è cambiato riguardo l’atteggiamento della nuova Amministrazione che denota la consueta poca sensibilità della politica verso  la  difesa dei diritti degli animali, ecco che il Movimento 5 Stelle scende in campo chiedendo l’impegno della Giunta comunale affinché decida di dotarsi di un regolamento che disciplini in modo rigoroso l’attendamento nel territorio comunale di circhi e mostre viaggianti, in particolare quando ci sono animali al seguito. Contestualmente alla richiesta di emanazione da parte del Sindaco di un’ordinanza restrittiva sull’utilizzo di animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in spettacoli e altri intrattenimenti.
 “Se infatti – spiega Annamaria Pacilio portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle - diventa difficile predisporre regolamenti e ordinanze di divieto totale di attendamento dei circhi con animali, poiché in caso di ricorso al Tar tali atti verrebbero sicuramente annullati, visto e considerato che un Comune non può vietare ciò che a livello nazionale è del tutto legale e riceve addirittura sussidi dallo Stato, ecco che l’unica possibilità è quella di ostacolare il loro attendamento ponendo dei paletti e delle restrizioni”. Facendo soprattutto riferimento al regolamento emanato dalla Commissione scientifica per l’applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (Cites) del 2006, normativa che i circhi devono obbligatoriamente rispettare, strettamente vincolante riguardo i criteri e i requisiti necessari per la detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti in funzione della tutela del loro benessere;  proprio la normativa nel suo ultimo aggiornamento raccomanda che non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci'”. Da una parte dunque la stretta vigilanza del rispetto del Regolamento Cites attualmente in vigore- che tra l’altro non abbiamo neppure la certezza sia stato rispettato visto che nessuno si è preoccupato di andare a verificare la situazione nonostante le richieste avanzate dalle associazioni animaliste- dall’altra l’apposizione di una serie di restrizioni amministrative da inserire all’interno di un apposito regolamento comunale per la disciplina degli spettacoli viaggianti, prevedendo l'attendamento di qualunque circo sul territorio comunale solo all’interno di in un circoscritto periodo dell’anno e non concedendo più di un permesso, dando la precedenza al circo senza animali al seguito, che quindi sarebbe l’unico attendamento permesso nei 365 giorni. Si potrebbe addirittura prevedere di invitare, nelle sedute in cui si esamineranno richieste di autorizzazione all'attendamento, come membro aggiunto della commissione pubblico spettacolo, un referente del Corpo Forestale dello Stato, inquadrato nel servizio Cites territoriale. 
Tutto questo anche in relazione al fatto che il parlamento italiano sta finalmente mettendo mano alla materia per la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi in vista della graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali; una decisione che finalmente consentirebbe di riallineare l’Italia con la maggioranza dei Paesi Europei che hanno messo al bando tale pratica, nonostante le forti resistenze nell’'Ente Nazionale Circhi, una lobby in grado di esercitare enormi pressioni politiche, impegnata a difendere gli interessi di una spaurita minoranza che non ne vuole assolutamente saperne di fare a meno nei suoi spettacoli di elefanti, zebre e leoni, non riconoscendo neppure al suo interno i circhi senza animali. Dunque qualcosa si può e si deve fare già da subito anche nella nostra città.: “E’ l’ora di farla finita di nascondersi dietro lo spauracchio del ricorso al Tar per lasciare che tutto resti immutato- prosegue la consigliera pentastellata- la sensibilità delle persone è cambiata, è l’ora che la politica ne prenda atto e la smetta di farsi trovare sempre in ritardo sui tempi , il Comune faccia la sua parte e si muova per quanto è possibile per metter fine a questo triste spettacolo”. Nel 1968, quando in Italia fu emanata la normativa attualmente in vigore in tema di circhi, l’Italia riteneva che questi spettacoli avessero una funzione sociale, e non si prendeva minimamente in esame il tema della salvaguardia del benessere dell’animale, oggi il 71,4% degli Italiani, secondo l’ultimo rapporto Eurispes, è fermamente contrario allo sfruttamento degli animali nei circhi e anche le normative continuano a registrare progressi  grazie alle inequivocabili prese di posizione da parte del mondo scientifico. Come la posizione ufficiale della Federazione Europea dei Veterinari, la quale non ritiene che i bisogni relativi al benessere degli animali selvatici/esotici possano essere soddisfatti nell'ambiente dei circhi itineranti raccomandando pertanto a “tutte le autorità Europee competenti di proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”, precisando poi come non ci sia “alcun beneficio di carattere di conservazione, ricerca o educazione che possa giustificare l’uso di animali esotici nei circhi” .  
“Nel nostro piccolo –continua la consigliera dei 5 Stelle- basterebbe intanto rinnovare il regolamento comunale in materia di benessere degli animali, un regolamento obsoleto, da integrare e migliorare sotto diversi aspetti alla luce delle nuove normative,  dove per esempio anche riguardo ai circhi siamo ancora fermi alle linee guida Cites del 2000. E ci piacerebbe anche sapere che fine ha fatto la consulta delle associazioni animaliste, nonostante il parere favorevole per la sua costituzione sia arrivato dal consiglio comunale ormai da mesi, non ci risulta  questa sia stata ancora resa operativa, mancando ancora la nomina di un presidente” La sensazione è che la questione del benessere animale tanto cara all’amministrazione Del Ghingaro si sia rivelata un valido argomento, soprattutto in funzione della campagna elettorale.     
Così resta da capire se la difesa dei diritti degli animali è veramente una scelta mirata e coerente di questa giunta oppure rimane un optional legato alle opportunità del momento. Senza dimenticare il fatto che la città finora ha fatto i conti con una serie di inconvenienti di cui poteva sicuramente fare a meno: è il caso della ciclabile interrotta e deviata in virtù della presenza degli animali del circo, che ha dimostrato con tutta evidenza l'inidoneità dell'area a ospitare tale attendamento, tutte le problematiche legate alla gestione di un vero e proprio zoo con rischio per l’incolumità dei cittadini e delle tenuta del sistema infrastrutturale della zona, in riferimento ad esempio allo scarico dei liquami. E ancora il quadro di una città letteralmente tappezzata di  manifesti e locandine, la maggior parte delle quali prive del timbro comunale che dovrebbe attestare il pagamento della tassa di affissione, un servizio tra l’altro nel bailamme per essere in transito dalla Viareggio Patrimonio. E un’area lasciata come sempre succede, dopo la dipartita del circo, nel degrado più assoluto, piena di sporcizia buche e danni. Su tutto rimane il rammarico di aver perso l’occasione da parte dell’amministrazione di dare un segnale preciso a chi detenendo gli animali nei circhi, sottoponendoli a un’esistenza incompatibile con le loro caratteristiche fisiologiche e etologiche, ma anche psicologiche,  perpetra nei loro confronti un inaudito atto di crudeltà. Non ci dimentichiamo che la legge 189 del 2004 sancisce che nessuno ha il diritto di infliggere all’animale senza giustificazione e motivazione: dolori, sofferenze o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, porlo in stato d'ansietà o ledere in altro modo la sua dignità. Che è poi quello che succede agli animali nei circhi, sottoposti a un'esistenza passata macinando chilometri chiusi nelle gabbie da un angolo all'altro della penisola ed oltre, chiamati a bivaccare in strutture simili a piccoli zoo in attesa di esibirsi e dare spettacolo cimentandosi in improbabili numeri e acrobazie, un atto che rimorde alla coscienza della maggior parte delle persone, di cui non vogliamo più essere né complici né spettatori.

Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 gennaio 2016

Con il lavoro (e la legge) non si scherza. Nemmeno a Carnevale.


Quando si parla dell’affidamento di un incarico da parte di una pubblica amministrazione, o di una sua partecipata,  l’unica cosa che può salvaguardare tutti - in primis quelli che il lavoro lo pagano, ovvero i cittadini, ma anche quella parte della cittadinanza che con quel lavoro ci campa, le ditte e i lavoratori interessati a questa chance di impiego - è il rispetto della legge; che non significa favorire taluni a discapito di altri per ragioni che poco hanno a che fare con il bene pubblico, ma semmai garantire a chi partecipa ad appalti pubblici (in particolar modo quelli maggiormente a “rischio inciucio”, senza la pubblicazione del bando di gara) la puntuale applicazione della normativa vigente: un’efficace autolimitazione della propria discrezionalità, principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento. 
Non si tratta quindi di una guerra di campanili e nemmeno di una gara al ribasso: al ribasso della dignità e delle tutele (contrattuali) delle maestranze, e delle garanzie di corretta esecuzione del lavoro per il contribuente, questo nessuno se lo può permettere, neppure un comune in dissesto come Viareggio. Ecco che davanti al polverone sollevato per l’aggiudicazione dell’incarico di allestimento e smontaggio del circuito del Carnevale a una ditta di Firenze ci chiediamo com’è stata gestita questa operazione. Operazione i cui effetti sono quelli di un film ad alta tensione: da una parte c’è chi guarda con preoccupazione alla calata dei “nuovi conquistatori” gridando allo scandalo, dall’altra chi scava trincee insieme agli operai che ormai da anni montano e smontano le tribune di Re Carnevale, e adesso, un po’ come i precari di lungo corso, ovviamente non ci stanno ad essere scaricati su due piedi dall’arrivo di nuove leve, targate - sarà un caso – Firenze, come il maggiore azionista del Carnevale, il governatore della Toscana Enrico Rossi, e il suo commissario Pozzoli, arrivato a Viareggio per mettere in ordine i conti di Burlamacco;  Pozzoli, il “caro” prof che il nostro Sindaco ha voluto rimanesse a farci compagnia oltre il tempo previsto, con un esborso complessivo di denaro pubblico, da quando è arrivato, di 166 mila euro, riconfermato al suo posto nonostante il flop del Carnevale estivo: rinunciando alla sua dipartita, e alla relativa nomina dei nuovi vertici della Fondazione, remunerati con i soli gettoni di presenza, abbiamo detto addio a quasi 100 mila euro di risparmio sulla macchina amministrativa dell’Ente.
Torniamo alla gara d’appalto, andando un po’ a fondo nella questione, vediamo che ce ne sono di cose che non tornano: tanto più se guardiamo alle regole ben precise ed inderogabili che la Fondazione Carnevale è tenuta a rispettare in quanto ente finanziato con soldi pubblici (come ha sancito il Consiglio di Stato, sez. V, con la decisione 12/10/2010, n. 7393), ovvero le norme di evidenza pubblica dettate dalla disciplina comunitaria e dalla normativa nazionale di attuazione, ai sensi dell’art. 3, comma 26, d.lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici).
Il prof. Pozzoli ha da ultimo tenuto a precisare che la Fondazione, consultando soltanto tre operatori economici, avrebbe in questa vicenda seguito “le procedure previste dal Codice degli Appalti, che consente la licitazione privata sotto un importo di poco inferiore ai 210 mila euro”.
In realtà, il codice dei contratti fissa la regola generale per cui i contratti pubblici devono essere affidati, previa pubblicazione di bando. E ne ammette la deroga, solo in due casi particolari e ben circostanziati; ovvero nel caso si applichi la procedura di cottimo fiduciario: previa approvazione di un provvedimento amministrativo per specifiche ipotesi ben delineate e con l’obbligo di consultare, in caso di importi pari o superiori a 40 mila euro, almeno cinque operatori economici idonei. E nel caso di procedura d’eccezione di cui all’art. 57, che alcuni chiamano “licitazione privata” in ossequio alla precedente normativa sugli appalti pubblici, da applicare in ipotesi eccezionali (gara deserta o nessuna offerta “appropriata”, “esecutore determinato” per ragioni tecniche o artistiche o estrema urgenza per eventi imprevedibili), con l’obbligo di consultare almeno tre candidati. Merita sottolineare che le circostanze invocate a giustificazione dell’estrema urgenza non devono essere imputabili all’ente appaltante (o alla sua inerzia). In questo caso, parlando di un evento come il Carnevale, che sappiamo viene organizzato in un determinato periodo ogni anno, difficilmente si può fondare il ricorso alla cosiddetta “licitazione privata” per imprevedibilità dell’evento o urgenza di provvedere. Detto questo resta da dire che la procedura seguita dalla Fondazione, come  descritta dal prof. Pozzoli sembra più simile alla frittura mista alla viareggina, specialità della casa, che mescolando gli ingredienti a piacere finisce per servire il solito boccone amaro, e indigesto, per i viareggini.
In ogni modo alla fine, dei tre operatori interpellati è risultata vincitrice la ditta fiorentina Allextire, che ha presentato un’offerta spropositatamente più bassa rispetto agli altri due contendenti. Anche riguardo a questo aspetto merita ricordare, sempre facendo riferimento al Codice dei contratti, che nella predisposizione delle gare e nella valutazione di un’anomalia delle offerte, le amministrazioni pubbliche sono tenute a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificatamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche  dei lavori, dei servizi o delle forniture.
Altra questione: la ditta vincitrice dell’appalto risulta collegata, per un intreccio di relazioni tra soci, con Sicrea. Già nell’edizione 2015 questa azienda era stata ingaggiata per reclutare partecipanti al circuito dello street food organizzato in piazza Mazzini, adesso gestirà tutte le attività commerciali ambulanti presenti al corso, un compito prima svolto in proprio dalla Fondazione attraverso il lavoro del suo direttore (con stipendio a cinque zeri) coadiuvato da una segretaria, che tra l’altro riusciva a garantire guadagno diretto e un’entrata sicura per l’Ente. A questo punto ci chiediamo anche secondo quali procedure la suddetta ditta si è aggiudicata in origine l’appalto, e in base a quale disposizione le è stato rinnovato il contratto per il 2016. Visto che tra l’altro la sua presenza sembra irrinunciabile, riconfermata infatti “sebbene i risultati  dello scorso anno -come si leggono testuali parole sulla relazione allegata al bilancio programmatico- non siano stati esaltanti”. Tant’è: “ma quest’anno -ancora testuali parole- ci aspettiamo molto di più”….Ebbene, noi invece non sappiamo più cosa aspettarci.. Specialmente quando ci vengono a dire che tutte queste operazioni vengono fatte per risparmiare, e la parola dissesto diventa l’imperativo per chiedere alla cittadinanza sacrifici a tutti i costi.. mentre invece, secondo a chi tocca, il risparmio resta un optional (qualche esempio, tra le ultime mosse dell’amministrazione Del Ghingaro l’aumento deciso per gli emolumenti dei dirigenti comunali, l’incremento del compenso degli amministratori di Sea, la riconferma del direttore generale del Festival Pucciniano per una spesa di 120 mila euro annui). A questo punto chiederemo a breve un incontro con il triumvirato che detiene le redini del Carnevale per approfondire pubblicamente e rendere trasparente questa faccenda, chiedendo nel contempo conto di un'altra voce di spesa, quei 90 mila euro circa per il noleggio di non si sa bene cosa, che fu al centro anche delle attenzioni di Szorenyi nell’articolo “tagliaspese” sul bilancio del Carnevale dello scorso anno, scritto prima che l’ingegnere si presentasse sotto la lista Del Ghingaro alle ultime elezioni e diventasse fiduciario del Sindaco all’interno della Fondazione. Anche a lui, armato a suo tempo di così buone intenzioni, ci sarebbe da chiedere soprattutto cosa si è fatto per ridurre la voce di 200 mila euro per le retribuzioni, più 80 mila circa per i contributi del personale amministrativo.
E da questa vicenda ci sarebbe da prendere  spunto per chiedere conto anche delle procedure di gara svolte dal comune di Viareggio e dalle sue partecipate, spingendo in direzione di un aggiornamento urgente - così come richiesto dalla normativa nazionale, del piano triennale prevenzione corruzione del Comune, soprattutto in riferimento agli affidamenti diretti dell’Ente e del sistema largamente fallimentare delle società satelliti.

Movimento 5 Stelle Viareggio

giovedì 7 gennaio 2016

Il Movimento 5 Stelle dice di no al forno crematorio



Per il MoVimento 5 Stelle è impensabile costruire un nuovo forno crematorio nella nostra città. Viareggio e Torre del Lago sono già fortemente compromesse dal punto di vista ambientale. Non si tratta certo di una presa di posizione ideologica contro la cremazione, che è una scelta personale e come tale va rispettata, ma la città è già satura di opere fortemente inquinanti come l'autostrada A11, le aree di rifiuti inerti, gli impianti di telefonia (con le antenne pronte a raddoppiare in mancanza della realizzazione del relativo piano rimasto ancora lettera morta nonostante le pressioni dei cittadini), le tubazioni dell’acquedotto in eternit (amianto) che ammorbano la nostra acqua, così come le coperture e i tetti in di cui Viareggio è piena, se ci mettiamo il mancato funzionamento delle centraline per il monitoraggio delle polveri sottili che ci vedono spettatori inconsapevoli dell’avvelenamento della nostra aria, i fitofarmaci che hanno appestato i nostri terreni, il depuratore che fa acqua da tutte le parti: ecco che si capisce in questo scenario catastrofico per la nostra salute, i rischi a cui siamo già fortemente soggetti e di cui il record dei malati di tumore all’interno del nostro territorio è soltanto la cartina di tornasole . E si capisce anche quanto poco sia stato fatto finora, anche dall’amministrazione attuale, per proteggere la salute dei cittadini e contribuire al miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita (ora anche con quest’ultima trovata). Quello che dovrebbe fare un sindaco, tra l’altro massima autorità sanitaria sul territorio comunale, che invece non si confronta neppure con i suoi cittadini su temi così tanto importanti e di impatto. Ma tant’è la democrazia offuscata di questa Amministrazione: in tour promozionale nella frazione, questi giorni, il primo cittadino si è ben guardato da rivelare il bel progetto pensato per Torre del Lago, caduto dal cielo come un pacco della Befana con l’effetto di un siluro, sulle ali del solito comunicato stampa. Trattando per l’ennesima volta i cittadini come sudditi in barba a quel dialogo e confronto tanto poco conosciuto a Capannori ma così tanto sventolato qua da noi in campagna elettorale. Lo stesso atteggiamento mostrato in conferenza dei capigruppo dove si parla di generiche politiche cimiteriali, da votare in consiglio comunale come sempre senza avere a corredo adeguata documentazione per potersi adeguatamente esprimere, apprendendo subito dopo dai media del piccolo dettaglio.
Non vogliamo realizzare un forno crematorio nelle vicinanze del centro abitato, dietro al cimitero comunale, distante un centinaio di metri dalle prime case, da asili, scuole, e campi coltivati. E' difficile ignorare quanto possa incidere un impianto di questo genere sul territorio; analisi compiute su siti simili hanno infatti dimostrato importanti emissioni di sostanze inquinanti. Ci sono città come Arezzo e Pistoia dove i forni crematori sono già stati chiusi più volte per la grande quantità di diossine emesse. In Germania dove le norme cimiteriali sono molto più restrittive, a parte soglie di livelli di emissione più basse, si prevedono zone di rispetto che vanno dai 2,5 ai 5 chilometri. 
Ci chiediamo quali studi sono stati fatti sulle ricadute ambientali, che dobbiamo immaginare estese per un periodo di almeno 30 anni, e che quindi rischiano di essere piuttosto pesanti. Non dimentichiamoci che normative spesso confuse o assenti, a livello italiano ed europeo, creano poi non pochi problemi nel controllo dei privati che gestiscono impianti di questo tipo (e anche qui c’è già da stare in campana parlando di appetitosi affari per personaggi a cui stiamo affidando praticamente le chiavi della città). Una decisione di questo tipo avrebbe richiesto un attento approfondimento di tutte le problematiche collegate e un aperto confronto con i cittadini della frazione di Torre del Lago che per il momento stanno ricevendo da questa amministrazione più azioni di affossamento che occasioni di valorizzazione.
Detto questo il Movimento 5 Stelle non è come vogliono far intendere i suoi detrattori buono solo a protestare. Preso dunque atto che di per sé la cremazione è un processo altamente "energivoro" e quindi costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di alternative alla cremazione, metodi ecologici che consentiranno un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica.

Una delle alternative potrebbe essere la cremazione a freddo, tecnica tra l'altro già usata nel Nord Europa. Una procedura a basso impatto ambientale, che si avvale della tecnica del congelamento criogenico effettuato con azoto liquido permettendo la separazione dei metalli inquinanti dalla polvere secca ottenuta. Una proposta che porrebbe la città di Viareggio e Torre del Lago all'avanguardia sul tema della cremazione. Anche a livello nazionale il Movimento 5 Stelle sta proprio lavorando a una proposta di legge per recepire le direttive europee che vanno proprio in direzione del superamento del metodo dell'incenerimento…Ma a Viareggio si cambia andando avanti o tornando indietro?

Movimento 5 Stelle Viareggio