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lunedì 11 marzo 2019
Tanto tuonò che piovve.
Non ci soprende che lo stadio dei Pini a forza di tergiversare, e di restare per mesi in uno stato di impasse costellato di rinvii, tentativi di rattoppo e rabberci vari resti inesorabilmente chiuso tracciando l'ennesima debacle dell'Amministrazione Del Ghingaro sulla questione degli impianti sportivi ( e non solo) . Il Movimento 5 Stelle dopo l'annuncio del trasferimento in Liguria della Viareggio Cup per il niet della commissione di vigilanza alla riapertura dell'impianto per carenze strutturali passa all'attacco puntando il dito contro l'incapacità dell'Amministrazione nella gestione dei problemi inerenti la messa in sicurezza di uno stadio che da anni grida vendetta. Se infatti le porte del campo sono ormai serrate dal 30 giugno, il Comune se l'è presa calma nel frattempo confidando forse nella sua capacità di sistemare la questione. Ecco che però arriva l'apertura di un’indagine da parte della Procura sull’agibilità dello stadio: succede così che all'interno della commissione di vigilanza, chi aveva in un primo tempo rassicurato sulla possibilità di riaprire i battenti a seguito di una prima tranche di lavori eseguiti mettendo mano alle casse comunali, proprio per l'intervento della Procura, si rimangi la parola decidendo lo stop dell’attività sportiva, proprio mentre il sindaco sta preparando l’ordinanza di riapertura. Risultato: si torna al punto di partenza senza passare dal via con Viareggio che perde un altro importante tassello per il rilancio dell'immagine ma anche dell'economia della città. Il sindaco ha detto che quando l'indagine sarà chiusa chiederà a tutti gli enti coinvolti l’esatta consistenza dei lavori necessari per far riaprire lo stadio. E farà due conti. Non sarebbe stato meglio farli prima? Questa mossa maldestra dell'Amministrazione non fa che minare ulteriormente la ripresa della città: Viareggio ha già svenduto alcuni dei suoi gioielli migliori, immobili e strutture importanti per la città, i suoi servizi sono in mano a chi si preoccupa più di farli fruttare per se stesso che a rendere buoni servigi alla cittadinanza, si va avanti a suon di slogan e a far scena con incantesimi che quando finiscono il loro effetto lasciano davanti agli occhi una desolante realtà; a tal proposito ci preoccupa l'allarme lanciato dai revisori dei conti sulle condizioni finanziarie di I care, il fatto che la società ipotechi le sue farmacie per ottenere credito dalle banche e pagare le tredicesime ai suoi dipendenti, i licenziamenti in atto, la promiscuità tra i beni e le risorse dell'azienda e quelli del comune, le carenze funzionali e le problematiche dimostrate nella gestione dei suoi servizi; ci eravamo opposti fin dall'inizio alla creazione di questa partecipata che sembra sempre più assomigliare a quella, ovvero la Viareggio Patrimonio, della quale è andata a prendere il posto.
lunedì 4 marzo 2019
Chiarimenti sull'esclusiva che la Fondazione Carnevale ha concesso a Noi tv per le riprese del corso mascherato.
Il Movimento 5 Stelle Viareggio chiede lumi circa l'accordo che ha visto Maria Lina Marcucci in veste di Presidente della Fondazione stringere un accordo con.. se stessa.. ovvero la Tv locale all' 80% nelle mani del Gruppo Marcucci (con l'altro 20% in dote della famiglia Del Pistoia, asso pigli atutto nel comparto dei servizi pubblici locali). La decisione lascia perplessi in quanto si configura un evidente conflitto di interessi, al quale purtroppo questa Amministrazione ci ha abituati in diverse circostanze. Anche altre emittenti locali avrebbero potuto fare un buon servizio per la promozione del Carnevale viareggino, e ci chiediamo se non sarebbe stato maggiormente vantaggioso in termini di popolarità per il Carnevale apparire su più televisioni possibili. Vogliamo vederci chiaro riguardo agli accordi presi: essendo la Fondazione un ente pubblico, soggetto a principi di trasparenza e di evidenza pubblica, il suo Carnevale non è appannaggio dei soliti amici (o parenti) degli amici. Dunque con quali criteri si è scelto di privilegiare la tv dei Marcucci a discapito delle altre? Quali sono i termini dell'accordo? Si tratta di una decisione vantaggiosa per il Carnevale o per l'emittente che lo trasmette?
lunedì 11 febbraio 2019
Violenza in città
Arrestare l'escalation di violenza che sta interessando la nostra città. E' il monito che arriva dal Movimento 5 Stelle Viareggio attraverso le parole della consigliera comunale Annamaria Pacilio, intervenuta ieri mattina sul luogo dell'aggressione al conducente del CTT, ricorso alle cure del pronto soccorso, ad opera di rom saliti a bordo del bus in piazza D'Azeglio che non volevano pagare il biglietto. " Questa ennesima aggressione arriva nel giro di pochi giorni dopo la bottigliata in testa al poliziotto in pineta, che tra l'altro ha riportato gravi lesioni, e gli atti violenti sulla donna che stava rincasando- spiega Pacilio- è giunto il momento di intervenire con decisione per ripristinare la legalità". Piazza D'azeglio, pur trovandosi nel salotto buono della città, non da oggi, è diventata la piazza dello spaccio, frequentata ad ogni ora del giorno e della notte da personaggi poco raccomandabili, spesso già noti alle forze dell'ordine, non sono da meno altre zone e quartieri della città ormai da tempo in decadenza che stanno diventando o lo sono già, off limits: l'area del mercato, Piazza Dante, le pinete, tornate tra l'altro terreno di prostituzione oltre che smercio di droga e covo di delinquenti, la frazione di Torre del Lago. "Occorre riprendere in mano la situazione, che ormai è palesemente scivolata di mano- prosegue la consigliera- chiediamo con forza un intervento da parte delle autorità, dell'Amministrazione, del Prefetto, in particolare riguardo all'episodio occorso, ci chiediamo come mai non siano state ancora installate le telecamere sugli autobus per salvaguardare l'incolumità e la tranquillità di chi si serve dei mezzi pubblici e dei lavoratori: autisti e controllori, periodicamente denunciano situazioni da far west ". A tal proposito, annuncia Pacilio, verra' presentata un'interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle sia a livello comunale che regionale per fare in modo che vengano messe in atto, al più presto, maggiori tutele per garantire la sicurezza ai lavoratori impegnati nell'espletamento del servizio pubblico e agli stessi cittadini che non possono essere lasciati in balìa di balordi e criminali. "Abbiamo già avuto in un recente passato un morto in passeggiata, coltellate alla stazione, adesso questi episodi di violenza che si susseguono l'uno dopo l'altro nell'arco di pochi giorni, non possiamo aspettare dell'altro".
venerdì 25 gennaio 2019
25 Gennaio CC
Mi esprimo come portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle e quindi rappresentante sul territorio per far presente la situazione di questa città, una città particolare che ha subìto il dissesto quindi molto appetibile per i beni in svendita, dove il malaffare può fare guadagni facili, al ribasso, dove è forte la pressione da parte di gruppi criminali col colletto bianco che cercano di insinuarsi nelle pieghe della società civile a tutti i livelli, col fine di portare a termine i loro affari, tanto più facile quando l'economia affronta un momento di crisi e ci sono imprenditori che non riescono ad avere credito dalle banche e spesso finiscono nelle mani di bande di usurai senza scrupoli. Abbiamo letto sui giornali le denunce di albergatori, l'allarme lanciato da chi conosce il settore in cui lavora e afferma che la Versilia è nel mirino della mafia, e molte attività diventano comode lavatrici dove ripulire denaro sporco. Abbiamo visto attività commerciali, anche storiche cadere in mano a uomi legatI alle cosche, bar, ristorante, negozi persino ubicatI nel salotto buono della città. Abbiamo visto una concessione del porto che per una DISATTENZIONE è stata affidata a personaggi vicini a clan mafiosi. Sappiamo ormai da tempo che la città è sotto attacco e la situazione, anche a livello regionale, sta peggiorando.Il secondo Rapporto 2018 sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione curato dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione Toscana ci dice che escludendo Sicilia, Campania e Calabria, secondo le statistiche ufficiali , negli ultimi tre anni, la Toscana è la prima regione in Italia per numero di arresti e denunce con l’aggravante del metodo mafioso confermando, testuali parole, "un contesto economico favorevole, oltre che vantaggioso, per gli investimenti criminali”. E si parla di una una mafia sfuggente, invisibile e meno localizzata che trova terreno fertile nel mondo della politica e dell’impresa arrivando a costituire dei “veri e propri comitati di affari” con i colletti bianchi. Proprio riguardo al collegamento Mafia e politica, la logica del “comitato d’affari” fa riferimento a un un modo nuovo di incunearsi nel sistema economico regionale: si parla INFATTI di “penetrazione economica dei clan nell’economia regionale”. Questi gruppi criminali tendono a realizzare le proprie attività economiche su più territori, concentrandosi in uno specifico settore criminale (o legale), e aspirando ad assumerne un controllo o una quota di mercato significativa”.
Il modus operandi è possibile solo grazie all’opportunità degli attori criminali “di sedersi attorno a tavoli diversi con esponenti del mondo dell’amministrazione, dell’imprenditoria, delle professioni, della finanza, per ‘fare affari’ e stringere accordi”. Nel contesto toscano le organizzazioni mafiose giocano quindi di sponda cercano e trovano interlocutori nella pubblica amministrazione e nel mondo dell’impresa con cui INSTAURANO rapporti ibridi e di contaminazioni della criminalità organizzata nella politica o nella società civile: la logica che prevale è quella del ‘comitato di affari’ che lega le mafie tradizionali ai gruppi affaristici, la commistione più difficile da perseguire penalmente”.
Il 25 gennaio 2017, a seguito di interrogazione parlamentare del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso, nella quale si paventava possibili infiltrazioni mafiose nel porto di Viareggio, l’Autorità portuale regionale ha revocato la concessione alla Mgl Yachting Service srl. Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri, è emerso che le titolari della predetta società erano collegate per legami di parentela al clan catanese dei Cursoti. Per questo motivo, la prefettura di Lucca ha emesso un'interdittiva antimafia nei confronti della Mgl Yachting Service srl. E QUI pongo il problema dei controlli un problema annoso dello Stato in tutte le sue declinazioni, anche rispetto alle ditte appaltatrici delle pubbliche amministrazioni ..E di rimando ecco l'importanza della Trasparenza negli atti della p.a. che purtroppo spesso viene a mancare e finisce per favorire consciamente o inconsciamente certe dinamiche.
Il focus sulla mafia in Toscana pone tra l'altro particolarmente a rischio il territorio di Viareggio, e Torre del Lago che con Altopascio è all'interno della Regione Toscana, oggetto di un'infiltrazione consistente della malavita organizzata ponendo il problema di un graduale inquinamento del tessuto sociale con conseguente diffusione della cultura mafiosa. Là dove più massiccia è stata la colonizzazione del territorio da parte di soggetti “mafiosi”- si legge sempre nel report- anche il tessuto sociale ne è risultato fortemente compromesso, fino a porre il rischio particolarmente consistente di contaminare le pubbliche amministrazioni che ne costituiscono, inevitabilmente, l’espressione sul piano istituzionale. L'accettazione delle regole mafiose INFATTI resta inesorabilmente relegata all'interno di contesti dove sono prevalenti i legami parentali o la comune provenienza geografica. Che dire quindi di una FRAZIONE resa confino, abbandonata negli anni a se stessa come certi quartieri periferici della città? Le responsabilità delle amministrazioni che si sono succedute vanno ormai a ritroso negli anni per tornare davanti agli occhi di chi amministra oggi .
Già nella relazione 2016 della Direzione nazionale antimafia si afferma chiaramente che c'è omertà e che la politica non fa abbastanza per denunciare e contrastare il fenomeno. Nero su bianco si legge di 'penetrazione e condizionamento di ambienti politico-amministrativi' in Toscana. E si mostrano riscontri investigativi sul fatto che sussiste una connessione tra mafia e politica in Toscana, un dato , scrivono sempre gli estensori del focus- che pare sia sfuggito ai più . Era la prima volta che la magistratura antimafia metteva in rilievo questo aspetto. Una novità assoluta DI cui nessuno ha colto l'importanza - che dimostra e conferma il salto di qualità del crimine organizzato.
Non si è saputo o voluto comprendere che prendere consapevolezza del problema e agire con prevenzione sono gli unici deterrenti per combattere l'attecchimento del cancro della mafia.
Lancio qui la proposta di istituire un osservatorio A Livello comunale. per per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto di fenomeni di illegalità con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nel territorio e a eventi corruttivi, con l’aiuto di studiosi del fenomeno, proprio sulla scia delle emergenze del nostro territorio emerse sia dal focus dell'associazione Caponnetto che dalla relazione scientifica elaborata dalla Scuola Normale di Pisa che vedono appunto il nostro territorio nell'occhio del ciclone: un Organismo con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione, stimolo e supporto per le attività comunali e le forze dell'ordine.
Arrivo poi allo spinoso capitolo relativo ai beni confiscati alla criminalità organizzata ovvero quegli immobili che sono passati nelle mani del demanio perché considerati frutto di traffici , secondo le statistiche ufficiali IN TOSCANA solo il 20% è stato assegnato: il problema riguarda PROPRIO l’assegnazione di questi beni che dovrebbero, per legge, svolgere una funzione sociale rivolta alla cittadinanza. "Quello dei beni confiscati è un punto dolente – lo hanno affermato gli stessi relatori dello studio – sul tema c’è una scarsa attenzione della pubblica amministrazione e in alcuni casi può sorgere il sospetto che alla politica non convenga riconvertire questi beni confiscati ai mafiosi: non portano voti ma solo grane". Per questo dalla società civile potrebbe arrivare un impulso a velocizzare il recupero di questi beni facendo il possibile nella ricerca di soluzioni a livello tecnico e burocratico per superare le criticità legate ai tempi di assegnazione.
A tal proposito ricordo che L'amministrazione DI Viareggio si è dotata di un regolamento sui beni confiscati che è rimasto lettera morta, col risultato che questi beni non vengono assegnati , ebbene vogliamo che diventi operativo per restituirli come vuole la legge alla collettività e dare un segno concreto della lotta alla criminalità organizzata sul territorio
Dobbiamo essere concentrati sul problema , OCCORRE METTERE IN ATTO puntuali meccanismi di verifica e di controllo sopratutto chi amministra non può permettersi distrazioni, deve VIGILARE ,impegnarsi per GARANTIRE la legalità e lavorare al massimo per la prevenzione, non è pensabile cedere ulteriore terreno alla mafia nel nostro territorio, lo dobbiamo anche alle persone che con coraggio sono uscite allo scoperto per denunciare.
domenica 20 gennaio 2019
Ospedale Versilia
Si sa da un bel po' di tempo, ed ora sta diventando realtà: Il Versilia perde sempre più pezzi (e specializzazioni) e da mega ospedale sta diventando un grande pronto soccorso. Questo è il senso della riorganizzazione dell'Ospedale Unico varata dalla Asl che nei fatti significa riduzione di reparti e di servizi, il tutto sulla pelle dei cittadini e sulle spalle di medici e infermieri. Così se i posti letto (in medicina) aumentano , è solo apparenza perché in effetti sono quelli ceduti in gran parte dal reparto di oncologia, così che a farne le spese saranno i malati di tumore. Si tratta infatti di una manovra attuata per smaltire i pazienti in attesa di ricovero da parte del pronto soccorso versiliese ( quello maggiormente sotto stress per il numero di accessi dell'intera area vasta) che però finisce per mettere in sofferenza una categoria di pazienti, quelli malati di tumore purtroppo in crescita nella nostra zona: ebbene loro saranno quelli che dovranno patire, in primis un servizio di serie B, potendo contare su un un'assistenza " a scartamento ridotto", un reparto ridimensionato e un minor numero di specialisti oncologi a disposizione. Ma non solo, a rimetterci con questa riorganizzazione, saranno infatti tutti i cittadini che si rivolgeranno al nosocomio: a fronte di questo valzer di letti, che passano da un reparto all'altro, resta infatti inadeguato l'organico riguardo al numero di medici e operatori sanitari che alla fine di questo balletto rischiano di ritrovarsi a dover monitorare anche il doppio dei pazienti e quindi fare tutt'altro che un buon servizio. "Abbiamo già visto che i medici del Versilia sono insorti lamentando il fatto che non riusciranno a seguire a dovere gli ammalati, i quali di conseguenza si ritroveranno, come è ormai consueto per che abita in Versilia, a dover fronteggiare un peggioramento della qualità dell' assistenza . Che ne dica la dirigenza Asl e il Presidente della Conferenza dei Sindaci, Giorgio Del Ghingaro, il quale avvalla senza batter ciglio le scelte dell'azienda sanitaria, in Versilia il servizio sanitario pubblico continua ad andare giù in picchiata, ma nessuno di quelli che sono nella stanza dei bottoni si preoccupa di porre un freno. Abbiamo appoggiato l'iniziativa della Fials, il sindacato che si batte ormai da lungo tempo per invertire la tendenza, e ci siamo impegnati fin da subito a raccogliere le firme per dire l'ennesimo no a chi gestisce in malo modo la sanità versiliese guardando solo ai numeri e a far quadrare il bilancio senza preoccuparsi delle esigenze dei cittadini: la riorganizzazione che vogliono propinarci non la vuole nessuno, è come una coperta corta che si tira da una parte e lascia scoperti dall'altra.
venerdì 18 gennaio 2019
Pioppogatto
Il Movimento 5 Stelle Viareggio interviene sull'ampliamento di Pioppogatto invocando il principio comunitario di massima precauzione. Siamo davanti ,testuali parole, usate da Ersu, ad una "modifica sostanziale dell'impianto" che proprio per la sua portata, può avere impatti significativi e negativi sull'ambiente. Non convince la decisione della Regione di escludere dalla Via il progetto di Ersu, così come non convincono le integrazioni e le argomentazioni presentate dall'azienda , quelle stesse che invece hanno portato a fare dietro front la stessa Regione, la quale in un primo tempo, erano primi di ottobre, riteneva necessario sottoporre l'impianto alla procedura di Valutazione dell’impatto ambientale "non ritenendo esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente tali da richiedere, per la loro precisa individuazione e valutazione e per la successiva identificazione delle misure di mitigazione ad essi relative lo svolgimento di una procedura di Via". A fronte di tutto questo passano due mesi ed ecco che gli elementi prodotti dall'azienda, secondo la Regione, "permettono di condividere la non significatività degli impatti superando gli elementi ostativi evidenziati nel procedimento". Dall'esame istruttorio svolto sul progetto sulla base della documentazione presentata e dei contributi tecnici pervenuti, secondo la Regione, può quindi essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull'ambiente, mentre si indicano nel contempo misure finalizzate alla mitigazione e al monitoraggio degli impatti che evidentemente esistono, e neppure sono di poco conto.
Peccato però che solo attraverso la Via si possono valutare in modo adeguato le conseguenze reali dei rischi presenti. La pubblica amministrazione, in questo caso, la Regione, nell’esercizio di poteri discrezionali, è chiamata ad agire cautelativamente pure in presenza soltanto di un potenziale rischio di danni per l'ambiente. Dunque proprio in funzione della salvaguardia di tale principio risulta indispensabile provvedere ad una Valutazione di impatto ambientale. La Valutazione di impatto ambientale è uno degli strumenti riconosciuti dalla politica ambientale dell'Unione europea fondata appunto su principi di azione preventiva: agire direttamente alla fonte anziché riparare ai danni provocati; prendere tutte le precauzioni necessarie perché un evento negativo o dannoso non si verifichi, della serie "prevenire è meglio che curare”. In materia ambientale, infatti, occorre intervenire prima che siano causati dei danni, così da prevenire , nella misura in cui ciò sia possibile, eliminare, o,quantomeno, ridurre fortemente, il rischio che tali danni si verifichino. Ciò non solo perché i danni ambientali, una volta verificati, non sempre sono riparabili, ma anche poiché, pur laddove lo siano, l’attività di ripristino, generalmente, è molto più onerosa di quella di prevenzione. Detto questo , ci chiediamo come si possa pensare che non sia impattante e quindi non necessiti di Via un progetto che porta al conferimento di rifiuti complessivi per 200.000 tonnellate/anno con un incremento di 60.000 tonnellate/anno rispetto alla situazione attuale, con un aumento delle emissioni odorigene valutato da Arpat con un più 150 per cento, su una situazione già di per sè compromessa (considerando che su Pioppogatto pende da poco più di un anno un atto di diffida da parte della Regione in esito a segnalazione di Arpat con riferimento alle emissioni odorigene ed agli aspetti impiantistico-gestionali ad esse collegati, procedimento, che non risulta a tutt'oggi concluso). Ciò senza considerare l'incremento giornaliero di mezzi in arrivo nell'impianto che passeranno dagli attuali 75 a 103 mezzi pesanti (costipatori e compattatori) più 76 medi (spazzatrici), afferenti per di più una strada come quella di via di Montramito di per sé già molto transitata con un incremento del traffico calcolato, non si sa come, da Ersu, al di sotto dell'1%. Non ci dimentichiamo poi che l’area dell’impianto si trova ad una distanza di poco superiore a 100 metri dal perimetro del sito di interesse comunitario Natura 2000 “Lago e Padule di Massaciuccoli”, ricadente all’interno del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli; e che l’impianto insiste parzialmente su una zona soggetta a vincolo paesaggistico, su un territorio che registra problematiche idrogeologiche e rischio idraulico molto elevato. Tra l'altro oltre al Lago di Massaciuccoli, si rilevano, in prossimità dell’area di intervento, corsi d'acqua, e corpi idrici sotterranei , molti dei quali già compromessi dal punto di vista ecologico. Se non bastasse il sito produttivo in esame ricade in area ad alta pericolosità da alluvioni e in area soggetta a fenomeni di subsidenza. Merita sottolineare che il termine Via implica che debba essere formulato un giudizio sugli effetti di una perturbazione (in genere di origine antropica) sull’ambiente: e proprio attraverso la Via si procede a una valutazione degli effetti che opere in progetto possono esercitare sull’ambiente tenendo conto della salute e della qualità della vita umana, del mantenimento della varietà delle specie, della conservazione dell'ecosistema , dell'uso plurimo delle risorse e dello sviluppo sostenibile: una valutazione che riguarda in particolare gli effetti diretti e indiretti sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione fra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale; tutto ciò garantendo lo scambio di informazioni e la consultazione tra il soggetto e l’autorità competente, nonché l’informazione e la partecipazione dei cittadini . Tutto quello che la Regione Toscana ha deciso di non fare, mentre ancora traccheggia sul nuovo piano regionale dei rifiuti.
Peccato però che solo attraverso la Via si possono valutare in modo adeguato le conseguenze reali dei rischi presenti. La pubblica amministrazione, in questo caso, la Regione, nell’esercizio di poteri discrezionali, è chiamata ad agire cautelativamente pure in presenza soltanto di un potenziale rischio di danni per l'ambiente. Dunque proprio in funzione della salvaguardia di tale principio risulta indispensabile provvedere ad una Valutazione di impatto ambientale. La Valutazione di impatto ambientale è uno degli strumenti riconosciuti dalla politica ambientale dell'Unione europea fondata appunto su principi di azione preventiva: agire direttamente alla fonte anziché riparare ai danni provocati; prendere tutte le precauzioni necessarie perché un evento negativo o dannoso non si verifichi, della serie "prevenire è meglio che curare”. In materia ambientale, infatti, occorre intervenire prima che siano causati dei danni, così da prevenire , nella misura in cui ciò sia possibile, eliminare, o,quantomeno, ridurre fortemente, il rischio che tali danni si verifichino. Ciò non solo perché i danni ambientali, una volta verificati, non sempre sono riparabili, ma anche poiché, pur laddove lo siano, l’attività di ripristino, generalmente, è molto più onerosa di quella di prevenzione. Detto questo , ci chiediamo come si possa pensare che non sia impattante e quindi non necessiti di Via un progetto che porta al conferimento di rifiuti complessivi per 200.000 tonnellate/anno con un incremento di 60.000 tonnellate/anno rispetto alla situazione attuale, con un aumento delle emissioni odorigene valutato da Arpat con un più 150 per cento, su una situazione già di per sè compromessa (considerando che su Pioppogatto pende da poco più di un anno un atto di diffida da parte della Regione in esito a segnalazione di Arpat con riferimento alle emissioni odorigene ed agli aspetti impiantistico-gestionali ad esse collegati, procedimento, che non risulta a tutt'oggi concluso). Ciò senza considerare l'incremento giornaliero di mezzi in arrivo nell'impianto che passeranno dagli attuali 75 a 103 mezzi pesanti (costipatori e compattatori) più 76 medi (spazzatrici), afferenti per di più una strada come quella di via di Montramito di per sé già molto transitata con un incremento del traffico calcolato, non si sa come, da Ersu, al di sotto dell'1%. Non ci dimentichiamo poi che l’area dell’impianto si trova ad una distanza di poco superiore a 100 metri dal perimetro del sito di interesse comunitario Natura 2000 “Lago e Padule di Massaciuccoli”, ricadente all’interno del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli; e che l’impianto insiste parzialmente su una zona soggetta a vincolo paesaggistico, su un territorio che registra problematiche idrogeologiche e rischio idraulico molto elevato. Tra l'altro oltre al Lago di Massaciuccoli, si rilevano, in prossimità dell’area di intervento, corsi d'acqua, e corpi idrici sotterranei , molti dei quali già compromessi dal punto di vista ecologico. Se non bastasse il sito produttivo in esame ricade in area ad alta pericolosità da alluvioni e in area soggetta a fenomeni di subsidenza. Merita sottolineare che il termine Via implica che debba essere formulato un giudizio sugli effetti di una perturbazione (in genere di origine antropica) sull’ambiente: e proprio attraverso la Via si procede a una valutazione degli effetti che opere in progetto possono esercitare sull’ambiente tenendo conto della salute e della qualità della vita umana, del mantenimento della varietà delle specie, della conservazione dell'ecosistema , dell'uso plurimo delle risorse e dello sviluppo sostenibile: una valutazione che riguarda in particolare gli effetti diretti e indiretti sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione fra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale; tutto ciò garantendo lo scambio di informazioni e la consultazione tra il soggetto e l’autorità competente, nonché l’informazione e la partecipazione dei cittadini . Tutto quello che la Regione Toscana ha deciso di non fare, mentre ancora traccheggia sul nuovo piano regionale dei rifiuti.
giovedì 13 dicembre 2018
Aziendalizzazione Asl
Dall'avvento della aziendalizzalizzazione delle Asl, a partire dagli anni '90 , si è' assistito
a un continuo ridimensionamento delle strutture e prestazioni sanitarie in nome del budget , se infatti l'obiettivo formale da perseguire dovrebbe essere la salute della gente, l'obiettivo reale è diventato solo l’equilibrio di bilancio, la gestione delle compatibilità, il risparmio a tutti i costi, in questo modo l'"appropriatezza" delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e la definizione degli standard ospedalieri hanno finito per tradursi spesso in una riduzione e in un razionamento delle prestazioni erogate; ciò mentre nel contempo si assisteva ai tentativi di una progressiva riduzione degli sprechi, del malaffare e delle ruberie, mediante centralizzazione degli acquisti e applicazione di costi standard che non hanno portato ai risultati auspicati; tutto questo andando avanti con una riduzione del costo del personale sanitario, blocchi del turnover e piani di rientro dettati dalla Regione.
Proprio l'affermazione del centralismo regionale , che punta ad aziende sanitarie sempre più vaste, ha determinato una divisione profonda tra le popolazioni e le strutture sanitarie ingenerando un costante clima di conflitti e contrapposizioni, lasciando che i cittadini e gli operatori facessero le spese di questa riorganizzazione.
Il diritto alla cura e alla salute inteso come reale partecipazione democratica delle popolazioni alla governance del sistema sanitario nel territorio è stato sacrificato in nome di una logica di pianificazione aziendalistica ed efficientistica, che ha una propria valenza nella ristrutturazione della rete ospedaliera, nel recupero della coscienza economica del sistema, ma che si è rivelata fallimentare, e basta vedere cosa sta succedendo all'ospedale unico.
Conseguenze di tali politiche "efficientistiche" sono state che i due attori protagonisti della medicina sono diventati assolutamente marginali: il paziente è una comparsa che può solo sperare di ricevere la prestazione adeguata, venendo sempre più' spronato dallo stesso sistema a orientarsi verso il privato , mentre gli operatori sanitari vengono considerati dalle aziende solo dei costi da contenere e dei meri esecutori di ordini che devono sottostare a mille procedure e norme burocratiche senza autonomia ma con tutte le responsabilità' del caso.
Siamo dell'avviso che tale processo di costruzione della Salute nel territorio, in cui l'aziendalizzazione del SSN ha rivelato tutta la sua inadeguatezza, va ripreso basandosi sul principio della Salute come diritto universale , democratico e costituzionale prevedendo una partecipazione attiva delle persone e delle comunita' locali nella governance della sanita' territoriale ; il paziente non può essere "l'oggetto" da sottoporre alle cure, ma al contrario deve essere "il soggetto protagonista" del proprio percorso di cura e salute.
La Salute non è solo la difesa dalla malattia ma è il benessere fisico psichico e sociale, risultante di un processo di equilibrio da costruire tra la persona/popolazione e l'ambiente (umano, fisico, biologico, sociale) che lo circonda. Dobbiamo capovolgere il paradigma: l'azienda deve finalmente adattarsi alla complessità sanitaria, non come oggi accade, il contrario.
a un continuo ridimensionamento delle strutture e prestazioni sanitarie in nome del budget , se infatti l'obiettivo formale da perseguire dovrebbe essere la salute della gente, l'obiettivo reale è diventato solo l’equilibrio di bilancio, la gestione delle compatibilità, il risparmio a tutti i costi, in questo modo l'"appropriatezza" delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e la definizione degli standard ospedalieri hanno finito per tradursi spesso in una riduzione e in un razionamento delle prestazioni erogate; ciò mentre nel contempo si assisteva ai tentativi di una progressiva riduzione degli sprechi, del malaffare e delle ruberie, mediante centralizzazione degli acquisti e applicazione di costi standard che non hanno portato ai risultati auspicati; tutto questo andando avanti con una riduzione del costo del personale sanitario, blocchi del turnover e piani di rientro dettati dalla Regione.
Proprio l'affermazione del centralismo regionale , che punta ad aziende sanitarie sempre più vaste, ha determinato una divisione profonda tra le popolazioni e le strutture sanitarie ingenerando un costante clima di conflitti e contrapposizioni, lasciando che i cittadini e gli operatori facessero le spese di questa riorganizzazione.
Il diritto alla cura e alla salute inteso come reale partecipazione democratica delle popolazioni alla governance del sistema sanitario nel territorio è stato sacrificato in nome di una logica di pianificazione aziendalistica ed efficientistica, che ha una propria valenza nella ristrutturazione della rete ospedaliera, nel recupero della coscienza economica del sistema, ma che si è rivelata fallimentare, e basta vedere cosa sta succedendo all'ospedale unico.
Conseguenze di tali politiche "efficientistiche" sono state che i due attori protagonisti della medicina sono diventati assolutamente marginali: il paziente è una comparsa che può solo sperare di ricevere la prestazione adeguata, venendo sempre più' spronato dallo stesso sistema a orientarsi verso il privato , mentre gli operatori sanitari vengono considerati dalle aziende solo dei costi da contenere e dei meri esecutori di ordini che devono sottostare a mille procedure e norme burocratiche senza autonomia ma con tutte le responsabilità' del caso.
Siamo dell'avviso che tale processo di costruzione della Salute nel territorio, in cui l'aziendalizzazione del SSN ha rivelato tutta la sua inadeguatezza, va ripreso basandosi sul principio della Salute come diritto universale , democratico e costituzionale prevedendo una partecipazione attiva delle persone e delle comunita' locali nella governance della sanita' territoriale ; il paziente non può essere "l'oggetto" da sottoporre alle cure, ma al contrario deve essere "il soggetto protagonista" del proprio percorso di cura e salute.
La Salute non è solo la difesa dalla malattia ma è il benessere fisico psichico e sociale, risultante di un processo di equilibrio da costruire tra la persona/popolazione e l'ambiente (umano, fisico, biologico, sociale) che lo circonda. Dobbiamo capovolgere il paradigma: l'azienda deve finalmente adattarsi alla complessità sanitaria, non come oggi accade, il contrario.
domenica 9 dicembre 2018
ERP
Risolvere una volta per tutte i problemi dei condomini Erp: e' questa l'esortazione che arriva dal Movimento 5 Stelle Viareggio all'indomani del sopralluogo effettuato dalla portavoce in consiglio comunale Annamaria Pacilio insieme ad alcuni assegnatari degli alloggi di edilizia pubblica in via ....Inquilini che non riescono piu' a tollerare le condizioni di disagio con cui convivono ormai da anni anche famiglie con bambini, disabili, anziani, alle prese con pesanti infiltrazioni d'acqua negli appartamenti che dal tetto arrivano al primo piano causando addirittura allagamenti fronteggiati con l'intervento dei pompieri, tubi che si rompono continuamente, impianti fuori norma e ascensori a rischio di blocco :" e' intollerabile per le istituzioni pubbliche permettere che persone , anche in condizioni di particolari fragilita' , possano vivere in questo modo - interviene la consigliera comunale- Gli abitanti sono arrivati allo stremo e non possono continuare a stare con l'acqua che piove dal soffitto , i piedi a molle , con i catini e gli ombrelli sui mobili, e' una vergogna, pretendiamo interventi risolutivi per queste persone che sono esasperate e alle loro richieste di aiuto si sentono spesso rispondere picche". Solo dopo parecchie insistenze e sollecitazioni infatti, quando va bene , si vedono mandare operai che arrivano alla spicciolata e, in fretta e furia, perche' devono scappare da un'altra parte , su un altro intervento, rattoppano alla meglio la situazione con risultati che spesso lasciano a desiderare, col rimedio che a volte risulta peggiore del danno . " Occorrono interventi rapidi e risolutivi - continua Pacilio- mentre si perde tempo , ci si rimpallano le responsabilità, e si rattoppa , le infiltrazioni continuano a far danni sempre maggiori e a causare pesanti disagi agli inquilini". Una caldaia e' andata in blocco e una famiglia con minore si è ritrovata senza riscaldamento sentendosi rispondere di aspettare qualche giorno, al freddo, il tempo per farla asciugare , o provare a intervenire col phon; una persona disabile che dovrebbe stare a letto invece si è vista costretta a coprirlo con gli ombrelli e invece di stare a riposo si ritrova nella disperazione , a trafficare per asciugare continuamente il pavimento . Ma a impensierire c'e' anche l'aut aut dell'ascensorista : se la proprieta' non si decide a intervenire con la messa a norma dell'impianto (uno degli ultimi lavori, la sostituzione dei cavi, tra l'altro e' stato pagato dai condomini) Erp e' gia' stata avvisata, a giugno non ci sarà altro da fare che bloccare gli ascensori:" come faranno - continua ancora la consigliera - gli anziani e i disabili a uscire di casa? Aspettiamo risposte, ma anche fatti da Erp e dall'amministrazione comunale che attraverso le parole dell'assessore Pierucci in commissione sociale davanti alle rimostranze degli inquilini aveva promesso di farsi sentire.."
venerdì 7 dicembre 2018
Servizio Pubblico...
Il Movimento 5 Stelle Viareggio contro i rincari delle nuove tariffe regionali e i disservizi di un sistema pubblico che costa sempre di più' e funziona sempre meno. Quella ridefinizione delle tariffe che per esempio ha portato l'abbonamento annuo per coprire il percorso da Viareggio a Pietrasanta a schizzare a 250 euro all'anno. Con l'avvento della comunità tariffaria regionale, cioe' l'applicazione di una tariffa unica e omogenea per l'utilizzo di bus su tutto il territorio nazionale, in pratica si e' assistito in Toscana alla solita manovra fatta in nome della razionalizzazione ( come nella sanita' pubblica) che porta invece nuovi esborsi per le tasche dei cittadini . Tutto questo continuando a dare un sevizio poco efficiente e che quindi che non incentiva all'uso del mezzo pubblico: " sono molti i disservizi lamentati dall'utenza, come le corse spesso saltate sulla linea di Torre del Lago - spiega la consigliera comunale Annamaria Pacilio- spesso succede che gli studenti rimangano a piedi perche' la macchina usata per circolare nella frazione che viene cambiata in piazza d'Azeglio a seconda delle esigenze della società' di trasporto , e' quella grande , non riesce a passare dal sottopasso e quindi fa un percorso diverso all'insaputa del malcapitato che rimane senza alcuna comunicazione in attesa del bus e magari deve prendere il successivo,anche dopo un'ora , sempre che riesca a salire nella bolgia , con grande disagio delle famiglie che devono correre in soccorso o magari sono ignare del fatto che il figlio minorenne invece che in classe e' rimasto per la strada". Cosa che si verifica spesso anche sulla via di ritorno; ma non e' tutto:
"Ho avuto modo di riscontrare personalmente disagi anche sulla linea Viareggio- Pietrasanta - prosegue Pacilio- con bus , di mattina , stracarichi di passeggeri tanto da riempire il corridoio con la conseguenza di difficili manovre di salita e discesa per gli utenti". C'e' ancora tanto da lavorare per un servizio pubblico su gomma che sia pienamente funzionale e chi amministra dovrebbe pretendere un servizio di qualita' , mi riferisco in particolare a cio' che accade a Torre del Lago , una frazione che si sente ormai abbandonata a se stessa. E si dovrebbe fare di più' a livello regionale : tutelare le fasce più' deboli e offrire un servizio che tanto piu' e' efficiente tanto piu' incentiva all'uso dei mezzi dando vita a un circolo virtuoso:" Consideriamo - spiega ancora la consigliera pentastellata- che un maggior numero di utenti potrebbe portare a un abbattimento dei costo del servizio pubblico per la collettivita' con il grosso vantaggio di diminuire il traffico e abbattere l'inquinamento dei nostri centri urbani : di questo passo, con questo tipo di interventi, si tratta di cose ancora anni luce dall'essere attuate. " La Regione Toscana ha da sempre nicchiato sul tema degli sprechi, dei disservizi del trasporto pubblico, fino al risultato che e' sotto gli occhi di tutti: si continuano a mettere delle pezze permettendo comunque al gestore del servizi pubblico di fare il bello è il cattivo tempo, intascarendo i soldi dei cittadini in cambio di un servizio scadente.
"Ho avuto modo di riscontrare personalmente disagi anche sulla linea Viareggio- Pietrasanta - prosegue Pacilio- con bus , di mattina , stracarichi di passeggeri tanto da riempire il corridoio con la conseguenza di difficili manovre di salita e discesa per gli utenti". C'e' ancora tanto da lavorare per un servizio pubblico su gomma che sia pienamente funzionale e chi amministra dovrebbe pretendere un servizio di qualita' , mi riferisco in particolare a cio' che accade a Torre del Lago , una frazione che si sente ormai abbandonata a se stessa. E si dovrebbe fare di più' a livello regionale : tutelare le fasce più' deboli e offrire un servizio che tanto piu' e' efficiente tanto piu' incentiva all'uso dei mezzi dando vita a un circolo virtuoso:" Consideriamo - spiega ancora la consigliera pentastellata- che un maggior numero di utenti potrebbe portare a un abbattimento dei costo del servizio pubblico per la collettivita' con il grosso vantaggio di diminuire il traffico e abbattere l'inquinamento dei nostri centri urbani : di questo passo, con questo tipo di interventi, si tratta di cose ancora anni luce dall'essere attuate. " La Regione Toscana ha da sempre nicchiato sul tema degli sprechi, dei disservizi del trasporto pubblico, fino al risultato che e' sotto gli occhi di tutti: si continuano a mettere delle pezze permettendo comunque al gestore del servizi pubblico di fare il bello è il cattivo tempo, intascarendo i soldi dei cittadini in cambio di un servizio scadente.
domenica 25 novembre 2018
Sea e RetiAmbiente
Si definisce miracolo un evento straordinario, al di sopra delle leggi della natura (ma potremmo dire in questo caso anche degli uomini), che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Nel linguaggio comune, per estensione, il termine miracolo indica anche un fatto eccezionale, che desta meraviglia. Ecco, rimanendo sbalorditi per quanto sta accadendo, fatto davvero inaudito, ci chiediamo quale sia il deus ex machina (sicuramente ce n'e' piu' di uno) che permette a qualcuno di operare all'interno di un totale stravolgimento delle regole: ovvero nonostante l'esistenza di un provvedimento arrivato niente popodimeno che dall'ANAC, ente indipendente che vigila per prevenire i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione (palesemente non in grado di superare il miracolo) , ci chiediamo come sia possibile che l'Avvocato , uomo di punta del sindaco Del Ghingaro, possa continuare a transitare ai piani alti , con disinvoltura , all'interno delle partecipate del settore rifiuti, in barba alla legge, agendo da asso pigliatutto. Cosi' nonostante il richiamo arrivato a luglio da Anac , il nostro, mica lascia, addirittura raddoppia. Riprendendo in mano le redini di Sea Ambiente, la societa'
interamente pubblica che gestisce il servizio raccolta rifiuti a Viareggio e (probabilmente ancora per poco) a Camaiore, Azienda che lo stesso aveva lasciato da amministratore unico ai primi di novembre del 2017 per diventare subito dopo presidente di Sea risorse SPA , societa' a capitale misto a maggioranza privata che fornisce servizi alla stessa Sea Ambiente spa , ( da cui il provvedimento Anac, rimasto, per grazia ricevuta? disatteso che aveva sancito l'inconferibilita' e incompatibilità di incarico per l'avvocato passato alla guida della società a partecipazione pubblica ) ; fino al ritorno sullo scranno di quella stessa Sea Ambiente dove ora Miracolo risulta essere nuovamente Presidente con avocate a sè tutte le deleghe gestionali . Tutto questo continuando a sedere ovviamente del CdA di RetiAmbiente, società holding nella quale sono confluite le società di gestione rifiuti nell'Ambito Toscana Costa come appunto Sea ambiente SPA : con l'Avvocato ancora una volta in doppia veste di controllore e controllato , e il mancato rispetto della normativa vigente.
Le responsabilità' sono chiare: del sindaco Del Ghingaro a livello locale, sostenitore a oltranza del presidentissimo , e della sinistra regionale che avvalla e indirizza certe scelte; di chi si preoccupa solo della spartizione delle poltrone , agendo nell' inosservanza delle leggi , a danno dell' efficienza di aziende che operano in un settore delicato come quello dei rifiuti e quindi dei cittadini; chiediamo che venga finalmente ripristinato il rispetto delle regole, a dispetto di chi ha potenti santi in paradiso.
Movimento 5 Stelle Viareggio
interamente pubblica che gestisce il servizio raccolta rifiuti a Viareggio e (probabilmente ancora per poco) a Camaiore, Azienda che lo stesso aveva lasciato da amministratore unico ai primi di novembre del 2017 per diventare subito dopo presidente di Sea risorse SPA , societa' a capitale misto a maggioranza privata che fornisce servizi alla stessa Sea Ambiente spa , ( da cui il provvedimento Anac, rimasto, per grazia ricevuta? disatteso che aveva sancito l'inconferibilita' e incompatibilità di incarico per l'avvocato passato alla guida della società a partecipazione pubblica ) ; fino al ritorno sullo scranno di quella stessa Sea Ambiente dove ora Miracolo risulta essere nuovamente Presidente con avocate a sè tutte le deleghe gestionali . Tutto questo continuando a sedere ovviamente del CdA di RetiAmbiente, società holding nella quale sono confluite le società di gestione rifiuti nell'Ambito Toscana Costa come appunto Sea ambiente SPA : con l'Avvocato ancora una volta in doppia veste di controllore e controllato , e il mancato rispetto della normativa vigente.
Le responsabilità' sono chiare: del sindaco Del Ghingaro a livello locale, sostenitore a oltranza del presidentissimo , e della sinistra regionale che avvalla e indirizza certe scelte; di chi si preoccupa solo della spartizione delle poltrone , agendo nell' inosservanza delle leggi , a danno dell' efficienza di aziende che operano in un settore delicato come quello dei rifiuti e quindi dei cittadini; chiediamo che venga finalmente ripristinato il rispetto delle regole, a dispetto di chi ha potenti santi in paradiso.
Movimento 5 Stelle Viareggio
lunedì 19 novembre 2018
“Il voto di scambio politico-mafioso”
Mario Giarrusso senatore del M5S, presenta il libro “Il voto di scambio politico-mafioso”. L'appuntamento è in programma per lunedi 19 novembre nei locali della Croce Verde di via Garibaldi a Viareggio; e' prevista la partecipazione dei portavoce locali del Movimento Annamaria Pacilio e Gabriele Bianchi, rispettivamente rappresentanti del 5 stelle in consiglio comunale l'una e in consiglio regionale l'altro (modera la giornalista Donatella Francesconi). Si tratta di un libro scritto a quattro mani dal componente della commissione antimafia Mario Michele Giarrusso insieme allo scrittore da sempre impegnato sui temi della legalità' e del malaffare, Andrea Leccese, Attraverso l’excursus della fattispecie del reato del voto di scambio politico-mafioso e la narrazione delle vicende ad esso collegate, il libro affronta un tema di scottante attualità evidenziando l’incapacità dello Stato di porre fine a un fenomeno sempre più diffuso, troppo soesso misconosciuto, ma che alla fine fa la differenza in un paese davvero democratico dove i cittadini possono esprimere un voto davvero libero da pressioni e condizionamenti.
"La mafia, ormai, non è più soltanto quella con la lupara e la coppola. Ha indossato la cravatta, diversificato i propri interessi e si è ramificata nelle varie articolazioni della società, dalle istituzioni all’economia. Per parlare dello scambio di voto politico mafioso non occorre mobilitare il classico repertorio degli intrighi di palazzo o riferirsi alle roccaforti della malavita organizzata in mano ai grandi clan. Quello che interessa, al di là della presenza concreta della mafia anche in Versilia, che è un fatto appurato, è parlare dell' estensione del concetto di mafia per comprendere appieno l'entità del problema. Mafia è quello che succede quando un insieme di persone si avvale della forza del vincolo associativo per perseguire scopi illeciti, che vanno al di là della legge, imponendo gli interessi propri o di un gruppo ristretto a danno della collettività. Basta guardarsi intorno. Vedere cosa succede quando la politica agisce per fare gli interessi di pochi a danno dei molti. E forse abbiamo una chiave di lettura anche per il dissesto della nostra città.
"La mafia, è un fatto notorio, controlla gran parte dei voti in Sicilia", diceva Giovanni Falcone ma ad oggi, è noto che l'ambito si sia allargato coinvolgendo i luoghi più impensati e insospettabili del Paese. Sappiamo che che oggi la criminalità di tipo mafioso è un sistema che condiziona la vita pubblica dove trovano predominio individui o gruppi con elevata disponibilità finanziaria che proprio grazie agli enormi capitali che gestiscono, sono in grado di influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici, e non solo, di chi governa lo stato , come di chi governa un piccolo paese, basandosi su una fitta rete di illecite relazioni che coinvolgono ogni ambito e livello di potere.
I cittadini sanno bene del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto favori, oppure vantaggi magari che erano anche dovuti, ma sono stati ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti, oppure pensano di riceverne, o temono di non riceverne più. Così agiscono di conseguenza . Su questi presupposti nasce il voto che comporta favori , coinvolge rapporti clientelari, mobilita candidati che mettono in gioco interessi privati o di un gruppo o di parte. La vera forza della delinquenza mafiosa risiede nella sua capacità di insinuarsi nelle pieghe pieghe della società civile, creando rapporti con la politica, la pubblica amministrazione e l'imprenditoria, ma non solo, penetrando in totale segretezza nei circoli massonici: le logge coperte riuniscono potentissimi imprenditori, banchieri, professionisti, magistrati e dirigenti di vario genere. Grazie alla "massoneria deviata", i mafiosi cercano di agire indisturbati allacciando i legami giusti per mettere al sicuro i propri denari guadagnati con traffici illeciti, per agire in modo "occulto" ed indisturbato, portare a termine i loro loschi affari uscendone impuniti.
Così quando la politica si accorda con le mafie quello che tutti dovrebbero avere di diritto diventa un privilegio di pochi . Non accade quasi mai che la criminalità organizzata chieda denaro ai politici: le organizzazioni hanno a disposizione montagne di denaro sporco, proventi di estorsioni, traffico di droga e ogni altro illecito. Piuttosto le mafie hanno bisogno di rete di contatti, di favori, di informazioni utili, così scambiano voti con promesse di appalti, poltrone , posti di lavoro, favori, leggi, atti amministrativi a proprio vantaggio. D'altra parte la mafia non è solo un’organizzazione criminale. È anche un’azienda efficiente che produce una quantità impressionante di denaro da riciclare e immettere nell’economia legale. Denaro che fa gola a tutti, a certi imprenditori, ma anche a certi politici disonesti. Sì perchè La mafia produce consenso politico. Col denaro si fanno le campagne elettorali, si comprano pacchetti di voti. Ma il politico eletto grazie ai boss non è libero, deve sempre qualcosa in cambio : qualche svista, qualche norma, concorso o gara di appalto "su misura", qualche provvedimento che finisce inavvertitamente per favorire l’impresa infiltrata dalla mafia. La coabitazione tra mafia e politica, alimentata da consistenti vantaggi reciproci, è un male ormai "strutturale" e non accidentale.
In Italia il voto di scambio politico mafioso è un problema enorme perché mina la fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni, dà un enorme potere alle mafie e rende ricattabili tutti noi. Perciò siamo sotto assedio.
Criminalità organizzata e Stato sono legate, nelle loro interlocuzioni più alte, da un legame che si esplicita attraverso un sistema di corruzione che via via scivola verso il basso coinvolgendo così anche comuni cittadini. Il piccolo favore, in cambio della piccola mazzetta, non è altro che il figlio del grande appalto truccato e assurge così a sistema sociale cancellando di fatto i diritti, sostituiti dai privilegi.
Ecco perché democrazia e legalità vanno insieme, e se da un lato c'è lamafia, la corruzione sta dall'altra faccia della medaglia cancellando i diritti e la democrazia. Nel piccolo, se ho i requisiti, ad esempio, per accedere a un alloggio pubblico e attraverso la corruzione quell’alloggio viene dato a chi ha meno titoli di me, il mio diritto è stato cancellato. Così come se il posto di lavoro, o un appalto viene promesso a qualche amico degli amici, lascia sul campo i diritti del più meritevole.
Sosteneva Nando Dalla Chiesa che la "La vera forza della mafia sta fuori dalla mafia". Ebbene se la mafia avesse potuto contare solo sui mafiosi, i tanti duri colpi subiti l'avrebbero azzerata. Si tratta dunque di un qualcosa di cui tutti in primis dobbiamo sentirci responsabili per l'influenza che comportamenti complici e ad essa funzionali dello Stato ,ma anche di noi semplici cittadini, hanno sulla sua voracità permettendole di espandere la propria influenza ben oltre la stretta cerchia criminale.
Di qui l'importanza di promuovere una cultura della legalità, che vada di pari passo con la promulgazione di leggi davvero incisive ed efficaci, che possono essere fatte da persone credibili come Giarrusso (definito un uomo pericoloso per la mafia, in un'intercettazione, da uno dei maggiori boss di Cosa Nostra), persone che vogliono davvero combattere questo fenomeno e recidere i legami fra mafia e istituzioni: chi crede nella democrazia, e lo ha dimostrato chiedendo ai propri candidati di mostrare una fedina penale immacolata, non può tollerare luoghi inviolabili, esentati dal controllo , né chiudere gli occhi di fronte all'esistenza del potere invisibile.
"Potrebbero esistere mafia, camorra o 'ndrangheta senza gli appoggi?"
No, "potrebbero rimanere solo banditi di strada".
Parola di Carmine Schiavone."
Annamaria Pacilio
Portavoce Consigliera Movimento 5 Stelle Viareggio
Annamaria Pacilio
Portavoce Consigliera Movimento 5 Stelle Viareggio
giovedì 15 novembre 2018
Casa delle Donne
Speriamo che l'amministrazione torni sui suoi passi .. abbiamo manifestato fin dall'inizio il nostro dissenso per l'inserimento della casa delle donne nel novero dei beni alienabili del comune .. non e' questa la moneta con cui ricambiare l'impegno dei volontari che si impegnano ogni giorno al servizio di donne sole e in difficolta' provenienti anche fuori dai confini comunali, che da decenni qui trovano un valido punto di riferimento. A distanza di mesi dall'annuncio della vendita della casa e nonostante le promesse di una nuova sede, l'amministrazione non ha fatto sapere piu' niente e sull'argomento e' calato il silenzio.. speriamo che questo sia un segnale.. che davanti alla presa di posizione di numerosi enti , associazioni e cittadini il sindaco abbia capito che nessuno vuole una scelta di questo tipo, la casa delle donne non puo' e non deve essere messa in vendita. Non vogliamo che la logica del far cassa , del monetizzare, sia l'unica a guidare l'operato di una amministrazione che tra l'altro si fa vanto di aver messo i conti a posto ed essere fuori dal dissesto in tempi record.. ebbene che ne dia una testimonianza lasciando la casa delle donne in attivita' nella sua sede storica
venerdì 9 novembre 2018
Toro BRUCIATO VIVO in Spagna.
URGENTISSIMO!!!!! A MEDINACELI in Spagna TRA POCHE ORE UN TORO VERRA' BRUCIATO VIVO IN NOME DELLA TRADIZIONE.
Sabato 10 novembre alle 23 nella piazza di Medinaceli (Soria - Spagna) avrà luogo ancora una volta la festa del TORO JUBILO o TORO DI FUOCO.
Una della feste più orrende che si possano immaginare.
El toro Jubilo che si svolge iogni anno. È la festa del "toro di fuoco" di origine pagana comune a molte località spagnole dove, però, per evitare la crudeltà sul povero animale che comporta la festa e le conseguenti proteste degli animalisti, negli ultimi anni si è sostituito l'animale con un toro meccanico, robot che di vero ha solo la testa del toro a cui vengono attaccati petardi e fuochi artificiali. Qua invece la tradizione è fedelmente rispettata:
Il rituale consiste prima di tutto nell'immobilizzare il toro.
Alle sue corna viene legato un palchetto di legno sul quale si trovano palle di pece e materiale infiammabile a cui viene appiccato il fuoco.
Il toro viene fatto scorrazzare nella piazza del paese transennata.
Le palle di fuoco bruciano per ore. All'inizio il tori è disorientato poi quando inizia a bruciare la parte interna delle corna il dolore diventa lancinante.
Le gocce di pece finiscono negli occhi accecandolo.
Il muso e gli occhi bruciano facendolo impazzire di dolore.
Il toro terrorizzato, con il corpo bruciato, accecato va a sbattere contro le pareti o contro le recinzioni, fino a quando agonizzante muore.
Molte volte i tori tentano di uccidersi lanciandosi proprio contro i muri per porre fine al dolore lancinante.
A fine festa le carcasse dei tori vengono divise tra i partecipanti per il consumo locale con la credenza che la carne di un animale torturato possa accrescere la loro fertilità e renderli invincibili.
Gli animalisti spagnoli tenteranno come altre volte di bloccare la manifestazione. Ma le Istituzioni hanno già predisposto un imponente servizio di polizia.
Come è già successo, difenderanno l'indifendibile.
Chiediamo che l'Europa fermi questo orrore .
La tortura NON è cultura, NON è tradizione, NON è patrimonio da proteggere, ma l'inaudita e insopportabile vergogna di una società che si definisce civile.
giovedì 1 novembre 2018
In Piazza contro la chiusura del Politeama
Anche il Movimento 5 Stelle Viareggio invita la cittadinanza a partecipare all'evento in programma domenica alle 15,30 sul Lungomolo del Greco, adiacente al cinema, per manifestare contro la chiusura di uno dei luoghi simbolo della cultura viareggina.
"Stiamo assistendo all'ennesima sconfitta, la perdita di un altro pezzo di storia della nostra città; tra l'altro è già successo in passato che un cinema teatro della Passeggiata fosse trasformato in un centro commerciale, non vogliamo che accada di nuovo, non vogliamo l'ennesima speculazione ai danni della comunità, vogliamo semmai un serio impegno da parte di chi ci governa per la salvaguardia e il rilancio di uno degli spazi culturali più amati dai viareggini. Vogliamo nuovi progetti e non nuove chiusure, una riapertura del teatro su cui occorre lavorare verificando la possibilità di attrarre fondi per uno sviluppo delle attività culturali ad esso collegate, magari attraverso l'attuazione del federalismo demaniale culturale che permetterebbe di utilizzare al meglio la struttura, con programmi di valorizzazione specifici, dando vita a nuove funzioni in linea con i più ampi progetti di rigenerazione urbana del territorio.
domenica 14 ottobre 2018
La Morina
Che la Morina vada spostata è fuor di dubbio, ma anche tenuta più d'occhio dalle autorità sia per quello che si produce e si tritura, che per la natura e le modalità di conservazione e di smaltimento dell'acqua putrida (quella convogliata in un vascone che ristagna ai piedi della poderosa schiena d'asino al centro della discarica).
Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro la Morina: che vada portata il più lontano possibile dal centro abitato anche per il cattivo odore che emana, non c'è ombra di dubbio, ma che venga spostata ancora più addentro a un parco naturale, seppur questa soluzione sia stata avvallata dall'ente Parco diversi anni fa, pare perlomeno una soluzione bizzarra. Per un'area protetta infatti non è certo il massimo ospitare una discarica dove il verde e il legno lasciano il posto all' inquietante presenza di plastica riscontrata nel materiale da lavorare prima, e nel compost dopo; una discarica da cui certi giorni arriva un fetore che sa poco di bosco, dove si assiste tutto intorno all'impattante passaggio di camion per il carico e lo scarico del materiale.
Che dire poi dell'accumulo di acqua che si dice venga raccolta dal dilavamento dei cumuli per la pioggia che quando esonda viene mandata al depuratore, e magari può filtrare nel terreno sottostante? Ci chiediamo che ne è stato del progetto di Sea che a dicembre 2016 ne prevedeva lo spostamento: come mai è ancora tutto fermo? Il sito tra l'altro continua a lavorare con l'autorizzazione scaduta da anni, anche questo è normale? Non ci dimentichiamo che il terreno è stato (e lo è ancora ma sotto curatela) nelle mani della Viareggio Patrimonio che si è rivelata nello svolgimento dei suoi compiti ben poco attenta alla legalità e alle regole (non saremmo infatti arrivati al punto che siamo), il che ci preoccupa non poco. A questo punto vorremmo delle risposte dall'Amministrazione. Ci ricordiamo tra l'altro di un'indagine dei Carabinieri di qualche anno fa nel corso della quale furono riscontrate delle irregolarità nei lavori di bonifica che tra l'altro erano stati solo parzialmente eseguiti, da lì forse si decise, è proprio il caso di dirlo, di metterci una pietra sopra, e forse anche di più, dei cumuli che ne hanno determinato appunto la schiena d'asino.. ci piacerebbe sapere cosa c'è sotto.. da ogni punto di vista.
MoVimento 5 Stelle Viareggio
Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro la Morina: che vada portata il più lontano possibile dal centro abitato anche per il cattivo odore che emana, non c'è ombra di dubbio, ma che venga spostata ancora più addentro a un parco naturale, seppur questa soluzione sia stata avvallata dall'ente Parco diversi anni fa, pare perlomeno una soluzione bizzarra. Per un'area protetta infatti non è certo il massimo ospitare una discarica dove il verde e il legno lasciano il posto all' inquietante presenza di plastica riscontrata nel materiale da lavorare prima, e nel compost dopo; una discarica da cui certi giorni arriva un fetore che sa poco di bosco, dove si assiste tutto intorno all'impattante passaggio di camion per il carico e lo scarico del materiale.
Che dire poi dell'accumulo di acqua che si dice venga raccolta dal dilavamento dei cumuli per la pioggia che quando esonda viene mandata al depuratore, e magari può filtrare nel terreno sottostante? Ci chiediamo che ne è stato del progetto di Sea che a dicembre 2016 ne prevedeva lo spostamento: come mai è ancora tutto fermo? Il sito tra l'altro continua a lavorare con l'autorizzazione scaduta da anni, anche questo è normale? Non ci dimentichiamo che il terreno è stato (e lo è ancora ma sotto curatela) nelle mani della Viareggio Patrimonio che si è rivelata nello svolgimento dei suoi compiti ben poco attenta alla legalità e alle regole (non saremmo infatti arrivati al punto che siamo), il che ci preoccupa non poco. A questo punto vorremmo delle risposte dall'Amministrazione. Ci ricordiamo tra l'altro di un'indagine dei Carabinieri di qualche anno fa nel corso della quale furono riscontrate delle irregolarità nei lavori di bonifica che tra l'altro erano stati solo parzialmente eseguiti, da lì forse si decise, è proprio il caso di dirlo, di metterci una pietra sopra, e forse anche di più, dei cumuli che ne hanno determinato appunto la schiena d'asino.. ci piacerebbe sapere cosa c'è sotto.. da ogni punto di vista.
MoVimento 5 Stelle Viareggio
Mozione " Il mondo che vorrei"
Con questa mozione chiediamo conto di una serie di domande rimaste senza risposta, che trovano una qualche ragione in quanto è accaduto di recente tra sindaco e Rfi (una delle aziende condannate in primo grado dal Tribunale di Lucca per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009). Si tratta appunto di un incontro che è stato organizzato a poche settimane dall'inizio del processo d’appello per la strage che provoco' la morte di 32 persone, un incontro a porte chiuse, del quale non era stata data notizia all’associazione dei familiari delle vittime, al quale hanno partecipato rappresentanti di Rfi , insieme ad Anci , Regione Toscana e Protezione civile. Un appuntamento motivato – così le parole del sindaco, successive all’incontro – dall’intenzione di costituire a Viareggio l'Osservatorio istituzionale per la sicurezza della rete Ferroviaria. Un incontro – lo ribadisco - di cui nessuno sapeva niente, precluso tra l'altro all'Associazione dei familiari delle vittime, che non e' stata invitata .
Ci chiediamo anzitutto i motivi che hanno portato ad un incontro che, nonostante i temi trattati e l'evidente interesse per la cittadinanza, e' stato organizzato in gran segreto e ha lasciato per altro fuori i rappresentanti dell'Associazione da anni in prima linea per la sicurezza ferroviaria; e vorremmo sapere che ne è stato dei precisi impegni e garanzie chieste a suo tempo all'azienda riguardo al tema della sicurezza, così importante per i cittadini dopo quello che è successo e continua a succedere sulle linee ferroviarie italiane.
Il Sindaco infatti ha invitato a Viareggio Rfi, una delle aziende che si legge in sentenza , ha “ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico". Un'azienda condannata per " negligenza, imperizia e incuria”, per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone, e che continua a dimostrare, lo dicono i numerosi incidenti occorsi anche di recente, di non essere in grado di attuare efficaci sistemi di controllo e di verifica sia riguardo alla manutenzione dell'infrastruttura (in carico a Rfi) che dei veicoli ferroviari ( in carico a Trenitalia).
Di contro, nulla è dato sapere di quanto emerso da questa riunione al di là dello scarno comunicato stampa diffuso.
Alla luce di quell’appuntamento – che si dice voler replicare - chiediamo oggi di conoscere:
- Se è stato chiesto a Rfi di rinunciare alla prescrizione in modo che vengano accertate le responsabilità della strage;
- Se è stato esibito dalla stessa azienda - come da documento sottoscritto da questa amministrazione e da richiesta scritta del Sindaco prima del 29 giugno scorso - il documento di valutazione del rischio della tratta ferroviaria che attraversa la nostra città, insieme al documento che attesta la presa in atto delle raccomandazioni della commissione investigativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti all’indomani della attività di indagine sulla strage di Viareggio.
- Ci chiediamo che fine abbia fatto il documento che attesta la messa a norma delle prescrizioni riguardanti la mancanza di sicurezza sul lavoro emanate dall' Ausl nel 2013 nei confronti di Rfi.
- E se stato chiesto, così come riportato nella mozione approvata in Regione Toscana, dell'istallazione a bordo dei treni del detettore antisvio;
- E se i vigili del fuoco e la protezione civile vengono avvisati di quando attraversano la città merci pericolose, e se ne conosce precisamente il tipo.
Perché appunto non sappiamo niente.
E non capiamo questo voler tener lontano da documenti, circostanze cui la cittadinanza avrebbe tutto il diritto di accedere. Non ci dimentichiamo del carteggio avvenuto qualche tempo fa, anche questo in gran segreto, tra Sindaco e Rfi, del quale, nonostante gli interrogativi posti, il primo cittadino ha negato spiegazione; o meglio a qualcuno ha spiegato che si tratta di atti riservati conseguenti a un contatto strettamente personale con i vertici dell'azienda ..peccato che riguardo certi temi come quelli della sicurezza , quando si parla di vittime, di disastro colposo, non c'è e non ci deve essere nulla di personale e di riservato ma semmai il piu' ligio rigore istituzionale, insieme alla garanzia della massima trasparenza.mozione " Il mondo che vorrei"mozione " Il mondo che vorrei"
domenica 23 settembre 2018
Solidarietà ai familiari delle vittime
Solidarietà ai familiari delle vittime. È quella espressa dal MoVimento 5 Stelle Viareggio in riferimento allo smacco dato dal Sindaco all'Associazione "Il mondo che vorrei" per aver organizzato a poche settimane dall'inizio dell'appello per la strage che provocò la morte di 32 persone, un incontro a porte chiuse e non pubblicizzato con rappresentanti di Rfi (una delle aziende condannate in primo grado dal Tribunale di Lucca per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009), insieme ad Anci, Regione Toscana e Protezione Civile, con la motivazione addotta di portare avanti l'Osservatorio istituzionale per la sicurezza della Rete Ferroviaria; un incontro precluso all'Associazione dei familiari delle vittime , che non e' stata invitata.
Ci chiediamo anzitutto i motivi che hanno portato a un incontro che, nonostante i temi trattati e l'evidente interesse per la cittadinanza, è stato organizzato in gran segreto e ha lasciato fuori i rappresentanti dell'Associazione, da anni in prima linea per la sicurezza ferroviaria, Associazione che prima di far accedere Rfi a qualsiasi tavolo di confronto, o trattativa, aveva chiesto precisi impegni e garanzie all'azienda confidando, a questo punto invano, nel supporto del sindaco.
Difatti in barba alle rassicurazioni date e al rispetto per i familiari delle vittime, il Sindaco ha invitato a Viareggio Rfi, una delle aziende che si legge in sentenza, ha “ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico". Un'azienda condannata per " negligenza, imperizia e incuria”, per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone, e che continua a dimostrare, lo dicono i numerosi incidenti occorsi anche di recente, di non essere in grado di attuare efficaci sistemi di controllo e di verifica sia riguardo alla manutenzione dell'infrastruttura (in carico a Rfi) che dei veicoli ferroviari ( in carico a Trenitalia).
E così, mentre le richieste dell'Associazione rischiano di cadere nel vuoto, addirittura i suoi rappresentanti vengono tenuti lontani da documenti, fatti e circostanze cui avrebbero tutto il diritto di accedere. Non ci dimentichiamo del carteggio avvenuto qualche tempo fa, anche questo in gran segreto, tra Sindaco e Rfi, del quale, nonostante gli interrogativi dell'Associazione, il primo cittadino ha negato spiegazione; il Movimento 5 Stelle ne ha chiesto ufficialmente le risultanze, e sta ancora aspettando di conoscerne il contenuto, fermo restando che Del Ghingaro ha già spiegato ai familiari delle vittime che si tratta di atti riservati conseguenti a un contatto strettamente personale con i vertici dell'azienda ..peccato che riguardo certi temi come quelli della sicurezza, quando si parla di vittime, di disastro colposo, non c'è e non ci deve essere nulla di personale e di riservato ma semmai il piu' ligio rigore istituzionale insieme alla garanzia della massima trasparenza.
MoVimento 5 Stelle Viareggio
Ci chiediamo anzitutto i motivi che hanno portato a un incontro che, nonostante i temi trattati e l'evidente interesse per la cittadinanza, è stato organizzato in gran segreto e ha lasciato fuori i rappresentanti dell'Associazione, da anni in prima linea per la sicurezza ferroviaria, Associazione che prima di far accedere Rfi a qualsiasi tavolo di confronto, o trattativa, aveva chiesto precisi impegni e garanzie all'azienda confidando, a questo punto invano, nel supporto del sindaco.
Difatti in barba alle rassicurazioni date e al rispetto per i familiari delle vittime, il Sindaco ha invitato a Viareggio Rfi, una delle aziende che si legge in sentenza, ha “ottenuto vantaggi consistenti nel risparmio economico derivato dalla omissione di interventi di carattere tecnico". Un'azienda condannata per " negligenza, imperizia e incuria”, per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone, e che continua a dimostrare, lo dicono i numerosi incidenti occorsi anche di recente, di non essere in grado di attuare efficaci sistemi di controllo e di verifica sia riguardo alla manutenzione dell'infrastruttura (in carico a Rfi) che dei veicoli ferroviari ( in carico a Trenitalia).
E così, mentre le richieste dell'Associazione rischiano di cadere nel vuoto, addirittura i suoi rappresentanti vengono tenuti lontani da documenti, fatti e circostanze cui avrebbero tutto il diritto di accedere. Non ci dimentichiamo del carteggio avvenuto qualche tempo fa, anche questo in gran segreto, tra Sindaco e Rfi, del quale, nonostante gli interrogativi dell'Associazione, il primo cittadino ha negato spiegazione; il Movimento 5 Stelle ne ha chiesto ufficialmente le risultanze, e sta ancora aspettando di conoscerne il contenuto, fermo restando che Del Ghingaro ha già spiegato ai familiari delle vittime che si tratta di atti riservati conseguenti a un contatto strettamente personale con i vertici dell'azienda ..peccato che riguardo certi temi come quelli della sicurezza, quando si parla di vittime, di disastro colposo, non c'è e non ci deve essere nulla di personale e di riservato ma semmai il piu' ligio rigore istituzionale insieme alla garanzia della massima trasparenza.
MoVimento 5 Stelle Viareggio
giovedì 6 settembre 2018
Sanità al Versilia?
Al Tabarracci mancano persino le garze.
Il nuovo assetto della super Asl dell'area nord ovest, uno dei pilastri della riorganizzazione voluta da Rossi del Servizio Sanitario Regionale, utile (ma solo sulla carta) a ottimizzare costi e servizi, continua a portare svantaggi e difficoltà ai cittadini e ai lavoratori del comparto.
Medici, infermieri, operatori sanitari, addetti alle pulizie, sono infatti alle prese con imbarazzanti défaillance della maxi organizzazione, che cercano di gestire alla meglio, innanzi a cittadini spaesati e insoddisfatti di un'assistenza sempre più inadeguata.
Loro, i lavoratori, infatti sono quelli in prima linea, quelli che mettendoci la faccia devono sopperire ai disservizi patiti dall'utenza tamponando le magagne di un sistema sanitario allo sfascio, un carrozzone, guidato da chi non si cura minimamente dei bisogni dei cittadini e delle condizioni in cui operano coloro che sono chiamati a dare in modo concreto risposte a bisogni così importanti come quelli riguardanti la sanita' pubblica.
Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, la problematica che riguarda la mancanza di materiale sanitario di consumo negli ambulatori: garze, medicinali e medicazioni sono infatti ormai introvabili presso il distretto del Tabarracci creando non pochi problemi. "Come al solito a rimetterci sono i lavoratori e i semplici cittadini; dall'alto si accampano sempre le solite scuse , quelle della mancanza di soldi.. Peccato che per chi dirige, sia in Estar che al banco di comando di azienda sanitaria e Regione, soldi e benefit non mancano mai".
Annamaria Pacilio M5S Viareggio
Il nuovo assetto della super Asl dell'area nord ovest, uno dei pilastri della riorganizzazione voluta da Rossi del Servizio Sanitario Regionale, utile (ma solo sulla carta) a ottimizzare costi e servizi, continua a portare svantaggi e difficoltà ai cittadini e ai lavoratori del comparto.
Medici, infermieri, operatori sanitari, addetti alle pulizie, sono infatti alle prese con imbarazzanti défaillance della maxi organizzazione, che cercano di gestire alla meglio, innanzi a cittadini spaesati e insoddisfatti di un'assistenza sempre più inadeguata.
Loro, i lavoratori, infatti sono quelli in prima linea, quelli che mettendoci la faccia devono sopperire ai disservizi patiti dall'utenza tamponando le magagne di un sistema sanitario allo sfascio, un carrozzone, guidato da chi non si cura minimamente dei bisogni dei cittadini e delle condizioni in cui operano coloro che sono chiamati a dare in modo concreto risposte a bisogni così importanti come quelli riguardanti la sanita' pubblica.
Ultima in ordine di tempo, ma non di importanza, la problematica che riguarda la mancanza di materiale sanitario di consumo negli ambulatori: garze, medicinali e medicazioni sono infatti ormai introvabili presso il distretto del Tabarracci creando non pochi problemi. "Come al solito a rimetterci sono i lavoratori e i semplici cittadini; dall'alto si accampano sempre le solite scuse , quelle della mancanza di soldi.. Peccato che per chi dirige, sia in Estar che al banco di comando di azienda sanitaria e Regione, soldi e benefit non mancano mai".
Annamaria Pacilio M5S Viareggio
venerdì 10 agosto 2018
Regolamento Urbanistico calato dall'alto.
No a un regolamento urbanistico che incide sulla città aggredendo il territorio con colate di cemento e attraverso l'attuazione di opere invasive e di grave impatto sull'ambiente che poco hanno a che fare con la reale valorizzazione e cura del territorio.
E' inutile turarsi il naso nascondendosi dietro l'alibi che la città aspetta da tempo un nuovo regolamento urbanistico e che serve per il bene di Viareggio.
Una cittadinanza che vede calato dall'alto questo piano senza aver avuto possibilità di confronto, senza che sia stato avviato un percorso condiviso e partecipato.
E meraviglia la mossa del PD: in commissione aveva avuto una posizione che si è poi ribaltata in consiglio comunale porgendo sul piatto d'argento all'amministrazione un valido aiuto per far passare il regolamento. Un contributo fattivo che si concretizza in una fiducia piena data al sindaco e alla sua giunta quella offerta tout court dal partito democratico fin da subito nonostante la mancanza lamentata dallo stesso pd, di una qualsiasi forma di apertura e di condivisione con i cittadini.
Ricordiamo la consegna in ritardo dei documenti ai consiglieri di minoranza, le domande rimaste inevase in sede di consiglio comunale, la constatazione che anche stavolta le ragioni della politica hanno la meglio su una precisa volontà di caratterizzazione e valorizzazione dei vari ambiti della città.
Tutti argomenti sui quali qualcuno può soprassedere evidentemente tenendo fissa la prua in vista delle prossime elezioni comunali.
E' inutile turarsi il naso nascondendosi dietro l'alibi che la città aspetta da tempo un nuovo regolamento urbanistico e che serve per il bene di Viareggio.
Una cittadinanza che vede calato dall'alto questo piano senza aver avuto possibilità di confronto, senza che sia stato avviato un percorso condiviso e partecipato.
E meraviglia la mossa del PD: in commissione aveva avuto una posizione che si è poi ribaltata in consiglio comunale porgendo sul piatto d'argento all'amministrazione un valido aiuto per far passare il regolamento. Un contributo fattivo che si concretizza in una fiducia piena data al sindaco e alla sua giunta quella offerta tout court dal partito democratico fin da subito nonostante la mancanza lamentata dallo stesso pd, di una qualsiasi forma di apertura e di condivisione con i cittadini.
Ricordiamo la consegna in ritardo dei documenti ai consiglieri di minoranza, le domande rimaste inevase in sede di consiglio comunale, la constatazione che anche stavolta le ragioni della politica hanno la meglio su una precisa volontà di caratterizzazione e valorizzazione dei vari ambiti della città.
Tutti argomenti sui quali qualcuno può soprassedere evidentemente tenendo fissa la prua in vista delle prossime elezioni comunali.
domenica 29 luglio 2018
Miracolo Anac
Ricordiamo che Anac è un'autorità amministrativa indipendente che ha per missione quella di prevenire la corruzione nell'ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate mediante l'attuazione delle trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché l'attività di vigilanza nell'ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e comunque in ogni settore della p.a. che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi o di commistione di interessi pubblico - privati.
Ci viene quindi spontaneo chiedere quali sono i presupposti su cui si fonda il ricorso al Tar presentato dal Sindaco contro il pronunciamento dell'Anac, quali sono gli argomenti così preponderanti portati a supporto della legittimità di tale nomina .. visto che ai cittadini questa mossa, ovvero il ricorso al Tar, costerà 14 mila euro che per un'amministrazione con evidenti problemi di cassa non sono bruscolini. Quando tra l'altro pare evidente facendo riferimento al buon senso, al di là di ogni normativa, l'incompatibilità tra le due cariche apicali ricoperte, essendo lo stesso Miracolo passato con disinvoltura da presidente di Sea Ambiente a presidente di Sea Risorse: si parla di legalità ma anche di opportunità, essendo le due società legate da vincoli contrattuali e prestazionali, in cui la stessa persona si è ritrovata a fare gli interessi quando del controllore (Comune), quando del controllato (azienda privata), il tutto con ricadute anche sull'assetto di Reti Ambiente nel cui CdA siede infatti lo stesso Miracolo.
Singolare anche che la consorte della persona in questione sieda oggi sullo scranno del Presidente del Consiglio Comunale, ma questa è un'altra storia..
Visti i problemi di incompatibilità evidenziati da Anac, così come il sindaco l'ha nominato, chiediamo quindi che lo rimuova. Preoccupa quanto meno anche il fatto che in Sea non esista la figura, prevista per legge, del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, al quale vengono riconosciuti poteri di vigilanza sull'attuazione effettiva delle misure anticorruzione, nonché di proposta delle integrazioni e delle modifiche delle stesse ritenute più opportune, che tra l'altro è il destinatario del provvedimento Anac. A questa figura l'autorità dà appunto mandato di comunicare al soggetto cui è stato conferito l'incarico la causa di inconferibilità e la conseguente nullità dell'atto di conferimento dell'incarico e del relativo contratto adottando i provvedimenti conseguenti. Il tutto demandato appunto a un fantasma, invisibile così come il contenuto della sezione società trasparente sul sito dell'azienda Sea, carente di informazioni veramente utili alla trasparenza riguardo l'operato della società.
Ci viene quindi spontaneo chiedere quali sono i presupposti su cui si fonda il ricorso al Tar presentato dal Sindaco contro il pronunciamento dell'Anac, quali sono gli argomenti così preponderanti portati a supporto della legittimità di tale nomina .. visto che ai cittadini questa mossa, ovvero il ricorso al Tar, costerà 14 mila euro che per un'amministrazione con evidenti problemi di cassa non sono bruscolini. Quando tra l'altro pare evidente facendo riferimento al buon senso, al di là di ogni normativa, l'incompatibilità tra le due cariche apicali ricoperte, essendo lo stesso Miracolo passato con disinvoltura da presidente di Sea Ambiente a presidente di Sea Risorse: si parla di legalità ma anche di opportunità, essendo le due società legate da vincoli contrattuali e prestazionali, in cui la stessa persona si è ritrovata a fare gli interessi quando del controllore (Comune), quando del controllato (azienda privata), il tutto con ricadute anche sull'assetto di Reti Ambiente nel cui CdA siede infatti lo stesso Miracolo.
Singolare anche che la consorte della persona in questione sieda oggi sullo scranno del Presidente del Consiglio Comunale, ma questa è un'altra storia..
Visti i problemi di incompatibilità evidenziati da Anac, così come il sindaco l'ha nominato, chiediamo quindi che lo rimuova. Preoccupa quanto meno anche il fatto che in Sea non esista la figura, prevista per legge, del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, al quale vengono riconosciuti poteri di vigilanza sull'attuazione effettiva delle misure anticorruzione, nonché di proposta delle integrazioni e delle modifiche delle stesse ritenute più opportune, che tra l'altro è il destinatario del provvedimento Anac. A questa figura l'autorità dà appunto mandato di comunicare al soggetto cui è stato conferito l'incarico la causa di inconferibilità e la conseguente nullità dell'atto di conferimento dell'incarico e del relativo contratto adottando i provvedimenti conseguenti. Il tutto demandato appunto a un fantasma, invisibile così come il contenuto della sezione società trasparente sul sito dell'azienda Sea, carente di informazioni veramente utili alla trasparenza riguardo l'operato della società.
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