lunedì 18 aprile 2016

Fitodepurazione e un secco no alla realizzazione di un impianto crematorio


Estendere il sistema naturale di fitodepurazione delle acque al posto del ricorso all’uso dei composti chimici (acido peracetico), ribadire un secco no alla realizzazione di un impianto crematorio dannoso per la salute, l’ambiente e l’economia del territorio, e promuovere un tavolo di regia integrato per coordinare gli interventi sul Lago di Massaciuccoli, a livello di salvaguardia ambientale, promozione turistica ed economica per togliere dal degrado e riportare alla vita lo specchio d’acqua caro a Puccini, restituendolo alla collettività.
Questo in sintesi quanto emerso nell’incontro promosso dal Movimento 5 Stelle Viareggio che si è tenuto sabato presso la circoscrizione Torre del Lago alla presenza di Mirko Busto, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, oltre che del portavoce in consiglio regionale Gabriele Bianchi e dei consiglieri comunali, rispettivamente di Viareggio, Annamaria Pacilio, e di Massarosa, Daniele Bernardi.
La mattinata è iniziata con una visita della piccola delegazione all’impianto di fitodepurazione di Vecchiano dietro la guida del neo presidente del Parco Giovanni Maffei Cardellini e del presidente del Consorzio di Bonifica Ato nord 1 Ismaele Ridolfi. Davanti agli occhi la sorprendente realtà dell’impianto di fitodepurazione di San Niccolò, il più grande d'Italia: una vasta zona umida, di ben 15 ettari, ricolonizzata con essenze vegetali tipiche delle zone palustri, all'interno della quale le acque da trattare sostano per perdere parte consistente del loro carico inquinante andando a contrastare l'eutrofizzazione del lago e contribuendo nel contempo a una riqualificazione naturalistica del territorio che acquisisce anche un maggiore appeal per una fruizione ricreativa della zona. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove si studia l'efficacia di diversi metodi di fitodepurazione, nato su un progetto attuato in forma sperimentale grazie alla collaborazione tra il Consorzio e l'istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, fulgido esempio di buone pratiche amiche dell’ambiente che stanno portando ottimi risultati, addirittura ben oltre ogni migliore aspettativa. Da una parte un lago ormai morto, come l’acqua che staziona nella prima parte dell’impianto, senza alcun segno di vita, dall’altra la sorprendente scoperta che passando attraverso un sistema di vasche, per effetto della purificazione effettuata dalle piante, alla fine del suo percorso l’acqua torna a essere vita, e a restituire l’afflato vivificante a tutto l’ambiente palustre che si ripopola come d’incanto di pesci, aironi, cavalieri d’Italia, oche e cormorani.  Quello che potrebbe diventare nuovamente il nostro Lago, assoggettato nel tempo a inadeguate politiche ambientali con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Un sistema di depurazione naturale a impatto zero da opporre all’uso dell’acido peracetico, la soluzione di pronto impiego che va per la maggiore tra i sindaci della Versilia per restituire alla svelta, alle acque, in vista della stagione estiva, una purezza buona solo all’apparenza: scelta miope rivelata dal rigore di logica secondo il quale non si può certo pensare di far rivivere l’ambiente e guarirlo dall’inquinamento a colpi di sostanze chimiche e acidi che al contrario non possono fare altro che ucciderlo. Una scelta che arriva dal fallimento di una politica che non ha saputo dare risposte valide e risolutive ai problemi aggravatesi nel tempo, calata dall’alto; come quella di creare un forno crematorio nella Frazione, senza un’attenta valutazione dei rischi in primis per la salute dei cittadini e dell’ambiente e poi delle ricadute negative su un paese già in affanno che vorrebbe vivere di turismo. Si parte, come spiegato dal consigliere regionale Bianchi, dal fatto che in Toscana esistono già nove forni crematori e il piano territoriale regionale afferma che questi sono sufficienti al fabbisogno della Regione. Se poi aggiungiamo che di per sé la cremazione è un processo altamente "energivoro", come ha spiegato la consigliera comunale Pacilio, e quindi “costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di metodi alternativi, ecologici, che consentono un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica”. Valide alternative come la criomazione o la resomazione, con abbattimento pari quasi a zero delle emissioni tossiche. La convenzione di Stoccolma nella relazione sugli inquinanti organici ha affermato chiaramente che durante la combustione si liberano emissioni pericolose per la salute e l'ambiente raccomandando agli stati membri di osservare il principio di precauzione, attivandosi per ridurre gli inquinanti e arrivare all'eliminazione di tali rischi; ciò è stato recepito dalle direttive europee, che infatti vanno in direzione opposta al metodo dell’incenerimento, considerato ormai superato. Quello che il Movimento vuol fare, attraverso una proposta di legge, è che anche l'Italia accolga questo orientamento, lo armonizzi mettendo ordine all’interno delle normative nazionali per permettere l’uso di tecnologie alternative già in atto in altri paesi, promuovendo all’interno della conferenza stato - regioni la possibilità di attuare questi nuovi metodi meno inquinanti. “Un forno crematorio - ha ricordato Pacilio - che tra l’altro è spuntato dal nulla dietro il paravento di una proposta di deliberazione in consiglio comunale riportante un indirizzo generico sulle politiche cimiteriali che la dice lunga sul percorso di condivisione e di dialogo con la cittadinanza”. Un progetto che tra l’altro manca ancora di fornire un quadro ben preciso, attraverso studi e attente valutazioni, sulle ricadute estese nell’arco del tempo, riguardo l’ambiente e la salute dei cittadini.
Tornando alle problematiche del Massaciuccoli è necessario per il consigliere di Massarosa Daniele Bernardi, che il risanamento del lago passi attraverso un tavolo di regia che valuti i diversi aspetti connessi tra di loro, economici, turistici, ambientali e sia attento a una visione circolare dell’economia, in grado di coordinare gli interventi sia degli attori locali, le categorie e le imprese operanti nei vari settori, che degli enti a vario titolo coinvolti, Comuni, Consorzio di Bonifica, Parco, che continuano ad andare scollegati ognuno per la propria strada. E’ importante che l’esperienza di studio del Sant’Anna venga messa a frutto e diventi una nuova realtà operativa da esportare su scenari e superfici sempre più ampie, consapevoli del fatto che il lago sopporta un’eutrofizzazione superiore tre volte al limite massimo. Imprescindibile agire anche sulle sorgenti inquinanti, eliminando lo sversamento di acque reflue, attuando l’ammodernamento degli impianti di depurazione, promuovendo un’agricoltura sostenibile, facendo in modo che la popolazione si riappropri del territorio togliendolo al degrado: “Non ci dimentichiamo che in un ambiente abbandonato tutto diventa lecito- spiega il consigliere di Massarosa - come quello che accade alle cave dietro Bozzano dove si consuma ogni giorno ad opera di chi vive all’interno di un insediamento abusivo, nella piena illegalità, la combustione di rifiuti, cavi e copertoni, creando gravi danni all’ambiente e togliendo vivibilità a una fetta di territorio ormai off limits per la cittadinanza”. L’invito dunque è a andare avanti sulla via tracciata dagli ottimi risultati ottenuti con la fitodepurazione, sistema che tra l’altro ha anche il pregio di essere di bassa spesa per le amministrazioni, che di questi tempi di spending review non fa certo male. Questo sempre che la politica non ci metta lo zampino, seguendo altre logiche che non sono quelle dell’efficienza e dell’economicità. “C’è infatti un sistema che ormai è arrivato al collasso - spiega il deputato Busto - ma la politica non ne vuol prendere atto e continua a tirare dritto”. Intanto in Italia si contano 84 mila morti l’anno per inquinamento, il tasso più alto in Europa, con un’inversione del trend di crescita riguardo l’aumento della vita media: in pratica si campa meno e con sempre più problemi di salute. “Voler proseguire sulla logica dell’incenerimento dei rifiuti, qualsiasi essi siano, vuol dire rilasciare sostanze tossiche nell’ambiente e mettere a rischio la nostra salute - spiega ancora Busto - ma poco importa perché si va dietro al business, e a interessi che non sono quelli dei cittadini, i quali hanno tutto il diritto di vedere salvaguardato il proprio territorio, il diritto alla salute a vivere in un ambiente sano, principi su cui trova fondamento il concetto di resilienza e di comunità”. “Dobbiamo fare in modo - termina il parlamentare - che a dettare legge non siano i poteri forti, le lobby, e che a muovere le leve del potere, a qualsiasi livello, non sia la necessità di battere cassa, fare favori a chi porta voti o a chi paga la campagna elettorale”.

Movimento 5 Stelle Viareggio



venerdì 15 aprile 2016

Uno zoom sulle emergenze ambientali della Versilia.

Il Movimento 5 Stelle Viareggio organizza per domani sabato 16 aprile, alle 12.30, nei locali della circoscrizione di Torre del Lago un incontro aperto alla cittadinanza, con appendice dedicata alla conferenza stampa con i giornalisti, per approfondire diversi temi che hanno come comune denominatore il tema della salvaguardia dell’ecosistema del nostro territorio. Sul tavolo la questione della realizzazione del forno crematorio a Torre del Lago, che verrà affrontato in riferimento alle valide alternative a basso impatto ambientale come la criomazione o la resomazione, anche alla luce della mozione regionale presentata con l’intento di stoppare il progetto in attesa del “piano regionale di coordinamento dei crematori”, in virtù del quale si prevede che le opere di rilevante interesse siano discusse a livello provinciale e regionale. 

Altro argomento all'ordine del giorno, la fitodepurazione, sistema biocompatibile di purificazione delle acque per mezzo dell'azione naturale di piante acquatiche, attualmente sperimentato dalla scuola Sant’Anna di Pisa all’interno del Parco di Migliarino - San Rossore dove esiste l’impianto di fitodepurazione attualmente più grande d’Italia, da opporre all’utilizzo dell’acido peracetico tornato prepotentemente alla ribalta dopo la rinuncia al prosieguo dell’esperienza di ionizzazione per l’impianto di depurazione alla fossa dell’Abate; 
e ancora le condizioni del Lago di Massaciuccoli, da anni in agonia, stretto nella morsa dell’inquinamento per effetto di inadeguate politiche ambientali protrattesi nel tempo. Interverranno: 
i portavoce in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle Gabriele Bianchi e Giacomo Giannarelli, la portavoce in consiglio comunale Annamaria Pacilio, nonché il portavoce alla Camera dei Deputati Mirko Busto. Busto, ingegnere ambientale, ricercatore, esperto sul tema dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale della geopolitica delle risorse, sarà anche relatore all’interno dell’evento (ad ingresso libero) organizzato da Rete Ambientale Versilia, Gas Viareggio, VersO la Transizione, e Versilcanapa, dal titolo “Alimentazione, Salute e Ambiente per un futuro di scelte di vita sostenibili senza sprechi", in programma domenica 17 aprile a partire dalle 10.45 all’agribioturismo della Ficaia a Massarosa. Il suo intervento si andrà a sommare a quello di Max Strata, esperto di ecologia applicata e di temi ambientali, con particolare riferimento a programmi educativi, progettazione, formazione, controllo e applicazioni operative orientate alla conservazione naturalistica e allo sviluppo sostenibile, e a quello del Dr. Vasco Merciadri Medico omeopata, membro del comitato scientifico di associazione vegani italiani Onlus.




Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 aprile 2016

Benessere animale o situazione bestiale?



Intanto lo show va avanti, la carovana del circo si sposta a Querceta e poi a Camaiore. Peccato che per il benessere degli animali in Versilia ci sia molto da fare. Lo denota il fatto che a parte Viareggio, Massarosa e Pietrasanta (seppur con tutte le loro pecche e i loro deficit), e negli altri Comuni va ancora peggio mancando tutt’oggi un regolamento per la tutela degli animali, strumento attuativo sul territorio delle leggi in vigore in materia di benessere animale e  tutto viene rimandato alla legge regionale, in qualche caso inserendo poche voci all'interno di qualche regolamento, di polizia urbana o addirittura edilizio, spesso denotando scarsa conoscenza in materia, facendo riferimento a situazioni poco al passo con i tempi, oltre che ad articoli obsoleti e non adeguati alla normativa corrente. Articoli che tra l’altro poco o niente si occupano del benessere dell’animale e trattano l’argomento esclusivamente per evitare danni e disagi alla popolazione.

Il Comune di Seravezza di animali ne parla nel suo regolamento di polizia urbana aggiornato al 2006, al suo interno, all’articolo 35 (DISPOSIZIONI RIGUARDANTI GLI ANIMALI) c'è scritto che “E' vietato lasciar vagare entro l'abitato e circolare per le pubbliche vie qualsiasi specie di animale da cortile e da stalla, come pure tenere nei luoghi pubblici od aperti al pubblico, nelle terrazze, nei poggioli e cortili, gli animali di cui sopra con o senza gabbione”. E non c'è altro da dire.
All’articolo 41 (ANIMALI - DIVIETO DI MALTRATTAMENTO ) si legge :
“E' vietato maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricandoli di peso eccessivo e lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale (?).  Per poi proseguire: “Deve essere comunque garantito il rispetto del benessere animale secondo quanto previsto dal D.L.vo 1 settembre 1998 n. 333”. Ovvero l’Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l'abbattimento (?). E la legge regionale 59 del 2009 inerente la tutela degli animali d’affezione? e il fatto che l’animale dal 2004 è riconosciuto come essere senziente, i tre livelli di benessere? Buio completo.
E ancora: “E' vietato detenere animali in spazi angusti e in luoghi antigienici; privare gli stessi del cibo, dell'acqua, delle cure e degli interventi necessari per la loro salute anche al fine della prevenzione delle malattie infettive e parassitarie e delle zoonosi. Lo spazio minimo da destinare ad un cane o ad un gatto è di 6 mq.” - addirittura meno della legge regionale che ne prevede minimo 8 come da Decreto di attuazione delle legge 59 del 2009 del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011. Si prosegue: “nelle abitazioni, nei giardini cortili ecc.; nei luoghi all'aperto gli animali devono avere un idoneo ricovero” (ma idoneo secondo quali parametri?). Inoltre: “E' fatto assoluto divieto di detenere cani a catena sprovvisti di un riparo coperto e chiuso almeno su tre lati “- invece con adeguato riparo, si possono detenere, a catena? . “La catena non deve avere lunghezza inferiore a mt.5 ed il termine della catena deve essere fissato ad un cavo aereo. Detti animali devono essere in grado di poter raggiungere il riparo, il contenitore dell’acqua e del cibo”; peccato che per la legge regionale 59 del 2009 : “la detenzione dei cani alla catena è consentita in via eccezionale, alternativamente o per le ore diurne o per quelle notturne per un tempo massimo di sei ore giornaliere a condizione che la catena, di peso non superiore al 10% del peso del cane, sia di almeno sei metri e scorra su un cavo aereo di almeno tre metri fissato ad altezza non superiore ai due metri. La catena deve essere munita di due moschettoni rotanti alle estremità”. Dunque il regolamento è addirittura peggiorativo della legge regionale la quale tra l'altro sembra non aver recepito le direttive nazionali della legge 189 del 2004 che sancisce il passaggio dell'animale da res (cosa) a essere senziente ( per cui la catena è sicuramente fuori luogo).
Ancora: “ i cani tenuti nei cortili o giardini ad uso di più famiglie devono essere legati con catena e consentire il passaggio alle persone che vi transitano”.. Alla faccia del benessere animale, e delle normative di legge. E ancora : “ I proprietari dei cani sono tenuti ad iscrivere gli stessi entro il sesto mese di vita all’anagrafe canina secondo quanto previsto dalla L.R. 43/95”.  Peccato che il Decreto del Pres. Giunta Regionale, n.38/r del 4 agosto 2011: "Reg. di attuazione della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 riguardo alle “Norme per la tutela degli animali PROCEDURE DI ANAGRAFE CANINA (ART. 9) sancisce che “ il responsabile di un cane provvede entro il sessantesimo giorno di vita dell’animale all’iscrizione e all’identificazione dello stesso presso la banca dati locale, individuata in base alla propria residenza anagrafica”
Vecchie anche le disposizioni Cites, del 2000, citate a riguardo dell’utilizzo degli animali  IN FIERE, CIRCHI E MOSTRE VIAGGIANTI .  Riguardo all' ART. 78 DETENZIONE DI CANI 0 ALTRI ANIMALI NELLE ABITAZIONI  si dice che “ E' vietata, nei centri abitati del Comune, la detenzione in abitazioni, stabilimenti, negozi, magazzini, cortili e giardini di cani o di altri animali che disturbino la quiete pubblica nelle ore notturne. Tale norma si applica anche fuori dei centri abitati quando si ha disturbo della quiete pubblica. Nel caso sopraddetto, gli agenti di Polizia Municipale, oltre ad accertare la trasgressione a carico del proprietario o detentore, lo diffideranno ad attenersi in futuro alle disposizioni di cui sopra e, se del caso, a ricercare ogni possibile rimedio teso ad evitare che l'animale rechi disturbo. Ove la diffida non venga osservata, l'animale potrà essere sequestrato ed affidato alle strutture di accoglienza canina”.  Della serie se il cane disturba si porta al canile.. 

A Camaiore, il regolamento di polizia urbana, dove si affronta tra gli altri argomenti il tema degli animali, risale agli anni '60, con aggiornamenti al 2003. L'Art. 55 sul Maltrattamento recita: “ È vietato di maltrattare gli animali percuotendoli, sovraccaricando di peso eccessivo, lanciare loro grida scomposte. I vetturini ed i carrettieri, attraverso le vie dei centri abitati, non possono fare schioccare la frusta se non a scopo di segnale”. Anche qui sembra di parlare della notte dei tempi. Quando poi si tratta il tema del trasporto di animali, lo si fa giusto in funzione della macellazione: secondo l'Art. 56 sul Trasporto animali: “Il bestiame da macello deve essere preferibilmente condotto attraverso le vie meno frequentate, evitando di passare, se è possibile, davanti alle chiese ed alle scuole (?). È vietato l’uso del pungolo per invogliare il bestiame a camminare. Il trasporto al macello di animali gravemente ammalati, di quelli affetti da gravi lesioni traumatiche o gravi zoppie, il trasporto e la sosta sui pubblici mercati delle bovine giovani, deve essere effettuato in modo da non destare disgusto o raccapriccio”.... Della custodia di animali si parla solo in questi termini, secondo l'Art. 57  “È vietato affidare, anche momentaneamente, i veicoli trainati da bestie e persone le quali per debolezza, per inesperienza o per qualsiasi altro motivo, siano incapaci di domarle o di condurle ed è vietato di lanciare le bestie stesse anche per brevissimo tempo abbandonate”. Vietato addirittura far bere i nostri 4 zampe alle fontane: l' Art. 68 sull' Abbeveramento animali afferma che: “È vietato condurre ed abbeverare animali presso le pubbliche fonti”. Ed è proibito tenere animali che disturbano. L' Art. 84 sugli Animali molesti dice che “È proibito tenere animali anche domestici, che rechino disturbo o danno al vicinato. È parimenti proibito di tenere a custodia di fabbricati o giardini prossimi all’abitato, cani che rechino disturbo alla quiete pubblica”. Dunque che si fa? Si buttano per la strada? Si portano al canile?

Anche a Forte dei Marmi nessuna notizia di un regolamento sul benessere degli animali. Il riferimento anche qui è la normativa regionale. Da segnalare che sul sito del Comune esiste un form per segnalare i cani randagi che si invita ad utilizzare da parte del pubblico affinché “ chi di dovere adotti le misure necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini”.

A Stazzema invece le norme per la custodia e la tutela degli animali d’affezione è un allegato al regolamento edilizio, dove si fa riferimento alla legge regionale ma ci si preoccupa più che altro di definire le regole per la costruzione dei ricoveri per animali, trattando l’aspetto urbanistico edilizio della questione per normare le strutture ad uso canile in quanto sul territorio del comune ci sono diverse squadre per la caccia al cinghiale che gestiscono un cospicuo numero di cani. E’ così che si può dire che la Versilia non è un paese per animali. E forse non è un paese dove si cerca di dar segno di civiltà e il buon senso. Prendiamo come fulgido esempio l’articolo 52 del regolamento di polizia urbana di Camaiore: “I bambini e le persone deficienti devono essere accompagnate per la pubblica via, né possono essere portati in giro sconvenientemente vestite”. Questo per quanto riguarda, testuali parole la ”Protezione bambini e persone deficienti”. Ma chi si preoccupa di salvaguardare noi dagli strafalcioni e i nostri amici a 4 zampe da coloro che dovrebbero tutelarli e proteggerli? I sindaci, responsabili per legge del benessere degli animali sul proprio territorio, diano finalmente un segno... 


MoVimento 5 Stelle Viareggio

Il circo se ne va ma il problema resta


Varare una serie di atti amministrativi che servano a regolamentare l’attendamento dei circhi in città per limitare l’accesso alle attività circensi che utilizzano gli animali. E’ quello che chiede il Movimento 5 Stelle Viareggio per rendere in futuro dura la vita agli attendamenti dei circhi con animali sul territorio viareggino; il circo ha infatti tolto le tende con due giorni di anticipo rispetto ai programmi ma continua il suo giro per la Versilia con i suoi carrozzoni, i rimorchi pieni di animali, portandosi dietro inevitabilmente il suo strascico di polemiche per uno spettacolo che non è più possibile tollerare alla luce di una nuova coscienza etica e una nuova consapevolezza che riconosce agli individui e alle specie animali il diritto a un’esistenza compatibile con le loro caratteristiche fisiologiche etologiche e psicologiche.
Davanti all’ennesima constatazione che nonostante la bella facciata, in sostanza poco è cambiato riguardo l’atteggiamento della nuova Amministrazione che denota la consueta poca sensibilità della politica verso  la  difesa dei diritti degli animali, ecco che il Movimento 5 Stelle scende in campo chiedendo l’impegno della Giunta comunale affinché decida di dotarsi di un regolamento che disciplini in modo rigoroso l’attendamento nel territorio comunale di circhi e mostre viaggianti, in particolare quando ci sono animali al seguito. Contestualmente alla richiesta di emanazione da parte del Sindaco di un’ordinanza restrittiva sull’utilizzo di animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche in spettacoli e altri intrattenimenti.
 “Se infatti – spiega Annamaria Pacilio portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle - diventa difficile predisporre regolamenti e ordinanze di divieto totale di attendamento dei circhi con animali, poiché in caso di ricorso al Tar tali atti verrebbero sicuramente annullati, visto e considerato che un Comune non può vietare ciò che a livello nazionale è del tutto legale e riceve addirittura sussidi dallo Stato, ecco che l’unica possibilità è quella di ostacolare il loro attendamento ponendo dei paletti e delle restrizioni”. Facendo soprattutto riferimento al regolamento emanato dalla Commissione scientifica per l’applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (Cites) del 2006, normativa che i circhi devono obbligatoriamente rispettare, strettamente vincolante riguardo i criteri e i requisiti necessari per la detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti in funzione della tutela del loro benessere;  proprio la normativa nel suo ultimo aggiornamento raccomanda che non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci'”. Da una parte dunque la stretta vigilanza del rispetto del Regolamento Cites attualmente in vigore- che tra l’altro non abbiamo neppure la certezza sia stato rispettato visto che nessuno si è preoccupato di andare a verificare la situazione nonostante le richieste avanzate dalle associazioni animaliste- dall’altra l’apposizione di una serie di restrizioni amministrative da inserire all’interno di un apposito regolamento comunale per la disciplina degli spettacoli viaggianti, prevedendo l'attendamento di qualunque circo sul territorio comunale solo all’interno di in un circoscritto periodo dell’anno e non concedendo più di un permesso, dando la precedenza al circo senza animali al seguito, che quindi sarebbe l’unico attendamento permesso nei 365 giorni. Si potrebbe addirittura prevedere di invitare, nelle sedute in cui si esamineranno richieste di autorizzazione all'attendamento, come membro aggiunto della commissione pubblico spettacolo, un referente del Corpo Forestale dello Stato, inquadrato nel servizio Cites territoriale. 
Tutto questo anche in relazione al fatto che il parlamento italiano sta finalmente mettendo mano alla materia per la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi in vista della graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali; una decisione che finalmente consentirebbe di riallineare l’Italia con la maggioranza dei Paesi Europei che hanno messo al bando tale pratica, nonostante le forti resistenze nell’'Ente Nazionale Circhi, una lobby in grado di esercitare enormi pressioni politiche, impegnata a difendere gli interessi di una spaurita minoranza che non ne vuole assolutamente saperne di fare a meno nei suoi spettacoli di elefanti, zebre e leoni, non riconoscendo neppure al suo interno i circhi senza animali. Dunque qualcosa si può e si deve fare già da subito anche nella nostra città.: “E’ l’ora di farla finita di nascondersi dietro lo spauracchio del ricorso al Tar per lasciare che tutto resti immutato- prosegue la consigliera pentastellata- la sensibilità delle persone è cambiata, è l’ora che la politica ne prenda atto e la smetta di farsi trovare sempre in ritardo sui tempi , il Comune faccia la sua parte e si muova per quanto è possibile per metter fine a questo triste spettacolo”. Nel 1968, quando in Italia fu emanata la normativa attualmente in vigore in tema di circhi, l’Italia riteneva che questi spettacoli avessero una funzione sociale, e non si prendeva minimamente in esame il tema della salvaguardia del benessere dell’animale, oggi il 71,4% degli Italiani, secondo l’ultimo rapporto Eurispes, è fermamente contrario allo sfruttamento degli animali nei circhi e anche le normative continuano a registrare progressi  grazie alle inequivocabili prese di posizione da parte del mondo scientifico. Come la posizione ufficiale della Federazione Europea dei Veterinari, la quale non ritiene che i bisogni relativi al benessere degli animali selvatici/esotici possano essere soddisfatti nell'ambiente dei circhi itineranti raccomandando pertanto a “tutte le autorità Europee competenti di proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”, precisando poi come non ci sia “alcun beneficio di carattere di conservazione, ricerca o educazione che possa giustificare l’uso di animali esotici nei circhi” .  
“Nel nostro piccolo –continua la consigliera dei 5 Stelle- basterebbe intanto rinnovare il regolamento comunale in materia di benessere degli animali, un regolamento obsoleto, da integrare e migliorare sotto diversi aspetti alla luce delle nuove normative,  dove per esempio anche riguardo ai circhi siamo ancora fermi alle linee guida Cites del 2000. E ci piacerebbe anche sapere che fine ha fatto la consulta delle associazioni animaliste, nonostante il parere favorevole per la sua costituzione sia arrivato dal consiglio comunale ormai da mesi, non ci risulta  questa sia stata ancora resa operativa, mancando ancora la nomina di un presidente” La sensazione è che la questione del benessere animale tanto cara all’amministrazione Del Ghingaro si sia rivelata un valido argomento, soprattutto in funzione della campagna elettorale.     
Così resta da capire se la difesa dei diritti degli animali è veramente una scelta mirata e coerente di questa giunta oppure rimane un optional legato alle opportunità del momento. Senza dimenticare il fatto che la città finora ha fatto i conti con una serie di inconvenienti di cui poteva sicuramente fare a meno: è il caso della ciclabile interrotta e deviata in virtù della presenza degli animali del circo, che ha dimostrato con tutta evidenza l'inidoneità dell'area a ospitare tale attendamento, tutte le problematiche legate alla gestione di un vero e proprio zoo con rischio per l’incolumità dei cittadini e delle tenuta del sistema infrastrutturale della zona, in riferimento ad esempio allo scarico dei liquami. E ancora il quadro di una città letteralmente tappezzata di  manifesti e locandine, la maggior parte delle quali prive del timbro comunale che dovrebbe attestare il pagamento della tassa di affissione, un servizio tra l’altro nel bailamme per essere in transito dalla Viareggio Patrimonio. E un’area lasciata come sempre succede, dopo la dipartita del circo, nel degrado più assoluto, piena di sporcizia buche e danni. Su tutto rimane il rammarico di aver perso l’occasione da parte dell’amministrazione di dare un segnale preciso a chi detenendo gli animali nei circhi, sottoponendoli a un’esistenza incompatibile con le loro caratteristiche fisiologiche e etologiche, ma anche psicologiche,  perpetra nei loro confronti un inaudito atto di crudeltà. Non ci dimentichiamo che la legge 189 del 2004 sancisce che nessuno ha il diritto di infliggere all’animale senza giustificazione e motivazione: dolori, sofferenze o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, porlo in stato d'ansietà o ledere in altro modo la sua dignità. Che è poi quello che succede agli animali nei circhi, sottoposti a un'esistenza passata macinando chilometri chiusi nelle gabbie da un angolo all'altro della penisola ed oltre, chiamati a bivaccare in strutture simili a piccoli zoo in attesa di esibirsi e dare spettacolo cimentandosi in improbabili numeri e acrobazie, un atto che rimorde alla coscienza della maggior parte delle persone, di cui non vogliamo più essere né complici né spettatori.

Movimento 5 Stelle Viareggio

giovedì 7 aprile 2016

Parte da Viareggio la battaglia per tutti i Marittimi


Versilia, terra di marinai e naviganti.. mentre cala il sipario su ”Yare”, l'esclusivo evento business dedicato al settore dei superyacht, tutto paillettes e lustrini col suo seguito di supercomandanti e megayacht, shopping tour, cene di gala, test drive, cocktail e aperitivi, a metà tra la Versilia e Marina di Carrara, chiediamoci magari come mai quest'anno stando ai dati forniti dalla kermesse si conta una maggiore presenza di comandanti stranieri..forse perché i nostri stanno sparendo?
Parte infatti proprio da Viareggio il monito al Governo per la tutela dei diritti dei lavoratori marittimi, un monito che arriva fino in Europa. Il Movimento 5 Stelle Viareggio si è infatti reso portavoce del malessere del comparto prestando ascolto alle rimostranze dell’associazione dei Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica che ha ingaggiato un vero e proprio testa a testa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  per  portare avanti una lotta contro le ingiustizie di una normativa mutuata sì dall’Europa, ma declinata dall’Italia in modo distorto e penalizzante con paletti e restrizioni che di fatto tagliano le gambe ai nostri lavoratori del mare: dopo aver promosso una raccolta di firme, una serie di incontri e dibattiti sul campo per portare all’attenzione dei lavoratori e delle Istituzioni quanto sta accadendo e rischia di creare l’effetto di un maremoto sul fronte occupazionale,  l’associazione versiliese ha cercato di far fronte comune tra i lavoratori del settore promuovendo la costituzione del Coordinamento Nazionale Marittimi 3 Febbraio nato sulla spinta della manifestazione che quest’inverno ha portato a Porto Santo Stefano centinaia di lavoratori del mare, fianco a fianco nella difesa dei loro diritti.
Una protesta quella capitanata dall’associazione Lmct che è stata spalleggiata dal Movimento 5 Stelle Viareggio tramite il passaggio del testimone al deputato Luigi Gallo promotore di una fervida attività parlamentare insieme al senatore Sergio Puglia in difesa dei diritti dei marittimi, e all’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo che di recente ha portato a Bruxelles le istanze dei lavoratori italiani.
E se da una parte il Governo continua a varare decreti e circolari che proseguono sulla via della vessazione dei marittimi di casa nostra, dall’altra, il Movimento 5 Stelle nella Capitale continua a far pressione sul governo, passando attraverso un audit che in autunno ha riunito a Montecitorio le diverse associazioni di categoria alla presenza della dirigenza del Mit, per approdare a un’interrogazione e una mozione presentata da Luigi Gallo per salvaguardare i diritti dei lavoratori. 
Mettendo l’accento sulla  necessità di un confronto utile con le categorie di lavoratori marittimi  prima dell’emanazione di eventuali decreti attuativi tenendo conto dell’ evoluzione del mercato dei lavoro, con la richiesta di salvaguardare i diritti di tutti i marittimi italiani affinché non si ritrovino, loro malgrado in una condizione di svantaggio rispetto ai colleghi stranieri. 
Manifestando il bisogno di rendere operativo e funzionante l’osservatorio del mercato del lavoro marittimo previsto per legge e di lavorare per il ripristino dei titoli professionali e le relative equipollenze, adeguando negli istituti nautici la qualità dei sistemi di istruzione agli standard formativi definiti a livello internazionale, ragion per cui l’Italia è stata tra l’altro sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. 
Insistendo poi sull’opportunità di far rientrare il settore tra i lavori usuranti, di legare gli incentivi per gli armatori alle assunzioni dei marittimi italiani così come i guadagni dei raccomandatari proporzionalmente allo stipendio dei lavoratori, facendo in modo che il Governo si adoperi per l’eliminazione delle discriminazioni in materia di impiego e occupazione, come stabilito dalle convenzioni internazionali, anche tramite l’introduzione per i marittimi di un salario minimo obbligatorio, cancellando la separazione di carriera dei lavoratori del mercantile e diporto. 
E se da una parte diventa prioritario conoscere quali sono i punti di discrimine tra la certificazione internazionale e quella rilasciata in Italia, di fatto non riconosciuta fuori dai confini nazionali, che si configura come un vero e proprio falso di Stato, argomento davanti al quale, alla richiesta di spiegazioni,  la dirigenza del Ministero è rimasta assai vaga, ecco che non si può ulteriormente procrastinare di mettere finalmente mano alle storture che rendono le procedure di rinnovo dei certificati internazionali per i marittimi italiani particolarmente difficoltose e gravose lasciando gli stessi alle soglie dell’entrata in vigore degli Emendamenti di Manila, a fine 2016, in una situazione di profonda incertezza e confusione. 
Così succede che la normativa italiana richieda nuovamente parametri nettamente più esigenti rispetto a quelli fissati dalla normativa europea per ottenere il rinnovo del certificato Imo che, solo, dà diritto all'esercizio della professione - con particolare riferimento ai periodi di lavoro e al tipo di attività svolta – quando nessuna distinzione discriminante è inserita nella normativa internazionale, così che per i marittimi italiani ottenere il rinnovo dei certificati internazionali, nonostante i corsi di aggiornamento fatti e l’esperienza e la competenza acquisita nel tempo, sta diventando una corsa ad ostacoli non potendo gli stessi far valere il cumulo del lavoro svolto su diverse tipologie di navigazione e di impiego equivalente, e per non aver maturato periodi abbastanza lunghi di attività (secondo parametri rigidi e restrittivi che assolutamente non sono previsti nella normativa europea ma che affiorano nei meandri di quella “nostrana”):  l’effetto devastante è che di fatto l’Italia chiude in faccia per sempre ai suoi lavoratori la possibilità di impiego in un settore che li ha visti fino a quel momento protagonisti, trattandosi di personale titolato, con una lunga carriera alle spalle e un curriculum di tutto rispetto. 
E così mentre il Governo, nonostante il pressing dei pentastellati nicchia e tira avanti per la sua strada facendo orecchie da mercante, la causa dei marittimi sbarca in Europa grazie a Fabio Massimo Castaldo. 
L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle ha infatti presentato recentemente un’interrogazione alla commissione europea sulla situazione della gente di mare chiedendo che l’Italia si adegui alla normativa europea internazionale e ponga rimedio alla discriminazione che penalizza i lavoratori italiani rispetto ai colleghi degli altri paesi dell’Unione Europea, e non solo. 
E’ inammissibile che invece di difendere i diritti dei marittimi italiani lo Stato faccia di tutto per metterli alla berlina, sembra che sia addirittura in atto una sistematica operazione di sabotaggio della professione, attaccata da ogni fronte: nautici declassati, accademie del mare che diventano fondazioni private a pagamento, mentre lo Stato Italiano e le maggiori istituzioni marittime finanziano scuole di formazione nelle Filippine, un sistema di regole che di fatto agevola l’imbarco di personale estero; resta da capire a chi giova tutto questo, probabilmente ai grandi interessi delle lobby e dei centri di potere, ai grandi armatori che si assicurano il personale straniero per poche migliaia di euro, alle agenzie che “vendono” a costi esorbitanti i titoli inglesi del diporto più facilmente spendibili sul mercato del lavoro, a quei centri di training riconosciuti dal Ministero, “ben ammanigliati”, che sfornano corsi di addestramento pagati di tasca propria dai marittimi a peso d’oro: ecco come grazie allo Stato la marineria italiana ha perso letteralmente la bussola. Il Movimento 5 Stelle starà al fianco dei marittimi in questa lotta per cercare di assicurare un futuro a una categoria di lavoratori di grande tradizione che riveste da sempre un ruolo strategico per l’economia del nostro Paese, una risorsa da valorizzare e non da depredare, restituendo loro la dignità che meritano. 

MoVimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 6 aprile 2016

Non si può indugiare oltre...


La bocciatura d'emblée della mozione sulla sicurezza liquidata come ormai superata, la prosecuzione del consiglio che ha tirato dritto mettendo ai voti, e quindi immediatamente respingendo le altre mozioni presentate dai colleghi della minoranza, dopo che se ne erano andati per protesta i gruppi consiliari lasciando l’aula pressoché deserta. Ecco con profonda costernazione che arriva la constatazione dell’ennesima occasione persa dall’amministrazione per fare il bene della città proseguendo sulla via delle faide interne e delle posizioni aprioristicamente di muro contro muro contro quello che viene proposto dalla minoranza. Per il Movimento 5 Stelle, l’unico dell’opposizione rimasto fino a quanto possibile in assise con la sua esponente Annamaria Pacilio, seppur per protesta tra le file del pubblico per non mollare la presa e continuare ad assistere a quello che più che un consiglio comunale stava prendendo le forme di una riunione di giunta, la critica è puntata contro l’atteggiamento dell’amministrazione impegnata più a guardarsi l’ombelico che a aprirsi alle istanze e ai bisogni della città. Ne è riprova cosa succede nel consiglio comunale gestito da chi, invece di essere una figura super partes e di garanzia come prevede il ruolo, si muove spesso nell'inosservanza delle regole, andando a tappare la bocca a chi dice cose poco gradite o a concedere a seconda della circostanza la preziosa facoltà di parlare, permettendo che vengano perpetrati atti di sopraffazione e di alterigia verso chi è visto dall’amministrazione più come un nemico da “abbattere” per spianarsi la strada verso i propri obiettivi piuttosto che una controparte con cui dialogare in modo costruttivo. Una controparte che intende invece fornire il proprio contributo portando in aula la voce di un pezzo della cittadinanza, la quale avrebbe comunque almeno il diritto di essere ascoltata da chi amministra un’intera città e sarebbe chiamato ad informare della propria azione in primis coloro a cui certe scelte cadono in testa, ovvero i cittadini.
Cittadini che quando avanzano le loro istanze ottengono in risposta confronti negati o un imbarazzante silenzio. Tutto ciò a dimostrare una poca attenzione alle regole democratiche, oltre a un forte disprezzo verso chi è solo di disturbo perché critica e non la pensa in modo conforme, come gli avversari politici: un atteggiamento che stona per un primo cittadino, soprattutto quando questo mette sulla propria pagina fb dei babbuini come rappresentazione di esponenti politici a lui poco congeniali. Faccia un po’ di autocritica, il Signor Sindaco: non è un caso se ha tutti contro, si chieda umilmente il perché ed esca fuori da certe logiche per fare finalmente il bene della città senza additare di mero ostruzionismo coloro che invece sono quelli che ogni volta l'ostruzionismo lo patiscono, davanti a mezze verità e programmi parzialmente svelati di cui si percepisce l'effetto deflagratore solo all'ultimo minuto, quando resta ben poco da fare; che cominci a spiegare  finalmente come intende governare il dissesto e pilotare la città verso un futuro migliore, magari anche a quelli che si sono trovati le porte della piscina inesorabilmente sprangate per effetto del provvedimento del Tribunale Fallimentare. Tanto più quando il Giudice, valutando l'operato dell'amministrazione, scrive che questa non ha saputo, senza per di più addurre alcuna motivazione, mettere in campo nei tempi previsti i provvedimenti necessari alla riorganizzazione delle attività già svolte dalla società fallita, determinando una proroga di due mesi dell’esercizio provvisorio della società Patrimonio che taglia fuori la (costosa) gestione degli impianti sportivi. La chiusura della piscina è solo il primo effetto del provvedimento che riporterà in capo a qualche giorno tutti gli impianti della Patrimonio nelle mani del Comune, e vorremmo capire cosa dobbiamo aspettarci visto che già si sente parlare qualcuno di vendita; tanto più che la piscina comunale risulta impianto gravato anche da ipoteca per aver dovuto soccombere dinnanzi al contenzioso con la “Ninfea”, a cui nessuno, e le responsabilità vanno a ritroso nei tempi, si è mai preoccupato di fare opposizione, precedente addirittura al crac della Patrimonio. Sull'onda di quanto sta succedendo e delle pieghe che sta prendendo la faccenda in riferimento alle gravi ripercussioni sulla città è stata quindi convocata per domani (giovedì 7 aprile) dalla nostra consigliera Annamaria Pacilio la Commissione vigilanza e controllo sulla Viareggio Patrimonio, di cui la stessa è Presidente. Adesso l'amministrazione non può indugiare oltre. Giusto per riepilogare: Teatro Jenco chiuso, Principe di Piemonte chiuso, piscina chiusa: sicuri si cambia..ma la serratura, se vogliamo entrare.


MoVimento 5 Stelle Viareggio

Torre del Lago una frazione dimenticata...


Come intende il sindaco con la sua giunta valorizzare la vocazione turistica di Torre del Lago? La domanda nasce spontanea vedendo che l’amministrazione sembra si sia dimenticata che nel nostro Comune esiste una frazione come Torre del Lago, area dalle grandi potenzialità posta fra mare e lago, circondata da una riserva naturale, che si appresta a vivere una nuova stagione aspettando l’arrivo dei turisti, fin quando appunto questi sceglieranno di spendere le loro vacanze in questa località, lasciata in completo abbandono, presa di mira da borseggi e assalti della microcriminalità, non ultima la rapina ai due turisti tedeschi nella pineta della Lecciona. 
In questa situazione di degrado le attività tirano a campare, piegate da una congiuntura economica che li mette di per sé già a dura prova, se poi ci aggiungiamo la carenza di  servizi e di una qualsiasi attenzione, cura e valorizzazione del territorio, ecco che la partita è già persa di partenza. Il Parco è ormai un luogo frequentato sistematicamente dalla clandestinità', dove la malavita ha trovato rifugio naturale, luogo ideale per il traffico degli stupefacenti, trasformato in discarica a cielo aperto, privo di una qualsiasi manutenzione, contornato da percorsi pedonali, piste ciclabili e strade lasciate in abbandono che espongono quotidianamente cittadini e turisti a rischi di ogni tipo.
Il MoVimento 5 Stelle Viareggio chiede al primo cittadino come mai dopo che la delega per la frazione di Torre del Lago affidata al consigliere Luigi Troiso è stata riconsegnata dallo stesso oltre un mese fa nelle mani del Sindaco, non si è ancora provveduto alla sostituzione di questo incarico, un ulteriore segnale che rivela la poca attenzione dell’Amministrazione Del Ghingaro per le sorti del paese adesso orfano anche del referente di zona, una zona che non lo dimentichiamo raccoglie il  20% dei contribuenti del Comune di Viareggio.
Il MoVimento 5 Stelle Viareggio si aspetta che alle tanto sbandierate promesse fatte durante la campagna elettorale sul fronte della sicurezza e della valorizzazione della frazione arrivino delle risposte concrete, ci chiediamo che fine hanno fatto gli annunci di chiusura del campo nomadi di via Cimarosa, tenuto in modo indegno dagli stessi abitanti, nella sporcizia e nel degrado più assoluto, dove invece il sindaco ha deciso di rimettere in conto alla collettività la spesa delle utenze, aggiungendo poi la realizzazione di un forno crematorio e l’arrivo di nuovi immigrati, il tutto senza mai ascoltare il parere degli abitanti della frazione.


MoVimento 5 Stelle Viareggio

No all’acido peracetico.


No all’acido peracetico per disinfettare le acque. Il MoVimento 5 Stelle Viareggio invita tutti al buon senso ed esprime una decisa opposizione all'uso del composto chimico per disinfettare e sterilizzare le acque (e anche la fauna e la flora) dei fossi principali della Versilia, come annunciato dal sindaco Del Dotto, dopo due anni trascorsi a prospettare soluzioni miracolose poi svanite nel nulla. 
Rimedio sconsigliato da Arpat e da Asl, l'acido peracetico è un ulteriore inquinante chimico delle acque, che deve essere usato solo in grande quantità per essere efficace ed è fortemente condizionato dal Ph dell'acqua e dalla sua temperatura. Il MoVimento 5 Stelle, ha da tempo individuato come valida soluzione alternativa la fitodepurazione che, grazie ai microrganismi che si creano nell'acqua con l'aiuto delle piante, provvede a smantellare qualsiasi inquinante in modo dolce e graduale; oltre ad essere economico ed ecologicamente sostenibile per ridurre in modo sensibile l'eccessivo apporto al mare di sostanze nutrienti (fosforo e azoto) che provengono dagli scarichi civili e industriali e dalle acque reflue delle aree agricole e urbane, tale sistema di depurazione delle acque è stato approvato anche dalla scuola S.Anna e dal Consorzio di Bonifica che lo stanno utilizzando come metodo sperimentale anche nel nostro lago.
Rimane da sottolineare la pericolosità delll'acido peracetico che deve essere infatti maneggiato con cura per la sua potenziale tossicità, quando viene impiegato come antisettico o disinfettante ne se sconsiglia l'uso prolungato a temperature superiori ai 30 °C per evitare problemi di corrosione addirittura dell'acciaio inox. Il potentissimo agente chimico una volta utilizzato, raggiungerà il nostro mare, ci chiediamo con quali effetti sulla salute pubblica, e sul fragile ecosistema del territorio. 
Il MoVimento 5 Stelle si oppone fermamente a questa sciagurata decisione, ritenendo tale ricorso alla chimica la soluzione meno adatta per rispondere ad un problema che andrebbe viceversa risolto alla radice, attraverso il riordino e il potenziamento delle rete fognaria e dei depuratori, con l'individuazione degli sversamenti abusivi delle acque reflue nei fiumi, e non con provvedimenti emergenziali, potenzialmente pericolosi, a ridosso della stagione turistica. 
MoVimento 5 Stelle Viareggio