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domenica 29 aprile 2018

Non parlate al conducente


Continua il mantra del nostro Sindaco Giorgio del Ghingaro, nel porre in essere posizioni molti discutibili come l'uscita dal parco del nostro Comune. Ultimamente si è scagliato contro il Presidente del Parco Maffei Cardellini, reo di avere osato mettere in dubbio l'opera del prolungamento dell' asse di penetrazione, immaginata ed imposta con una surreale delibera di giunta, che prevede un'unica ipotesi: quella a Sud dello Stadio. Il tracciato più assurdo, costoso ed inutile, ma che può garantire il più oneroso contributo di spesa del denaro pubblico, cioè di tutti noi. Nonostante l'intera città nell'unico dibattito pubblico convocato dallo stesso Sindaco, abbia partecipato in massa mentre lo stesso disertava, sancendo una volontà plebiscitaria contraria a tale soluzione, il nostro primo cittadino continua imperterrito ad attaccare chiunque ponga degli interrogativi e delle soluzioni alternative, ad un' opera sicuramente onerosa nella realizzazione e a nostro avviso come MoVimento 5 stelle, dall'impatto devastante che cambierebbe definitivamente il profilo della città. Ci sono state numerose manifestazioni pubbliche organizzate da associazioni, partiti e comitati che rappresentano la società civile e dinamica di questa città, che rivendicano l'assenza di un vero processo partecipativo sistematicamente e volontariamente negato. Sono stati organizzati dibattiti, convegni, con illustri professionisti, ambientalisti, urbanisti, architetti e cittadini comuni che in svariate sedi hanno contribuito a chiarire il modello di città che si vuole immaginare, per un futuro turistico e sostenibile. Appare quasi superfluo considerare la "via delle Darsene" o "via del mare" come piace appellare a questa amministrazione, un tracciato contorto e contraddittorio in mezzo alla pineta, che dovrebbe essere inserito in un contesto di una progettazione complessiva di viabilità e di pianificazione industriale. Occorre aprire un vero processo partecipativo, prima di offendere in maniera definitiva ed irreversibile il prezioso patrimonio naturale di questa città. L'ottusità di certe posizioni si amplificano se non si aprono dialoghi, ma si impongono dogmi e diktat e si crede veramente di avere a che fare con una città inerme, qualunquista e disinformata. 
Alla luce di questi ultimi eventi, si può legittimamente sospettare che vi siano dei forti interessi che vanno al di là di ogni nostra ragionevole capacità di comprensione, per la quale il MoVimento 5 Stelle chiede urgentemente che sia fatta chiarezza di fronte ad un reale dibattito pubblico, continuamente annunciato e mai realizzato, sviscerando le numerose contraddizioni urbanistiche ed ambientali che il primo cittadino continua a nascondere alla città, considerando i suoi abitanti delle inutili comparse e che viceversa il MoVimento 5 stelle da sempre favorevole al dialogo con la città, intende promuovere ulteriormente in tutte le sedi istituzionali.

MoVimento 5 stelle Viareggio

martedì 11 luglio 2017

Si è spento il faro della democrazia



Durante il Consiglio Comunale di Lunedì si è spento il faro della democrazia, il dialogo e la trasparenza necessarie in un comune in dissesto. Si e' assistito ad un Consiglio allineato dal fido collaboratore, braccio destro del Sindaco Alberici, all'assenza della Presidenza ormai ridotta a semplice pianista per azionare o staccare i microfoni dei vari consiglieri di minoranza a propria discrezione.
In questo arrogante balletto, la giunta si e' disinteressata a seconda di chi parlava e degli argomenti in discussione, usciva ed entrava dall'aula in maniera maleducata e scostante, blindando decisioni ed evitando ogni democratico confronto.
Il contesto si e' palesato con un'atmosfera oscurantista che va "oltre" il dibattito politico.
Entrando nel dettaglio nelle mozioni bocciate, si e' voluto affossare definitivamente la Commissione Patrimonio in maniera da togliere ogni dubbio, per chi cerca chiarezza, riguardo i colpevoli materiali del dissesto che pagheranno nei prossimi decenni i cittadini... La Procura continuerà ad indagare, ma evidentemente la possibilità della prescrizione sulle responsabilità si fa sempre più probabile. Nel frattempo si svendono i gioielli di famiglia come il "Principino", venduto meno di una qualsiasi villa di Forte dei Marmi e presto la Porto SPA, con il Sindaco che continua a fare annunci, senza intervenire su situazioni che lui stesso considera illegittime, con il risultato che ci indebitiamo ancora per 44 milioni !
In questo quadro desolante, si aggiunge la delibera promossa dalla giunta con la svalutazione della società Sea Ambiente (5.102.730) e delle azioni (375,15 euro) rispetto al valore di (7.331.933) e dei (539,03 euro) ad azione di soli pochi mesi fa, (Febbraio 2017), che ratifica una spartizione di utili, nonostante il caos per il conferimento, la raccolta, lo stoccaggio e le tariffe che i cittadini faticano a pagare. Una cosi' alta spartizione degli utili, per un'azienda partecipata, priva di una programmazione puo' indurre ogni singolo utente a pensare maliziosamente al "DIVIDI, SPARTISCI, PRENDI LA CASSA E SCAPPA" !
Il MoVimento 5 Stelle vuole sensibilizzare l'opinione pubblica che con questo atteggiamento abbiamo vissuto gli ultimi 20 anni con i risultati che sono purtroppo sotto occhi di tutti, sembra ormai consuetudine in questa citta' investire, svendere e giocare con le tasche dei cittadini fino a presentargli negli anni successivi i conti delle scelte fallimentari eppure, ancora oggi tutto ciò avviene sotto la luce del sole, anzi dei led, senza l'umiltà di una condivisione con le varie sensibilità che compongono il nostro tessuto sociale e politico.

MoVimento Cinque Stelle Viareggio

lunedì 16 maggio 2016

L'elefante ha partorito il topolino.


Ovvero l'ennesima occasione persa
E così dopo una lunga attesa, e molte aspettative da parte di chi attendeva un segnale forte per dare nuovo impulso al cuore del commercio viareggino, ultimamente in grande affanno, ecco che arriva il nuovo regolamento dei loggiati e dei chioschi di Piazza Cavour, fresco di approvazione nell’ultimo consiglio comunale: durante un’assise nervosa che ha visto tra l’altro a metà seduta il sindaco e il suo seguito, la giunta, lasciare l’aula, per “lesa maestà”, ecco passare questo scarno regolamento che nei fatti tradisce le attese di chi si aspettava una vera nuova regolamentazione del Piazzone che rilanciasse finalmente l’area commerciale, evitando una volta per tutte l’accumulo di debiti verso l’amministrazione che negli anni ha contribuito ad allargare il buco del bilancio dell’ente e ha portato al mancato rispetto delle regole e alla depauperazione della zona pedonale rimasta nel degrado più assoluto ostaggio di loggiati vuoti, banchi serrati e saracinesche abbassate: un centro commerciale naturale poco appetibile agli avventori, di scarso appeal con il suo sgangherato arredo urbano, assediato da clochard e balordi, stretto nella morsa di chi si aggiudica i posti lasciati vuoti dalla crisi vendendo prodotti di importazione e di bassa qualità. Così se da una parte questa nuova regolamentazione lascia ancora una volta il comune privo di qualsiasi garanzia di fronte alla eventuale morosità dei concessionari, dall’altra risulta vaga e inadeguata la tempistica per la risoluzione di eventuali problematiche legate alla riscossione dei canoni, ciò che ha portato in passato assieme alla cattiva gestione del bene pubblico e alla mancanza di controlli, all’incremento del debito che tutti noi stiamo pagando: evidentemente la storia non insegna a prendere decisioni più ponderate. Inoltre, i pochi punti siglati dal nuovo regolamento risultano inadeguati a comprendere i presupposti su cui si fonderanno i bandi ad esso collegati che l’amministrazione intende predisporre a breve per la concessione delle logge del mercato, argomento principe della discussione che doveva essere invece ben delineato per capire fino in fondo quale vuol essere il volto del mercato che l’amministrazione Del Ghingaro ha in testa, se ne ha un’idea precisa e puntuale, affrontando adeguatamente una volta per tutte una situazione scappata di mano ormai da tempo, e lasciata languire sotto i colpi della crisi, dell’incuria e del degrado. A questo punto ci domandiamo, ma chi vorrà investire risorse sul nostro territorio? Cosa siamo in grado di offrire a questi temerari? I privati da soli non possono certo ovviare a tutto. Da molto tempo in Piazza Cavour mancano interventi di ordinaria manutenzione per non parlare di nuovi presupposti di rilancio, manca qualsiasi forma di marketing e di comunicazione, di politica commerciale e turistica che riesca ad attrarre pubblico anche attraverso iniziative ed eventi. Oltre a rendere più sicura la zona con una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ci sarebbe bisogno di un migliore coordinamento e una semplificazione dei rapporti col SUAP, di una revisione del piano della mobilità e della sosta (soprattutto in riferimento al carico e scarico delle merci) favorendone la rotazione anche per venire incontro alle esigenze dei clienti, una riorganizzazione degli orari e dei periodi di apertura delle attività presenti, maggiore pulizia e decoro, in particolare attraverso un più attento controllo sul conferimento dell’immondizia nelle fasce orarie consentite e l’effettuazione del servizio di spazzamento in giorni e ore più consone in modo che l’area presenti nel fine settimana il suo aspetto migliore: senza che nel clou della giornata del sabato, quella di maggior frequentazione, chi passeggia per le strade del centro debba ingoiare nugoli di polvere per il passaggio della spazzatrice che tra l'altro taglia il numero di preziosi posti auto immolati per la pulizia della strada. Inoltre a dirla tutta sarebbe stato il caso di metter mano a un Piano delle Funzioni, da dove si doveva partire per ridisegnare la zona del Piazzone, con particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese, alla tutela delle botteghe e delle attività di interesse storico, di tradizione e di tipicità. Indispensabile anche avviare un metodo di lavoro partecipato e aperto, nel quale chi ha le redini del governo della città riesca a porsi finalmente in ascolto di coloro che quotidianamente si dovranno confrontare con le regole approvate dall’amministrazione, una buona pratica che sembra proprio non piacere a chi oggi è al timone della città. Tutto questo per delineare insieme agli attori economici le linee di un futuro sviluppo del territorio facendo proprio leva sulla regolamentazione degli usi delle concessioni pubbliche, dei fondi e degli immobili esistenti, mirando al progresso economico sociale e a innalzare l’offerta dei prodotti e la qualità dei servizi offerti, pubblici e privati, commerciali e non, del territorio; puntando anche alla riqualificazione dei manufatti: riguardo alle facciate decadenti, lasciate andare nel tempo magari per forzare qualche concessione da parte del Comune, occorrerebbe infatti ne venisse imposta la risistemazione, non più solo per motivi legati alla sicurezza, ma anche per ragioni di decoro. L’imperativo: salvaguardare la tipicità di Viareggio e quindi della Versilia contrastando l’invasione di negozi e locali che stanno sempre più prendendo piede stravolgendo le caratteristiche del nostro commercio, favorire quelle attività economiche che siano rispettose dei valori storici e architettonici contenuti negli ambiti in cui si trovano, attività che svolgono un servizio ai residenti sia per la completezza dell'offerta sia per la loro attività di presidio aiutando a difendere l'autenticità di un luogo, favorendo lo sviluppo di una cultura dell'accoglienza ricettiva e turistica. Si tratta di interventi la cui urgenza è palese, che sarebbero a costo zero, e potrebbero dare da subito benefici immediati alla città; interventi auspicati da molti, che di fatto l’amministrazione, anche con questo regolamento, non ha preso minimamente in considerazione. Non possiamo andare avanti solo a suon di proclami, e lasciare che la città venga ogni volta travolta da scelte che cadono come tegole sulla testa dei suoi abitanti. Basta vedere quello che sta succedendo in Passeggiata con l'introduzione tout court della raccolta differenziata a inizio della stagione estiva. Risultato: una bella distesa di cassonetti scarrabili dal canale Burlamacca alla fossa dell'Abate, ecco come salutiamo i primi vacanzieri che si affacciano sulle nostre spiagge e come rendiamo partecipi i cittadini dell'azione amministrativa convincendoli attraverso i loro comportamenti virtuosi della bontà della differenziazione dei rifiuti a fronte tra l'altro di tariffe e costi di servizio che dalle premesse lasciano ben poca speranza per il portafoglio. 
Movimento 5 Stelle Viareggio

lunedì 18 gennaio 2016

La Discarica dei Ricordi....


Che fine ha fatto il progetto che prevedeva la riapertura della Biblioteca Malfatti ormai chiusa da mesi, ultimo centro di aggregazione della periferia? Ce lo spieghi l’assessore alla cultura davanti all’ennesimo scempio, la discarica dei ricordi innocenti fotografata davanti all’ex circoscrizione Viareggio Nuova: temi, disegni, lavoretti dei bambini frutto dei laboratori e delle giornate di animazione e lettura tenutesi fino alla scorsa estate presso la biblioteca ragazzi. Ma anche giochi  praticamente nuovi e materiale didattico accumulato alla rinfusa come spazzatura in attesa del ritiro per il conferimento in discarica.
Chiediamo che venga fuori il nome del responsabile che ha permesso questo ennesimo atto di spregio, un atto che manifesta ancora una volta la poca sensibilità e attenzione di chi amministra verso la cosa pubblica e le piccole e grandi testimonianze del passato: senza considerare le pratiche degli assistenti sociali abbandonate, anche in barba alla privacy, alla mercé di tutti quelli che chiedevano l’utilizzo delle stanze della circoscrizione di via Parri, non ci scordiamo i libri e le collezioni dei quotidiani, prima raccolti a Palazzo delle Muse, poi buttati a catafascio nelle stanze comunali, oltre che i cimeli donati a vario titolo da personalità illustri, ammucchiati a raccogliere polvere, in stanze sotto chiave. Pensare che tutto quel materiale, per la gioia di altri bambini, in gran parte poteva essere recuperato, magari consegnandolo ad associazioni che a poche centinaia di metri di distanza si occupano di aiutare famiglie in difficoltà e inviano materiale ai bimbi russi. Davvero un bell’esempio di quelle “ Soffitte in piazza” tanto agognate dalla nostra amministrazione che chiede ai cittadini di attuare tutti quei comportamenti virtuosi per poter arrivare ai “Rifiuti zero”. E invece poi in prima persona fa l’esatto contrario. 

Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 13 gennaio 2016

Con il lavoro (e la legge) non si scherza. Nemmeno a Carnevale.


Quando si parla dell’affidamento di un incarico da parte di una pubblica amministrazione, o di una sua partecipata,  l’unica cosa che può salvaguardare tutti - in primis quelli che il lavoro lo pagano, ovvero i cittadini, ma anche quella parte della cittadinanza che con quel lavoro ci campa, le ditte e i lavoratori interessati a questa chance di impiego - è il rispetto della legge; che non significa favorire taluni a discapito di altri per ragioni che poco hanno a che fare con il bene pubblico, ma semmai garantire a chi partecipa ad appalti pubblici (in particolar modo quelli maggiormente a “rischio inciucio”, senza la pubblicazione del bando di gara) la puntuale applicazione della normativa vigente: un’efficace autolimitazione della propria discrezionalità, principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento. 
Non si tratta quindi di una guerra di campanili e nemmeno di una gara al ribasso: al ribasso della dignità e delle tutele (contrattuali) delle maestranze, e delle garanzie di corretta esecuzione del lavoro per il contribuente, questo nessuno se lo può permettere, neppure un comune in dissesto come Viareggio. Ecco che davanti al polverone sollevato per l’aggiudicazione dell’incarico di allestimento e smontaggio del circuito del Carnevale a una ditta di Firenze ci chiediamo com’è stata gestita questa operazione. Operazione i cui effetti sono quelli di un film ad alta tensione: da una parte c’è chi guarda con preoccupazione alla calata dei “nuovi conquistatori” gridando allo scandalo, dall’altra chi scava trincee insieme agli operai che ormai da anni montano e smontano le tribune di Re Carnevale, e adesso, un po’ come i precari di lungo corso, ovviamente non ci stanno ad essere scaricati su due piedi dall’arrivo di nuove leve, targate - sarà un caso – Firenze, come il maggiore azionista del Carnevale, il governatore della Toscana Enrico Rossi, e il suo commissario Pozzoli, arrivato a Viareggio per mettere in ordine i conti di Burlamacco;  Pozzoli, il “caro” prof che il nostro Sindaco ha voluto rimanesse a farci compagnia oltre il tempo previsto, con un esborso complessivo di denaro pubblico, da quando è arrivato, di 166 mila euro, riconfermato al suo posto nonostante il flop del Carnevale estivo: rinunciando alla sua dipartita, e alla relativa nomina dei nuovi vertici della Fondazione, remunerati con i soli gettoni di presenza, abbiamo detto addio a quasi 100 mila euro di risparmio sulla macchina amministrativa dell’Ente.
Torniamo alla gara d’appalto, andando un po’ a fondo nella questione, vediamo che ce ne sono di cose che non tornano: tanto più se guardiamo alle regole ben precise ed inderogabili che la Fondazione Carnevale è tenuta a rispettare in quanto ente finanziato con soldi pubblici (come ha sancito il Consiglio di Stato, sez. V, con la decisione 12/10/2010, n. 7393), ovvero le norme di evidenza pubblica dettate dalla disciplina comunitaria e dalla normativa nazionale di attuazione, ai sensi dell’art. 3, comma 26, d.lgs. n. 163 del 2006 (Codice dei contratti pubblici).
Il prof. Pozzoli ha da ultimo tenuto a precisare che la Fondazione, consultando soltanto tre operatori economici, avrebbe in questa vicenda seguito “le procedure previste dal Codice degli Appalti, che consente la licitazione privata sotto un importo di poco inferiore ai 210 mila euro”.
In realtà, il codice dei contratti fissa la regola generale per cui i contratti pubblici devono essere affidati, previa pubblicazione di bando. E ne ammette la deroga, solo in due casi particolari e ben circostanziati; ovvero nel caso si applichi la procedura di cottimo fiduciario: previa approvazione di un provvedimento amministrativo per specifiche ipotesi ben delineate e con l’obbligo di consultare, in caso di importi pari o superiori a 40 mila euro, almeno cinque operatori economici idonei. E nel caso di procedura d’eccezione di cui all’art. 57, che alcuni chiamano “licitazione privata” in ossequio alla precedente normativa sugli appalti pubblici, da applicare in ipotesi eccezionali (gara deserta o nessuna offerta “appropriata”, “esecutore determinato” per ragioni tecniche o artistiche o estrema urgenza per eventi imprevedibili), con l’obbligo di consultare almeno tre candidati. Merita sottolineare che le circostanze invocate a giustificazione dell’estrema urgenza non devono essere imputabili all’ente appaltante (o alla sua inerzia). In questo caso, parlando di un evento come il Carnevale, che sappiamo viene organizzato in un determinato periodo ogni anno, difficilmente si può fondare il ricorso alla cosiddetta “licitazione privata” per imprevedibilità dell’evento o urgenza di provvedere. Detto questo resta da dire che la procedura seguita dalla Fondazione, come  descritta dal prof. Pozzoli sembra più simile alla frittura mista alla viareggina, specialità della casa, che mescolando gli ingredienti a piacere finisce per servire il solito boccone amaro, e indigesto, per i viareggini.
In ogni modo alla fine, dei tre operatori interpellati è risultata vincitrice la ditta fiorentina Allextire, che ha presentato un’offerta spropositatamente più bassa rispetto agli altri due contendenti. Anche riguardo a questo aspetto merita ricordare, sempre facendo riferimento al Codice dei contratti, che nella predisposizione delle gare e nella valutazione di un’anomalia delle offerte, le amministrazioni pubbliche sono tenute a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificatamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche  dei lavori, dei servizi o delle forniture.
Altra questione: la ditta vincitrice dell’appalto risulta collegata, per un intreccio di relazioni tra soci, con Sicrea. Già nell’edizione 2015 questa azienda era stata ingaggiata per reclutare partecipanti al circuito dello street food organizzato in piazza Mazzini, adesso gestirà tutte le attività commerciali ambulanti presenti al corso, un compito prima svolto in proprio dalla Fondazione attraverso il lavoro del suo direttore (con stipendio a cinque zeri) coadiuvato da una segretaria, che tra l’altro riusciva a garantire guadagno diretto e un’entrata sicura per l’Ente. A questo punto ci chiediamo anche secondo quali procedure la suddetta ditta si è aggiudicata in origine l’appalto, e in base a quale disposizione le è stato rinnovato il contratto per il 2016. Visto che tra l’altro la sua presenza sembra irrinunciabile, riconfermata infatti “sebbene i risultati  dello scorso anno -come si leggono testuali parole sulla relazione allegata al bilancio programmatico- non siano stati esaltanti”. Tant’è: “ma quest’anno -ancora testuali parole- ci aspettiamo molto di più”….Ebbene, noi invece non sappiamo più cosa aspettarci.. Specialmente quando ci vengono a dire che tutte queste operazioni vengono fatte per risparmiare, e la parola dissesto diventa l’imperativo per chiedere alla cittadinanza sacrifici a tutti i costi.. mentre invece, secondo a chi tocca, il risparmio resta un optional (qualche esempio, tra le ultime mosse dell’amministrazione Del Ghingaro l’aumento deciso per gli emolumenti dei dirigenti comunali, l’incremento del compenso degli amministratori di Sea, la riconferma del direttore generale del Festival Pucciniano per una spesa di 120 mila euro annui). A questo punto chiederemo a breve un incontro con il triumvirato che detiene le redini del Carnevale per approfondire pubblicamente e rendere trasparente questa faccenda, chiedendo nel contempo conto di un'altra voce di spesa, quei 90 mila euro circa per il noleggio di non si sa bene cosa, che fu al centro anche delle attenzioni di Szorenyi nell’articolo “tagliaspese” sul bilancio del Carnevale dello scorso anno, scritto prima che l’ingegnere si presentasse sotto la lista Del Ghingaro alle ultime elezioni e diventasse fiduciario del Sindaco all’interno della Fondazione. Anche a lui, armato a suo tempo di così buone intenzioni, ci sarebbe da chiedere soprattutto cosa si è fatto per ridurre la voce di 200 mila euro per le retribuzioni, più 80 mila circa per i contributi del personale amministrativo.
E da questa vicenda ci sarebbe da prendere  spunto per chiedere conto anche delle procedure di gara svolte dal comune di Viareggio e dalle sue partecipate, spingendo in direzione di un aggiornamento urgente - così come richiesto dalla normativa nazionale, del piano triennale prevenzione corruzione del Comune, soprattutto in riferimento agli affidamenti diretti dell’Ente e del sistema largamente fallimentare delle società satelliti.

Movimento 5 Stelle Viareggio

giovedì 7 gennaio 2016

Il Movimento 5 Stelle dice di no al forno crematorio



Per il MoVimento 5 Stelle è impensabile costruire un nuovo forno crematorio nella nostra città. Viareggio e Torre del Lago sono già fortemente compromesse dal punto di vista ambientale. Non si tratta certo di una presa di posizione ideologica contro la cremazione, che è una scelta personale e come tale va rispettata, ma la città è già satura di opere fortemente inquinanti come l'autostrada A11, le aree di rifiuti inerti, gli impianti di telefonia (con le antenne pronte a raddoppiare in mancanza della realizzazione del relativo piano rimasto ancora lettera morta nonostante le pressioni dei cittadini), le tubazioni dell’acquedotto in eternit (amianto) che ammorbano la nostra acqua, così come le coperture e i tetti in di cui Viareggio è piena, se ci mettiamo il mancato funzionamento delle centraline per il monitoraggio delle polveri sottili che ci vedono spettatori inconsapevoli dell’avvelenamento della nostra aria, i fitofarmaci che hanno appestato i nostri terreni, il depuratore che fa acqua da tutte le parti: ecco che si capisce in questo scenario catastrofico per la nostra salute, i rischi a cui siamo già fortemente soggetti e di cui il record dei malati di tumore all’interno del nostro territorio è soltanto la cartina di tornasole . E si capisce anche quanto poco sia stato fatto finora, anche dall’amministrazione attuale, per proteggere la salute dei cittadini e contribuire al miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita (ora anche con quest’ultima trovata). Quello che dovrebbe fare un sindaco, tra l’altro massima autorità sanitaria sul territorio comunale, che invece non si confronta neppure con i suoi cittadini su temi così tanto importanti e di impatto. Ma tant’è la democrazia offuscata di questa Amministrazione: in tour promozionale nella frazione, questi giorni, il primo cittadino si è ben guardato da rivelare il bel progetto pensato per Torre del Lago, caduto dal cielo come un pacco della Befana con l’effetto di un siluro, sulle ali del solito comunicato stampa. Trattando per l’ennesima volta i cittadini come sudditi in barba a quel dialogo e confronto tanto poco conosciuto a Capannori ma così tanto sventolato qua da noi in campagna elettorale. Lo stesso atteggiamento mostrato in conferenza dei capigruppo dove si parla di generiche politiche cimiteriali, da votare in consiglio comunale come sempre senza avere a corredo adeguata documentazione per potersi adeguatamente esprimere, apprendendo subito dopo dai media del piccolo dettaglio.
Non vogliamo realizzare un forno crematorio nelle vicinanze del centro abitato, dietro al cimitero comunale, distante un centinaio di metri dalle prime case, da asili, scuole, e campi coltivati. E' difficile ignorare quanto possa incidere un impianto di questo genere sul territorio; analisi compiute su siti simili hanno infatti dimostrato importanti emissioni di sostanze inquinanti. Ci sono città come Arezzo e Pistoia dove i forni crematori sono già stati chiusi più volte per la grande quantità di diossine emesse. In Germania dove le norme cimiteriali sono molto più restrittive, a parte soglie di livelli di emissione più basse, si prevedono zone di rispetto che vanno dai 2,5 ai 5 chilometri. 
Ci chiediamo quali studi sono stati fatti sulle ricadute ambientali, che dobbiamo immaginare estese per un periodo di almeno 30 anni, e che quindi rischiano di essere piuttosto pesanti. Non dimentichiamoci che normative spesso confuse o assenti, a livello italiano ed europeo, creano poi non pochi problemi nel controllo dei privati che gestiscono impianti di questo tipo (e anche qui c’è già da stare in campana parlando di appetitosi affari per personaggi a cui stiamo affidando praticamente le chiavi della città). Una decisione di questo tipo avrebbe richiesto un attento approfondimento di tutte le problematiche collegate e un aperto confronto con i cittadini della frazione di Torre del Lago che per il momento stanno ricevendo da questa amministrazione più azioni di affossamento che occasioni di valorizzazione.
Detto questo il Movimento 5 Stelle non è come vogliono far intendere i suoi detrattori buono solo a protestare. Preso dunque atto che di per sé la cremazione è un processo altamente "energivoro" e quindi costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di alternative alla cremazione, metodi ecologici che consentiranno un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica.

Una delle alternative potrebbe essere la cremazione a freddo, tecnica tra l'altro già usata nel Nord Europa. Una procedura a basso impatto ambientale, che si avvale della tecnica del congelamento criogenico effettuato con azoto liquido permettendo la separazione dei metalli inquinanti dalla polvere secca ottenuta. Una proposta che porrebbe la città di Viareggio e Torre del Lago all'avanguardia sul tema della cremazione. Anche a livello nazionale il Movimento 5 Stelle sta proprio lavorando a una proposta di legge per recepire le direttive europee che vanno proprio in direzione del superamento del metodo dell'incenerimento…Ma a Viareggio si cambia andando avanti o tornando indietro?

Movimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 9 dicembre 2015

Il Dividente Demaniale di Viareggio



Il 26 novembre 2015 la giunta Del Ghingaro ha approvato con voto unanime una deliberazione, la 126/2015, che prevede lo spostamento del “dividente demaniale” in maniera tale da sottrarre al demanio marittimo la porzione di spiaggia su cui insistono i manufatti (leggi “stabilimenti balneari”) e conseguentemente sottrarre allo spauracchio della Bolkestein, e alle regole del mercato interno, il comparto del cosiddetto turismo balneare tipico.
La Regione Toscana, in applicazione del D. L. 78 del 19 giugno 2015, ai sensi dell’Art. 7 comma 9-septiesdecies della L. 125/2015, che attua il precedente Decreto 78/2015, aveva richiesto ai comuni costieri una mera “RICOGNIZIONE” delle aree del demanio marittimo ai fini di una corretta perimetrazione del “dividente demaniale”. 
Contemporaneamente tutti gli altri comuni costieri, da Piombino a Forte dei Marmi e a Pietrasanta hanno deliberato in giunta la stessa incredibile richiesta, probabilmente orchestrata dall’alto, per favorire la lobby dei balneari . 
Niente di strano: si tratta dell’attuazione del famigerato Testo Unico Del Dotto, che l’attuale sindaco di Camaiore ha elaborato in anni di studi giurisprudenziali di concerto con esperti del settore sotto l’egida della Senatrice Granaiola, che già nel 2013 aveva tentato la via della sdemanializzazione con una cordata di onorevoli e senatori del PD e di Forza Italia, naufragata tristemente dopo l'intervento del vice ministro Fassina.
La ragione alla base di questa richiesta sarebbe, secondo i nostri alacri amministratori, la “perdita della demanialità” di detta fascia del demanio marittimo: quindi la “demanialità” viene meno semplicemente per il fatto che sull’arenile sono stati costruiti alcuni fabbricati. 
Il giochino è semplice, chi prende in concessione un arenile e ci costruisce sopra lo vede trasformare da demanio marittimo a demanio comunale, e quindi si vede liberato dall’incubo della Bolkestein. 
Se un soggetto costruisce su un terreno privato il manufatto, per accessione, viene acquisito dal proprietario del terreno; se invece un soggetto costruisce sul demaio marittimo, che appartiene a tutti i cittadini, non solo conserva la proprietà del manufatto ma, grazie alle amministrazioni PD e Forza Italia della Toscana, riesce a sottrarsi alle leggi della libera concorrenza nel mercato interno fino magari diventare proprietario dell’intera area. 
Il M5S Toscana si è espresso chiaramente nel merito con il suo programma di mandato in cui alla sezione Demanio per le concessioni demaniali balneari vuole, tra le altre, che i Comuni possano tornare a gestirne direttamente una parte di queste e non certamente per venderle ai privati.


Movimento 5 Stelle Viareggio 

giovedì 5 novembre 2015

"MOVER piglia tutto"

Il primo cittadino Giorgio Del Ghingaro esterna attraverso la stampa un grande risultato: " abbiamo fatto quello che nessuno era mai riuscito a fare". Ovvero  il passaggio dei servizi di illuminazione e della riscossione delle sanzioni dalla partecipata Viareggio Patrimonio (interamente di proprietà comunale) alla partecipata Mover (60% proprietà comunale e 40% socio privato). Non poteva essere, una fra tante, la partecipata Azienda Speciale Pluriservizi (100% proprieta comunale) ad assorbire i suddetti servizi? Perchè affidarli proprio alla voracita' economica della Mover che incassa gia' dalle tasche dei cittadini più di 4 milioni all'anno per poi lasciare le briciole del banchetto, 200.000 euro, al Comune, insieme a strade malconce e arredo urbano degradato ai residenti?
Perché, come proposto nella nostra mozione, sempre rimandata al consiglio successivo per non essere discussa, non si intraprende la strada dell'annullamento del contratto Mover, tra Comune e socio privato, per gravi irregolarità presenti nello stesso contratto? Perché affidare ulteriori servizi ad una partecipata il cui socio privato gestisce già la sosta, la manutenzione dei marciapiedi e del manto stadale, la gestione dei semafori e della segnaletica, la "mancata" realizzazione di piste ciclabili, la gestione del "bike sharing", la manutenzione del verde pubblico, lo spazzamento, la raccolta e gestione dei rifiuti ed il dragaggio del porto, oltre l'illuminazione e il servizio di riscossione delle sanzioni? Tutto cio' puo' sembrare legalmente corretto in quanto Mover è una partecipata comunale ma politicamente risulta palesemente inopportuno e deprecabile per un evidente e macroscopico conflitto di interesse. Quale altro servizio sarà affidato alla Mover nell'immediato futuro dalla solita politica dello scambio occulto di favori?
La Viareggio Porto come alcuni giornali preannunciano?
Ma non farebbero prima a dare al socio privato direttamente le chiavi della Città?
Quali margini di manovra avranno le amministrazioni future se quelle trascorse finora hanno permesso al privato di ipotecare la città e di impoverirne i servizi?
E' palese che l'attuale politica si sia preoccupata solo di trasformare la città in una comunità per affari privati, oltre che a percepire uno stipendio.
"Sicuri si cambia", fu lo slogan elettorale dell'attuale amministrazione..in effetti ce ne stiamo accorgendo tutti: se prima i cittadini contavano poco, adesso non contano più niente.


MoVimento 5 Stelle Viareggio 


sabato 18 luglio 2015

Question Time: E' tempo di risposte



Che fosse un tipo autoritario si sapeva. A Capannori “ha fatto fuori “ due assessori che, messi alle strette, hanno lasciato l’incarico per “mancanza di dialogo” col primo cittadino. D’altronde Del Ghingaro è uomo che crede fermamente nelle sue idee e capacità, allergico alle critiche e al pensiero divergente, lo diceva una leggenda che viene da lontano, che ora possiamo direttamente verificare anche sulle rive del Tirreno.
Questo è lo stile. Dunque non sorprendono il Movimento 5 Stelle le parole indirizzate ai cronisti dal neo sindaco, intenzionato a mettere un freno all’ingerenza dei media a palazzo comunale, invitati a cambiare approccio per essere confacenti al decalogo di corte, che per il futuro prevede periodici question time ben programmati per non sottrarre prezioso tempo al lavoro della giunta. “Blindare il palazzo ai cronisti – spiega Giulio Zanni consigliere del Movimento 5 Stelle- non mi pare che vada in favore della trasparenza, dell’azione amministrativa e del dialogo con i cittadini considerato che i media sono il “trait d’union” con la città”. “D’altronde- prosegue Zanni- chi gli sta intorno pende dalle sue labbra. Nessuno osa contraddirlo e tutti sono in ossequiosa riverenza. In questo clima di devota sotto-missione, figuriamoci se Del Ghingaro vuol sentirsi ogni giorno col fiato sul collo e sotto-interrogazione da parte dei giornalisti. Peccato che il sindaco non ha dei sudditi, ma cittadini che in buon numero contestano il fatto di essere stati bannati dal sito comunale, hanno il diritto di essere informati così come i professionisti della stampa che devono poter svolgere senza intoppi il loro lavoro. Lavoro che consiste nel pungolare e a volte criticare chi amministra, portando all’attenzione della città tutto quello che succede dentro il Municipio. E' un periodo di massima attenzione visto che l’Amministrazione dovrebbe fare mosse ben calibrate per gestire al meglio il dissesto e la città ha sete di risposte.. Proprio per tutto questo siamo avvisati, perché Del Ghingaro lo ha detto chiaro, non può certo perdersi dietro alle “beghette quotidiane”, che a lui non interessano. “ Solo che oltre ai massimi sistemi – prosegue Zanni- ci sono anche tante piccole questioni da risolvere, che messe insieme fanno la buona amministrazione di una città, sono quelle che si trova a dover fronteggiare il cittadino comune che ancora non si è accorto che Viareggio è diventata come la Casa Bianca”.
Come nel caso dei consigli comunali convocati di mattina: “Nonostante le richieste di molti consiglieri di programmarli come era di consuetudine la sera – continua Zanni- e qualche assessore si fosse detto disponibile a valutare la cosa, il sindaco dice di no e tira dritto con tutti i suoi, con-senzienti, invocando l’economicità di tale scelta”. Ebbene bisognerebbe valutare davvero se c’è effettivamente un risparmio, siamo tutti d’accordo- chiosa Zanni- ma il Sindaco dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio rinunciando all'auto blu con relativo autista in uniforme" . 
Infine, nel caso non si possa fare altrimenti, chiediamo che venga messa a disposizione la registrazione in video streaming delle prossime sedute del consiglio comunale per dare l’opportunità a ciascuno di seguire da vicino gli interessi della propria città”.

Giulio Zanni portavoce consigliere M5S Viareggio

venerdì 29 maggio 2015

Risposta alle accuse di Del Ghingaro



Ho letto con attenzione il post del Sig. Giorgio Del Ghingaro in cui accusa gli altri sei candidati che, uniti, lo attaccherebbero per paura di lui.
Io personalmente non ho paura di lui ma ho paura per la città di Viareggio e Torre del Lago, la mia città.
Io non appartengo a gangli di potere, piccole e grandi clientele e non posseggo interessi in politica quindi non li posso azzerare. Io non ho mai fatto politica, se non da due anni come attivista nel M5S, non ho mai avuto incarichi pubblici e quindi ritengo di non aver contribuito a tutte le nefandezze che hanno caratterizzato le Amministrazioni di Viareggio e Torre del Lago e di cui lui mi accusa.
Al contrario credo di aver fatto presente ed evidenziato, da solo, le gravissime scelte operate dal sistema partitico che hanno, ad esempio, defraudato i cittadini di Viareggio e TdL, di un valore patrimoniale, per gli immobili della Passeggiata, di circa 1 miliardo di euro oltre ad aver svenduto un patrimonio di circa 300 milioni di € ricavandone solo 21 milioni. Tutti fatti per cui lui non ha mai detto niente.
Sono stato il primo a lanciare il grido di allarme per salvare l’Ospedale Versilia che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sta cercando di smantellare pezzo dopo pezzo. E lui non ha detto niente.
Ho rimarcato che la Viareggio Porto, malgrado i numeri dicano l’opposto a causa di conduzioni scriteriate, debba rimanere nelle mani comunali perché, condotta con oculatezza, può portare notevoli risorse alle casse comunali. E lui ha detto che non sarebbe contrario ad un’apertura ai privati.
E non ultimo lui ha la tessera del PD, è sponsorizzato dalla Senatrice Granaiola, ha all’interno delle sue liste numerosi PD o ex PD oltre ad un vasto e variegato numero di persone provenienti da altri partiti quindi credo che, più di me, possa conoscere quelle cose per cui mi ha accusato.
Leggo che con lui si cambia ed è proprio qui che nasce la mia paura per la città.
Ricordo che il Sig. Del Ghingaro è stato condannato per danno erariale dalla Corte dei conti di Roma in due gradi di giudizio.
Ricordo che il Comune di Capannori e stato richiamato dalla Corte dei conti di Firenze per gravi irregolarità nel bilancio 2013, Comune presieduto da lui.
Ricordo che la Giunta di Capannori, capeggiata dal Sig. Del Ghingaro, ha affidato alla cooperativa So & Co (di cui saremmo curiosi di sapere i soci), l’accoglienza agli immigrati, nel triennio 2011-2013, per più di 460 mila €, soluzione che non vorrei fosse riproposta a Viareggio dove il problema immigrati è già troppo sentito.
Ricordo al Sig. Del Ghingaro che la So e Co e anche proprietaria, insieme ad altre, della D33, di cui vorremmo sapere i soci, centro medico ubicato a Lucca.
Lungi da me pensare che questa cooperativa potrebbe seguire i cattivi esempi di Roma o di Ischia ma proprio per una questione di problematiche già esistenti in città sarebbe auspicabile che a Viareggio e Torre del Lago non avvenisse una soluzione simile.
Ricordo, infine, che cambiare non vuol dire sempre e solo migliorare.
Sicuri si cambia? …… Speriamo non in peggio.


#LiberiamoViareggio

Giulio Zanni candidato portavoce sindaco MoVimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 25 marzo 2015

Folgorati sulla via di Capannori!

È dell'8 febbraio scorso la notizia del plateale appoggio dell'imprenditore Pasquale Sgrò al candidato sindaco Giorgio Del Ghingaro. Dalle righe della lettera inviata alla stampa si evince un colpo di fulmine incondizionato del noto imprenditore della darsena nei confronti del neo candidato sindaco della senatrice Granaiola e della ex dissidente Rossella Martina. Sgrò ha dichiarato: "Basta scommesse, servono competenza ed esperienza", una competenza ed esperienza che però il suo precedente prescelto, l'ex sindaco Betti, non è stato in grado di garantire. Dopo la scommessa persa con Betti, Sgrò punta su Del Ghingaro, unico uomo della Provvidenza in grado di salvare una città in ginocchio! Ma nella lettera ha sorvolato sul fatto che la città è stata messa in ginocchio principalmente proprio da quell'area politica con cui egli continua a simpatizzare. Ma si sa "l'amore è cieco" e quindi non importa se nella lettera il noto imprenditore abbia anche "dimenticato" di rammentare che Del Ghingaro, durante le sue funzioni di sindaco di Capannori, è stato condannato in appello dalla Corte dei Conti per danno erariale. Ma la realtà, temiamo, sia diversa e l'amore di Sgrò per Del Ghingaro non sia del tutto disinteressato. Specie se si considera la determina numero 302 del 25/2/2014 del Comune di Capannori (che ha con oggetto "Determinazione dirigenziale di adesione all'Associazione Ente nazionale italiano di unificazione e impegno di spesa per progetto Prassi di Riferimento Governance di un Ente Locale attraverso il coinvolgimento della Comunità") con la quale lo Studio Sgrò percepisce un importo di euro 12.000 + IVA. Se a questo aggiungiamo poi che solo pochi giorni fa il Partito Democratico ha scelto Stefano Baccelli, attuale presidente della Provincia di Lucca, e Cecilia Carmassi ex assessore provinciale come candidati per la Regione Toscana, è lecito pensare che Viareggio possa rappresentare per Del Ghingaro un ripiego per prolungare la sua egocentrica carriera politica, senza alcun legame con la città, anzi con molti, forse troppi, legami con i poteri forti di là dal monte. Invitiamo la cittadinanza a riflettere su come sovente il legame tra imprenditoria e politica non sia disinteressato come si vuol far credere. Siamo convinti che per questa città in dissesto economico e morale sia giunto il momento di essere governata da persone competenti e libere di agire esclusivamente per il bene di tutti i cittadini. MoVimento 5 Stelle Viareggio