sabato 26 agosto 2017

Un bel dì vedremo



Un bel dì vedremo ... come nella celebre aria della Madama Butterfly di Puccini dove la povera Ciò Ciò San aspetta inutilmente il ritorno a casa del marito, così Viareggio si illude di vedere migliorare le condizioni del suo lago, malato cronico ormai da decenni. Mentre ancora si studia al suo capezzale quali rimedi attuare,  intanto si grida all'emergenza e niente è stato mai fatto per prevenire fenomeni che molto probabilmente possono verificarsi in una stagione estiva sempre più secca toccando quasi il record, meno 0,57 centimetri sul livello del mare, in un ecosistema sconvolto dai cambiamenti climatici in cui gli ambientalisti chiedono con forza un rinvio dell'apertura della caccia. E con il calare delle acque vengono a galla insieme a lingue di sabbia inattese, bilance fatiscenti, attorniate da rifiuti e immondizie di ogni genere anche di eternit, che fanno da sfondo alle poetiche arie di Puccini navigando sul lago. "Come prima cosa ci sarebbe da approfittare di questa situazione per ripulire e bonificare le sponde del lago dove affiorano brutture e rifiuti- spiega Annamaria Pacilio consigliera portavoce del MoVimento 5 Stelle in consiglio comunale, a seguito di una verifica effettuata in questi giorni sul lago - occorre che il parco si muova e finalmente ci si dia da fare, perchè a fronte di studi, ricognizioni qui poi nessuno muove foglia". L'accordo di programma definito dalla regione con tutti gli enti preposti è stato siglato 10 anni fa, 18 milioni sono stati stanziati a suo tempo dal Ministero dell’Ambiente per interventi sul lago, sono lì fermi da tempo e nulla è stato fatto. Anzi. Il consiglio regionale ha deciso che siccome fino ad oggi il progetto non è stato realizzato allora non si fa più ..E certo che dobbiamo aspettare dell'altro? Probabilmente qualcosa non quadra. 
Alternative al tubone ormai abbandonato anche dagli studi del S.Anna di Pisa ci sono, a partire dalla realizzazione di un acquedotto industriale per usi agricoli/industriali nei vari comuni che riutilizzi ridepurandole le acque reflue, il completamento dell'allaccio delle fognature ai depuratori, il raddoppio della pompa situata a Vecchiano frutto dell'accordo siglato recentemente fra Comune e Consorzio di Bonifica, portando l'attuale prelievo di acqua dal Serchio da 250 a 500 litri al secondo che riversa nel canale Barra/Barretta, oltre ad una auspicata semplificazione normativa degli enti preposti, i quali (troppi) dovrebbero controllare chi controlla il lago. Per di piu' correva l'anno 2014 quando si annunciava la definizione di un piano di recupero destinato a riqualificare anche dal punto di vista paesaggistico il lago e il bacino del massaciuccoli, in modo da avere riscontro anche dal punto di vista autorizzativivo dei manufatti esistenti, con l'obiettivo di andare a risolvere situazioni di abbandono e di degrado ambientale con l'individuazione di  precisi tempi di attuazione sempre nell'ottica del rilancio turistico del lago..anche qui aspetta e spera: il risultato, un niente di fatto,  e' sotto l'occhio di tutti . A questo punto il M5S vuole sapere di chi sono le responsabilità di questa stasi ... ci chiediamo perché' non si intervenga subito con una bonifica urgente dello specchio s'acqua invece che assistere inerti al suo inarrestabile declino. "Un bel dì vedremo, mi metto là sul ciglio del colle e aspetto, aspetto gran tempo e non mi pesa la lunga attesa". Forse, ma non ne siamo molto sicuri. 

Annamaria Pacilio

MoVimento Cinque Stelle Viareggio

sabato 12 agosto 2017

Questione di "mutande " o di "coppole"?


Questione di "mutande " o di "coppole"? Ma guarda se uscire con i pantaloni corti per andare a cena doveva portare una così grave bagarre sul molo di Viareggio ..Il MoVimento 5 Stelle testimonia la sua piena solidarietà alla giornalista che, affacciatasi al Bermuda party nel locale diventato famoso per aver accompagnato alla porta  il primo cittadino per la sua "inaccettabile" mise, si é vista strattonare ed é stata oggetto di minacce nel caso continui a scrivere di certi argomenti . "Si tratta di una cosa molto grave - sentenzia il senatore Mario Giarrusso ormai quasi di casa in Versilia e specialmente a Viareggio per la lotta del movimento all'illegità e ai comitati di malaffare con i loro tentacoli nelle amministrazioni pubbliche si tratta di atteggiamenti inquietanti che limitano la libertà di pensiero e di stampa, uno dei punti cardine nelle battaglie del Movimento". Solidarietà e condanna dell'accaduto  anche da parte della consigliera Annamaria Pacilio: "si tratta di una giornalista impegnata da anni sul campo alla quale si riconoscono indubbie qualità professionali ma anche etiche nello svolgimento della sua professione, come l'essere voce fuori dal coro, equidistante, mantenendo la schiena dritta, una cosa che sta pagando, ed é inaccettabile, sulla propria pelle".

lunedì 31 luglio 2017


Conferenza Stampa

Annamaria Pacilio
Consigliera M5S Viareggio
Testo completo

Ok il dirigente è giusto....
Dapprima apertura della procedura di mobilità interna, obbligatoria per tutti i Comuni, maggiormente per quelli in dissesto economico e finanziario, per assumere un dirigente di area tecnica a tempo indeterminato. Sette le domande pervenute e esaminate.... e cassate: il concorso, non si sa per quale arcano, viene annullato. Via quindi al bando pubblico, al cui seguito sono pervenute altre 100 domande di aspiranti dirigenti tecnici; niente da fare, la Giunta Comunale con una delibera ha annullato le due procedure e ha bandito un nuovo avviso utilizzando l'articolo 110 del TUEL, e pertanto la nomina potrà essere effettuata tramite la scelta diretta del sindaco. A seguito della nuova delibera ecco che i dirigenti da assumere magicamente lievitano e diventano tre, oltre al dirigente area tecnica, quello dell'area governance partecipate e il comandante dei vigili nonché, se lo può fare, responsabile sportello Suap; desta non poche perplessità l'iter intrapreso dal Comune per l'assunzione di nuovi dirigenti nel Palazzo comunale tanto più leggendo che il bando di dirigente tecnico non prevede l'abilitazione professionale.
Siamo infatti sicuri che tutto questo viene fatto per garantirci l'individuazione del soggetto o dei soggetti più meritevoli? Tanto più quando in ballo ci sono posti chiave all'interno di settori delicati quali l'assetto del territorio, il rilascio di concessioni e autorizzazioni, la governance delle aziende partecipate dove la politica viene maggiormente sottoposta alle sollecitazioni dei poteri forti, e ha tutto l'interesse di tenersi legato a doppio filo il dirigente che deve apporre la firma e quindi di fatto concretizzare i percorsi tracciati dall'amministrazione, a cui difficilmente può sfuggire se è stato messo lì proprio per questo.


Come osservato in giurisprudenza, "nel nostro ordinamento giuridico, le ipotesi di attribuzione di incarichi intuitu personae costituiscono "un 'eccezione al sistema, essendo limitate (... omissis ... ) agli incarichi di diretta collaborazione con il livello di indirizzo politico, vale a dire “... quelli di maggiore coesione con gli organi politici (segretario generale, capo dipartimento e altri equivalenti) ... » (Corte cost., 23 marzo 2007, n. 103) e quelli del personale addetto agli uffici di diretta collaborazione"

Dunque possiamo dire che quello della deroga è un istituto extra ordinem, che però gli organi di governo vorrebbe fosse utilizzato, al contrario, come normale sistema di acquisizione della provvista delle figure dirigenziali: specialmente gli organi di governo locali, lo vedono come sistema per crearsi un apparato “di fiducia” e cercano di spingere in ogni modo per il suo uso più estensivo possibile.
Tali deroghe però possono essere considerate legittime solo quando siano funzionali al buon andamento e ricorrano straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle.
Ecco che diventano fondamentali i presupposti della motivazione specifica del ricorso all'incarico a contratto invece che al concorso pubblico. In primis l'esigenza di una specifica qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'amministrazione e con la esplicita specifica motivazione del ricorso all’incarico a contratto, invece che al concorso pubblico, ovvero una congrua motivazione delle scelta effettuata. Che in questo caso non riusciamo davvero a rinvenire.


Come giustifica il sindaco (rendendone conto alla collettività) non tanto la ragione dell'esclusione di altri candidati, ma il motivo dell'individuazione del prescelto?


Una scelta di questo tipo, risulterebbe preordinata non già alla scelta del Dirigente migliore bensì a quello ''maggiormente affine" all'indirizzo politico dell'Amministrazione (...) con grave pregiudizio per lo stesso principio di separazione tra attività di indirizzo politico e attività di gestione amministrativa sancita dal Codice sul Pubblico Impiego (artt. 13 e seg.) e dallo stesso TUEL (art. 107) principio ritenuto - anche di recente - espressione del buon andamento (Corte Cost. sent. 3 maggio 2013, n.81)


Intravediamo insufficiente ed incongrua motivazione, disparità di trattamento nella scelta, violazione del principio di giustizia formale e sostanziale nell'espletare la funzione pubblica, crediamo che non sia stata fatta la scelta oggettiva dei migliori fra i candidati che non sono stati posti tutti in condizione di uguaglianza .


L'individuazione del dirigente ex art. 110 c. 1 TUEL viene effettuata esercitando la cd. "discrezionalità". E' la facoltà di scelta fra comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell'interesse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato. Il termine chiarisce il senso della scelta del candidato: la discrezionalità è il "margine di apprezzamento che la legge lascia alla P.A." e deve operare rispettando dei criteri generali, di cui poter render conto, quali:
-1. il perseguimento dell'interesse pubblico;
-2. il rispetto di precetti di logica ed imparzialità: ovvero, l'autorità non può ispirarsi a criteri arbitrari, ma vanno rispettati i criteri di logica ed imparzialità, tra i quali il principio di coerenza e non contraddizione (non si possono fare scelte contrastanti con altre precedentemente fatte o scegliere secondo considerazioni contrastanti). Il principio di imparzialità si estrinseca nei conseguenti principi di eguaglianza (parità di trattamento delle fattispecie nello svolgimento dell'azione amministrativa) e giustizia (predeterminazione dei criteri di massima per avere la par condicio degli amministrati).
il potere-dovere di individuare il dirigente ottimale nel rispetto dei principi sostanziali e procedimentali indicati dall'art. 110 c. 1 TUEL (esperienza, professionalità nello specifico incarico). , di rendere conto ed in modo ben analiticamente visibile delle modalità di perseguimento del pubblico interesse nell'individuare il soggetto da incaricare a contratto; ciò deve avvenire attraverso una selezione che identifichi il migliore in concreto, il più idoneo al tipo di lavoro da svolgere, attraverso criteri chiari, definiti, trasparenti, meritocratici, rispettosi della buona fede contrattuale, e, in definitiva, giustificativi dello svolgimento della funzione.


non ci dimentichiamo poi l'importanza della tutela degli interessi promossi dal legislatore in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa. Il D.Lgs. 33/2013 definisce la trasparenza come valore che "concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza", attua i principi costituzionali "di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione", operando quale "condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino";

da qui deriva il fatto che la p.a. debba garantire ottimale garanzia anticorruttiva. Infatti la legge 190/2012, all'art. 1 c. 16, pone tra i procedimenti a rischio corruttivo, proprio quelli inerenti "concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale", ne deriva l'importanza della scelta di un tipo di selezione che metta al riparo da certi rischi e non che invece li amplifichi come in questo caso.


Siamo in presenza di malinteso concetto di fiduciarietà personale del rapporto dirigenziale e non invece fondato sulla necessaria fiduciarietà professionale del rapporto stesso, la quale può essere rinvenuta e provata solamente utilizzando sistemi di selezione pubblici e comparati, per quella scelta del "migliore" che, ancora, rappresenta la difesa di valori che l'ordinamento civile riconosce e tutela. La tutela di tali valori appare irrinunciabile, anche di fronte ad esigenze primarie quali quella costituite dalla necessità di assicurare il normale funzionamento di un pezzo rilevante dell'apparato amministrativo della città.


Laura Bottici
Senatrice M5S
Sintesi

“Viareggio merita una gestione differente. Ed è proprio per questo che da un po’ abbiamo messo gli occhi su Viareggio. Una città che per il nome che porta e l’importanza che ha merita un’amministrazione trasparente che dia ai cittadini ed i turisti la voglia di venire qua. Viareggio ha bisogno di un’amministrazione trasparente. Ed un po’ tutta la Toscana ha la stessa necessità. I colleghi mi dicono ‘c’è più omertà in Toscana che in Sicilia’. E questo da toscana mi fa male”.

“Per quanto riguarda i bandi per le assunzioni dirigenziali al Comune di Viareggio, la nostra interrogazione nasce dall’esserci trovati davanti ad una serie di delibere e determine approvate e poi annullate: non è possibile che un sindaco agisca così. E poiché Viareggio è un Comune in dissesto, e ci risulta carte alla mano che sia stata autorizzata una sola assunzione per il 2017, abbiamo chiesto al ministero dell’interno se abbia dato o meno parere favorevole, invece, a tre assunzioni. Nella nostra interrogazione chiediamo, inoltre, se non si ritenga di procedere con "un'ispezione".



Gabriele Bianchi
Consigliere Regione Toscana

" Ci sta a cuore Viareggio, era la perla della Versilia, in termini di balneazione e turismo, il commissariamento ci preoccupa e da tempo stiamo monitorando la situazione del Comune di Viareggio, vorremmo vederla risplendere. Seguiamo dalla Regione Toscana molte vicende del Comune e delle sue partecipate sia sulle concessioni all'interno del porto e dell'Autorità portuale, sia legate alle nomine sulle partecipate Comunali. A seguito di alcune incongruità rilevate, da più di un anno a questa parte, ci è sorto il forte sospetto che si delinei un Sistema Viareggio. Chiediamo la massima trasparenza proprio per proteggere e tutelare la città, i cittadini e le prospettive di rilancio di una situazione comunale ancora troppo critica che richiede chiarezza.

martedì 11 luglio 2017

Si è spento il faro della democrazia



Durante il Consiglio Comunale di Lunedì si è spento il faro della democrazia, il dialogo e la trasparenza necessarie in un comune in dissesto. Si e' assistito ad un Consiglio allineato dal fido collaboratore, braccio destro del Sindaco Alberici, all'assenza della Presidenza ormai ridotta a semplice pianista per azionare o staccare i microfoni dei vari consiglieri di minoranza a propria discrezione.
In questo arrogante balletto, la giunta si e' disinteressata a seconda di chi parlava e degli argomenti in discussione, usciva ed entrava dall'aula in maniera maleducata e scostante, blindando decisioni ed evitando ogni democratico confronto.
Il contesto si e' palesato con un'atmosfera oscurantista che va "oltre" il dibattito politico.
Entrando nel dettaglio nelle mozioni bocciate, si e' voluto affossare definitivamente la Commissione Patrimonio in maniera da togliere ogni dubbio, per chi cerca chiarezza, riguardo i colpevoli materiali del dissesto che pagheranno nei prossimi decenni i cittadini... La Procura continuerà ad indagare, ma evidentemente la possibilità della prescrizione sulle responsabilità si fa sempre più probabile. Nel frattempo si svendono i gioielli di famiglia come il "Principino", venduto meno di una qualsiasi villa di Forte dei Marmi e presto la Porto SPA, con il Sindaco che continua a fare annunci, senza intervenire su situazioni che lui stesso considera illegittime, con il risultato che ci indebitiamo ancora per 44 milioni !
In questo quadro desolante, si aggiunge la delibera promossa dalla giunta con la svalutazione della società Sea Ambiente (5.102.730) e delle azioni (375,15 euro) rispetto al valore di (7.331.933) e dei (539,03 euro) ad azione di soli pochi mesi fa, (Febbraio 2017), che ratifica una spartizione di utili, nonostante il caos per il conferimento, la raccolta, lo stoccaggio e le tariffe che i cittadini faticano a pagare. Una cosi' alta spartizione degli utili, per un'azienda partecipata, priva di una programmazione puo' indurre ogni singolo utente a pensare maliziosamente al "DIVIDI, SPARTISCI, PRENDI LA CASSA E SCAPPA" !
Il MoVimento 5 Stelle vuole sensibilizzare l'opinione pubblica che con questo atteggiamento abbiamo vissuto gli ultimi 20 anni con i risultati che sono purtroppo sotto occhi di tutti, sembra ormai consuetudine in questa citta' investire, svendere e giocare con le tasche dei cittadini fino a presentargli negli anni successivi i conti delle scelte fallimentari eppure, ancora oggi tutto ciò avviene sotto la luce del sole, anzi dei led, senza l'umiltà di una condivisione con le varie sensibilità che compongono il nostro tessuto sociale e politico.

MoVimento Cinque Stelle Viareggio

venerdì 7 luglio 2017

Quando tutto sarà PRIVATO... anche tu sarai PRIVATO. Di tutto.


Cosa resterà di questi anni 80 era una vecchia canzone. Più datata ancora Parole Parole di Mina. E' iniziata con un malinconico Amarcord l'estate viareggina. Una stagione che ha visto concretizzarsi la rovina, grazie all'oculata amministrazione del ex sindaco Marcucci, colui, lo ricordiamo, che ebbe il merito di mettere in moto il perverso meccanismo delle partecipate, portare a termine grazie a poteri forti spericolate operazioni che avrebbero avuto gravi ripercussioni sul futuro della città e che hanno portato oggi alla débâcle di Viareggio, un meccanismo andato avanti inossidabile, unto da destra e da sinistra, passato indenne attraverso anni e amministrazioni e che ha portato oggi alla fine di ogni velleità. In molti temevamo la perdita dei beni comuni legati al fallimento della Viareggio Patrimonio, una perdita più volte paventata ma sempre allontanata dalla maschia risolutezza della giunta del ghingaro a suon di annunci propagandistici di ferme opposizioni, magiche trovate e ferree convinzioni circa l'inalienabilità dei beni di pubblico utilizzo. Convinzioni prontamente naufragate davanti la sentenza del tribunale che invece ha confermato la legittimità dell'iter intrapreso dalla curatela a cui tra l'altro spesso é mancato un qualsiasi confronto con l'amministrazione. E ora? A parte i proclami cosa resta? Cosa ha da dire il sindaco? Cosa intende fare dinnanzi a quello che sta succedendo? E a quello che deve ancora succedere? In primis la vendita degli alloggi deputati all'emergenza abitativa con i drammatici risvolti che ben possiamo immaginare con intere famiglie sbattute sulla strada... Intanto Il Principe di Piemonte é andato... la speranza é che riesca il privato la dove il pubblico ha miserevolmente fallito riuscendo a creare occupazione e un'occasione di rilancio per l'economia della città legata al turismo congressuale nei periodi di bassa stagione ... resta l'amarezza per la cittadinanza di vedersi sottrarre un bene che avrebbe dovuto fruttare oro per la stessa Viareggio, così come è stato per molti altri esempi, anche qua vicino a noi, con Villa Bertelli a Forte dei Marmi che l'amministrazione ha saputo rilanciare con successo, oppure il mercato ortofrutticolo a Pietrasanta che diventerà Museo Mitoraj... sempre meglio di un centro commerciale, o magari il complesso dell'Arlecchino che diventerà una zona museale.... gli altri investono e Viareggio svende... e fa affari come sempre a chi ha legato i propri interessi a doppio filo con quelli della cattiva politica, che ha sperperato nel tempo soldi pubblici per poi far finire il Principino sul piatto d'oro del miglior offerente (al ribasso) ..e certo lascia un po' perplessi il monito lanciato con nonchalance dalla nuova proprietà all'amministrazione, della serie lasciateci fare i nostri affari che altrimenti il gradimento elettorale scende ... per dirla con un altro successo di Dalla, Attenti al lupo!

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 9 giugno 2017

E dopo il Rendez Vous che succede?

Finita le festa, gabbato lo Santo ? 400 mila gli euro spesi dalla Regione, ovvero dai cittadini toscani per un evento incentrato sul mondo dei maxi yacht durato 4 giorni in Darsena, dato tout court in mano alla Fiera di Milano che in quattro e quattr'otto "ha montato e smontato" stand, "attraccato" barche e natanti delle firme piu' prestigiose, "cucinato e sfornato " manicaretti a tempo di record lungo il percorso dello street food, incassando 20/25 euro a ingresso, senza considerare il costo pagato dalle aziende per avere i loro spazi espositivi , mentre come funghi nel trambusto per l'evento spuntavano in mezzo ai lavori in corso parcometri per il pagamento del parcheggio in aree fino a quel momento rimaste free. Tutto questo mentre veniva siglato il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Comune di Viareggio e Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità, per l'organizzazione del Salone d'eccellenza per i prossimi tre anni strizzando l'occhio ai nostalgici della fiera della nautica, ai patiti del glamour e del fashion che non sappiamo per quale ragione dovrebbero scegliere di venire a Viareggio se non per comprarsi una barca e tagliare subito la corda viste le condizioni in cui versa il porto turistico. Dunque yachting Rendez vous puo' essere vista come un'occasione di promozione, che accende di nuovo le luci sulla città di Viareggio, e magari col suo luccichio riesce ad abbagliare la vista su qualche dettaglio "di poco conto" come detto a piu' riprese da Walter Alberici assessore al porto e alla promozione della città, che ha spiegato di non aver tempo da perdere davanti alle richieste di chiarimento circa gli aspetti legali, organizzativi, economici e procedurali riguardanti la realizzazione dell'evento giunte a piu' riprese dal Movimento 5 Stelle. 

L’associazione Nautica Italiana, il club degli ex Ucina che raccoglie alcuni tra i più importanti brand italiani del settore è stata l'artefice della fiera, che ha ideato e creato il progetto, entrando in querelle tra l'altro anche con Ucina-Confindustria Nautica la quale non accettava di avallare la manifestazione versiliese in mancanza di alcun documento scritto, senza regole o garanzia alcuna sulla riuscita della kermesse che a detta loro si poneva come contro-evento fotocopia del Salone Nautico di Genova. Alla fine Nautica Italiana l'ha spuntata, e i due litiganti hanno trovato pace con la mediazione del Miae e probabilmente lo sblocco dei finanziamenti sospesi per la querelle. Cosi' il salone e' stato organizzato, avvalendosi del supporto di Altagamma, la Fondazione che rappresenta l’alta industria culturale e creativa italiana, a cui nautica italiana e' affiliata, con la collaborazione di Fiera Milano in partnership con il Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana, nato da bando di gara emesso in materia dalla Regione Toscana, che tra l'altro porta dentro sé Navigo, la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana, capofila del progetto triennale che è stato accettato dalla Regione prevedendo un costo di 888 mila euro e un finanziamento della Regione pari alla copertura del 50% delle spese effettuate su precise azioni di sviluppo. Cosi' Rendez vous e' partito, contando sul supporto della regione Toscana che ha contribuito economicamente all'evento e del Comune di Viareggio.
Il format e' quello di affidare a un soggetto terzo e professionale l'organizzazione espositiva. Si ma seguendo quale prassi? E scegliendo il partner secondo quali criteri visto che si tratta di soldi pubblici? Non sappiamo neppure quanto e' costata la manifestazione e a quanto ammontano in totale i finanziamenti pubblici eventualmente che vanno oltre quei 400 mila euro dichiarati in conferenza stampa dalla regione toscana. 

E chiuso il sipario sull'opulenta kermesse poi cosa resta? 

Un porto in bancarotta messo all'asta al ribasso che nessuno si vuol comprare, in piena decadenza e deterioramento, mentre latita ancora il piano regolatore del porto, e il nuovo mercato ittico non ancora finito cade gia' a pezzi, e questo dopo lo storico flop costato caro ai tempi della costruzione della vecchia struttura. E ancora, l'annoso e mai risolto (sara' un caso) problema dell'insabbiamento dei fondali del porto costato da sempre un'emorragia di soldi pubblici alla ricerca del sistema migliore tra draghe e sabbiodotti, periodicamente riproposti e rifinanziati e che fa si' che i bassi fondali costituiscano il problema numero uno dello sviluppo del porto di Viareggio. Dove pero' vuol costruire una banchina per il mercantile, costo previsto di 2milioni e 600mila euro di cui ancora ignoriamo l’utilità visto che Viareggio si trova tra i grossi porti commerciali di livorno, La Spezia e Carrara. Un'area produttiva come il consorzio Polo Nautico nata sotto i migliori auspici che ha fallito il suo intento di essere una sorta di silicon valley della nautica 
dove gli accordi presi tra comune e concessionari per salvaguardare i posti di lavoro in relazione all'occupazione delle aree sono stati disattesi in un complice silenzio e mentre si permetteva a qualcuno di fare il buono e il cattivo tempo, di occupare spazi con subconcessioni o magari senza renderle produttive ci si è lasciati scappare marchi storici e illustri che hanno tolto le tende da Viareggio nell'indifferenza politica piu' totale trasferendosi altrove per carenza di spazi con importanti riflessi sull'indotto viareggino. Dove si cavalca Il progetto di un'asse di penetrazione che deturperà l’area verde di un importante pezzo di pineta e la faccia di un intero quartiere congestionando ulteriormente la darsena e i quartieri limitrofi (più strade = più traffico), senza considerare l'ombra della malavita che si e' allungata su concessioni date in zona portuale forse con troppa leggerezza... Questo senza considerare la mancanza di adeguati servizi alle banchine pubbliche per le imbarcazioni, la cattiva gestione della fallita Viareggio porto spa, che ha fermato il tempo a 50 70 anni fa mentre altri porti turistici adeguavano i loro standard qualitativi e altre marine nascevano ex nuovo con tutto il loro moderno appeal. 

Vedremo se Viareggio sara' in grado di cogliere la sfida soprattutto con se stessa e utilizzare finalmente in modo proficuo i finanziamenti pubblici che negli anni sono arrivati cospicui, senza lasciare traccia tangibile sul territorio, senza creare alcun beneficio alle sue imprese e ai suoi cittadini... intanto e' tempo di glamour, di passerelle, belle, costose quanto enigmatiche iniziative ...

lunedì 17 aprile 2017

I fanghi sporchi non si lavano in famiglia

Depuratore in tilt, come la politica ambientale della nostra città (e non solo). Se Viareggio è letteralmente nel fango, possiamo ringraziare i nostri amministratori che continuano a gestire il problema in modo approssimativo e sempre in urgenza, col risultato di mettere a repentaglio la salute dei cittadini e il futuro di un intero, importante comparto per la nostra città, quello legato al turismo, con l'aggravante temporale di essere alle soglie della stagione estiva. Il Movimento 5 Stelle indirizza il problema alla radice, sui ritardi, le inadempienze, le falle del sistema di gestione della depurazione delle acque reflue, cio' che ha portato recentemente al vaglio della magistratura personaggi di spicco delle partecipate Sea Risorse e Gaia, accusati dalla Direzione Distrettuale Antimafia Toscana di aver venduto come "Compost" fanghi ad alto contenuto di idrocarburi, concime velenoso, trasformato nel ciclo in cibo, finito direttamente nei nostri piatti. Un'inchiesta che ha portato alla battuta di arresto sul conferimento fuori regione, con il conseguente accumulo dei fanghi di supero nelle vasche del depuratore di Viareggio, da smaltire in fretta in vista dei campionamenti Arpat, con la conseguente corsa contro il tempo e il risultato di numerosi guasti alle linee sovraccariche di lavoro: "I tempi sono maturi per tirare le somme" - tuonano i 5 Stelle viareggini - "Gaia si è dimostrata inadempiente, un'azienda decotta, dove i vertici hanno pesanti responsabilità amministrative, deficienze tecniche, indebitata e con notevoli spese sulle immobilizzazioni, che vanta chilometri di tubazioni, in cemento-amianto che perdono e che rimangono in attesa di essere sostituite da tempo immemorabile, come il progetto dell'acquedotto industriale rimasto da sempre irrimediabilmente sulla carta, aggiungendo inoltre il problema del Tallio e di alcune famiglie che non possono usare quell'acqua che invece sulle bollette dovrebbe essere potabile. Un'azienda a cui si fa ulteriore credito e si danno ulteriori committenze come se niente fosse, a fronte di spese esorbitanti, disservizi e ingiusti balzelli". I risultati sono sotto gli occhi di tutti: "una città intera in balia di un inquinamento organico incontrollato, causa il deterioramento di un impianto che fin dall'anno scorso dava evidenti segni di cedimento".
Non sono servite le bollette salatissime pagate con il sudore dei cittadini, vessati da voci incomprensibili, che non trovano giustificazione e quindi fuorilegge, né i segnali che giungono da tempo, inascoltati, a scongiurare questa catastrofe: come ad esempio il problema degli escrementi che vanno verso il mare, rilevati tra Farabola e il Burlamacca. " Soldi in cassa non ce ne sono, i sindaci sono latitanti ed ingenti finanziamenti pubblici vengono spesi in assurde quanto inutili sperimentazioni di acidi per soddisfare l'ego di qualcuno, di certo non aiuteranno a trovare le soluzioni necessarie per uscire una volta per tutte dall'impasse tecnica e ambientale che rischia di mettere seriamente a repentaglio l'intera stagione balneare del nostro territorio.
"Verremo accusati di aver fatto troppo i grilli parlanti quando mettevamo in guardia da investimenti inutili e perdite di tempo, senza capire che la soluzione era quella di una manutenzione ecosostenibile e di una programmazione degli interventi strutturali da fare in tempi non sospetti. Dopo l'invasione delle alghe in Farabola dell'estate scorsa si vede che nessuno ha imparato la lezione. che per risolvere i problemi ambientali bisogna organizzarsi per tempo e lavorare con costanza, non solo quando la situazione degenera o in vista delle solite campagne elettorali..."

MoVimento 5 Stelle Viareggio