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lunedì 19 maggio 2014

Presentate le idee per lo sviluppo ed il rilancio del porto di Viareggio



Mentre l'amministrazione era occupata nel taglio del nastro per la "grande" opera realizzata per meno della metà, il MoVimento 5 Stelle di Viareggio presentava alla città la sua proposta e visione di porto.
Alla presenza del candidato portavoce al Parlamento Europeo Marco Di Gennaro, attivista apuano di lungo corso e con un'ottima presenza di cittadini, politici locali ed addetti ai lavori - cui vanno i nostri ringraziamenti - è stata esposta la variante al Piano Regolatore Portuale.
Un progetto che interessa uno dei centri economici della città e si sviluppa da oltre un anno attraverso confronti con le categorie, tavoli tecnici, riunioni pubbliche e condivisione con tutte le parti in causa. Il MoVimento 5 Stelle non ha chiuso le porte al dialogo ed al confronto, recependo le osservazioni pervenute da cittadini e professionisti del settore, per un piano che ha trovato in questa presentazione non un arrivo, ma un nuovo punto di ripartenza.
Un porto polivalente e polifunzionale, che fa della legalità, dell'ordine e dell'estetica la sua stella polare e che guarda al futuro senza dimenticare il passato, allineandosi alle richieste attuali del mercato e cercando di anticiparne le prossime. Un porto dove - grazie anche all'ottimizzazione degli ormeggi - trovano maggior spazio e servizi le grandi imbarcazioni, ma anche quelle di piccole e medie dimensioni, senza dimenticare pesca, manutenzione e refitting.
Un progetto che non si ferma al Triangolino, dedicato agli yacht fino a 70 metri ed alla Madonnina, dove si collocano imbarcazioni di 12/15 e 40/50 metri, ma che, risalendo il Burlamacca e le darsene, tra vele storiche e nautica di piccolo cabotaggio, disegna una visione complessiva di porto e di città, regalando nuovi scorci e riscoprendo parti dimenticate della stessa, riducendo inoltre il più possibile gli interventi di cementificazione e diminuendo di conseguenza i costi di realizzazione.
Un porto dove si incentivano anche la mobilità pedonale, ciclabile ed elettrica, si creano nuovi collegamenti, congiungendo luoghi prima distanti tra loro e si approntano spazi multifunzionali per la realizzazione di mostre, fiere ed esposizioni, con un centro polivalente, destinabile ad un ampia gamma di scopi, nel mercato ittico in futura dismissione.
Un piano - realizzato a costo zero con la collaborazione di tecnici qualificati - che il MoVimento 5 Stelle consegna alla città, auspicando il dialogo tra tutte le forze politiche e le parti sociali, per giungere infine al compimento di un progetto che possa finalmente far ripartire questo fulcro economico e crediamo anche tutta la città.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 10 maggio 2013

YARE, parte seconda

Dopo il comunicato dell'ottobre 2012 sul blog grilliversiliesi.it, il MoVimento 5 Stelle Viareggio passa dalle parole ai fatti.
Parola d’ordine: trasparenza, e in questo segno ha presentato alla Corte dei Conti un dettagliato esposto.
La domanda è: per quale motivo il Comune di Viareggio ha deciso di pagare alla soc. Aretusa s.r.l. 42.350 euro per l'utilizzo del marchio YARE nel solo anno 2013?
E' un valore che il Movimento 5 Stelle ritiene eccessivo a fronte dell’esito delle iniziative che nei due precedenti anni si sono viste svolgersi sotto quel nome nella Darsena di Viareggio.
Considerando anche il fatto che nel 2013 l'evento ha completamente cambiato format escludendo proprio la manifestazione fieristica in Darsena.
Alla luce di quanto esposto, quello che il M5S Viareggio chiede di verificare da parte della Corte dei Conti è la congruità della cifra versata alla Aretusa s.r.l., se cioè l'effettivo valore commerciale del marchio YARE meritasse davvero un esborso di denaro pubblico così elevato in proporzione ai risultati precedentemente ottenuti con l’utilizzo di quel marchio, depositato da una società privata non molto tempo prima dell’acquisto della licenza d'uso per il 2013 deliberato dal Comune.
Quello in cui il M5S crede fermamente è che la gestione del denaro pubblico debba avvenire in base a principi di competenza, onestà e trasparenza.
Chiedere quindi a chi ci amministra come e dove vengano impiegati i nostri soldi è, prima che un diritto, un dovere che ciascuno di noi ha nei confronti di se stesso e di tutta la comunità.
Quello che il M5S osserva in questo caso, è che l'unica che sembra aver fatto un ottimo affare sia stata la Aretusa s.r.l., che, per quanto ci è dato sapere, a fronte delle sole spese per la registrazione del marchio, si è trovata un'entrata di 42.350 euro.
Non si comprende invece quale sia stato e soprattutto quale possa essere il vantaggio per il Comune e per gli operatori della nautica locale nell'aver utilizzato il nome YARE piuttosto che un qualsiasi altro nome.
Un altro punto che l’esposto del Movimento 5 Stelle chiede venga sottoposto al vaglio della Procura è come mai il Commissario Prefettizio Dott. Mannino, preposto al risanamento dei conti della nostra amministrazione, abbia avallato la spesa, pur non essendo per lui questo un atto dovuto, ma solo “possibile”, come si evince dalla stessa delibera comunale che autorizza (notare, "autorizza", non "impone") il pagamento.
Questo “avallo” appare per il Movimento 5 Stelle inopportuno sia a fronte dei continui e sempre più pesanti sacrifici economici imposti ai cittadini, che della pesante situazione finanziaria in cui il Comune di Viareggio si trova e che pochi giorni fa è stata illustrata proprio dal Commissario Prefettizio.


MoVimento 5 Stelle Viareggio

domenica 11 novembre 2012

Y.A.R.E.



Oltre 42mila euro (42.350) per acquistare il marchio “Yare”, quello della fiera del refitting con la quale si è cimentata l’amministrazione Lunardini nei quattro anni di governo della città. La somma, Iva compresa, andrà alla società “Aretusa” che fa capo a Marco Calamari. In base - si legge nella delibera approvata in questi giorni dal commissario prefettizio - alla delibera numero 95 della Giunta comunale con la quale, il 23 novembre 2001, «è stato approvato lo schema di protocollo d’intesa con il quale l’amministrazione ha inteso acquisire la disponibilità del marchio “Yare” che sarà utilizzato per l’intera durata del protocollo sui prodotti, per i servizi e gli eventi relativi alle manifestazioni, fiere e/o esposizione organizzati e finalizzati alla realizzazione del progetto oggetto del protocollo».
Il marchio - si legge nella delibera all’Albo pretorio - della quale il commissario ed i suoi uffici (il Suap) non hanno ritenuto di darne pubblicità - è della Aretusa Srl «che lo ha depositato il 19 novembre 2010 e registrato il 14 marzo 2011», pochi mesi prima di firmare il protocollo per la vendita al Comune.

La notizia competa nell'articolo de Il Tirreno...

La risposta di Mannino: L’ACQUISTO DEL MARCHIO YARE
by viareggiok · 10 ottobre 2012 · Categoria: Dal Comune 
Il Commissario Prefettizio, in merito a quanto apparso in recenti articoli di stampa, precisa che l’approvazione dell’atto di cessione in licenza per l’uso del marchio “Yare”, per un importo di 42.350,00 euro, é stata deliberata dalla precedente giunta  (delibera n. 332 del 27 luglio 2012) prima dello scioglimento del Consiglio Comunale.  Il contratto, successivamente sottoscritto dagli Uffici del Comune di Viareggio e dal legale rappresentante della Società Aretusa Srl con sede a Milano, ha solo definito gli aspetti concessori e gestionali relativi all’utilizzazione del suddetto marchio da parte del Comune fino al 2013.

L'analisi
Quarantaduemilaeuropagatidalcomunediviareggiopercosaaaa? Un marchio di una manifestazione vuota e che non ha portato nulla se non sminuito la Nautica? Yare è stata un evento privato di valore negativo per l’ente Comune di Viareggio. Il marchio, registrato poco prima dell’accordo con Lunardini quanto vale commercialmente parlando? Il valore commerciale di un marchio, solamente poi, o così si desume dai giornali, per l’uso per l’anno prossimo, può avere un valore pari a meno di zero. Il commissario invece di proseguire nella delibera avrebbe, nell’interesse della città e del taglio di spese inutili (termine gentile per questa spesa) avrebbe dovuto prima far analizzare economicamente questa delibera, e del caso oltre a Lunardini chi ne ha deliberato all’interno delle dirigenze dell’ente. Proprio da ieri sui giornali si parla dell’idea di Vitelli al limite ri-lancia quanto da mio padre, ideatore e promotore, era la vera Mostra Nautica nata a Viareggio nel 1983. Sogno e realizzazione che poi, come tante cose perse nel decadimento della città, lasciata portar altrove. E ribadisco proprio in questo caso la “vera” mostra nautica, perché lo Yare non è stato nulla. Allora, se si permette il paragone, mio padre avrebbe dovuto, ed io potrei chiedere qualche milione di euro per il marchio “Mostra Nautica”, al Comune di Viareggio ed a quello di Genova?