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martedì 17 giugno 2014

Biblioteca: il prezzo delle scelte.

Ormai è uno sport diffuso, praticato a tutti i livelli di governo, quello di indicare nel settore cultura un comparto da difendere, sottolineandone l'importanza affinché una nazione possa definirsi “civile” e dichiarando che le voci di spesa legate a tale settore rappresentino veri e propri investimenti sul futuro del paese.
Una retorica che spesso è stata ripresa anche dall'amministrazione Betti. Niente in contrario, anzi, una siffatta prospettiva non potrebbe che essere condivisa dal M5S Viareggio. Potrebbe, se non si trattasse solo di parole.
Ci duole segnalare, infatti, la situazione critica nella quale si trovano i lavoratori dell'associazione “Gli Amici della Biblioteca”.
Tale associazione svolge da anni un'opera necessaria al mantenimento in funzione sia della Biblioteca Comunale, che della Biblioteca dei Ragazzi. Infatti, tramite il lavoro degli associati, complementare rispetto a quello dei dipendenti pubblici assegnati alle strutture, viene garantito l'orario di apertura e l'erogazione dei servizi al pubblico.
Gli Amici della Biblioteca hanno sempre rispettato gli accordi presi con l'amministrazione, a fronte di un costo annuale di circa 15.000 euro lordi per tre lavoratori, ognuno dei quali con un monte ore settimanale pari a venti. Tali impegni di spesa, tra l'altro, sono sempre stati presi nel rispetto del budget dell'ente.
Attualmente, accampando come motivazione l'ormai nota crisi finanziaria dell'amministrazione cittadina, a questi lavoratori è stato negato il pagamento di somme legate a lavoro pregresso. Come se questo non bastasse, alla data di oggi, non sono state fornite risposte certe in merito al loro futuro, nonostante l'accordo in essere scada il 30 di questo mese.
Sappiamo benissimo che la situazione economica del Comune di Viareggio è drammatica, e che ciò discende da dati reali.
Ma le diverse esperienze di governo della città, da Marcucci a Lunardini, passando dal commissario Mannino fino all'attuale giunta Betti, hanno dimostrato di saper compiere delle scelte in barba ai problemi di bilancio: basti ricordare, a titolo esemplificativo, l'acquisto del marchio YARE per 45.000 euro, i 78.000 euro spesi per l'ultima edizione Europacinema senza ottimizzarne la gestione -sottolineiamo che la manifestazione ha incassato poco più di 5000 euro-, la decisione di destinare un contributo dell'ente per il progetto dell'Atelier della Grafica, cattedrale nel deserto della quale non si sentiva il bisogno; questi e altri episodi tracciano una continuità tra i diversi amministratori, per la loro capacità di portare avanti ostinatamente scelte politiche al di là delle più ovvie considerazioni economiche.
Ma rispettare il lavoro di soggetti qualificati che, purtroppo, non godono delle garanzie spettanti ai normali dipendenti pubblici, garantire il livello minimo di offerta culturale in città, quando questa non diventa happening, quando non porta progetti la cui utilità sia segnatamente propagandistica, forse non interessa.
Alla fine, di fronte ad un'amministrazione che non sa nemmeno rispondere sul loro futuro, pare che queste persone servano solo ad uno scopo: pagare il prezzo delle scelte fatte in danno della città.
Auspichiamo che, data la necessità di mantenere pienamente funzionale la Biblioteca Comunale di Viareggio, si giunga al rinnovo della convenzione con Gli Amici della Biblioteca.
Per questo il M5S Viareggio chiede all'assessore Glauco Dal Pino di attivarsi presso l'ufficio di ragioneria affinché vengano stanziate le somme richieste, in quanto necessarie all'ordinario funzionamento di un servizio fondamentale per la cultura sul nostro territorio.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 10 maggio 2013

YARE, parte seconda

Dopo il comunicato dell'ottobre 2012 sul blog grilliversiliesi.it, il MoVimento 5 Stelle Viareggio passa dalle parole ai fatti.
Parola d’ordine: trasparenza, e in questo segno ha presentato alla Corte dei Conti un dettagliato esposto.
La domanda è: per quale motivo il Comune di Viareggio ha deciso di pagare alla soc. Aretusa s.r.l. 42.350 euro per l'utilizzo del marchio YARE nel solo anno 2013?
E' un valore che il Movimento 5 Stelle ritiene eccessivo a fronte dell’esito delle iniziative che nei due precedenti anni si sono viste svolgersi sotto quel nome nella Darsena di Viareggio.
Considerando anche il fatto che nel 2013 l'evento ha completamente cambiato format escludendo proprio la manifestazione fieristica in Darsena.
Alla luce di quanto esposto, quello che il M5S Viareggio chiede di verificare da parte della Corte dei Conti è la congruità della cifra versata alla Aretusa s.r.l., se cioè l'effettivo valore commerciale del marchio YARE meritasse davvero un esborso di denaro pubblico così elevato in proporzione ai risultati precedentemente ottenuti con l’utilizzo di quel marchio, depositato da una società privata non molto tempo prima dell’acquisto della licenza d'uso per il 2013 deliberato dal Comune.
Quello in cui il M5S crede fermamente è che la gestione del denaro pubblico debba avvenire in base a principi di competenza, onestà e trasparenza.
Chiedere quindi a chi ci amministra come e dove vengano impiegati i nostri soldi è, prima che un diritto, un dovere che ciascuno di noi ha nei confronti di se stesso e di tutta la comunità.
Quello che il M5S osserva in questo caso, è che l'unica che sembra aver fatto un ottimo affare sia stata la Aretusa s.r.l., che, per quanto ci è dato sapere, a fronte delle sole spese per la registrazione del marchio, si è trovata un'entrata di 42.350 euro.
Non si comprende invece quale sia stato e soprattutto quale possa essere il vantaggio per il Comune e per gli operatori della nautica locale nell'aver utilizzato il nome YARE piuttosto che un qualsiasi altro nome.
Un altro punto che l’esposto del Movimento 5 Stelle chiede venga sottoposto al vaglio della Procura è come mai il Commissario Prefettizio Dott. Mannino, preposto al risanamento dei conti della nostra amministrazione, abbia avallato la spesa, pur non essendo per lui questo un atto dovuto, ma solo “possibile”, come si evince dalla stessa delibera comunale che autorizza (notare, "autorizza", non "impone") il pagamento.
Questo “avallo” appare per il Movimento 5 Stelle inopportuno sia a fronte dei continui e sempre più pesanti sacrifici economici imposti ai cittadini, che della pesante situazione finanziaria in cui il Comune di Viareggio si trova e che pochi giorni fa è stata illustrata proprio dal Commissario Prefettizio.


MoVimento 5 Stelle Viareggio

domenica 11 novembre 2012

Y.A.R.E.



Oltre 42mila euro (42.350) per acquistare il marchio “Yare”, quello della fiera del refitting con la quale si è cimentata l’amministrazione Lunardini nei quattro anni di governo della città. La somma, Iva compresa, andrà alla società “Aretusa” che fa capo a Marco Calamari. In base - si legge nella delibera approvata in questi giorni dal commissario prefettizio - alla delibera numero 95 della Giunta comunale con la quale, il 23 novembre 2001, «è stato approvato lo schema di protocollo d’intesa con il quale l’amministrazione ha inteso acquisire la disponibilità del marchio “Yare” che sarà utilizzato per l’intera durata del protocollo sui prodotti, per i servizi e gli eventi relativi alle manifestazioni, fiere e/o esposizione organizzati e finalizzati alla realizzazione del progetto oggetto del protocollo».
Il marchio - si legge nella delibera all’Albo pretorio - della quale il commissario ed i suoi uffici (il Suap) non hanno ritenuto di darne pubblicità - è della Aretusa Srl «che lo ha depositato il 19 novembre 2010 e registrato il 14 marzo 2011», pochi mesi prima di firmare il protocollo per la vendita al Comune.

La notizia competa nell'articolo de Il Tirreno...

La risposta di Mannino: L’ACQUISTO DEL MARCHIO YARE
by viareggiok · 10 ottobre 2012 · Categoria: Dal Comune 
Il Commissario Prefettizio, in merito a quanto apparso in recenti articoli di stampa, precisa che l’approvazione dell’atto di cessione in licenza per l’uso del marchio “Yare”, per un importo di 42.350,00 euro, é stata deliberata dalla precedente giunta  (delibera n. 332 del 27 luglio 2012) prima dello scioglimento del Consiglio Comunale.  Il contratto, successivamente sottoscritto dagli Uffici del Comune di Viareggio e dal legale rappresentante della Società Aretusa Srl con sede a Milano, ha solo definito gli aspetti concessori e gestionali relativi all’utilizzazione del suddetto marchio da parte del Comune fino al 2013.

L'analisi
Quarantaduemilaeuropagatidalcomunediviareggiopercosaaaa? Un marchio di una manifestazione vuota e che non ha portato nulla se non sminuito la Nautica? Yare è stata un evento privato di valore negativo per l’ente Comune di Viareggio. Il marchio, registrato poco prima dell’accordo con Lunardini quanto vale commercialmente parlando? Il valore commerciale di un marchio, solamente poi, o così si desume dai giornali, per l’uso per l’anno prossimo, può avere un valore pari a meno di zero. Il commissario invece di proseguire nella delibera avrebbe, nell’interesse della città e del taglio di spese inutili (termine gentile per questa spesa) avrebbe dovuto prima far analizzare economicamente questa delibera, e del caso oltre a Lunardini chi ne ha deliberato all’interno delle dirigenze dell’ente. Proprio da ieri sui giornali si parla dell’idea di Vitelli al limite ri-lancia quanto da mio padre, ideatore e promotore, era la vera Mostra Nautica nata a Viareggio nel 1983. Sogno e realizzazione che poi, come tante cose perse nel decadimento della città, lasciata portar altrove. E ribadisco proprio in questo caso la “vera” mostra nautica, perché lo Yare non è stato nulla. Allora, se si permette il paragone, mio padre avrebbe dovuto, ed io potrei chiedere qualche milione di euro per il marchio “Mostra Nautica”, al Comune di Viareggio ed a quello di Genova?