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martedì 29 aprile 2014

Rifiuti: scoperchiamo la pentola!

Viareggio ha scoperto con orrore che il proprio sistema economico/politico/sociale cittadino è come le “stalle di Augia”, che nessuno aveva mai spazzato e che Ercole dovette ripulire in un solo giorno come sua sesta impresa. 
Purtroppo, in questo caso, nemmeno Ercole in un solo giorno, riuscirebbe nell’impresa viareggina, per un motivo molto semplice: ancor oggi nessuno è in grado di sapere quanto siano grandi le “Stalle di Augia”, nessuno sa quanto è grande il “buco di bilancio” nelle finanze locali. 
Con questa interrogazione intendiamo “scoperchiare” la pentola sulla futura gestione dei rifiuti e scoprire informazioni sulla futura tariffa – TARI – a cui i cittadini e le attività commerciali/produttive saranno, molto probabilmente, sottoposti negli anni a venire e, soprattutto, vogliamo puntare il dito su eventuali responsabilità passate e presenti attraverso un’inchiesta pubblica, con la partecipazione dei cittadini e dei comitati, al fine di verificare tutti gli errori politico/tecnico/amministrativi in seno alle consolidate prerogative di efficienza, efficacia ed economicità nella gestione dell’igiene ambientale e della tariffa applicata alla stessa.

Qui il testo integrale dell'interrogazione.

MoVimento 5 Stelle Viareggio
 

lunedì 13 gennaio 2014

COMUNICATO STAMPA: Perché GAIA non si è costituita parte civile?


Apprendiamo senza sorpresa che GAIA spa, società di cui Viareggio detiene - con partecipazione azionaria di oltre il 21% - la maggioranza relativa, non si sia costituita come parte civile nel processo contro TEV/Veolia.

Stupisce soprattutto per il fatto che la stessa società è citata capo B del rinvio a giudizio del processo, in quanto gli imputati (tecnici ed organi dirigenti) "inducevano in errore la società Gaia spa" e le causavano "un danno patrimoniale di rilevante gravità".
C’era quindi la concreta possibilità, costituendosi, di ottenere un cospicuo risarcimento, con denari, crediamo, davvero utili per i disastrati bilanci della società, che ogni anno di più salassa i cittadini con tariffe fra le più alte in Toscana ed in Italia, investendo al contempo sempre meno nell’infrastruttura.

Una decisione a nostro avviso totalmente irrazionale alla luce delle gravi colpe imputate ai vertici di TEV e Veolia dall’accusa. Si parla di sversamenti negli impianti di depurazione della Versilia di acque di lavaggio delle caldaie e percolati di terreni avvelenati dalle ceneri di combustione. Acque quindi altamente contaminate, da diossina e altri temibili inquinanti, provenienti dall’impianto di incenerimento di Pietrasanta. Tali liquidi sarebbero stati artatamente contraddistinti con codice identificativo non pericoloso e miscelati con i reflui urbani.

Una situazione di una gravità inaudita che meritava quindi che anche l’azienda idrica si costituisse, non solo per una questione economica, ma soprattutto per aggiungere una voce importante a tutte quelle che in questi anni hanno sempre chiesto giustizia.
Per questo motivo chiediamo pubblicamente, come interrogheremo formalmente anche nelle sedi appropriate, al Sindaco della città azionista principale ed ai vertici dell’azienda, il perché di questa scelta.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

EDIT: quest'oggi è stata protocollata formale interrogazione (clicca qui per leggerla) all'amministrazione di Viareggio

martedì 15 gennaio 2013

1974 – 2013 Trentanove anni di veleni e scandalose bugie


Inizia mercoledì 16 il processo contro i dirigenti della multinazionale Veolia che gestiva l’impianto di Falascia.

La storia dell’inceneritore di Falascaia è simile a quella di molti altri inceneritori: Colleferro, Malagrotta, Taranto, Terni, Montale ecc. Storie concluse con gravi danni all’ambiente, provocati da inefficienti e pericolose politiche di gestione dei rifiuti perseguite contro il volere dei cittadini ed in ossequio al profitto privato.
L’impianto di Falascaia è stato costruito sullo stesso sito in cui per anni fu situato un bruciatore a cielo aperto. Ci avevano assicurato che il nuovo impianto sarebbe stato il più sicuro e monitorato d’Italia, se non addirittura di Europa. Gli avvenimenti recenti hanno sconfessato questa farsa confermando l’idea, scientificamente dimostrata, che tutti gli impianti di questo tipo producono inevitabilmente veleni.

Nel caso specifico di Falascaia questa verità è emersa con particolare drammaticità in quanto alla pericolosità e delicatezza intrinseche alle lavorazioni in esso effettuate, si è sommata una sciagurata gestione impiantistica con esiti quanto mai dannosi per la salute dei cittadine e per l’ambiente.

E’ stato dimostrato, perché confessato dalle stesse maestranze che in esso operavano, che l’inceneritore di Falascaia ha potuto bruciare rifiuti solo perché i dati di monitoraggio delle emissioni erano sistematicamente manomessi per mantenerli all’interno dei livelli operativi fissati dalle leggi. I controlli delle autorità preposte, che probabilmente non avevano molto interesse ad approfondire la questione, erano cosi costantemente e fraudolentemente elusi.
Tutto questo è stato oggetto di un processo i cui esiti a nostro giudizio sono stati a dir poco sconcertanti a fronte dell’accertata ed acquisita sicurezza che la pratica del taroccamento dei dati emissivi è stata sistematicamente messa in opera fin dal collaudo dell’impianto stesso. Troviamo incomprensibile che coloro i quali hanno volutamente falsificato i dati di gestione, inquinando per anni l’ambiente versiliese e provocando danni alla salute dei cittadini, se la siano cavata con una semplice ammenda di circa 4.000 euro.

Il 16 gennaio p.v. sarà celebrato un secondo procedimento penale a carico dei dirigenti di TEV – Veolia. L’accusa a cui dovranno rispondere è estremamente grave e riguarda l’inquinamento del torrente Baccatoio in cui, by-passando il sistema di trattamento delle acque reflue, venivano sversate le acque di lavorazione dell’inceneritore. Con questa sciagurata pratica, messa in opera con il solo scopo di risparmiare i soldi necessari per un efficace sistema di trattamento, l’intero bacino del torrente Baccatoio è stato così inquinato con diossine ed altre sostanze altamente tossiche.
Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso e condanni pesantemente coloro che, abbagliati da una logica di profitto, non hanno esitato a mettere a repentaglio la salute dei cittadini e la sicurezza dell’ambiente.
Per quanto riguarda il destino futuro dell’ex-impianto di Falascaia ci auspichiamo che esso venga definitivamente dismesso, intendendo con questo che l’inceneritore venga finalmente demolito e la sua l’area di pertinenza, ivi compreso il torrente Baccatoio, sia bonificata a spese della multinazionale VEOLIA.
Questo al duplice scopo di recuperare pienamente una zona ambientalmente importante e bella ed evitare che dalle ceneri dell’impianto di Falascaia possa rinasce un terzo sciagurato impianto.
Si richiamano i politici eletti nelle istituzioni a non disattendere l’aspettativa sopra espressa. Esortiamo a perseguire una gestioni dei rifiuti che porti verso “rifiuti zero” potenziando la raccolta differenziata.

E’ ora di dire basta a tutte quelle lobby che per i loro sporchi profitti vogliono bruciarci il futuro. 

Rete Ambientale della Versilia