giovedì 16 giugno 2016

Valleverde: Si scrive AcquaPark ma si legge Nuovo Centro Commerciale


Nel consiglio comunale del 14 giugno scorso, si è potuto vedere cosa la maggioranza consiliare e il Partito Democratico intendono per lotta al consumo del territorio e tutela delle piccole realtà commerciali esistenti. Infatti malgrado i proclami a cui stiamo assistendo da parte del PD e del sindaco Del Ghingaro, di prevedere una pianificazione del territorio senza consumo di suolo, all'atto pratico si vuole continuare ad appoggiare i progetti come quello di Valleverde per la costruzione di un nuovo grande centro commerciale in aree al di fuori del perimetro urbano.

Come si evince dal Masterplan concept presentato nel dicembre del 2014 presso il comune di Massarosa, della cui versione completa sembra che molti consiglieri di maggioranza ed esponenti della giunta Del Ghingaro ignorino l'esistenza, si può comprendere come l'acquapark e il campo da golf, siano solamente una scusa per la realizzazione di un centro commerciale di quasi 40.000 mq, che creerebbe notevoli problemi al già precario equilibrio dell'economia localeAnche le tutele proposte con l'emendamento presentato in Consiglio comunale, di vincolare il nuovo progetto agli obbiettivi urbanistici comunali, risulta ampiamente aggirabile perché interesserebbe solo una piccolissima porzione dell'area destinata all'intervento e anche perché in questi giorni è in corso di realizzazione il nuovo strumento urbanistico della città di Viareggio che, proprio per lo sviluppo di questo progetto, si porrà nuovi obbiettivi di dimensionamento commerciale.L'unico strumento utile per tutelare l'economia locale sarebbe stato impedire la realizzazione del nuovo centro commerciale.
Ricordiamo che in Italia in media per ogni posto a part time verticale guadagnato con la grande distribuzione, se ne perdono almeno sei a tempo indeterminato o di proprietà nel piccolo commercio locale.

L'accordo procedimentale approvato durante lo scorso consiglio comunale non è un atto da poco perché consente al soggetto promotore, la Valle Verde Viareggio srl con capitale sociale di sole 90 mila euro a fronte di un progetto di svariati milioni di euro, di farsi forte dell'appoggio dei comuni di Massarosa e Viareggio, quando si riunirà la conferenza dei servizi volta al perfezionamento dell'accordo di pianificazione, atto fondamentale per consentire un cambio di destinazione d'uso da agricolo, ad un più remunerativo terreno edificabile. 
Tutto come previsto dalle recenti regolamentazioni regionali che si pongono principi nobili di tutela del paesaggio, ma che praticamente concedono scappatoie per consumare suolo, soprattutto per le grandi aziende vicine ai centri di potere bancari e politici giusti.
Il progetto complessivo che si estende su un area di quasi 700 mila metri quadri, risulta solo un imponente consumo di territorio dal grande impatto ambientale e sociale.
E' necessario che si prenda coscienza quanto prima, che la continua perdita di suolo mina alle basi il futuro della nostra economia. Infatti a fronte di un aumento della popolazione, la superficie agricola utilizzata nel nostro paese è diminuita del 28% in 40 anni.
Inoltre i 900 posti di lavoro sbandierati a mezzo stampa, difficilmente risulteranno confermati a giochi fatti, come si può comprendere confrontando i dati reali di strutture simili già esistenti sul territorio nazionale e regionale.
Ultimo, ma non banale il particolare che l'accordo procedimentale, stipulato tra la società Valle Verde Viareggio srl e i comuni di Viareggio e Massarosa, non obbliga in nessun modo la società promotrice del progetto di portare a termine l'intervento, una volta incassato il cambio di destinazione d'uso del terreno, tramite la variante che si avrà in contemporanea con l'accordo di pianificazione previsto.

Per il M5S Viareggio quindi è un NO deciso a questo tipo di progetti, che prevedono una pianificazione tesa allo sfruttamento di territorio agricolo solo per fini di speculazione finanziaria, con tutte le conseguenze negative di maggiore carico antropico, che finirebbe per compromettere una zona già minata da importanti limiti idrogeologici.
Sicuri, si cambia, ma soprattutto si costruisce là dove nessuno c'era mai riuscito prima, e forse ci sarà un perché.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

mercoledì 1 giugno 2016

Legittima Difesa



Con sprezzante arroganza il Sindaco Sig. G. Del Ghingaro apostrofa pubblicamente la nostra Consigliera Comunale come incompetente distorcendo, con imbarazzante opportunismo politico e con toni aggressivi, nervosismo e concitazione, quanto detto dalla Consigliera A. Pacilio a proposito dell'azienda Anci Innovazione srl e delle società pubbliche Viareggio Patrimonio srl e I Care srl. 
Si tratta dell'ennesima dimostrazione di forza da parte dell'Amministrazione impegnata ad imbavagliare qualsiasi dissenso, dalle critiche avanzate di chi cerca di vedere oltre ai proclami e alle pronte soluzioni di facile portata propagandistica, disposte da chi si reputa una sorta di temerario del dissesto, tanto da affermare che Viareggio ne sarebbe uscita a tempo di record, in netto anticipo sui tempi fisiologici previsti dalla procedura regolata dal Tuel. Pur senza avere ancora un quadro esaustivo della voragine che sta ingoiando la città, confezionando delibere spesso prive del parere favorevole dei Revisori dei Conti, l'organo di controllo imparziale, perchè nominato dalla Prefettura, che negli atti, messi nero su bianco dall'Amministrazione Del Ghingaro, continua a non vedere certezza sull'avvio della necessaria opera di risanamento dei conti del Comune, né una dimostrata convenienza ed economicità delle soluzioni proposte (non ci dimentichiamo ad esempio il passo falso della delibera di affidamento del servizio di illuminazione prima dato e poi revocato a Mover). Atti non solo bocciati duramente dal Collegio dei Revisori ma anche oggetto di verifica alla Corte dei Conti che ha già aperto un procedimento in merito. Ovviamente, considerate tutte "sciocchezze" per un Comune sull'orlo del disastro economico! Posizioni, mal digerite dal Sindaco, che sono costate strali verso gli stessi Revisori, tacciati, anch'essi di non essere all'altezza del loro ruolo o peggio, schierati politicamente; come per i Consiglieri di opposizione, spintonati da un membro della Giunta, definiti dal Sindaco "codardi" o per pubblico ludibrio presentati sulla sua pagina Facebook come dei "babbuini" e considerati come "alunni non preparati" davanti al professore.

Il Movimento 5 Stelle preso atto del comportamento sprezzante e poco elegante che continua a tenere il Sindaco, dopo l'exploit in Consiglio, rimanda al mittente l'ennesima provocazione, invitando il primo cittadino a tenere toni più rispettosi e pacati e a chiedere scusa per la "scheggia" che gli è partita in assise.

Ricordando che il M5S è composto da cittadini che meritano rispetto e sono consapevoli del loro ruolo, che è quello di operare per il bene della collettività studiando le leggi e le varie documentazioni al loro vaglio. Quello che la Consigliera insieme al suo gruppo sta facendo nella massima difficoltà è attribuibile all'abitudine di chi governa la città e predispone atti indirizzati ai Consiglieri che sembrano fatti apposta per mettere i bastoni tra le ruote a coloro che cercano di vederci chiaro: come le delibere e i documenti presentati all'ultimo istante, spesso incompleti, o certe note citate dal Sindaco a sostegno delle proprie tesi, dichiarate strettamente personali, coperte dalla privacy, di cui nulla è dato sapere (in riferimento a questioni ovviamente di rilevo pubblico). A tal proposito con l'occasione si invita il primo cittadino ad ottemperare a quanto previsto dai regolamenti vigenti, rispettando le tempistiche e la puntualità degli atti presentati ai Consiglieri così come richiesto dal Tuel, cosa certo che un Sindaco così "preparato" non può non sapere, a meno che faccia comodo a lui e alla sua maggioranza, che gli altri restino in superficie e non approfondiscano troppo gli argomenti.

MOVIMENTO 5 STELLE VIAREGGIO

martedì 24 maggio 2016

PER LA PINETA DI PONENTE PIU' TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE


Più ombre che luci, oltre che inquietanti interrogativi.
Sono quelli che emergono riguardo il progetto di riqualificazione della pineta di Ponente. Focalizzati priorità e obiettivi sui lavori in corso d'opera nel polmone verde di Viareggio, finanziati per un importo totale di 1 milione e 500 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e coordinati dal Comune di Viareggio, il Movimento 5 Stelle Viareggio sottolinea che per iniziare a risolvere i problemi legati alla sicurezza sarà importante concepire un adeguato arredo urbano e un’ illuminazione diffusa e a led che consenta una maggiore visibilità per facilitare la sorveglianza dell'area, lavorando per promuovere eventi e valorizzare le attività che siano in sintonia con il contesto naturale per essere di attrattiva durante tutto l'anno.

Quando si parla di abbattimento e sostituzione dei pini malati con altri tipi di piante, il Movimento 5 stelle di Viareggio chiede lumi riguardo al censimento delle piante da abbattere, quelle da lasciare e quelle da ripiantumare. Se esiste la volontà di trasformare "gradualmente" la pineta di ponente in un parco di piante autoctone, vorremmo che fossero resi pubblici i risultati delle indagini che supportano tale azione garantendo la massima trasparenza e un maggior coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte dell'Amministrazione.
L’arrivo di fondi per aiutare a riqualificare un’area importante per la città lasciata da troppo tempo in abbandono nasconde molte perplessità riguardanti una Fondazione tra le prime dieci in Italia per patrimonio ed erogazioni: una potenza economico finanziaria che avanza a suon di elargizioni date più o meno a dicrezione, che ha forti legami con la politica. Tutte le operazioni d'intervento della Fondazione non prevedono infatti gare di evidenza pubblica a cui devono far riferimento invece gli enti pubblici sottoposti a una più stringente normativa sugli appalti, che tra l’altro strozzati dalla morsa della crisi, hanno visto col tempo ridimensionato il loro importante ruolo di committenti. Soldi elargiti in partnerariato anche con la Regione per finanziare progetti promossi e realizzati da terzi, concessi ai comuni, ma anche ad organismi privati, fondazioni e istituti partecipati da soggetti spesso direttamente o indirettamente legati alla Fondazione e quindi in palese conflitto di interessi.
Non vorremmo che la Carilucca, che per statuto ha scopi di utilità sociale e di supporto agli enti per perseguire lo sviluppo economico del territorio, diventi una cassaforte, con tanto di braccio operativo per gli  appalti, a disposizione di lobby e partiti per operazioni speculative onerose mascherate da utilità  sociali per il territorio.
Dietro a un gesto di generosità temiamo si nascondano di fatto pratiche di favoritismo verso certe realtà economiche a discapito di altre, di commistioni di interessi tra pubblico e privato che poco hanno a che fare col bene collettivo
I soldi in ballo infatti sono tanti. Dopo gli interventi finanziati a Viareggio prevalentemente nell'edilizia scolastica sotto l’egida della Provincia, passando attraverso la riqualificazione della pineta, si annuncia da parte della Fondazione l’intenzione di finanziare la resurrezione della passeggiata e la risistemazione della terrazza della Repubblica. In più arriva un'altra notizia shock: 500 ettari di pineta alla Lecciona, attaccate da un parassita assassino, stanno morendo e verrà abbattuta una vasta alberatura, la Regione ha a disposizione 5 milioni da destinare alla forestazione e quindi Viareggio può approfittarne... Urge tenere gli occhi aperti per non trovarsi una pineta rasa al suolo, e che gli interessi dei soliti vengano messi al primo posto di quelli della cittadinanza.


Movimento 5 Stelle Viareggio 

lunedì 16 maggio 2016

L'elefante ha partorito il topolino.


Ovvero l'ennesima occasione persa
E così dopo una lunga attesa, e molte aspettative da parte di chi attendeva un segnale forte per dare nuovo impulso al cuore del commercio viareggino, ultimamente in grande affanno, ecco che arriva il nuovo regolamento dei loggiati e dei chioschi di Piazza Cavour, fresco di approvazione nell’ultimo consiglio comunale: durante un’assise nervosa che ha visto tra l’altro a metà seduta il sindaco e il suo seguito, la giunta, lasciare l’aula, per “lesa maestà”, ecco passare questo scarno regolamento che nei fatti tradisce le attese di chi si aspettava una vera nuova regolamentazione del Piazzone che rilanciasse finalmente l’area commerciale, evitando una volta per tutte l’accumulo di debiti verso l’amministrazione che negli anni ha contribuito ad allargare il buco del bilancio dell’ente e ha portato al mancato rispetto delle regole e alla depauperazione della zona pedonale rimasta nel degrado più assoluto ostaggio di loggiati vuoti, banchi serrati e saracinesche abbassate: un centro commerciale naturale poco appetibile agli avventori, di scarso appeal con il suo sgangherato arredo urbano, assediato da clochard e balordi, stretto nella morsa di chi si aggiudica i posti lasciati vuoti dalla crisi vendendo prodotti di importazione e di bassa qualità. Così se da una parte questa nuova regolamentazione lascia ancora una volta il comune privo di qualsiasi garanzia di fronte alla eventuale morosità dei concessionari, dall’altra risulta vaga e inadeguata la tempistica per la risoluzione di eventuali problematiche legate alla riscossione dei canoni, ciò che ha portato in passato assieme alla cattiva gestione del bene pubblico e alla mancanza di controlli, all’incremento del debito che tutti noi stiamo pagando: evidentemente la storia non insegna a prendere decisioni più ponderate. Inoltre, i pochi punti siglati dal nuovo regolamento risultano inadeguati a comprendere i presupposti su cui si fonderanno i bandi ad esso collegati che l’amministrazione intende predisporre a breve per la concessione delle logge del mercato, argomento principe della discussione che doveva essere invece ben delineato per capire fino in fondo quale vuol essere il volto del mercato che l’amministrazione Del Ghingaro ha in testa, se ne ha un’idea precisa e puntuale, affrontando adeguatamente una volta per tutte una situazione scappata di mano ormai da tempo, e lasciata languire sotto i colpi della crisi, dell’incuria e del degrado. A questo punto ci domandiamo, ma chi vorrà investire risorse sul nostro territorio? Cosa siamo in grado di offrire a questi temerari? I privati da soli non possono certo ovviare a tutto. Da molto tempo in Piazza Cavour mancano interventi di ordinaria manutenzione per non parlare di nuovi presupposti di rilancio, manca qualsiasi forma di marketing e di comunicazione, di politica commerciale e turistica che riesca ad attrarre pubblico anche attraverso iniziative ed eventi. Oltre a rendere più sicura la zona con una maggiore presenza di vigili urbani e forze dell’ordine, ci sarebbe bisogno di un migliore coordinamento e una semplificazione dei rapporti col SUAP, di una revisione del piano della mobilità e della sosta (soprattutto in riferimento al carico e scarico delle merci) favorendone la rotazione anche per venire incontro alle esigenze dei clienti, una riorganizzazione degli orari e dei periodi di apertura delle attività presenti, maggiore pulizia e decoro, in particolare attraverso un più attento controllo sul conferimento dell’immondizia nelle fasce orarie consentite e l’effettuazione del servizio di spazzamento in giorni e ore più consone in modo che l’area presenti nel fine settimana il suo aspetto migliore: senza che nel clou della giornata del sabato, quella di maggior frequentazione, chi passeggia per le strade del centro debba ingoiare nugoli di polvere per il passaggio della spazzatrice che tra l'altro taglia il numero di preziosi posti auto immolati per la pulizia della strada. Inoltre a dirla tutta sarebbe stato il caso di metter mano a un Piano delle Funzioni, da dove si doveva partire per ridisegnare la zona del Piazzone, con particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese, alla tutela delle botteghe e delle attività di interesse storico, di tradizione e di tipicità. Indispensabile anche avviare un metodo di lavoro partecipato e aperto, nel quale chi ha le redini del governo della città riesca a porsi finalmente in ascolto di coloro che quotidianamente si dovranno confrontare con le regole approvate dall’amministrazione, una buona pratica che sembra proprio non piacere a chi oggi è al timone della città. Tutto questo per delineare insieme agli attori economici le linee di un futuro sviluppo del territorio facendo proprio leva sulla regolamentazione degli usi delle concessioni pubbliche, dei fondi e degli immobili esistenti, mirando al progresso economico sociale e a innalzare l’offerta dei prodotti e la qualità dei servizi offerti, pubblici e privati, commerciali e non, del territorio; puntando anche alla riqualificazione dei manufatti: riguardo alle facciate decadenti, lasciate andare nel tempo magari per forzare qualche concessione da parte del Comune, occorrerebbe infatti ne venisse imposta la risistemazione, non più solo per motivi legati alla sicurezza, ma anche per ragioni di decoro. L’imperativo: salvaguardare la tipicità di Viareggio e quindi della Versilia contrastando l’invasione di negozi e locali che stanno sempre più prendendo piede stravolgendo le caratteristiche del nostro commercio, favorire quelle attività economiche che siano rispettose dei valori storici e architettonici contenuti negli ambiti in cui si trovano, attività che svolgono un servizio ai residenti sia per la completezza dell'offerta sia per la loro attività di presidio aiutando a difendere l'autenticità di un luogo, favorendo lo sviluppo di una cultura dell'accoglienza ricettiva e turistica. Si tratta di interventi la cui urgenza è palese, che sarebbero a costo zero, e potrebbero dare da subito benefici immediati alla città; interventi auspicati da molti, che di fatto l’amministrazione, anche con questo regolamento, non ha preso minimamente in considerazione. Non possiamo andare avanti solo a suon di proclami, e lasciare che la città venga ogni volta travolta da scelte che cadono come tegole sulla testa dei suoi abitanti. Basta vedere quello che sta succedendo in Passeggiata con l'introduzione tout court della raccolta differenziata a inizio della stagione estiva. Risultato: una bella distesa di cassonetti scarrabili dal canale Burlamacca alla fossa dell'Abate, ecco come salutiamo i primi vacanzieri che si affacciano sulle nostre spiagge e come rendiamo partecipi i cittadini dell'azione amministrativa convincendoli attraverso i loro comportamenti virtuosi della bontà della differenziazione dei rifiuti a fronte tra l'altro di tariffe e costi di servizio che dalle premesse lasciano ben poca speranza per il portafoglio. 
Movimento 5 Stelle Viareggio

lunedì 18 aprile 2016

Fitodepurazione e un secco no alla realizzazione di un impianto crematorio


Estendere il sistema naturale di fitodepurazione delle acque al posto del ricorso all’uso dei composti chimici (acido peracetico), ribadire un secco no alla realizzazione di un impianto crematorio dannoso per la salute, l’ambiente e l’economia del territorio, e promuovere un tavolo di regia integrato per coordinare gli interventi sul Lago di Massaciuccoli, a livello di salvaguardia ambientale, promozione turistica ed economica per togliere dal degrado e riportare alla vita lo specchio d’acqua caro a Puccini, restituendolo alla collettività.
Questo in sintesi quanto emerso nell’incontro promosso dal Movimento 5 Stelle Viareggio che si è tenuto sabato presso la circoscrizione Torre del Lago alla presenza di Mirko Busto, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, oltre che del portavoce in consiglio regionale Gabriele Bianchi e dei consiglieri comunali, rispettivamente di Viareggio, Annamaria Pacilio, e di Massarosa, Daniele Bernardi.
La mattinata è iniziata con una visita della piccola delegazione all’impianto di fitodepurazione di Vecchiano dietro la guida del neo presidente del Parco Giovanni Maffei Cardellini e del presidente del Consorzio di Bonifica Ato nord 1 Ismaele Ridolfi. Davanti agli occhi la sorprendente realtà dell’impianto di fitodepurazione di San Niccolò, il più grande d'Italia: una vasta zona umida, di ben 15 ettari, ricolonizzata con essenze vegetali tipiche delle zone palustri, all'interno della quale le acque da trattare sostano per perdere parte consistente del loro carico inquinante andando a contrastare l'eutrofizzazione del lago e contribuendo nel contempo a una riqualificazione naturalistica del territorio che acquisisce anche un maggiore appeal per una fruizione ricreativa della zona. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove si studia l'efficacia di diversi metodi di fitodepurazione, nato su un progetto attuato in forma sperimentale grazie alla collaborazione tra il Consorzio e l'istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, fulgido esempio di buone pratiche amiche dell’ambiente che stanno portando ottimi risultati, addirittura ben oltre ogni migliore aspettativa. Da una parte un lago ormai morto, come l’acqua che staziona nella prima parte dell’impianto, senza alcun segno di vita, dall’altra la sorprendente scoperta che passando attraverso un sistema di vasche, per effetto della purificazione effettuata dalle piante, alla fine del suo percorso l’acqua torna a essere vita, e a restituire l’afflato vivificante a tutto l’ambiente palustre che si ripopola come d’incanto di pesci, aironi, cavalieri d’Italia, oche e cormorani.  Quello che potrebbe diventare nuovamente il nostro Lago, assoggettato nel tempo a inadeguate politiche ambientali con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Un sistema di depurazione naturale a impatto zero da opporre all’uso dell’acido peracetico, la soluzione di pronto impiego che va per la maggiore tra i sindaci della Versilia per restituire alla svelta, alle acque, in vista della stagione estiva, una purezza buona solo all’apparenza: scelta miope rivelata dal rigore di logica secondo il quale non si può certo pensare di far rivivere l’ambiente e guarirlo dall’inquinamento a colpi di sostanze chimiche e acidi che al contrario non possono fare altro che ucciderlo. Una scelta che arriva dal fallimento di una politica che non ha saputo dare risposte valide e risolutive ai problemi aggravatesi nel tempo, calata dall’alto; come quella di creare un forno crematorio nella Frazione, senza un’attenta valutazione dei rischi in primis per la salute dei cittadini e dell’ambiente e poi delle ricadute negative su un paese già in affanno che vorrebbe vivere di turismo. Si parte, come spiegato dal consigliere regionale Bianchi, dal fatto che in Toscana esistono già nove forni crematori e il piano territoriale regionale afferma che questi sono sufficienti al fabbisogno della Regione. Se poi aggiungiamo che di per sé la cremazione è un processo altamente "energivoro", come ha spiegato la consigliera comunale Pacilio, e quindi “costoso in termini di consumi energetici e di produzione di sostanze inquinanti, la soluzione potrebbe essere la proposta di metodi alternativi, ecologici, che consentono un risparmio per le amministrazioni, senza bisogno di investire in forni crematori nocivi e costosissimi, salvaguardando la salute pubblica”. Valide alternative come la criomazione o la resomazione, con abbattimento pari quasi a zero delle emissioni tossiche. La convenzione di Stoccolma nella relazione sugli inquinanti organici ha affermato chiaramente che durante la combustione si liberano emissioni pericolose per la salute e l'ambiente raccomandando agli stati membri di osservare il principio di precauzione, attivandosi per ridurre gli inquinanti e arrivare all'eliminazione di tali rischi; ciò è stato recepito dalle direttive europee, che infatti vanno in direzione opposta al metodo dell’incenerimento, considerato ormai superato. Quello che il Movimento vuol fare, attraverso una proposta di legge, è che anche l'Italia accolga questo orientamento, lo armonizzi mettendo ordine all’interno delle normative nazionali per permettere l’uso di tecnologie alternative già in atto in altri paesi, promuovendo all’interno della conferenza stato - regioni la possibilità di attuare questi nuovi metodi meno inquinanti. “Un forno crematorio - ha ricordato Pacilio - che tra l’altro è spuntato dal nulla dietro il paravento di una proposta di deliberazione in consiglio comunale riportante un indirizzo generico sulle politiche cimiteriali che la dice lunga sul percorso di condivisione e di dialogo con la cittadinanza”. Un progetto che tra l’altro manca ancora di fornire un quadro ben preciso, attraverso studi e attente valutazioni, sulle ricadute estese nell’arco del tempo, riguardo l’ambiente e la salute dei cittadini.
Tornando alle problematiche del Massaciuccoli è necessario per il consigliere di Massarosa Daniele Bernardi, che il risanamento del lago passi attraverso un tavolo di regia che valuti i diversi aspetti connessi tra di loro, economici, turistici, ambientali e sia attento a una visione circolare dell’economia, in grado di coordinare gli interventi sia degli attori locali, le categorie e le imprese operanti nei vari settori, che degli enti a vario titolo coinvolti, Comuni, Consorzio di Bonifica, Parco, che continuano ad andare scollegati ognuno per la propria strada. E’ importante che l’esperienza di studio del Sant’Anna venga messa a frutto e diventi una nuova realtà operativa da esportare su scenari e superfici sempre più ampie, consapevoli del fatto che il lago sopporta un’eutrofizzazione superiore tre volte al limite massimo. Imprescindibile agire anche sulle sorgenti inquinanti, eliminando lo sversamento di acque reflue, attuando l’ammodernamento degli impianti di depurazione, promuovendo un’agricoltura sostenibile, facendo in modo che la popolazione si riappropri del territorio togliendolo al degrado: “Non ci dimentichiamo che in un ambiente abbandonato tutto diventa lecito- spiega il consigliere di Massarosa - come quello che accade alle cave dietro Bozzano dove si consuma ogni giorno ad opera di chi vive all’interno di un insediamento abusivo, nella piena illegalità, la combustione di rifiuti, cavi e copertoni, creando gravi danni all’ambiente e togliendo vivibilità a una fetta di territorio ormai off limits per la cittadinanza”. L’invito dunque è a andare avanti sulla via tracciata dagli ottimi risultati ottenuti con la fitodepurazione, sistema che tra l’altro ha anche il pregio di essere di bassa spesa per le amministrazioni, che di questi tempi di spending review non fa certo male. Questo sempre che la politica non ci metta lo zampino, seguendo altre logiche che non sono quelle dell’efficienza e dell’economicità. “C’è infatti un sistema che ormai è arrivato al collasso - spiega il deputato Busto - ma la politica non ne vuol prendere atto e continua a tirare dritto”. Intanto in Italia si contano 84 mila morti l’anno per inquinamento, il tasso più alto in Europa, con un’inversione del trend di crescita riguardo l’aumento della vita media: in pratica si campa meno e con sempre più problemi di salute. “Voler proseguire sulla logica dell’incenerimento dei rifiuti, qualsiasi essi siano, vuol dire rilasciare sostanze tossiche nell’ambiente e mettere a rischio la nostra salute - spiega ancora Busto - ma poco importa perché si va dietro al business, e a interessi che non sono quelli dei cittadini, i quali hanno tutto il diritto di vedere salvaguardato il proprio territorio, il diritto alla salute a vivere in un ambiente sano, principi su cui trova fondamento il concetto di resilienza e di comunità”. “Dobbiamo fare in modo - termina il parlamentare - che a dettare legge non siano i poteri forti, le lobby, e che a muovere le leve del potere, a qualsiasi livello, non sia la necessità di battere cassa, fare favori a chi porta voti o a chi paga la campagna elettorale”.

Movimento 5 Stelle Viareggio



venerdì 15 aprile 2016

Uno zoom sulle emergenze ambientali della Versilia.

Il Movimento 5 Stelle Viareggio organizza per domani sabato 16 aprile, alle 12.30, nei locali della circoscrizione di Torre del Lago un incontro aperto alla cittadinanza, con appendice dedicata alla conferenza stampa con i giornalisti, per approfondire diversi temi che hanno come comune denominatore il tema della salvaguardia dell’ecosistema del nostro territorio. Sul tavolo la questione della realizzazione del forno crematorio a Torre del Lago, che verrà affrontato in riferimento alle valide alternative a basso impatto ambientale come la criomazione o la resomazione, anche alla luce della mozione regionale presentata con l’intento di stoppare il progetto in attesa del “piano regionale di coordinamento dei crematori”, in virtù del quale si prevede che le opere di rilevante interesse siano discusse a livello provinciale e regionale. 

Altro argomento all'ordine del giorno, la fitodepurazione, sistema biocompatibile di purificazione delle acque per mezzo dell'azione naturale di piante acquatiche, attualmente sperimentato dalla scuola Sant’Anna di Pisa all’interno del Parco di Migliarino - San Rossore dove esiste l’impianto di fitodepurazione attualmente più grande d’Italia, da opporre all’utilizzo dell’acido peracetico tornato prepotentemente alla ribalta dopo la rinuncia al prosieguo dell’esperienza di ionizzazione per l’impianto di depurazione alla fossa dell’Abate; 
e ancora le condizioni del Lago di Massaciuccoli, da anni in agonia, stretto nella morsa dell’inquinamento per effetto di inadeguate politiche ambientali protrattesi nel tempo. Interverranno: 
i portavoce in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle Gabriele Bianchi e Giacomo Giannarelli, la portavoce in consiglio comunale Annamaria Pacilio, nonché il portavoce alla Camera dei Deputati Mirko Busto. Busto, ingegnere ambientale, ricercatore, esperto sul tema dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale della geopolitica delle risorse, sarà anche relatore all’interno dell’evento (ad ingresso libero) organizzato da Rete Ambientale Versilia, Gas Viareggio, VersO la Transizione, e Versilcanapa, dal titolo “Alimentazione, Salute e Ambiente per un futuro di scelte di vita sostenibili senza sprechi", in programma domenica 17 aprile a partire dalle 10.45 all’agribioturismo della Ficaia a Massarosa. Il suo intervento si andrà a sommare a quello di Max Strata, esperto di ecologia applicata e di temi ambientali, con particolare riferimento a programmi educativi, progettazione, formazione, controllo e applicazioni operative orientate alla conservazione naturalistica e allo sviluppo sostenibile, e a quello del Dr. Vasco Merciadri Medico omeopata, membro del comitato scientifico di associazione vegani italiani Onlus.




Movimento 5 Stelle Viareggio