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venerdì 27 giugno 2014

Carnevale: tutti i nodi vengono al pettine

C'era da immaginarselo, le false promesse ed i bei sogni di gloria della legge (o meglio emendamento) sul Carnevale - sbandierata in campagna elettorale a pro di qualche voto - leggeri come la spuma delle onde, si sono miseramente infranti sull'aspra scogliera della realpolitik.
A fare chiarezza definitiva sulla vicenda, è stato il gruppo dei "Carnevalari", che più di una volta ha mostrato estrema competenza anche in materia giurisprudenziale.
Così se in un primo momento si era accusato il Presidente della Commissione Cultura Epifani di aver bocciato l'emendamento che avrebbe stanziato fondi a pro dei carnevali d'Italia, Viareggio in primis, dall'altra è invece emerso che tale modifica è stata dichiarata inammissibile per questioni procedurali.
Si scopre quindi, leggendo il resoconto della Commissione, che a norma di regolamento ed a seguito di richiami del Presidente della Repubblica, della Camera e della Corte Costituzionale, non sono ammissibili emendamenti che "non recano disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge".
Chi calca le aule del Senato da un quinquennio e più questo non lo sapeva? 
La definizione di dilettanti allo sbaraglio è eufemistica!
In pratica, nella fretta di ripagare la "cambiale" elettorale in classico stile politico, si è combinato un pasticcio - infilando a casaccio un emendamento nel primo decreto a portata di mano - che si è tentato di mascherare addossando le colpe ad altri
Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e la verità è venuta fuori. Non prima però di provocare la (all'apparenza) giusta reazione del Presidente della Fondazione Pasquinucci che però, scrivendo a Renzi e Rossi e prendendosela con Epifani, è di fatto caduto in errore, facendo un'incolpevole figuraccia conto terzi.
Non è certo questo il momento dei "te l'avevo detto" e certamente ci dispiace per quelli, categorie ed amanti della manifestazione più importante della città, che hanno dato fiducia a chi non è stato capace di portare i necessari finanziamenti, ma era quanto meno sospetto che certi impegni venissero presi in tempi di campagna elettorale. 
Le ricette per la ripresa sono ben altre e non possono fare affidamento su promesse e belle speranze.
Ora è necessario, da parte di tutti veramente, uno sforzo per salvare il Carnevale e dare un futuro ad una manifestazione che, tra ottusità ed incapacità, rischia il disastro. 
Noi siamo pronti a dire la nostra.

MoVimento 5 Stelle Viareggio

venerdì 20 giugno 2014

Toscana 5 Stelle; infrastrutture toscane di interesse strategico regionale per la viabilità aerea e stradale

I modelli "Argentina" e "Grecia" hanno fatto scuola ed hanno trovato ottimi allievi in Toscana. La Toscana del Signor Rossi continua a svendere Beni Comuni e servizi essenziali ai privati.
Dopo l'acqua, i rifiuti e la sanità adesso pure il comparto delle infrastrutture e della mobilità.
 
1) Aeroporti toscani:
Gli Aeroporti, in quanto "monopoli naturali", sono infrastrutture di interesse strategico per tutta la regione tese a garantire il diritto alla mobilità. Pertanto fanno parte del patrimonio collettivo, da difendere, dei Beni Comuni.
Pertanto solo un azionariato a maggioranza pubblica è in grado di garantire il bilanciamento dei servizi e degli invesitmenti alle infrastrutture, in maniera equa e trasparente.
Purtroppo non è bastato il fermo e compatto voto contrario di tutti i gruppi consiliari 5 Stelle alla messa in vendita delle azioni SAT detenute da diversi comuni capoluogo: il PD ha regalato, con chiara volontà, gli aeroporti di Pisa e Firenze al gruppo argentino amico di Renzi, Corporacion America Italia Srl.
Il Movimento 5 Stelle ha espresso più volte in diverse sedi, sia istituzionali che giudiziarie, tutte le sue preoccupazioni riguardo a questa maldestra operazione politico-affaristica a danno della collettività e dell'erario pubblico. Le Procure confermeranno, o meno, le numerose tesi di aggiotaggio.
La scelta compiuta dal Signor Rossi di privatizzare le quote pubbliche dello scalo pisano per garantire gli investimenti sullo scalo fiorentino danneggia tutti i toscani e pone seriamente la questione del rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato all'imprenditoria privata. Si tratta di 120 MLN€ pubblici atti a coprire quasi la metà dell'investimento. Ulteriore ragione, quindi, a suffragare la nostra contrarietà all'allungamento a 2.400 metri della pista di Peretola, unita alle motivazioni di inopportunità logistico-ecologico-ambientale. Metri che, se si comprendono le obbligatorie aree di sicurezza ad inizio e fine pista arrivano a 3.000.

2) Viabilità: Esprimiamo l'assoluta contrarietà a qualsiasi tipo di privatizzazione e pedaggiamento applicato alle superstrade toscane, di interesse strategico regionale per la viabilità.
Ci riferiamo quindi alla Tirrenica e alla Fi-Pi-Li, nonché ad ulteriori ipotesi in studio. Come pure alla Siena - Firenze e alla Bettolle - Perugia, già scampate ad un provvedimento governativo poi bocciato dai giudici amministrativi.

3) Trasporto Pubblico Locale e pendolarismo:
Il Movimento 5 Stelle è l'unica forza contraria alla Gara di privatizzazione del gestore unico regionale del trasporto pubblico locale. Nella malaugurata ipotesi andasse in porto, assisteremo ad una scissione qualitativa e quantitativa del servizio. Da una parte, le tratte redditizie, prettamente turistiche e ad alta frequentazione, sulle quali si concentreranno le logiche di profitto e gli investimenti per "coccolare" gli utenti e attrarne di nuovi. Dall'altra, le tratte a domanda debole, di periferia, a lunga distanza e frequentazione pendolare, ovvero le tratte che necessitano quanto mai di una logica ed una cultura di "Servizio pubblico". Cultura che questa amministrazione regionale, con le sue politiche, ha profondamente minato e iniziato a decostruire.
Ribadiamo la violazione del mandato referendario da parte di Regione Toscana.
Regione rossa, in teoria, e invece ultraliberista nella pratica, ultradecennale e quotidiana. In ogni settore dell'economia e della società.
Povera Toscana. Se potesse parlare, la Toscana vi maledirebbe.
 
Toscana 5 Stelle

giovedì 10 aprile 2014

Gentile dott. Mazzolini

Gentile dott. Mazzolini,

dopo l’ennesima rassegna stampa in cui adopera un atteggiamento sufficiente e sarcastico nel commentare l’operato politico di Beppe Grillo, le comunichiamo il nostro disappunto e la conseguente richiesta ad avere un maggior rispetto nei confronti di un uomo che è garante di un Movimento che rappresenta circa 9 milioni di Italiani. La sua recente e gratuita affermazione in cui, commentando i giornali, ha sostenuto, sottolineando più volte, che lei apprezza Grillo come comico lasciando chiaramente intendere che questo è il suo unico ruolo e la sua credibilità politica, non ha motivo di esistere. Caro dott. Mazzolini, sarà che Viareggio sta diventando sempre più provinciale a causa dell’operato delle amministrazioni che si sono succedute, ma le rammentiamo che i suoi colleghi di testate nazionali hanno capito da tempo che delegittimare senza argomentare le proposte di Grillo è controproducente oltre che ingiusto. Non riconoscere a Grillo una visione politica e relegarlo al suo lavoro di comico è oramai una strategia superata perché sconveniente proprio, paradossalmente, ai fini che lei persegue. E i risultati elettorali ne sono una prova dato che sempre più italiani, nonostante la costante disinformazione, hanno compreso che i veri comici nel senso dispregiativo, sono i politici. Le ricordiamo che Beppe Grillo è stato il primo in Italia a portare sulla scena nazionale il problema della privatizzazione dell’acqua, un tema che tre anni fa è sfociato nella vittoria referendaria dove 27 milioni di italiani, il 97% dei votanti, si sono espressi per il NO alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi essenziali alla Comunità. Forse lei non reputa più comico e patetico l’atteggiamento del PD, che si era sempre schierato a tutela delle lobby della privatizzazione dell’acqua, ma un minuto dopo i risultati referendari, è salito sul carro dei vincitori? Beppe Grillo è stato il primo in Italia a denunciare con forza e far arrivare ai più i danni causati dall’incenerimento dei rifiuti. Danni finanziati a spesa nostra in virtù della truffa dei Cip 6. Non pensa che sia più comico e criminale l’atteggiamento dei partiti che, invece, hanno permesso che in Versilia multinazionali come la francese Veolia inquinassero un territorio come il nostro? Beppe Grillo, tanto per fare altri esempi, è stato da sempre in prima linea contro l’acquisto di strumenti di morte come gli F-35: non reputa che sia più “comico” che questi soldi vengano usati per armi da guerra quando quotidianamente si suicidano disoccupati e piccoli imprenditori a cui è stata rubata una speranza da una classe politica indegna? 
Ma l’azione innovativa di Grillo, che forse genera più fastidio, è quella di criticare la casta dei giornalisti a servizio della politica e dei loro referenti economico-finanziari: una casta che non garantisce una vera e libera informazione in questo Paese. Non trova più comico che per il voto di un centinaio di iscritti del PD oggi ci troviamo un sindaco arrivista a governare la nazione in un momento così drammatico? Renzi è il terzo presidente a governare il Paese senza avere un mandato elettorale per farlo. 
Nella sua rassegna stampa lei ha rivolto parole di elogio nei confronti del M5S di Viareggio, del nostro operato e della nostra “preparazione”. La ringraziamo per questo. Registriamo che ha mutato idea su questo punto, dato che, prima delle elezioni comunali, reputava che il dilettantismo politico fosse un’alternativa non credibile… Tuttavia preferiamo che tali riconoscimenti ci vengano direttamente dall’elettorato. Vede, caro Mazzolini, anche nella fattispecie lei sta usando una strategia. Una strategia coniata dai suoi colleghi che operano a livello nazionale, e cioè quella di tentare di dividerci tra “Movimento e Grillo”. Le comunichiamo che questo tentativo oramai è superato e, a Viareggio, siamo tutti uniti a portare avanti la nostra azione politica in maniera indipendente e consapevoli che solo la partecipazione dal basso è la strada da seguire. A Viareggio (e non solo) siamo l’unica forza politica che garantisce gli interessi dei cittadini e non dei “poteri forti”, quei poteri forti che, secondo dichiarazioni di ex componenti della stessa maggioranza della giunta viareggina, tirano le fila in città. 
Caro dott. Mazzolini, la invitiamo a prestare maggiore attenzione alle sue parole e approfondire invece ciò che, se non fosse tragico, veramente è comico nella nostra città.
Buon lavoro.




MoVimento 5 Stelle Viareggio