martedì 21 gennaio 2014

Una grande confusione amministrativa


Il sostantivo più calzante per l’attuale situazione amministrativa locale è sicuramente “confusione”. 
Un caos che si materializza anche nei momenti più impensabili, dove nemmeno lo scommettitore più ardito arriverebbe a supporre tali sviluppi. Il brutto è che questi stessi sviluppi stanno ulteriormente portando la città verso un baratro che sembra senza ritorno. 
Senza voler fare il solito gioco che è colpa sempre di chi viene prima e neanche facile demagogia addossando tutta la responsabilità all’attuale Giunta, è però quasi imbarazzante vedere come in una molteplicità di circostanze, Betti e i suoi si siano comportati in maniera così lontana da correttezza e diligenza, imposta non solo dalla Legge ma anche dal buon senso; non fosse per l’arroganza troppo spesso mostrata verrebbe quasi da provare un senso di pena.
L’ultimo caso balzato alle cronache, quello dell’economa dott.ssa Di Penta che è stata sollevata dall’incarico con le modalità tipiche di un blitz di polizia, mostra in tutta la sua bruttezza il volto di un gruppo di amministratori e dirigenti disposti a calpestare tutte le forme e le modalità operative consone alla prassi, in nome del raggiungimento degli scopi prefissi. E qui giungono le dolenti note poiché questi non coincidono con gli interessi della città ma solo con quelli di pochi soggetti che ne detengono un potere, tanto più fittizio e di bassa lega, quanto più espresso in queste forme. 
L’autoreferenzialità del comando finisce col divorare chi lo gestisce in maniera a-funzionale al raggiungimento degli scopi cui è preposto e quando nemmeno le forme vengono salvate l’unica cosa che emerge è la poca capacità di chi lo detiene. Dalla situazione inerente il Tribunale, cui la Consulta ha dato l’ultima spallata ad ogni possibile ipotesi di ritorno prossimo a Viareggio, passando per l’attuale stato dell’asse di mezza penetrazione fino al degrado assoluto dello stato di sicurezza in città, mai sindaco e responsabili del potere amministrativo si sono mossi con forza e decisione in senso conforme agli interessi collettivi e al rispetto della pubblica utilità.
Non si contano più i furti in città, dettati da un proliferare di situazioni oggettive di degrado che sono sfociate in un aumento della micro-criminalità contro la quale non vi è stata risposta alcuna da parte del sindaco e il suo staff. 
Noi pensiamo che la soluzione possa venire in primis da un effettivo coordinamento tra le forze di Polizia in campo. Siamo altresì convinti che in un momento di emergenza ci vogliano misure emergenziali, non repressive ma difensive del diritto di ogni singolo cittadino di vivere e lavorare libero nella propria città; non parliamo quindi di ronde punitive ma di imporre, attraverso i canoni politico amministrativi di rito una più pregnante attività delle forze dell’ordine sul territorio, restituendo finalmente alla città quell’immagine viva e sicura che un tempo ha potuto sfoggiare. 
A dispetto della ricetta proposta dal sindaco che pare continuamente lasciarsi mal consigliare, noi pensiamo che l’unica chiave per salvare una città che appare sull’orlo della sconfitta sia quella dell’ascolto dei cittadini.

Movimento 5 Stelle Viareggio

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