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mercoledì 3 dicembre 2014

Scherzi di Carnevale!

Viareggio è universalmente nota per essere la città del Carnevale, lo dimostrano anche gli scherzi che qualcuno in questi giorni ha organizzato a spese della collettività. 
Il riferimento va alla decisione del Commissario della Fondazione Carnevale Pozzoli in relazione alla creazione di un "pool di esperti" nella gestione di una manifestazione particolarmente complessa, mantenendo allo stesso tempo tutto lo staff formato da persone che da anni ricoprono incarichi lautamente remunerati all'interno della Fondazione. Ci vengono in mente - a titolo puramente esemplificativo - i 95.000 euro lordi guadagnati dal Direttore Generale e Amministrativo (doppio incarico?) Marco Antonio Francesconi, insignito - tra l'altro - della massoneria. 
A chi pensa ancora che questa politica sia sana e seria, fatta per persone competenti e inserite nei vari compiti per le qualità, gli antipolitici "grillini" rispondono con fermezza: "No!". 
Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a questa ennesima distribuzione di poltrone - in questa particolare fase - a chi ha partecipato come candidato alla campagna elettorale, ancor più se facente parte della coalizione vincente della cosiddetta "sinistra", che sta ancora partorendo scandali. 
Il riferimento è per Andrea Strambi, ex assessore al turismo, candidato del PD e addetto ai progetti e iniziative dell'UISP della Provincia di Lucca, ancora oggi uomo del PD viareggino (proposto da una delle tante correnti interne per la segreteria) e Federico La Ferla proprietario della Gelateria Orsi e responsabile Confcommercio per i pubblici esercizi di Viareggio, candidato anch'esso al Consiglio Comunale alle elezioni amministrative 2013, sempre con il PD. 
Se poi un Commissario necessita di tre sole persone per condurre in modo efficiente una manifestazione che fino a ieri ha visto schiere di uomini e donne e personalità varie presenti al suo interno, è la dimostrazione di quanto sia necessario rivedere in un futuro prossimo anche la "struttura" stessa della Fondazione Carnevale, riducendo poltrone e strapuntini. 
L'augurio è che la scelta dei soggetti sia stata condotta dalla solita politica - impegnata a spartire e distribuire - e non consigliata da quei carristi (pochi per fortuna!) politicizzati che, sicuramente, non farebbero il bene della manifestazione, ma solo del proprio partito. 
Un metodo che non ci appartiene e non dovrà appartenere più a Viareggio!


MoVimento 5 Stelle Viareggio


sabato 7 giugno 2014

La Viareggio Versilia Congressi destinata ad un tragico epilogo



La situazione che traspare della riunione della Commissione di Controllo sulla Viareggio Patrimonio, alla presenza dei Revisori dei Conti e del Liquidatore della Viareggio Versilia Congressi s.r.l. Riccardo Cima (per la prima volta in una seduta ufficiale di fronte a componenti l'Amministrazione ed il Consiglio) per chiarire i rapporti tra Viareggio Patrimonio, Viareggio Versilia Congressi e Comune di Viareggio, oltre a confermare l'atavico intreccio di rapporti tra l'Ente e le sue partecipate, è quanto meno disperata e da il segno di una situazione che, nata sotto una pessima stella appare destinata ad un epilogo peggiore.
Tutto nasce – o meglio inizia a vedere la fine – dalla delibera recentemente passata ed approvata in Commissione Bilancio che, essenzialmente, se approvata dal Consiglio Comunale annullerà la deliberazione n°79 del 28.12.2011 (in cui si dava mandato di ricapitalizzare la Centro Congressi mediante conferimento delle strutture del Principino) e confermerà la continuazione della liquidazione della società.
Liquidazione che di fatto, visto il pesante passivo di cui soffre da ormai un quinquennio la VVC, che ha chiuso i bilanci degli ultimi sette anni in negativo e l'incapacità pressoché certa di far fronte ai debiti accumulati, porterà al fallimento della società.
Ne consegue che – come espresso anche dalla relazione del Dott. Prof. Pozzoli – la VVC “mai potrà onorare il debito sottoscritto” derivante dall'affitto della struttura del Centro Congressi da parte della Viareggio Patrimonio, debito (ammontante ad oltre 2.300.000 euro) che quindi – come confermato dai revisori – andrà a costituire uno squilibrio per la società di riscossione viareggina. Debito che quindi appare chiaro, ancora una volta, dovrà essere ripianato in altro modo, ovvero attingendo in qualche modo alle tasche dei cittadini.
Una strada che, da parte della maggioranza, appare come l'unica percorribile. Una strada che comunque è stata costellata da errori pregressi. La VVC è infatti “nata” in modo quasi biblico da una “costola” della Viareggio Porto per mano “divina” dell'amministrazione Marcucci, prima come Spa, poi come Srl, dopo le tribolazioni della giunta Costa che precedentemente aveva affidato la struttura ad una società romana poi fallita, costringendo il Comune a riacquistare il Principino e acquisendo l'arenile tramite la Viareggio Porto, indebitato per 4.000.000 di euro.
Una società la VVC che il liquidatore definisce “sottocapitalizzata”, senza la proprietà di arenile e immobili e costretta ogni anno a versare canoni d'affitto di azienda e locazione “non sopportabili dalla gestione aziendale”. 
Da qui le continue passività che si sono reiterate dal 2007 ad oggi.
Il liquidatore Cima dopo aver definito la delibera di annullamento illegittima, ha ripetuto il suo invito, paventando in alternativa un danno erariale – già espresso a mezzo di carteggi intercorsi con il Collegio dei Revisori e nelle note integrative al bilancio 2013 – a ricapitalizzare l'azienda tramite conferimento di immobile ed arenile, propedeutico alla privatizzazione, totale o parziale della società, consentendo tra le altre cose un risparmio dei crediti di imposte indirette e per la presenza del credito per perdite fiscali. 
Il tutto supportato dal parere del noto studio Morbidelli di Firenze e con la premessa di un parere consultivo della Corte dei Conti. 
La privatizzazione, sempre secondo il liquidatore, consentirebbe anche un progressivo rientro delle passività dal parte del subentrante socio privato, evitando di causare alla già martoriata Patrimonio, il succitato squilibrio.
Le ipotesi di illegittimità della delibera sono però state smentite dal Consigliere e Presidente della Commissione Bilancio Genick, presente alla riunione, supportato anche dai Revisori, in quanto la 79/2011 non avrebbe prodotto effetti giuridici e non ricadrebbe nel caso di autotutela “ex-tunc” o “ex-nunc” e tratteggiando profili di illegittimità e – nello specifico sul risparmio dei crediti di imposta – come possibile frode fiscale.
Infine ai 2.300.000 euro di debiti con la Viareggio Patrimonio si aggiungerebbero, sempre secondo Cima, 350.000 euro di esposizione bancaria garantita dall'Ente tramite lettera di patronage (un sostituto di fidejussione) ma scaduta per i Revisori e 450.000 euro di credito verso l'erario, che si perderebbe in caso di cessazione della società. Denari che Viareggio difficilmente potrà permettersi di scontare.
Insomma una serie di vicoli ciechi che, comunque la si veda, l'Amministrazione sembra destinata a dover imboccare ed un altro terribile boccone amaro che la città tutta sarà costretta ad ingoiare, stante – parola dei Revisori – lo squilibrio del Comune che amplifica ogni problematica finanziaria e non consente spazi di manovra.
Questi i fatti fino ad oggi. 
Due società partecipate sull'orlo del baratro, anzi per la verità una – la Viareggio Versilia Congressi – di fatto con entrambi i piedi già nella fossa stante il numero di passività consecutive, sette, quando la legge ne permette non più di due, oltretutto in quanto società a capitale interamente pubblico concretamente impossibilitata dalla normativa (D.L. 223/06 poi L. 248/06 il famigerato “decreto Bersani”) a perseguire la sua attività.
Una volta che la delibera n°79/2011 sarà annullata di fatto alla VVC sarà preclusa con effetto immediato ogni attività gestoria, avocando ogni attività alla conducente Viareggio Patrimonio che procederà al recupero del coattivo e gestirà la restante stagione estiva. Nulla più.
Terminata la stagione il Principino chiuderà i battenti per incamminarsi verso un futuro quanto mai incerto e nebuloso.
D'altro canto prendere tempo e continuare con la gestione odierna, oltre ad esporre giuridicamente gli amministratori, aggraverebbe la situazione economica, parola dei Revisori.
L'unico fatto certo è che, al “redde rationem” in Consiglio Comunale, ogni Consigliere ed ogni Gruppo Consiliare dovrà assumersi una responsabilità diretta, come specificato anche dai Revisori, prestando la massima attenzione a quale tasto premere sul tastierino delle votazioni.



Maximiliano Bertoni

Presidente Commissione Controllo e Garanzia della Viareggio Patrimonio