Finita le festa, gabbato lo Santo ? 400 mila gli euro spesi dalla Regione, ovvero dai cittadini toscani per un evento incentrato sul mondo dei maxi yacht durato 4 giorni in Darsena, dato tout court in mano alla Fiera di Milano che in quattro e quattr'otto "ha montato e smontato" stand, "attraccato" barche e natanti delle firme piu' prestigiose, "cucinato e sfornato " manicaretti a tempo di record lungo il percorso dello street food, incassando 20/25 euro a ingresso, senza considerare il costo pagato dalle aziende per avere i loro spazi espositivi , mentre come funghi nel trambusto per l'evento spuntavano in mezzo ai lavori in corso parcometri per il pagamento del parcheggio in aree fino a quel momento rimaste free. Tutto questo mentre veniva siglato il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Comune di Viareggio e Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità, per l'organizzazione del Salone d'eccellenza per i prossimi tre anni strizzando l'occhio ai nostalgici della fiera della nautica, ai patiti del glamour e del fashion che non sappiamo per quale ragione dovrebbero scegliere di venire a Viareggio se non per comprarsi una barca e tagliare subito la corda viste le condizioni in cui versa il porto turistico. Dunque yachting Rendez vous puo' essere vista come un'occasione di promozione, che accende di nuovo le luci sulla città di Viareggio, e magari col suo luccichio riesce ad abbagliare la vista su qualche dettaglio "di poco conto" come detto a piu' riprese da Walter Alberici assessore al porto e alla promozione della città, che ha spiegato di non aver tempo da perdere davanti alle richieste di chiarimento circa gli aspetti legali, organizzativi, economici e procedurali riguardanti la realizzazione dell'evento giunte a piu' riprese dal Movimento 5 Stelle.
L’associazione Nautica Italiana, il club degli ex Ucina che raccoglie alcuni tra i più importanti brand italiani del settore è stata l'artefice della fiera, che ha ideato e creato il progetto, entrando in querelle tra l'altro anche con Ucina-Confindustria Nautica la quale non accettava di avallare la manifestazione versiliese in mancanza di alcun documento scritto, senza regole o garanzia alcuna sulla riuscita della kermesse che a detta loro si poneva come contro-evento fotocopia del Salone Nautico di Genova. Alla fine Nautica Italiana l'ha spuntata, e i due litiganti hanno trovato pace con la mediazione del Miae e probabilmente lo sblocco dei finanziamenti sospesi per la querelle. Cosi' il salone e' stato organizzato, avvalendosi del supporto di Altagamma, la Fondazione che rappresenta l’alta industria culturale e creativa italiana, a cui nautica italiana e' affiliata, con la collaborazione di Fiera Milano in partnership con il Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana, nato da bando di gara emesso in materia dalla Regione Toscana, che tra l'altro porta dentro sé Navigo, la più estesa rete di aziende di nautica da diporto della Toscana, capofila del progetto triennale che è stato accettato dalla Regione prevedendo un costo di 888 mila euro e un finanziamento della Regione pari alla copertura del 50% delle spese effettuate su precise azioni di sviluppo. Cosi' Rendez vous e' partito, contando sul supporto della regione Toscana che ha contribuito economicamente all'evento e del Comune di Viareggio.
Il format e' quello di affidare a un soggetto terzo e professionale l'organizzazione espositiva. Si ma seguendo quale prassi? E scegliendo il partner secondo quali criteri visto che si tratta di soldi pubblici? Non sappiamo neppure quanto e' costata la manifestazione e a quanto ammontano in totale i finanziamenti pubblici eventualmente che vanno oltre quei 400 mila euro dichiarati in conferenza stampa dalla regione toscana.
E chiuso il sipario sull'opulenta kermesse poi cosa resta?
Un porto in bancarotta messo all'asta al ribasso che nessuno si vuol comprare, in piena decadenza e deterioramento, mentre latita ancora il piano regolatore del porto, e il nuovo mercato ittico non ancora finito cade gia' a pezzi, e questo dopo lo storico flop costato caro ai tempi della costruzione della vecchia struttura. E ancora, l'annoso e mai risolto (sara' un caso) problema dell'insabbiamento dei fondali del porto costato da sempre un'emorragia di soldi pubblici alla ricerca del sistema migliore tra draghe e sabbiodotti, periodicamente riproposti e rifinanziati e che fa si' che i bassi fondali costituiscano il problema numero uno dello sviluppo del porto di Viareggio. Dove pero' vuol costruire una banchina per il mercantile, costo previsto di 2milioni e 600mila euro di cui ancora ignoriamo l’utilità visto che Viareggio si trova tra i grossi porti commerciali di livorno, La Spezia e Carrara. Un'area produttiva come il consorzio Polo Nautico nata sotto i migliori auspici che ha fallito il suo intento di essere una sorta di silicon valley della nautica
dove gli accordi presi tra comune e concessionari per salvaguardare i posti di lavoro in relazione all'occupazione delle aree sono stati disattesi in un complice silenzio e mentre si permetteva a qualcuno di fare il buono e il cattivo tempo, di occupare spazi con subconcessioni o magari senza renderle produttive ci si è lasciati scappare marchi storici e illustri che hanno tolto le tende da Viareggio nell'indifferenza politica piu' totale trasferendosi altrove per carenza di spazi con importanti riflessi sull'indotto viareggino. Dove si cavalca Il progetto di un'asse di penetrazione che deturperà l’area verde di un importante pezzo di pineta e la faccia di un intero quartiere congestionando ulteriormente la darsena e i quartieri limitrofi (più strade = più traffico), senza considerare l'ombra della malavita che si e' allungata su concessioni date in zona portuale forse con troppa leggerezza... Questo senza considerare la mancanza di adeguati servizi alle banchine pubbliche per le imbarcazioni, la cattiva gestione della fallita Viareggio porto spa, che ha fermato il tempo a 50 70 anni fa mentre altri porti turistici adeguavano i loro standard qualitativi e altre marine nascevano ex nuovo con tutto il loro moderno appeal.
Vedremo se Viareggio sara' in grado di cogliere la sfida soprattutto con se stessa e utilizzare finalmente in modo proficuo i finanziamenti pubblici che negli anni sono arrivati cospicui, senza lasciare traccia tangibile sul territorio, senza creare alcun beneficio alle sue imprese e ai suoi cittadini... intanto e' tempo di glamour, di passerelle, belle, costose quanto enigmatiche iniziative ...
venerdì 9 giugno 2017
lunedì 17 aprile 2017
I fanghi sporchi non si lavano in famiglia
Depuratore in tilt, come la politica ambientale della nostra città (e non solo). Se Viareggio è letteralmente nel fango, possiamo ringraziare i nostri amministratori che continuano a gestire il problema in modo approssimativo e sempre in urgenza, col risultato di mettere a repentaglio la salute dei cittadini e il futuro di un intero, importante comparto per la nostra città, quello legato al turismo, con l'aggravante temporale di essere alle soglie della stagione estiva. Il Movimento 5 Stelle indirizza il problema alla radice, sui ritardi, le inadempienze, le falle del sistema di gestione della depurazione delle acque reflue, cio' che ha portato recentemente al vaglio della magistratura personaggi di spicco delle partecipate Sea Risorse e Gaia, accusati dalla Direzione Distrettuale Antimafia Toscana di aver venduto come "Compost" fanghi ad alto contenuto di idrocarburi, concime velenoso, trasformato nel ciclo in cibo, finito direttamente nei nostri piatti. Un'inchiesta che ha portato alla battuta di arresto sul conferimento fuori regione, con il conseguente accumulo dei fanghi di supero nelle vasche del depuratore di Viareggio, da smaltire in fretta in vista dei campionamenti Arpat, con la conseguente corsa contro il tempo e il risultato di numerosi guasti alle linee sovraccariche di lavoro: "I tempi sono maturi per tirare le somme" - tuonano i 5 Stelle viareggini - "Gaia si è dimostrata inadempiente, un'azienda decotta, dove i vertici hanno pesanti responsabilità amministrative, deficienze tecniche, indebitata e con notevoli spese sulle immobilizzazioni, che vanta chilometri di tubazioni, in cemento-amianto che perdono e che rimangono in attesa di essere sostituite da tempo immemorabile, come il progetto dell'acquedotto industriale rimasto da sempre irrimediabilmente sulla carta, aggiungendo inoltre il problema del Tallio e di alcune famiglie che non possono usare quell'acqua che invece sulle bollette dovrebbe essere potabile. Un'azienda a cui si fa ulteriore credito e si danno ulteriori committenze come se niente fosse, a fronte di spese esorbitanti, disservizi e ingiusti balzelli". I risultati sono sotto gli occhi di tutti: "una città intera in balia di un inquinamento organico incontrollato, causa il deterioramento di un impianto che fin dall'anno scorso dava evidenti segni di cedimento".
Non sono servite le bollette salatissime pagate con il sudore dei cittadini, vessati da voci incomprensibili, che non trovano giustificazione e quindi fuorilegge, né i segnali che giungono da tempo, inascoltati, a scongiurare questa catastrofe: come ad esempio il problema degli escrementi che vanno verso il mare, rilevati tra Farabola e il Burlamacca. " Soldi in cassa non ce ne sono, i sindaci sono latitanti ed ingenti finanziamenti pubblici vengono spesi in assurde quanto inutili sperimentazioni di acidi per soddisfare l'ego di qualcuno, di certo non aiuteranno a trovare le soluzioni necessarie per uscire una volta per tutte dall'impasse tecnica e ambientale che rischia di mettere seriamente a repentaglio l'intera stagione balneare del nostro territorio.
"Verremo accusati di aver fatto troppo i grilli parlanti quando mettevamo in guardia da investimenti inutili e perdite di tempo, senza capire che la soluzione era quella di una manutenzione ecosostenibile e di una programmazione degli interventi strutturali da fare in tempi non sospetti. Dopo l'invasione delle alghe in Farabola dell'estate scorsa si vede che nessuno ha imparato la lezione. che per risolvere i problemi ambientali bisogna organizzarsi per tempo e lavorare con costanza, non solo quando la situazione degenera o in vista delle solite campagne elettorali..."
MoVimento 5 Stelle Viareggio
Non sono servite le bollette salatissime pagate con il sudore dei cittadini, vessati da voci incomprensibili, che non trovano giustificazione e quindi fuorilegge, né i segnali che giungono da tempo, inascoltati, a scongiurare questa catastrofe: come ad esempio il problema degli escrementi che vanno verso il mare, rilevati tra Farabola e il Burlamacca. " Soldi in cassa non ce ne sono, i sindaci sono latitanti ed ingenti finanziamenti pubblici vengono spesi in assurde quanto inutili sperimentazioni di acidi per soddisfare l'ego di qualcuno, di certo non aiuteranno a trovare le soluzioni necessarie per uscire una volta per tutte dall'impasse tecnica e ambientale che rischia di mettere seriamente a repentaglio l'intera stagione balneare del nostro territorio.
"Verremo accusati di aver fatto troppo i grilli parlanti quando mettevamo in guardia da investimenti inutili e perdite di tempo, senza capire che la soluzione era quella di una manutenzione ecosostenibile e di una programmazione degli interventi strutturali da fare in tempi non sospetti. Dopo l'invasione delle alghe in Farabola dell'estate scorsa si vede che nessuno ha imparato la lezione. che per risolvere i problemi ambientali bisogna organizzarsi per tempo e lavorare con costanza, non solo quando la situazione degenera o in vista delle solite campagne elettorali..."
MoVimento 5 Stelle Viareggio
domenica 26 marzo 2017
Sconti sui canoni alle compagnie telefoniche?
Sconti sui canoni alle compagnie telefoniche? Il Movimento 5 Stelle drizza le antenne.
Le antenne continuano a spuntare sulle nostre teste proliferando come funghi senza alcuna regolamentazione. E intanto l'introito derivante dall'occupazione del suolo pubblico per l'istallazione di postazioni a servizio della telefonia mobile verrà diminuito, così come richiesto dagli stessi colossi delle telecomunicazioni, con l'effetto di apportare minori entrate nelle casse di un comune in dissesto. Ai pentastellati non va giù l'idea di consegnare su un piatto d'argento la città agli appetiti dei grandi gruppi telefonici che continuano a fare quello che vogliono in tema di istallazioni di antenne sulla pelle dei cittadini, per di più d'ora in avanti a prezzo di favore. Tutto questo mentre in Comune si fatica a raschiare il fondo del barile e non si fanno sconti a nessuno, con sforbiciate ai servizi sociali, tariffe e imposte elevate all'ennesima potenza, come di prassi per un comune in bancarotta. Così mentre si arranca su tutti i fronti, l'Amministrazione svolge un buon servizio, almeno nei confronti della opulenta lobby delle compagnie telefoniche: da una parte infatti ancora latita il piano per le antenne di cui si parla da tempo e prosegue in piena deregulation la proliferazione selvaggia degli impianti, con tutti gli effetti che ben sappiamo sulla salute dei cittadini, dall'altra proprio in sede di discussione del bilancio è venuta fuori la novità che le compagnie telefoniche hanno chiesto di dimezzare i canoni agitando lo spauracchio di un contenzioso legale. E la giunta che fa? senza troppe resistenze ha deciso di acconsentire al taglio dei canoni: là dove ad esempio si pagavano 15.000 euro di concessione adesso le compagnie ne pagheranno invece 8.000, è l'esempio riferito dal ragioniere capo. " Si tratta di una scelta lesiva degli interessi della comunità - tuonano i 5 Stelle - foriera di un danno non da poco per le casse comunali, considerando che con gli introiti derivanti dai canoni si potrebbe contribuire a risolvere i problemi della città e dei suoi abitanti”. Un danno che tra l'altro nessuno sa quantificare : “ A quanto ammonta l’importo totale pagato ad oggi dalle compagnie telefoniche? chiede la consigliera del Movimento 5 Stelle - nonostante le mie domande, nessuno in commissione ha saputo rispondere, così come nessuno ha saputo dire quanto inciderà in totale questa operazione sui nostri conti”. Non si sa neppure esattamente il preciso numero delle postazioni che insistono sul nostro territorio". Si parla infatti di una ventina di antenne già in attività, alle quali dovrebbero aggiungersene altre trenta una volta partiti i "saldi" sui canoni di concessione; canoni che, con la delibera al voto del consiglio, dimezzano il loro prezzo. A trovare supporto sulla necessità di non piegarsi a queste richieste è utile richiamare la sentenza 525/2010 del Tar Friuli Venezia Giulia: seppur riconoscendo l'esigenza di non gravare finanziariamente l'espletamento di un servizio che risponde ad un comprovato interesse della collettività, per il Tribunale amministrativo tuttavia non confligge con questa disposizione la sottoposizione ad una previsione tariffaria per la collocazione o il mantenimento di una stazione radio base.
La dice lunga anche la sentenza del Tar Toscana, la n. 600 del 28/03/2014 proprio quella richiamata nel dispositivo della proposta di deliberazione del nuovo regolamento, che ritiene legittima l'introduzione di una specifica tariffa per stazioni radio base, trovando giustificazione nella necessità di considerare adeguatamente sia l'entità dell'occupazione, sia l'impatto della stessa sulla collettività. ” Non ci dimentichiamo il valore economico della disponibilità dell'area occupata dalle antenne, il fatto che in pochi metri quadri si concentra un notevolissimo valore economico derivante dall'utilizzo di questi impianti, la valutazione del sacrificio che è imposto alla collettività, non soltanto la sottrazione di aree di suolo pubblico, ma per quanto tutte le cautele adottate, l'esposizione ai campi elettromagnetici”. Dunque altro che sconti. Tutt'al più si potrebbe intervenire prevedendo una riduzione degli esborsi per gli impianti oggetto di delocalizzazione per allentare la morsa delle onde elettromagnetiche nel centro cittadino." In mancanza di un apposito piano comunale, le antenne in questi anni sono proliferate in modo incontrollato - prosegue Pacilio - a questo si potrebbe ovviare, in assenza di strumenti di coercizione, inducendo la delocalizzazione degli impianti collocati in aree particolarmente sensibili, vicino a scuole, in pieno centro, in luoghi di particolare pregio, incentivando le aziende con una riduzione dei canoni, questo semmai è l'unica agevolazione che sarebbe utile prevedere perché va in direzione della tutela della salute dei cittadini". Inoltre non ci dimentichiamo che gli importi per l’occupazione delle aree pubbliche da parte delle compagnie telefoniche erano stati determinati nel 2014 dal commissario prefettizio Romeo che già a suo tempo davanti alle richieste di ribasso avanzate dalle stesse aveva risposto che non potevano essere prese in considerazione in ragione delle crisi finanziaria dovuta al dissesto”, cos’è cambiato nel frattempo?
MoVimento 5 Stelle Viareggio
giovedì 23 marzo 2017
" L'asse di penetrazione a sud dello stadio?... NO GRAZIE ! ".
Lo comunica a gran voce il Movimento 5 Stelle Viareggio optando per un altra soluzione, decisamente meno costosa, di minore impatto ambientale, più sensibile alla salvaguardia della preziosa area verde di ambito Europeo, con la ferma intenzione di non stravolgere un intero quartiere per spostare il problema del traffico dalla Darsena direttamente in pineta e sull'ex Campo d'Aviazione. Dopo giorni di martellamento mediatico, sembra già tutto deciso, con annuncio del Vicesindaco Alberici con il placet del Sindaco e la benedizione del Presidente della Regione Rossi.
Il Movimento 5 Stelle propone invece di rivedere la viabilità esistente, con la realizzazione di una rotatoria alla fine del Viale dei Tigli, snellendo il traffico in entrata e uscita verso la marina con sensi unici, compresa via Coppino, utilizzando tracciati già esistenti e riadattandoli ad un nuovo assetto, aggiungendo ciclopiste ed individuando parcheggi scambiatori fuori dal quartiere che attraverso navette, favoriscano il decongestionamento dell'area. Si tratta di migliorare la prima delle tre opzioni (vedi allegato) che erano state prospettate dallo studio commissionato a suo tempo sotto l'amministrazione Lunardini, raggiungendo un miglior risultato, evitando cementificazione che stravolge il paesaggio e risparmiando una notevole quantita' di denaro.
Al contrario il progetto con il passaggio dell'Asse di Penetrazione a Sud dello stadio prevede un'ingente spesa, che all'epoca dello studio (2012) veniva stimata intorno ai 2,2 milioni di euro e che attualmente sembra sfori inspiegabilmente i 4,5 milioni di euro, con il rischio facilmente prevedibile di una smisurata lievitazione dei costi, quello che appare evidente è il solito tentativo di una inutile opera titanica con l'aggravante di un disastro ambientale eterno, ignorandone le conseguenze, introducendo una quantità imponente di materiale estraneo, devastando il suolo, il sistema idrogeologico e l'ecosistema, abbattendo alberi, sradicando radici ed interrompendo la naturale continuità dell'area verde, dirottando direttamente l'inquinamento atmosferico e acustico all'interno del Parco. Non è un caso che il Sindaco si sia pronunciato sull'ipotesi di uscita dal Consesso dei Comuni che fanno parte dell'area protetta del Parco, che pose già il veto, ad un pretenzioso scempio di queste dimensioni. In questa fase, diventa riduttivo pensare ad una mera consultazione esclusiva per i soli cittadini della Darsena! Su una decisione così determinante, che compromette definitivamente una consistente parte del patrimonio naturalistico, che influenza il traffico di tutti i quartieri collaterali, dovrebbe esprimersi l'intera comunita'! Il Movimento 5 Stelle si domanda : "come si può fare una consultazione considerato che il regolamento sui referendum è fermo in Comune da molti mesi e tutte le volte che è stato sollevato in Consiglio Comunale il Sindaco ha deciso di soprassedere?".
MoVimento 5 Stelle Viareggio
lunedì 13 marzo 2017
sabato 4 marzo 2017
Commissione patrimonio deserta.
Mentre ci si appresta a battere l'asta per i gioielli di famiglia, la Finanza da giorni si aggira per i corridoi del Comune, e riecheggiano cifre da capogiro per il buco nero creato dalla partecipata comunale colpevole di aver portato la città alla bancarotta, questo il dato di fatto. Nessuno si è affacciato alla riunione della commissione di vigilanza e controllo indetta per Venerdì 3 dalla presidente Annamaria Pacilio, consigliera portavoce del Movimento 5 Stelle, in copia anche a Sindaco e Assessore al bilancio e alle partecipate. Nessuno. Non c'era il Sindaco, non c'era l'assessore Servetti, nessun delegato della maggioranza, probabilmente andati tutti in massa a presenziare l'arrivo di Mattarella a Lucca. Non c'era neppure il vice della Commissione Luca Poletti impossibilitato per motivi di lavoro, insieme alla Pacilio altro unico rappresentante della minoranza, intento a preparare per il 7 la riunione della commissione Statuto di cui è presidente dove si definiranno le composizioni delle nuove commissioni consiliari e si giocheranno delicati equilibri anche alla luce dell'ultimo travagliato parto in casa Pd.
" Vista la grave situazione che sta vivendo la città -spiega la Pacilio- mi aspettavo che il Sindaco, o chi per esso, si presentasse per dare una qualche risposta, illustrasse le scelte che si intendono fare e il futuro che si prospetta per la nostra città alla luce di quanto sta succedendo". “D'altronde -prosegue la consigliera- i cittadini hanno il diritto di conoscere precisamente il quadro della situazione e le scelte che Del Ghingaro con i suoi assessori intende fare, ci chiediamo quanto ancora dovranno aspettare". Intanto una risposta, inequivocabile è stata data, quella dell'assenza. Che pesa come un macigno e va a ulteriore dimostrazione della poca volontà di aprirsi alla minoranza nonostante le belle parole vergate di pugno dal sindaco e indirizzate ai consiglieri antagonisti che inneggiavano alla collaborazione e ad un'unità di intenti per salvare la città. "Probabilmente il sindaco la collaborazione la intende a senso unico -incalza Pacilio- qualunque proposta da noi avanzata in consiglio è sempre stata rigettata a prescindere dal contenuto solo perchè proveniente dal nostro Movimento, e basta dire che anche in quest'occasione il sindaco, assente ingiustificato, che neppure si è preoccupato di avertire dell'impossibilità di presenziare alla riunione, ha dato ulteriore prova di mancanza di rispetto e poca considerazione, i fatti parlano da soli e vanno ben oltre le belle parole". Della serie il lupo perde il pelo ma non il vizio... D'altra parte non ci dimentichiamo che ci avevano reso noto che con la proclamazione del fallimento della Viareggio Patrimonio la commissione di vigilanza non avrebbe più avuto necessità di esistere, dunque tutto torna, secondo il loro ragionamento, che ci sarebbero andati a fare?
ANNAMARIA PACILIO
Portavoce Movimento 5 Stelle Viareggio
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