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lunedì 6 maggio 2013

Aumentano le tariffe per l’acqua, di nuovo!



Ancora una volta gli esiti referendari vengono calpestati dalle decisioni di chi invece dovrebbe rispettare la volontà popolare.

Acqua pubblica e non a profitti privati: questo avevano deciso gli italiani.

Invece l'AEEG introdurrà fra poco un metodo di calcolo delle tariffe che permette alle società per azioni, che gestiscono la risorsa, di aggiungere in bilancio una voce destinata agli “oneri fiscali e finanziari”; sostanzialmente si tratta del raggiro della volontà dei cittadini, espressa con il risultato del referendum del 2011 in tema di remunerazione del capitale a favore dei privati.

In tutta la Toscana sono previsti aumenti spropositati, in particolare in Versilia (Gaia s.p.a.) con un aggravio fino al 10% sulle bollette.
Ricordiamo che, come si può leggere sul sito dell'AEEG, “Le risorse per il funzionamento dell'Autorità non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati”: ovvero i controllori sono finanziati dai controllati.

A livello locale, il Movimento 5 Stelle Viareggio si è battuto e si batterà per l’affermazione del principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato che deve essere privo di rilevanza economica.

Appena in Consiglio Comunale, i consiglieri portavoce del Movimento proporranno il riconoscimento nello Statuto Comunale del Diritto Fondamente all'Acqua e apriranno un confronto pubblico con la società Gaia in merito alle tariffe.



MoVimento 5 Stelle Viareggio

sabato 29 dicembre 2012

L'Authority approva la nuova tariffa dell'acqua in violazione del referendum

Riceviamo e pubblichiamo:



COMUNICATO STAMPA
Dal decreto di Ferragosto alla tariffa di Capodanno
Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze

Ieri l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l'Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.
Ma fa anche di peggio.
Infatti, il nuovo metodo tariffario, metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente. Ciò avverrà perché in un sistema che si basa sul ricorso al mercato creditizio, se si allunga il periodo di ammortamento dei cespiti si ha una conseguente riduzione delle aliquote annue con un impatto negativo sui flussi di cassa, creando, così, un rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie.
Ciò è particolarmente grave visto che il servizio idrico integrato abbisogna di ingenti investimenti nei prossimi anni (alcune stime parlano di circa 2 miliardi di € l'anno per i prossimi 20/30 anni).
L'Autorità, in un contesto dove il Governo tecnico di Monti ha rafforzato un' impostazione neoliberista e di privatizzazione dei beni comuni, che conferma e ripropone nella sua agenda per il prossimo governo, si nasconde dietro una deliberazione amministrativa per affermare una ricetta politica che vuole speculare sui servizi pubblici essenziali, a partire dall'acqua.
Dietro le manovre tecniche si afferma, inoltre, una sospensione democratica gravissima a danno di tutti noi.
Per questo vogliamo che il nuovo metodo tariffario venga ritirato e chiediamo le dimissioni dei membri dell'Autorità. E, chiaramente, non ci fermeremo ad elemosinare concessioni ma ci batteremo finchè questo non avverrà e venga ristabilità la volontà popolare.
Perchè si scrive acqua, si legge democrazia, e vogliamo ripubblicizzare entrambe.
Roma, 29 Dicembre 2012.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua